Non si arresta l’uso improprio dell’arma bianca nella città dell’inceneritore. Ieri sera è stato ferito un ragazzo che voleva dirimere un litigio.
Una litigio per futili motivi, consumato ieri sera, intorno alle 21, davanti a un supermercato, nel popolare rione Madonnelle, periferia nord di Acerra.
Ne ha fatto le spese un ragazzo che voleva sedare il parapiglia che ha avuto per protagonisti alcuni minorenni. Uno di questi, 14 anni, coltello in pugno, si è avventato sul 21enne che voleva mettere pace, Antonio D’Anna. Antonio ha riportato alcune ferite a entrambe le gambe. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di una vicina clinica ma per fortuna è stato subito giudicato dai medici fuori pericolo. L’accoltellatore minorenne è stato arrestato dai carabinieri. Intanto in quel di Acerra, cittadina di 60mila abitanti a sedici chilometri da Napoli, c’è da registrare una recrudescenza dell’uso delle armi da taglio.
Episodi sfociati in tragedia. Ecco la sequenza delle aggressioni all’arma bianca. Primo luglio 2013, un ragazzo appena 18enne, Giuseppe Piscopo, ferisce a morte, durante una festa nello stadio di Acerra, un 26enne, Antonio Papa: anche in questo caso futili motivi ingigantiti da annosi dissapori. 21 aprile 2014: Salvatore Manna, 44 anni, fratello di un collaboratore di giustizia, con una raffica di fendenti uccide sul ballatoio di casa, nella Gescal di Acerra, Salvatore Sagliocco, muratore disoccupato. Sagliocco era andato a chiedere a Manna la restituzione di un portafogli sottratto a un bracciante albanese in un negozio del centro cittadino. Qualche giorno dopo un altro uomo ferisce due persone sempre con un coltello, mentre era in corso un ‘chiarimento’ con la famiglia di un giovane che aveva litigato con il figlio.
Il 29 aprile, poi, lite tra immigrati nordafricani: un marocchino viene colpito alla testa, alla gola e al torace da un egiziano 44enne. Il motivo? Un’occhiata di troppo.
(Fonte foto: Rete Internet)






