Due addetti alla sicurezza antincendio sorpresi dai loro colleghi con le mani nel sacco. L’azienda li ha licenziati. Sono stati denunciati per il tentato furto di 130 condizionatori da montare sulle Panda. Oltre 30mila euro di merce.
Addetti alla sicurezza infedeli, vigilantes del settore antincendio che mentre effettuavano le ronde nei capannoni rubavano pezzi di ricambio a più non posso. Sono stati beccati proprio dai loro colleghi, i sorveglianti dei cancelli, sotto la pensilina di un varco carrabile della Fiat di Pomigliano.
In due avevano ammassato all’interno di un furgoncino 130 propulsori di condizionatori dell’aria destinati all’equipaggiamento delle Panda: 30mila euro di merce. L’azienda li ha licenziati in poche ore. Il caso è adesso nelle mani della procura di Nola. L’episodio, avvenuto alcuni giorni fa, ma trapelato solo ieri, preoccupa. Il sospetto degli inquirenti è che dietro questa storia ci sia un giro di materiali rubati molto più vasto. Addosso a uno degli addetti alla sicurezza licenziati per tentato furto è stato trovato un foglio con una serie di codici e di quantitativi corrispondenti.
Gli investigatori, che hanno interrogato i sospetti nella stazione carabinieri di Pomigliano, comandata dal maresciallo Domenico Giannini, sospettano che quel foglio possa essere una sorta di lista della “spesa”, una lista di ordini commissionati da ricambisti e meccanici dell’area napoletana. Ma è solo una delle ipotesi. Intanto secondo indiscrezioni durante l’inventario delle merci eseguito a causa di quanto avvenuto mancherebbero all’appello non solo i motorini dei condizionatori. A ogni modo i due vigilantes licenziati, che respingono ogni addebito, non sono stati arrestati. Quando sono stati bloccati sul passo carrabile del varco 2, un varco frontale, quello che dà l’accesso al cuore della grande fabbrica, gli addetti alla sicurezza antincendio si trovavano ancora nello stabilimento, all’interno di un piccolo furgone.
Appena qualche metro più avanti, cioè una volta all’esterno della fabbrica, sarebbero finiti in manette se i militari li avessero bloccati in tempo. Invece sono stati fermati dai colleghi sorveglianti, che fanno parte della stessa ditta, la Sirio, società di vigilanza nazionale controllata dalla Fiat. E’ una storia scaturita dall’intuito di un sorvegliante. Dinamiche imbarazzanti consumate in pieno giorno. A un certo punto un Fiorino cabinato si presenta accanto alla portineria del varco 2. A bordo ci sono due addetti alla sicurezza antincendio, i cosiddetti “pompieri” della Sirio. Chiedono di uscire per andare a fare rifornimento di carburante.
Ma il collega, il sorvegliante, li blocca. Nota che il veicolo è troppo pesante, che il piantone è troppo schiacciato a terra. E il vigilante ordina ai due di aprire il furgoncino. Apriti cielo: messi alla rinfusa nel bagagliaio ci sono tantissimi pezzi confezionati della Fiat. Sono centinaia di motorini che alimentano i condizionatori delle Panda, in costruzione a pochissima distanza, nella vicina catena di montaggio. “E cosa ci fanno qui, queste cose?”, chiede il sorvegliante. “ Non lo so, non ne so niente”, risponde uno dei due colleghi. Ma i guardiani del varco 2 chiamano subito i carabinieri. Quindi i militari sopraggiungono e prelevano i sospetti, che vengono interrogati a lungo nella stazione di Pomigliano.
Poco dopo in caserma sopraggiungono i responsabili di Fiat e Sirio, che sporgono querela di parte per tentato furto, determinando in questo modo l’avvio dell’inchiesta da parte della procura di Nola. Alla fine gli addetti della Sirio vengono rilasciati. Subito dopo, però, l’azienda li licenzia. Sono 80 gli addetti alla sicurezza della Fiat di Pomigliano inquadrati negli organici della Sirio. Una metà è composta da sorveglianti che controllano i varchi e tutta la fabbrica.
L’altra metà è formata dai cosiddetti “pompieri”, addetti alla sicurezza antincendio. I due pompieri licenziati hanno tra i 30 e i 35 anni. Uno è di Pomigliano, l’altro di Torre del Greco. Sono incensurati. Entrambi hanno moglie e figli.
(Fonte foto: Rete Internet)

