A Nola viene accolta la richiesta di sospensiva degli avvocati Ragosta e Di Mauro, è il secondo pronunciamento dopo quello di Marigliano.
Dopo Marigliano, un altro giudice di pace dice no alle bollette della Gori. Accade a Nola, dove Mario Formato ha sospeso in via cautelare gli effetti della richiesta di pagamento delle famigerate bollette relative al “recupero partite pregresse ante 2012”. Il provvedimento vale fino all’udienza di discussione, fissata per il 15 maggio.
Il giudice di pace ha accolto la richiesta degli avvocati Antonio Ragosta e Silvia Di Mauro, che difendevano un pensionato di Ottaviano, al quale era arrivata una bolletta di circa 267 euro. Ragosta e Di Mauro hanno sottolineato che la richiesta di pagamento veniva formulata in modo troppo generico per ottenere accoglimento: “L’importo viene genericamente indicato come “recupero partite pregresse ante 2012” senza che vi sia alcuna specificazione in ordine alle effettive causali e criteri di calcolo, poste a fondamento dello stesso, tanto da permettere all’utente un reale controllo sull’operato del richiedente. In particolare, dalla “bolletta – fattura” non è dato comprendere l’operazione di conteggio attuata, nè le quote fisse dei consumi”.
Secondo Ragosta e Di Mauro, inoltre, la bolletta avrebbe violato anche i “principi di trasparenza e correttezza”. Spiegano ancora: “L’ente gestore del servizio idrico integrato non può chiedere all’utente importi che non siano dettagliatamente indicati in fattura, ancorchè a titolo di conguaglio”. Qualche giorno fa la gestione commissariale dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, affidata a Carlo Sarro, ha disposto una nuova proroga di trenta giorni del termine entro il quale concludere i lavori del tavolo tecnico istituito per affrontare la vicenda. Gori ha pertanto deciso di accogliere la contestuale richiesta di differire, per il periodo sino al 28 febbraio 2015, l’attività di riscossione delle fatture.
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