Stamane assemblea davanti ai cancelli della Marelli con i segretari nazionali dei sindacati di categoria. E domani i cassintegrati del reparto logistico di Nola manifesteranno sotto la Regione.
Due stabilimenti senza futuro: la Marelli di Poggioreale e il Wcl di Nola. 750 cassintegrati stipati nel primo, oltre 300 nel secondo. Tanti operai ma nessuna missione produttiva. Per tutti la cassa integrazione scadrà nella seconda settimana di luglio.
Stamane, alle dieci, i segretari nazionali dei sindacati di categoria tenteranno di concordare con i lavoratori della Marelli un percorso unitario di lotta. Dopo l’arrivo delle produzioni Panda l’indotto dei componenti per le auto Fiat in Campania è in ginocchio. Con le produzioni Alfa Romeo il lavoro c’era. Ma l’approdo dell’utilitaria made in Pomigliano ha portato solo guai agli operai di Poggioreale, rimasti all’asciutto. Intanto c’è poco tempo: due mesi per strappare un rinnovo della cassa. Sempreché sia possibile. Di piano industriale non se parla. Non se n’è mai parlato. Nemmeno quando qualcuno urlava che sarebbe comparso, prima o poi.
Nella stessa fase interlocutoria si trovano i 303 addetti del Wcl di Nola, trasferiti d’imperio nel 2008 da Pomigliano alla volta del reparto nuovo di zecca, che in base alle pie intenzioni della Fiat avrebbe dovuto smistare le merci degli impianti del Lingotto stanziati al centro sud: Pomigliano, Melfi, Cassino. Ma il Wcl non produce da sempre, dal primo giorno che ha aperto e subito chiuso i battenti. Qui cassa integrazione a go go: da cinque anni.
(Fonte foto: Rete Internet)


