Fiat, le prove di dialogo con la Fiom

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A Torino è stato firmato l’annullamento dei conflitti giudiziari tra Lingotto e metalmeccanici della Cgil. E nella Mecca del modello Marchionne, a Pomigliano, la Fiom prepara la sua prima assemblea dell’era Panda.

Il giorno dopo il via libera della Fiat alla prima assemblea della Fiom nella fabbrica della Panda e dopo la stipula dell’accordo tra metalmeccanici della Cgil e Lingotto per la cancellazione dei conflitti giudiziari, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha incontrato, ieri mattina, a palazzo Chigi, i ministri dello Sviluppo e del Lavoro, Flavio Zanonato ed Enrico Giovannini. Nel pomeriggio il dirigente sindacale ha poi avuto un colloquio con il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, da pochi giorni segretario designato del Pd.

Landini ha dichiarato di aver espresso al governo ” la necessità urgente di politiche industriali vere e di un cambiamento delle politiche sociali ed economiche, escludendo le privatizzazioni “. Dal canto suo palazzo Chigi, in un comunicato, ha garantito che ” saranno approfondite sia le questioni in cui non è stato possibile entrare nello specifico sia le proposte che sono state avanzate dalla Fiom”. Intanto a Pomigliano, nel santuario dell’era Marchionne, nella fabbrica Gold Medal, scattano le prove di dialogo con la “ribelle” Fiom. Qui il sindacato guidato da Landini terrà, il prossimo 18 dicembre, la sua prima assemblea operaia, a tre anni e mezzo di distanza dallo strappo con la Fiat e con i sindacati firmatari per la mancata sottoscrizione dell’accordo Panda e del conseguente contratto dell’auto.

“Per noi – spiega Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania – è stato naturale rinunciare a un’ora di assemblea prenotata, cosa che ha permesso alla Fiom di organizzare la sua assemblea. E’ stata una prova di buonsenso: il nostro modo di agire non ha mai avuto logiche discriminanti “. Luigi Mercogliano ( Fismic ) aggiunge di ” sperare che questa dimostrazione di buona volontà porti la Fiom a più saggi ragionamenti circa l’opportunità di considerare l’unità sindacale e la concertazione come i valori fondanti della rivendicazione sindacale “. E Giuseppe Terracciano ( Fim Cisl Napoli ) insiste sulla necessità che “la Fiom cessi finalmente di insultare gli altri sindacati e di denigrare gli investimenti aziendali “. A ogni modo Maurizio Mascoli, della segreteria Fiom Campania, è serafico quanto sintetico: ” E’ stato riconosciuto un diritto sancito a luglio dalla Corte Costituzionale “.

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