Un distaccamento per i documenti d’identità, che durante le operazioni di voto doveva essere aperto, è rimasto inspiegabilmente chiuso. La protesta degli elettori.
Non è che abbia modificato più di tanto il già fiacco andamento della partecipazione al voto ma l’episodio verificatosi ieri a Casalnuovo, popoloso comune a nordest di Napoli, 51mila residenti, è da ritenere grave comunque, se non altro in linea di principio.
Ieri infatti è successo che l’ufficio anagrafe di Licignano, vale a dire del rione di Casalnuovo più abitato e quindi col numero maggiore di elettori, è rimasto chiuso dalle otto del mattino fino alle tre e mezza del pomeriggio. Più di sette ore di paralisi che ha determinato l’impossibilità, da parte del distaccamento, di fornire il servizio relativo al rilascio dei documenti d’identità agli elettori che nella delicata fase delle voto ne erano sprovvisti. Per i cittadini del rione Licignano che dovevano rifare i documenti necessari prima di recarsi ai seggi, una volta accertata la chiusura dell’ufficio di competenza, si sono presentate due alternative: andare all’ufficio anagrafe del rione Tavernanova o in quello ubicato nella parte alta del centro di Casalnuovo.
In entrambi i casi destinazioni piuttosto distanti, soprattutto per le persone anziane e per quelle già riluttanti a recarsi alle urne. Il disservizio sarebbe derivato da un clamoroso errore organizzativo. Ora viene da chiedersi quanto questa defaillance del comune abbia potuto incidere sull’affluenza ai seggi. La legge impone la massima agibilità delle elezioni per garantire il diritto di voto a tutti per cui i comuni sono obbligati a tenere tutti uffici anagrafe rigorosamente aperti durante le elezioni. Ma il sindaco di Casalnuovo non crede che la carenza abbia creato problemi particolari.
“Quando l’anagrafe di Licignano ha riaperto – racconta Antonio Peluso – lo sportello ha dovuto smaltire soltanto 16 utenti, appena 16. Gli altri uffici sono rimasti aperti per cui non riesco a vedere il problema”. Quando poi si chiede al primo cittadino come mai sia potuto accadere un episodio del genere e, soprattutto, perché, lui replica ribadendo che “questo bisogna chiederlo alla segretaria comunale”.
(Fonte foto: Rete Internet)

