Nel messaggio, affisso nella fabbrica di Pomigliano, vengono rivolte accuse contro i presunti responsabili dei litigi tra gli addetti dell’azienda di vigilanza e sicurezza.
“Attenti a quei due ” non è il titolo della locandina di una nota serie televisiva degli anni Settanta ma quello, piuttosto indecifrabile, che uno o più ignoti lavoratori (il messaggio infatti non è firmato) hanno affisso nelle bacheche sindacali all’interno dei vari reparti della grande fabbrica automobilistica partenopea.
Il comunicato parla di un “ennesimo episodio di aggressione da parte di un responsabile Sirio nei confronti di un operaio, un vigile del fuoco, della medesima società ”. E poi, ancora: “aggressioni fisiche e verbali da parte di chi dovrebbe dare il buon esempio”. Quindi, gli interrogativi: “Chi sono i veri mandanti ? I responsabili sono le vittime o i reali carnefici?”. Nello stesso foglio la risposta: “A guidare tutto ciò non può essere altro che il datore di lavoro che per motivazioni (probabilmente personali) tenta di mettere in difficoltà i dipendenti creando situazioni pericolose e imbarazzanti per il suo stesso personale e mettendo in cattiva luce l’intero organico”. Sotto accusa è finito il vertice centrosud della ditta di vigilanza e sicurezza, nota negli ambienti industriali e in tutta Italia come una delle aziende leader nel suo settore.
Due gli episodi che hanno ispirato questo messaggio, il primo, risalente al 20 marzo, quando furono coinvolti un capo e due sorveglianti. Il secondo relativo invece a una zuffa tra un capo e un operaio vigile del fuoco, consumato nella catena di montaggio. “Da sei anni è un susseguirsi di soprusi e cattiverie nei confronti dei dipendenti”, l’ultima frase in neretto del comunicato senza firma.





