Somma Vesuviana. Associazione Santa Maria a Castello, 80 anni di fede e solidarietà

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L’Associazione Cattolica di Beneficenza “Santa Maria a Castello” compie 80 anni. È una delle più antiche realtà associative di Somma Vesuviana, gode di ottima salute ed è pronta a rilanciare il proprio impegno sociale e di solidarietà.

 

Già nel 1942, negli anni tristi della Seconda guerra mondiale, molti anziani, donne e giovanissimi, che cercavano protezione dai bombardamenti, organizzarono nei rifugi improvvisati del Monte Somma veri gruppi di preghiera dedicati alla Madonna di Castello. In quel clima cominciarono a maturare le condizioni che avrebbero poi portato alla nascita dell’associazione.

Appena il conflitto terminò, lasciandosi dietro un carico di distruzione e di morte, i fedeli mantennero la promessa e nel 1946 portarono in processione, per la prima volta, la statua della Madonna per tutte le contrade della città. La partecipazione fu straordinaria. A ringraziare Mamma Schiavona per lo scampato pericolo accorse gente da tutta Somma e dai comuni vicini. Per l’occasione la statua di Santa Maria a Castello fu posta su una struttura di legno a forma di aeroplano.

Nello stesso 1946, su iniziativa del padre trinitario Antonio Smoraldo e di alcuni componenti delle famiglie Raia, Menna, Fortunio, Di Lorenzo, Iovino, Angrisani, Annunziata, Molaro, Maiello, De Lucia, Di Matteo, Bocchino e altre ancora, nacque l’Associazione Cattolica di Beneficenza Santa Maria a Castello.

Primo presidente fu nominato Alfonso Iovino e tesoriere il vulcanico Gaetano Angrisani, grande anfitrione e poeta. La prima sede fu istituita in un locale del convento dei Padri Trinitari.

La nuova associazione si mise subito in moto e si dedicò soprattutto alla beneficenza, assistendo i poveri e le persone più bisognose. I Padri Trinitari accompagnarono i fedeli negli esercizi spirituali, nelle ricorrenze delle feste cattoliche e nel periodo di Quaresima.

Importante fu anche il contributo dell’indimenticabile don Armando Giuliano, parroco che per anni presiedette l’organizzazione della festa.

Per dotare l’associazione di un proprio segno distintivo nelle processioni, si decise di realizzare un vessillo. La stoffa fu donata da Michele De Lucia, del rione Margherita, mentre i ricami e l’immagine della Madonna furono realizzati da Benedetta Fiorillo e dalle sue allieve. Si racconta che, durante il ricamo del volto della Madonna, le ricamatrici, come atto di devozione, lavorassero in ginocchio.

Grazie all’impegno dell’associazione fu realizzata la fontana pubblica di via Portaterra e venne installata l’illuminazione nella Cupa dei Zingari e lungo la strada che costeggiava il convento e le mura aragonesi.

I membri dell’Associazione Santa Maria a Castello, come è tradizione, si mobilitano ancora oggi nel giorno del Sabato dei Fuochi. In questa occasione viene organizzata una processione che, con in testa il vessillo, raggiunge a piedi il santuario. Viene poi celebrata una solenne messa e la giornata prosegue tra canti, festa e fuochi.

Un tempo l’associazione e le varie paranze addobbavano carri che scendevano per le strade del paese. Tra le diverse realtà partecipanti nasceva anche una sana competizione e venivano premiati il miglior addobbo e la canzone più originale.

La sede attuale dell’associazione è in via Michele Troianiello. È una realtà associativa che, nel corso degli anni, ha mantenuto una regolare vita democratica, con elezioni, riunioni del direttivo e assemblee degli iscritti.

«Festeggiamo con orgoglio – afferma Lino Improta, presidente dell’Associazione Santa Maria a Castello – ottant’anni di attività. Non ci fermiamo. Siamo pronti a rilanciare le nostre iniziative. Per dare più forza e concretezza al nostro impegno di solidarietà abbiamo aderito alle ACLI e presto metteremo in atto interventi e progetti per gli anziani e per difendere dal degrado la nostra città».

La prossima settimana, al santuario di Santa Maria a Castello, si terranno le celebrazioni ufficiali dell’ottantesimo anniversario.

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