Per il vescovo emerito di Acerra i medici hanno diagnosticato una frattura guaribile senza bisogno di ricorrere alla sala operatoria.
“La frattura del femore non è scomposta, il vescovo potrà guarire facendo ricorso a una normale terapia riabilitativa: non c’è bisogno dell’operazione “. Lo comunicano i medici della clinica Villa dei Fiori, dov’è ricoverato il prelato simbolo dei tanti problemi del Mezzogiorno. Don Antonio Riboldi, prima sacerdote nel Belice e poi, dal 1978 al 1999, vescovo di Acerra, si era fatto male sabato sera scivolando sul tappeto della sua casa-studio, all’ultimo piano del convento dell’Annunziata, un grande impianto medievale fatto ristrutturare proprio da lui, negli anni Novanta.
Immediato il ricovero nella clinica Villa dei Fiori, dove in un primo momento era stata diagnosticata una frattura del femore che necessitava di un’operazione. Poi però i medici si sono ricreduti. Le condizioni del prelato brianzolo sono andate subito migliorando. Alla fine i camici bianchi hanno deciso di non mandarlo più sotto i ferri. Per don Riboldi ora si apre un periodo nel reparto riabilitazione della clinica acerrana, una grande struttura specializzata nel recupero dei pazienti che hanno subito traumi ossei e non solo. Il 16 gennaio dell’anno prossimo don Riboldi compirà 92 anni.






