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Agli arresti la leader dei disoccupati, la figlia: “mia madre scortata nel centro dialisi”

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Consiglia Terracciano, 65 anni, è la ex moglie di uno dei fondatori dei disoccupati organizzati della provincia. Ad Acerra figurano altri cinque indagati per estorsione ai danni della Regione Campania. Tre sono ai domiciliari.

Sono sei i disoccupati organizzati di Acerra finiti nella maxiretata della polizia di ieri mattina. Quattro sono agli arresti domiciliari. Si tratta di Cuono De Maria, 47 anni, Vincenzo Sposito, 42 anni, Andrea Buonocore, 43 anni, e Consiglia Terracciano, 65 anni, storica leader locale dei senza lavoro. Ai domiciliari anche altri sei disoccupati di Napoli città aderenti ai Banchi Nuovi e ad altre sigle gravitanti nell’orbita dell’autorganizzazione, mentre una dozzina di senzalavoro del capoluogo sono sotto misure restrittive alternative all’arresto. Intanto la figlia di Consiglia Terracciano, Maria Castaldo, denuncia il grave stato di salute in cui versa l’anziana madre, cardiopatica e dializzata.

“Mia madre – racconta Maria – stamattina è stata scortata dai poliziotti fino all’interno del centro dialisi. Non l’hanno mai lasciata un attimo. Sta male, ha anche subito due interventi di angioplastica”. Gli altri due senza lavoro indagati, dei movimenti organizzati di Acerra, sono Olimpia Liguori, di 53 anni, e Mimmo Panico, di 44 anni. Per loro è stata applicata la misura restrittiva dell’obbligo di residenza. Non possono uscire di casa dalle otto del mattino alle due del pomeriggio. Sono tutti accusati di aver voluto estorcere alla Regione indennità pubbliche attraverso manifestazioni di piazza violente. Intanto sale la tensione nel polo industriale compreso tra Acerra, Pomigliano e Casalnuovo.

Ieri pomeriggio, alle cinque, in segno di solidarietà ai disoccupati indagati, corteo ad Acerra dei movimenti dei disoccupati e del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. Non sono stati registrati incidenti. Anche nel corso del corteo di ieri è stato fatto notare che Consiglia Terracciano ha i reni ammalati e che stamane si è comunque dovuta presentare al centro dialisi di Acerra scortata da alcuni agenti di polizia. “Mia madre sta malissimo – ribadisce la figlia Maria – ma non arresteranno la nostra fame”. Nel corteo molti segnali di solidarietà pure nei confronti di Cuono De Maria, ex operaio Fiat, licenziato dieci anni fa, e poi divenuto uno dei punti di riferimento delle rivendicazioni finalizzate alla sutura della ferita più aperta che mai della disoccupazione. A ogni modo alla manifestazione di Acerra la solidarietà è stata portata “a tutti i compagni messi sotto inchiesta”.

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