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Spottone del Lingotto per ringraziare “chi lavora a Pomigliano” e del premio europeo ottenuto dalla fabbrica campana. Cobas e cassintegrati deridono l’iniziativa e il vescovo di Nola bacchetta i preti militanti e i giornalisti che scrivono di loro.

 La vertenza Fiat si sta consumando anche a colpi di annunci pubblicitari, annunci a tutta pagina sui giornali. I soldi per la propaganda mediatica li ha spesi l’altro giorno la Fiat per “ringraziare chi lavora a Pomigliano, che ha permesso il conseguimento del premio europeo per la migliore fabbrica del continente”. Il riferimento è all’appena conquistato premio “Automotive Lean Production 2012”, conseguito a Lipsia dalla newco come migliore impianto del continente. Non si è fatta attendere però la reazione dei cassintegrati che non approvano o di quelli che, come i Cobas, stanno preparando l’offensiva di piazza contro Marchionne.

Ieri, all’una, gli operai in cig dello stabilimento Fiat-Ergom di Napoli, che dovrebbero, ma il condizionale è d’obbligo, essere assorbiti a Pomigliano, hanno paralizzato con un corteo improvvisato le strade vicine all’impianto di Poggioreale, da via Stadera a via nuova Poggioreale, fino a piazza Nazionale. Ma la polemica sul manifesto pubblicitario della Fiat, inserito ieri nei principali quotidiani, non si ferma. Ieri i Cobas hanno strappato simbolicamente queste pagine davanti all’Ikea di Afragola, dove hanno indetto una conferenza stampa per illustrare i due cortei anti Fiat che hanno organizzato per oggi pomeriggio, ad Acerra, e per domattina, a Pomigliano.

Sempre ieri la polemica è continuata attraverso le agenzie di stampa, che riferiscono che “in tanti a Pomigliano hanno gradito solo in parte il manifesto, definendolo uno spreco di danaro”. “Marchionne venga a Pomigliano a ringraziare chi sta ancora fuori dalla fabbrica – afferma Andrea, uno dei 2431 cassaintegrati in attesa di essere assunto in Fabbrica Italia Pomigliano – e ci spieghi se vuole tenere fede all’accordo che ha firmato con i sindacati, invece che comprare pubblicità”. “ I soldi spesi dalla Fiat potevano diventare un piccolo premio di produzione”, altri commenti che però sono rimasti trincerati dietro un generale anonimato.

“I soldi investiti in questa iniziativa – replica il Lingotto – sono davvero poca cosa per cui la polemica è sterile, di livello molto basso. Bisogna finirla di sparare a zero contro un impianto che è un modello di organizzazione e produzione”. Intanto non ci sono novità dal fronte dei 19 licenziamenti avviati dalla Fiat per far posto ai 19 operai in cassa integrazione iscritti alla Fiom e che la magistratura vuole nella newco. Le uniche nuove provengono dalla Chiesa. Il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, si è infatti offerto di mettere a disposizione il suo “episcopio per una mediazione”. Un invito al dialogo non senza polemiche, però.

“Temo questo chiasso mediatico – stigmatizza il prelato – la disponibilità viene meno davanti alla telecamere e ai taccuini dei giornalisti mentre i sacerdoti farebbero bene a non tifare per una parte ma a stimolare l’incontro”. Un messaggio apprezzato a metà da don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, a Pomigliano.

“Trovo positivo e forte – dichiara don Peppino – il richiamo del vescovo al principio che il lavoro è il bene di tutti. Ma il richiamo al senso di responsabilità: che significa? Non parlare di fronte alle telecamere o ai giornalisti? Forse che essi non fanno il loro dovere informando i cittadini sullo stato di disagio? Quanto poi all’invito a non "tifare" per una parte o per l’altra preciserei che come sacerdote ho ben fatto la mia scelta e che da sempre ho imparato a stare dalla parte dei lavoratori e a farlo con amore. Se la scelta dei poveri ha un senso per la Chiesa è necessario anche schierarsi”.
(Fonte foto: Rete Internet)