L’operaio della Fiat di Melfi era delegato della Fiom. E’ stato licenziato. Ora è senatore di Sinistra Ecologia e Libertà. Ieri è andato all’assemblea di Pomigliano, da Maurizio Landini. Oggi non ha dato la fiducia al nuovo esecutivo.
Senta senatore Giovanni Barozzino, ma è vera la storia che ha raccontato ieri, a Pomigliano, circa un presunto dirigente della Fiat che davanti al tribunale, durante la causa sul suo licenziamento, le avrebbe detto che i figli degli operai non dovrebbero andare all’università? E lei ha figli che all’università ci vanno…
“Prefererirei non specificare l’identità di chi ha detto questa cosa, anche perché la vicenda è ancora al vaglio dei miei legali. Comunque questa frase è stata detta”.
Se è vero ciò che ha riferito ieri, davanti a quattrocento persone, direi che si tratta di una vicenda molto grave…
“Lo ripeto: non voglio entrare troppo nello specifico della vicenda. Voglio solo dire che in Italia le iscrizioni all’università sono calate di netto: 50 mila iscrizioni all’anno in meno. Il loro progetto è molto chiaro, il progetto di chi rappresenta un certo ceto sociale è molto chiaro”.
Passiamo alla politica, perché lei ora è un politico. Lei, come gli altri senatori di Sel, oggi non ha votato la fiducia al governo Letta…
“Assolutamente: ho votato no alla fiducia”.
Assolutamente? Perché tanta decisione?
“Perché la campagna elettorale del centrosinistra, il programma Italia Bene Comune, era una campagna incentrata sul cambiamento e io credo che con un governo di questo tipo il cambiamento non lo vedremo. Nei fatti si è riproposto un Monti bis. Noi ovviamente non ce lo auguriamo, però di fatto sta andando in quella direzione, quella delle larghe intese”.
Ma secondo lei era stato tutto pianificato o questa situazione è il frutto dei difficili mesi di trattative fallite, di questa legge elettorale machiavellica?
“Per natura non parlo degli altri ma di me. Noi di Sel abbiamo detto ai nostri cittadini quello che volevamo fare ma anche tutti i colleghi del centrosinistra lo avevano detto. Comunque questa domanda bisogna farla a chi ha tradito il proprio elettorato . Per quanto mi riguarda io ho fatto una campagna elettorale vera. Ho preso degli impegni precisi e quegli impegni li voglio mantenere . Altri devono dare le loro spiegazioni”.
Che tipo di opposizione intende attuare?
“La nostra sarà un’opposizione costruttiva. La cosa che a me sta a cuore è che si deve cominciare a parlare di lavoro”.
Eppure subito dopo l’esito elettorale il tema del lavoro, della Fiat, delle fabbriche, della precarietà è andato via via scomparendo dalle pagine più importanti dei maggiori giornali…
“Si sto notando che sta scomparendo. Ma noi abbiamo il compito di far comprendere che lavoro significa innovazione, significa restituire dignità ai lavoratori. In Italia deve finire questa storia della lotta tra i poveri. Hanno tolto quei pochi diritti che c’erano. In Italia non si affronta il tema del precariato perché chi guadagna 1200 euro al mese deve stare zitto e deve pure ringraziare l’azienda. Aziende che ci mettono uno contro l’altro per non farci affrontare i problemi veri di questo Paese . Io per esempio vengo dalla Basilicata, regione già poco popolata e che si sta spopolando ulteriormente a causa della mancanza di lavoro.
Ebbene, c’è un mio amico disoccupato che è andato a Torino. Ha trovato lavoro. Salario: mille euro. Deve pagare 500 euro di affitto per due camere con un bagno da dividere in comune. Sta soffrendo. Ecco, ormai qui il lavoro crea tragedie doppie: stai qui e stai male e poi vai al nord e continui a stare male. E non sai più cosa fare”.


