Beniamino Depalma ieri ha riunito i sindacati firmatari dell’accordo Panda e la Fiom. ” Ho paura che questa lotta non faccia bene ai lavoratori “, il messaggio del prelato. D’Onofrio ( Fiom ):” il contrasto con noi non c’entra “.
La consapevolezza che il momento per la Fiat di Pomigliano sia di quelli molto difficili e che per superarlo il sindacato debba ritrovare l’unità perduta. Con questa premessa il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, ieri pomeriggio ha voluto riunire attorno al tavolo del salone del vescovado i sindacati firmatari del si a Marchionne e la ribelle Fiom, ferma sulla posizione del no all’amministratore delegato del Lingotto. Quella di ieri è stata la prima volta in assoluto, dopo lo strappo del 2010, che le organizzazioni firmatarie e i metalmeccanici della Cgil si siano ritrovate insieme a discutere del caso Fiat di Pomigliano.
“C’è timore per tutti i lavoratori e quindi il 25 dicembre sarò a Pomigliano – l’annuncio di Depalma ai sindacalisti presenti – voglio vivere il Natale con il mondo del lavoro, con tutte le famiglie messe in ginocchio dalla crisi ”. La messa, organizzata da don Aniello Tortora, responsabile della pastorale del lavoro della diocesi, si terrà alle 18, nell’autoditorium del liceo classico-scientifico Imbriani. Quindi, l’esortazione di Depalma: “ Capisco le ragioni della Fiom ma la rottura sindacale ha favorito l’imprenditore: bisogna stare dal di dentro per difendere il lavoro”.
“Siamo arrivati al punto che io non so più da dove iniziare – l’allarme di Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – abbiamo un governo latitante, la Fiom che non arretra e la Fiat che non molla. E se non si trova un accordo sulla mobilità scatterà il blocco delle assunzioni”. Dall’altra parte del tavolo ha replicato Giovanni Nughes, della segreteria Cgil di Napoli, accompagnato da Salvatore Velardi, della Cgil di Nola e Pomigliano: “ In questo momento servono due cose: speranza e unità. Bisogna mettere insieme le forze. Si, è vero – ha chiarito il dirigente Cgil – c’è il rischio del blocco delle assunzioni ma se la Fiat licenzia allora lo Stato per legge non potrà più concederle la cassa integrazione ordinaria ”.
Comunque Michele Liberti, segretario provinciale della Fim, ha ribadito che “le questioni politiche devono essere messe da parte” e che “è necessario che tutti facciano un passo indietro ”. Un esplicito riferimento anche alla Fiom. “Voglio ricordare alla Fim – la replica, decisa, di Sebastiano D’Onofrio, rsa Fiom della newco – che il nostro segretario Landini ha appena comunicato che non ha alcuna intenzione di candidarsi e che continuerà a fare il sindacalista. Inoltre i fatti ci dimostrano che la Fiat intende tagliare posti di lavoro, indipendentemente dal contrasto con la Fiom”. Infine, l’appello del vescovo: “Unità e responsabilità: ho molta paura che questa lotta non faccia bene ai lavoratori”.






