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COMUNI CORROTTI E CITTADINI RASSEGNATI

Ci sono Enti pubblici in cui il buon governo è una chimera e i cittadini sono rassegnati all”andazzo. Bisogna essere capaci di allontanare i peggiori e immaginare una realtà diversa. Un esempio concreto.
Di Amato Lamberti

In Italia c”è una legge che permette di sciogliere i Comuni, come anche altri Enti pubblici, nel momento in cui si accertasse che sono condizionati, o addirittura “infiltrati”, dalle organizzazioni criminali. Non si prevede, invece, nessun intervento sulla comunità nella quale si verificano queste situazioni di condizionamento del crimine organizzato. Anche per gli amministratori pubblici direttamente coinvolti non si prevedono misure interdittive relativamente alla loro carriera politica.

L”idea sembra sempre essere quella della camorra come “corpo estraneo” rispetto ad una società complessivamente sana. L”importante è quindi colpire i criminali camorristi che impongono con la forza e con il terrore la loro legge e il loro predominio, perchè in tal modo si ripristina la legalità nell”amministrazione e sul territorio. Una carenza su cui nessuno mai si interroga e che invece sarebbe importante come dimostra un esempio americano.

All”inizio degli anni novanta Chelsea, Massachusetts, era considerata una delle città più clientelari, corrotte e inefficienti d”America: Metà del consiglio comunale, compresi quattro sindaci, era stato condannato per corruzione; il corpo di polizia, invece di lottare contro il racket, lo favoriva; i pompieri prendevano tangenti per appiccare gli incendi e permettere alle ditte in fallimento di incassare i soldi delle assicurazioni; l”intero sistema scolastico pubblico era in uno stato di ingovernabilità tale che lo Stato del Massachusetts decise di affidarne la gestione in appalto provvisorio alla Boston University. Chelsea è una piccola città di provincia, di 28.000 abitanti, subito a nord di Boston, nello Stato del Massachusetts.

La storia di Chelsea è interessante, per noi campani (ma anche per tutti i meridionali e non solo) perchè è la storia di una intera città che passa dal consenso alle cosche malavitose, al consenso democratico partecipato, attraverso un intervento congiunto di magistratura, riforma istituzionale e partecipazione dei cittadini alla stesura di un nuovo statuto della città. Praticamente tutti gli abitanti della città, dopo il commissariamento del Comune, da parte dello Stato, vista la situazione di totale illegalità, vengono chiamati a contribuire alla scrittura della loro costituzione.

Quando, nel 1990, fu imposta a Chelsea, da una delibera del Parlamento statale, la gestione commissariale, il Comune era in mano ad una cricca di notabili: l”accesso ai servizi “pubblici” era consentito solo a chi aveva le “giuste conoscenze” e anche la possibilità di trovare un lavoro dipendeva da un sistema di protezioni piuttosto che da capacità e criteri di competenza. Chelsea era un caso particolarmente grave di degenerazione della responsabilità politica e di alienazione dei cittadini: coloro che ricoprivano cariche politiche seguivano regole di condotta completamente autonome e diverse da quelle per le quali erano stati designati. All”inizio degli anni novanta la città aveva accumulato un deficit di dieci milioni di dollari su un bilancio di quaranta e questo nonostante un salvataggio statale dalla bancarotta di ben cinque milioni di dollari.

Dopo molte resistenze si approvò il commissariamento che assegnava allo Stato una autorità assoluta sulla città, sospendeva i poteri del governo locale, e obbligava il commissario a presentare al governatore la proposta di una nuova forma di governo in grado di impedire le disfunzioni precedenti, proposta incorporata in un nuovo statuto della città, in sostituzione di quello vigente. La grande novità del commissario nominato, Lewis Harry Spence, fu quella di non affidare la redazione del nuovo statuto ad un consulente, anche molto titolato, ma di affidarne la redazione agli stessi cittadini che avrebbero dovuto sostenerlo: “se nessuno sa cosa c”è scritto, come facciamo a farlo rispettare?”.

L”idea era quella di elaborare uno strumento per aprire le porte del governo della città a tutti i cittadini di Chelsea, allo scopo di insediarvi una nuova e vitale democrazia.
Il progetto è riuscito grazie anche all”applicazione dei “Programmi di negoziazione” messi a punto dalle più importanti Università americane, come Harvard e Mit. Quante sono le Chelsea sul nostro territorio? In quanti Comuni c”è una realtà di corruzione e la convinzione tra i suoi abitanti che così era e così sarebbe sempre stato? In quante realtà chi osa affermare la possibilità di un buon governo viene considerato ingenuo e ignaro di come vanno davvero le cose?

Furono le attività illegali di una minoranza che avviarono Chelsea giù per la china della corruzione; altri diedero il loro contributo accodandosi, visto che già lo facevano tutti; altri ancora contribuirono passivamente, guardando da un”altra parte o evitando qualsiasi forma di impegno, visto che già accettavano la corruzione come realtà. Situazioni che conosciamo bene, anche perchè ci viviamo dentro. Come Chelsea dovremmo essere capaci di allontanare per sempre dal potere e punire i personaggi peggiori, e di mettere in gioco, nella politica e nell”amministrazione, gente capace di immaginare una realtà diversa per l”intera comunità.

CITTÁ AL SETACCIO

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