Il provvedimento era stato predisposto a luglio dalla Regione. Soltanto ieri è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Molto polemico Borrelli (Verdi): “Abbiamo aspettato 13 anni per vedere confermata una cosa che si sapeva da sempre”.
I confini della «zona rossa», cioè dei comuni maggiormente a rischio in caso di eruzione del Vesuvio, erano stati ampliati dalla Regione oltre dieci mesi fa. In quell’occasione sono aumentati da circa 650mila a più di 800mila gli abitanti da evacuare in caso di risveglio dell’attività vulcanica.
Ma l’ampliamento da 18 a 25 comuni aveva bisogno della firma del presidente del Consiglio e della successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La sottoscrizione del capo del Governo è giunta a febbraio, quando Enrico Letta ha apposto la sua ultima firma da premier. Ieri, infine, la pubblicazione sulla Gazzetta, che ha conferito vigore legale al provvedimento. Insomma, un iter apparentemente semplice è durato 11 mesi.
Oltre ai 18 comuni indicati già in precedenza (Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase) saranno ricomprese le circoscrizioni di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio del comune di Napoli, i comuni di Nola, Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano e Scafati e l’enclave di Pomigliano d’Arco nel Comune di Sant’Anastasia. L’assessore alla Protezione civile della Regione Campania, Edoardo Cosenza, ieri ha annunciato l’entrata in vigore della nuova zona rossa del Vesuvio. Intanto il membro dell’esecutivo nazionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, già assessore provinciale alla Protezione Civile, è molto polemico:
“Abbiamo aspettato 13 anni per avere conferma di quello che si sapeva sin dall’inizio e cioè che la zona da evacuare era molto più estesa di quella prevista dalle iniziali mappature della zona rossa. Molti scienziati avevano annunciato con largo anticipo questi risultati senza alcuna mega consulenza o incarico ben retribuito. Ci auguriamo – afferma Borrelli – che adesso la Protezione Civile nazionale si dia una mossa anche per effettuare le prove di evacuazione del Vesuvio e che si decida anche a realizzare i piani di emergenza dei Campi Flegrei ed Ischia, piani che le popolazioni locali aspettano da 30 anni".
(Fonte foto: Rete Internet)
Ecco l’elenco delle aree italiane gemellate ai comuni a rischio:
Piemonte gemellato con Portici
Valle d’Aosta gemellata con Nola
Liguria gemellata con Cercola
Lombardia gemellata con Torre Del Greco e Somma Vesuviana
Trento e Bolzano gemellate con Pollena Trocchia
Veneto gemellato con San Giuseppe Vesuviano, Sant’anastasia, Pomigliano d’Arco
Friuli Venezia Giulia gemellato con Palma Campania
Emilia Romagna gemellata con Ercolano
Toscana gemellata con San Giorgio za Cremano
Umbria gemellata con San Gennaro Vesuviano
Marche gemellate con Poggiomarino
Lazio gemellato con Ottaviano e Napoli
(circoscrizioni Barra-Ponticelli-San Giovanni a Teduccio)
Abruzzo gemellato con Terzigno
Molise gemellato con Massa di Somma
Puglia gemellata con Torre Annunziata e San Sebastiano al Vesuvio
Basilicata gemellata con Boscotrecase
Calabria gemellata con Boscoreale
Sicilia gemellata con Scafati
Sardegna gemellata con Pompei






