Acerra, il vescovo sul caso don Riboldi: “Doverosa la cittadinanza onoraria”

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In un comunicato monsignor Di Donna commenta il dietrofront del sindaco sul conferimento dell’onorificenza al prelato antimafia.

“Doverosa la decisione di conferire la cittadinanza onoraria a don Riboldi”. Il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, commenta così la retromarcia del sindaco Raffaele Lettieri, che dopo aver negato a don Riboldi la cittadinanza onoraria ha poi deciso di mettere da parte le incertezze e di conferire un riconoscimento al vescovo emerito che ha fatto la storia dell’antimafia nel mondo della Chiesa e del suo apostolato in terra.

Resta l’amarezza per una municipalità del territorio napoletano che non ha saputo valorizzare, in tempo e al meglio, una delle risorse culturali e sociali più significative del suo sfortunato ambito. Un comportamento che purtroppo segna e caratterizza una certa meridionalità sbagliata, da mettere definitivamente in soffitta. Certo, la storia di don Antonio Riboldi è una storia di luci e ombre. E’ la storia di un uomo, di un vescovo, che ha anche commesso gli errori che tutti gli esseri umani possono commettere nel loro difficile cammino. Ma le luci di questo percorso sono state di un bagliore intenso, illuminante per tutti noi. Un chiarore tale da non poter passare inosservato, tale da non meritare per nessuna ragione al mondo il pubblico oblio.

La sfida di don Riboldi a Cutolo, al male fatta persona, in una società come sempre debole, penetrabile, corruttibile, è stata non solo la testimonianza di un uomo che non ha avuto paura del demonio. E’ stata la parabola di un discepolo di Cristo che ha voluto portare la parola del figlio di Dio tra tutti noi. Questo è stato ed è don Antonio Riboldi. “Monsignor Antonio Riboldi è stato realmente il pastore “defensor civitatis” – scrive monignor Antonio Di Donna – soprattutto nel suo impegno contro la camorra; con la sua testimonianza e la sua predicazione ha dato un notevole contributo al progresso civile della città di Acerra e di tutto il territorio campano. Questo suo impegno gli è universalmente riconosciuto”.

Nella lettera al sindaco monsignor Di Donna aggiunge che “monsignor Riboldi è una personalità eminente che non ha bisogno di particolare presentazione”. “Riboldi – scrive ancora il vescovo – con il suo impegno ecclesiale e civile ha legato il suo nome alla città al punto tale che ancora oggi Acerra la si associa immediatamente a lui”.“L’impegno di pastore di monsignor Riboldi è stato così zelante – si legge nella lettera a Lettieri – al punto che una piccola diocesi come Acerra ha potuto esprimere due sacerdoti considerati degni dell’episcopato: monsignor Gennaro Pascarella, oggi vescovo di Pozzuoli, e monsignor Giovanni D’alise, alla guida della diocesi di Ariano Irpino – Macedonia”.

Un riconoscimento doveroso, dunque, quello della cittadinanza onoraria al prelato di Triuggio, paesino della Brianza. “Per questo – conclude il vescovo Di Donna – è «doveroso» chiedere la cittadinanza onoraria per monsignor Antonio Riboldi: sono sicuro di interpretare il sentire dei cittadini di Acerra e dell’intera diocesi”.

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