Svolta storica nel gruppo automobilistico. Fim, Uilm, Fismic e Ugl convincono il Lingotto ad applicare la riduzione dell’orario per far rientrare in attività i cassintegrati.
Svolta storica nel settore automobilistico Fiat: a Pomigliano saranno introdotti i contratti di solidarietà. E’ la prima volta che si adotta quest’ammortizzatore sociale in casa Fiat auto. Uno strumento, questo della solidarietà, che punta alla riduzione dell’orario di lavoro e che sarà adottato per migliorare le condizioni economiche dei tanti cassintegrati napoletani.
La decisione di superare l’attuale regime di cassa integrazione è emersa ieri pomeriggio durante l’incontro, tenuto negli uffici dello stabilimento produttore della Panda, tra il Lingotto e i sindacati firmatari del contratto dell’auto, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Unione Quadri. Per il momento c’è un verbale d’intesa sottoscritto dal capo delle relazioni industriali di Fiat, Pietro de Biasi, e dai responsabili territoriali della organizzazioni di categoria. L’accordo sarà poi dettagliato e infine ratificato tra alcuni giorni all’ufficio regionale del Lavoro, l’Ormel.
Nel frattempo sono state rese note le modalità generali con cui saranno concretizzati i contratti di solidarietà. La riduzione dell’orario di lavoro sarà verticale, cioè flessibile, e coinvolgerà circa 2000 dei 4500 addetti dell’impianto produttore della Panda. 2000 addetti che ruoteranno in regime di solidarietà nell’ambito di un bacino di 800 posti di lavoro non direttamente collegati alle produzioni manifatturiere, vale a dire al cuore delle attività dell’impianto, cioè la catena di montaggio. La percentuale di solidarietà concordata è pari al 59 %, molto alta dunque, visto che il limite imposto per legge è del 60%.
Questo significa che gli addetti in regime di solidarietà percepiranno un salario che si attesterà intorno ai 1200 euro netti base. Una cifra comunque decisamente migliore rispetto a quella della cassa integrazione, che è stata di circa 800 euro. A ogni modo l’intesa raggiunta tra azienda e sindacati firmatari punta al superamento della divisione in tre aree dello stabilimento, la A, la B e la C, decisa nel febbraio dell’anno scorso e che prevede il non utilizzo dei cassintegrati nei settori di produzione diretta. Cosa che finora non aveva reso possibile il rientro in fabbrica, se non per sporadici periodi, di circa 1400 dipendenti a zero ore.
“Inoltre – aggiunge Felice Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic – la Fiat ha annunciato che gli addetti in regime di solidarietà, che rientreranno dalla cassa integrazione, saranno sottoposti a un programma di formazione all’interno dell’orario di lavoro”. Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania, punta poi sull’aspetto economico dello strumento appena annunciato. “Dal punto di vista delle retribuzioni la solidarietà, rispetto alla cassa integrazione, ha un vantaggio economicamente rilevante e – aggiunge il responsabile della Uilm regionale – se saranno confermati gli sgravi Irpef annunciati dal governo anche i lavoratori di Pomigliano beneficeranno del vantaggio di un salario maggiorato”.
Un altro aspetto messo in evidenza dall’intesa raggiunta ieri con il Lingotto è la verifica trimestrale dell’accordo. “Uno strumento che con la formazione consentirà – conclude Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli – di avere un numero sempre crescente di lavoratori in attività".




