CONDIVIDI

Piersanti Mattarella fu vittima di Mafia negli anni ottanta. Oggi dopo anni, suo fratello è stato nominato Presidente della Repubblica. La carica più alta dello Stato non potrà non fare i conti con un passato che impone provvedimenti futuri.

La lotta alla criminalità organizzata resta, purtroppo, un’emergenza costante, un discorso ricorrente da tenere sempre vivo, ed è dunque inevitabile nonchè fondamentale, indagare sul consenso politico che da sempre favorisce gli interessi mafiosi. Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Riguardo al suo percorso politico, sono già trapelate ombre e notizie contrastanti sulla trasparenza di colui che da sabato è il nuovo garante della Costituzione. Polemiche ce ne sono e ce ne saranno ancora nei prossimi tempi, fatto sta che la storia ci racconta anche di suo fratello. In questi giorni abbiamo fotografato il neo presidente fuori alla chiesa dopo la messa, abbiamo parlato dei suoi selfie con le monache, abbiamo indagato per capire se usa o non usa mezzi pubblici, abbiamo provato a capire se è simpatico o antipatico, addirittura qualcuno ha intervistato il suo barbiere!

Bello tutto molto bello, il tipico comportamento stile “inciuci italiani”. Superate dunque le inutilità, è il caso di capire cosa effettivamente questo Presidente potrà fare per la cultura e la crescita di questo paese. La classe politica italiana resta probabilmente la più ridicola del mondo, la più sprovvista di dignità, un’amministrazione governativa che “sdrammatizza” e sminuisce tutto, come ad esempio la disastrata condizione economica nazionale, e lo fa anche scherzando sulle schede elettorali nominando “Barba D’Urso”, “Magalli”, “Ezio Greggio”, ecc, per la carica più alta dello Stato. La cosa non ci fa ridere per niente. C’è ben poco da scherzare e non fanno ridere affatto nè le tecniche per capire da dove provengono i voti scritti sulle schede nè il depotenziamento della ritualità istituzionale che una votazione del genere dovrebbe possedere.

Basti pensare che mentre la maggioranza della popolazione cerca lavoro, qualcuno lì scherza votando soggetti improponibili in attesa di definire accordi per l’elezione del Presidente della Repubblica. Esempi di serietà zero, come al solito, come sempre, d’altronde noi ci siamo abituati a siparietti di questo tipo ed è forse questo il vero dramma. Non solo non dovremmo riderci sopra ma dovremmo pretendere con il pugno di ferro che sia garantito sempre l’impegno e la trasparenza da parte di chi dovrebbe governare l’Italia. Torniamo a Mattarella, suo fratello Piersanti fu Presidente della Regione Sicilia e nel 1980 fu ucciso dalla mafia. La mattina del 6 gennaio di quell’anno, Piersanti Mattarella, entrò in auto in via della libertà a Palermo e un killer, avvicinandosi al finestrino, lo uccise poco dopo con vari colpi di pistola. In seguito a questo traumatico evento il fratello, Sergio, decise di entrare in politica.

Ecco raccolte alcune dichiarazioni dell’attuale Presidente della Repubblica ricordando suo fratello: “Con mio fratello eravamo molto legati e non c’era cosa che ci riguardasse che non ci dicessimo l’un l’altro” e ancora “mio fratello quando era Presidente della Regione ha compiuto gesti molto significativi che di per sè, in un ambiente intriso di mafiosità avrebbero potuto provocarne l’uccisione. Come l’ispezione per fare luce sugli appalti per le scuole concesse dal comune di Palermo”. Mattarella ha sempre ricordato del fratello “lo slancio innovativo nella vita politica che portò ad esempio all’approvazione della legge regionale che rese più trasparente l’assegnazione delle opere pubbliche regionali”. L’ex Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nel suo libro “Per non morire di mafia”, ha scritto che Piersanti Mattarella “stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un’autentica rivoluzione.

La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica, secondo lo slogan che la Sicilia doveva mostrarsi ‘con le carte in regola’, aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell’isola”. Un dato di fatto da non sottovalutare. La stragrande maggioranza degli interessi politici ed economici di questa nazione hanno tutt’oggi, in minima o in massima parte, legami con gli affari del crimine organizzato. E’ un po’ un sogno utopico, ma forse non così improponibile: se dunque la politica ha fatto da garante di interessi illeciti, pilotando anche appalti milionari mafiosi, un Presidente della Repubblica impegnato nella lotta a questo sistema nero non farebbe affatto male a questa nostra realtà. Fu ucciso suo fratello, sangue del suo sangue, non può essere un punto inconsistente.

Qualcuno dall’alto delle sale governative avrà forse già previsto come sminuire questo ruolo o come strumentalizzarlo per lucidare lo scudo di un’apparente volontà di dissociarsi dalla mafia, ma starà a Sergio Mattarella sconvolgere i piani, se sia stato scelto per fare bella figura e garantire il successo di riforme poco importa, ciò che importa è sperare in una presa di coscienza seria di questo Presidente che magari potrà sconvolgerci tutti e proporsi non solo come garante della Costituzione Italiana ma anche come uomo nuovo che definisca con vigore e chiarezza qual è il ruolo dello Stato, quale finalmente dovrà essere, derattizzando definitivamente uomini, condizioni e culture che legano la Repubblica agli interessi più sporchi e omertosi di questo paese stanco e incapace di crescere. Più che i buoni propositi, saranno i fatti a parlare.

A collegare Piersanti a Sergio un ponte di impegno pubblico che ha al suo centro un sacrificio pagato con la vita e che induce il nuovo Presidente della Repubblica a rispettare un imperativo ordine morale, quello di creare un ponte nuovo tra il ricordo di una vita spezzata e un futuro sgombro dal malaffare. Al centro, in questo caso, ci saranno le nuove generazioni e l’onore da restituire a questa e a tante altre vittime di mafia. Il modo più sano per vendicare, finalmente, a distanza di oltre trent’anni, l’omicidio di un fratello coraggioso.

OSSERVATORIO SOCIALE