La Fiat respinge la richiesta di rientro dei cassintegrati nella fabbrica della Panda, dove ci saranno due sabati di recupero. Intanto Pratola Serra inaugura il nuovo motore 1800. E le giornate di cassa diminuiscono.
Spuntano notizie confortanti dalla Fiat di Pratola Serra, dove ieri è stata avviata la produzione di un nuovo motore, e novità molto meno esaltanti da quella di Pomigliano, dove non ha dato particolari esiti un importante incontro sull’occupazione tra azienda e sindacati.
“L’aumento della produzione Panda è congiunturale e quindi non strutturale”: l’analisi del Lingotto sull’andamento di Pomigliano, resa nota ieri pomeriggio alle rsa della fabbrica automobilistica partenopea. Un giudizio che ha deluso le aspettative dei tanti cassintegrati che premono ai cancelli dell’impianto. Poco prima di questo responso era infatti trapelata la voce di un possibile avvio del terzo turno notturno, che avrebbe dato un impulso decisivo al rientro dei 1400 addetti in cig. Invece non sarà così. A Pomigliano si registra un aumento produttivo di sole 700 vetture, entro luglio. Aumento che l’azienda giudica momentaneo e che quindi si potrà smaltire con due sabati ( 15 e 22 giugno ) di primo turno, da organizzare attraverso un recupero con riposo compensativo.
Una proposta, questa, che ha indotto le rsa dello stabilimento a riflettere. L’incontro è stato rinviato a data da stabilire. Decisamente negativa, inoltre, la risposta del Lingotto sul fronte della quantificazione dei rientri. “Servono meno di dieci persone nell’aera manutenzione”, ha comunicato l’azienda. Una situazione a cui sta facendo da contraltare ciò che sta avvenendo alla Fiat di Pratola Serra, dove ieri è stata avviata la “preserie” del nuovo motore 1800 a benzina, interamente in alluminio e in grado di sviluppare fino a 300 cavalli. Un prodotto destinato al mercato nordamericano, ai suv e alle potenti berline Chrysler, alla nuova Alfa Romeo del segmento C, da produrre a Modena, e alle nuove Maserati realizzate a Grugliasco e a Modena.
Ad Avellino l’introduzione di questo motore, progettato dal centro ricerche ex Elasis di Pomigliano, apporterà benefici all’occupazione con l’aumento delle giornate lavorative e la conseguente riduzione della cassa integrazione per ristrutturazione. Giornate lavorative che per i circa 200 addetti dell’impianto irpino sono passate dalle 3 del mese di aprile alle attuali 7 del mese di maggio ( 21, 22, 23 e 24 maggio ). “Qui c’è fiducia – conferma Antonio Longobardi, della segreteria provinciale Fismic – anche perché la Fiat ci ha già assegnato la produzione di un altro motore, quello per il nuovo furgone commerciale Ducato”.
Per quanto riguarda invece il confronto sull’occupazione a Pomigliano, Giovanni Sgambati (Uilm) commenta che “è necessario sviluppare gli ulteriori approfondimenti anche se il dato che ci hanno confermato non è strutturale”. Possibilisti sul fronte del recupero compensativo si dichiarano Felice e Luigi Marcogliano (Fismic ). “Ovviamente però – precisano – non potremo concedere altri sabati in caso di un nuovo aumento degli ordini”.





