Alcuni genitori degli studenti di Acerra s’improvvisano attori per raccogliere fondi. Staccato un assegno destinato alla facoltà di farmacia della Federico II. Scopo: capire cosa c’è nel sangue degli ammalati di tumore.
Danaro per aiutare la ricerca, per finanziare il primo studio analitico sulla presenza delle sostanze pericolose nel sangue del popolo della Terra dei Fuochi. Una ricerca scientifica avviata dalla facoltà di Farmacia dell’università Federico II. Stanno raccogliendo i soldi una ventina di genitori di studenti e alunni delle scuole superiori e dell’obbligo di Acerra. Genitori che per raggiungere lo scopo si sono improvvisati attori. Il soggetto delle opere che mettono in scena è intuibile: la Terra dei Fuochi. I genitori hanno formato una compagnia, ” La compagnia dei Geniattori”. Riadattano i classici del teatro napoletano inserendo vicende e situazioni che richiamano i temi dell’ambiente violato. Il regista si chiama Peppe Ruotolo, 47 anni, piccolo imprenditore.
La moglie, Maria Crimaldi, 40 anni, casalinga, interpreta il ruolo di un’usuraia, “Cenzina”. Uno studente del liceo “de Liguori”, Alfonso Pannella, interpreta invece il ruolo di “Don Luberto”. La commedia in scena è “Arezzo 29 “, opera degli anni Ottanta, in due atti, di Gaetano e Olimpia Di Maio, storicamente interpretata dagli indimenticabili Nino Taranto e Luisa Conte. La compagnia dei ” Geniattori ” è un’idea di Livia Bernardo, maestra dell’istituto delle suore di San Giuseppe, dove rappresenta la commedia. Il ricavato di cinque serate, circa 800 euro, è stato consegnato dalla coppia Ruotolo-Crimaldi ad Alessandro Cannavacciuolo, giovane ambientalista della zona, che poi girerà il danaro alla facoltà di farmacia. “Ciò che sta facendo Alessandro contro l’ecomafia è encomiabile”, commenta Peppe Ruotolo.
” Ormai noi adulti stiamo imparando dai ragazzi – l’amarezza di Maria Crimaldi – dovremmo vergognarci del fatto che i nostri figli scendono in piazza mentre li stiamo a guardare: ecco perchè sono nati i ” Geniattori”. A Cannavacciuolo è dedicato il personaggio di Alessandra, interpretato da una mamma, Anna Lo Mele. Intanto si tenta di finanziare la ricerca dal basso. Lo studio dell’università Federico II è partito dalla storia di Enza Maisto, 16 anni, di Acerra, morta a novembre per un osteosarcoma. Enza era diventata il simbolo della Terra dei Fuochi. Poco prima del suo addio la ragazza si era lasciata fotografare nel letto d’ospedale mentre reggeva un foglio con la scritta ” Acerra non deve morire”. La vicenda ha colpito migliaia di persone, scese in piazza sull’onda emotiva della lotta all’ecomafia. Intanto le analisi di laboratorio effettuate dal dipartimento di farmacia hanno stabilito che il sangue di Enza era zeppo di policlorobifenili, vale a dire del famigerato pcb, il composto organico prodotto dalla combustione di plastiche e petroli.
Le molecole di pcb sono migliaia e sono sprigionate da qualsiasi cosa bruci. Ma il dottor Gian Carlo Tenore, del laboratorio di farmacia e tossicologia, ha voluto selezionarne una dozzina, cioè quelle che più si avvicinano alle diossine. Il risultato degli esami dei campioni di sangue e dei capelli di Enza lascia di stucco: quantità di veleni superiori di 45 volte, 44, 35 volte, agli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nomi che fanno rabbrividire: tetracloro bifenile , esacloro bifenile, pentacolorobifenile.Finora Tenore ha analizzato i campioni di sangue prelevati da venti persone. Due sono di Acerra, Enza e Michele Liguori, il vigile eroe che sequestrava le discariche abusive e che è morto di cancro di recente. Casi in cui i livelli di pcb risultano elevati.






