Operazione di carabinieri e tribunale di Napoli nord: tre arresti. I gestori di un bar drogavano un incallito giocatore di slot-machine e lo facevano indebitare a dismisura. Poi andavano a reclamare i soldi alla mamma, che è stata anche minacciata.
Il provvedimento di custodia cautelare è del tribunale di Napoli nord, ubicato ad Aversa, ed è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Frattamaggiore. Sono tre gli arrestati: i titolari di un bar del centro di Caivano, tutti accusati di aver reso un giovane schiavo del gioco attraverso l’uso di cocaina. Vizi che la mamma della vittima predestinata avrebbe poi dovuto pagare a caro prezzo, sotto la minaccia di perdere la vita insieme al figlio. Impressionante la ricostruzione degli inquirenti.
Tre giorni fa una persona, piuttosto giovane, entra in un bar di Caivano. Poco dopo i titolari dell’esercizio gli vendono una dose di coca. E sotto l’effetto del potente allucinogeno la vittima di turno inizia a giocare con le slot machine installate nel negozio. Cocaina e giocate sono “offerte” dalla casa, ma ovviamente a credito, non certo gratis. A quel punto la situazione si complica parecchio. Il giorno dopo e quello successivo ancora la scena è sempre la stessa: il giovane resta incollato per ore alle macchinette da gioco sotto il costante effetto della polvere bianca spacciata dai baristi. Alla fine il suo debito accumulato è impressionante: quasi 2mila euro. Cifra che ovviamente la vittima dell’azione criminale non può pagare.
Allora i tre commercianti iniziano a molestare la mamma del giocatore d’azzardo. “Paga altrimenti finisce male, altrimenti muori, tu e tuo figlio “, la minaccia rivolta alla donna dai baristi-spacciatori. Ma i carabinieri scoprono tutto. Stamane gli arresti.


