Vigili urbani e polizia sigillano il centro sociale. Nella struttura si tenevano corsi gratuiti, concerti, convegni ed era stata anche lanciata una web radio. La solidarietà dell’ex consigliere comunale Oreste.
Prima sono arrivati gli avvisi, poi e’ stata staccata la luce e infine l’atteso sgombero e’ stato effettuato. Nella scuola abbandonata di piazza Vargas non c’e’ più nessuno ma l’ex Asilo 45, come era stato chiamato dai ragazzi che avevano occupato pacificamente la struttura nel giugno scorso, e’ ancora li, nella piazza dove e’ in corso un’assemblea permanente.
Un folto gruppo di giovani dell’area vesuviana (al termine di una raccolta di firme nel corso della campagna di sensibilizzazione "Ci Manca l’Area"), aveva individuato nella scuola in disuso i luogo per tenere convegno, mostre, concerti, corsi gratuiti, un palestra d persino una web radio. Ieri, dopo lo sgombero compiuto da vigili urbani e polizia, sono stati anche murati gli accessi e c’e’ una telecamera a monitorarlo giorno e notte. A questo proposito, l’ex consigliere comunale del Pd, Francesco Paolo Oreste, afferma:
"I muri non nascondono. L’accesso all’asilo45, la struttura occupata e trasformata in centro sociale è stato murato. Non lo era quando qualche bravo cittadino, magari gli stessi a cui la presenza del centro dava “fastidio”, lo utilizzava come vespasiano o come discarica a portata di mano per ogni genere di rifiuto. Adesso l’accesso murato è videosorvegliato – e aggiunge – Non lo era quando prima dell’utilizzo che ne hanno fatto i ragazzi dell’asilo45 veniva utilizzato da chi aveva bisogno di un luogo appartato ma in pieno centro cittadino dove potersi bucare o dove poter fumare in santa pace un po’ di crack. Adesso ci sono un muro ed una videocamera all’ingresso. Nei mesi scorsi ci sono stati corsi di scacchi per bambini, cineforum, corsi di teatro e tanto, tanto altro. I muri chiudono, isolano, impediscono. Ma non nascondono. Le istituzioni non dovrebbero costruire muri ma abbatterli, non dovrebbero sigillare e chiudere spazi ma aprirne."
Anche i ragazzi dell’ex Asilo 45 hanno voluto lanciare un messaggio: "Chiudere uno spazio liberato, in un territorio degradato come il nostro, significa condannare nuovamente la piazza alla morte stroncando vigliaccamente tutte quelle energie indirizzate a sperimentare collettivamente un agire contro la precarizzazione del quotidiano conseguenza diretta di politiche di austerity, economica e sociale, calate dall’alto".
(Fonte foto: Facebook)





