Acerra, il Pd accusa: bilancio approvato a porte chiuse. E in pochi minuti

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I democratici puntano l’indice sulle modalità di svolgimento dell’assemblea cittadina di martedi e chiedono le dimissioni del presidente del consiglio. Ma la maggioranza smentisce: raccontano favole.

Un consiglio comunale convocato alle 8 e 30 della mattina di martedì e che si risolve nello spazio di pochi minuti. Lo denunciano la segreteria cittadina del Pd di Acerra e il capogruppo consiliare dei democratici, Giovanni Colantuono.

Oggetto dell’assemblea cittadina: l’approvazione del bilancio di previsione di spesa 2014. Bilancio che è stato approvato. “E in anticipo di due mesi rispetto alla scadenza nazionale”, precisa non senza ostentare orgoglio l’Udc, partito di punta della maggioranza insieme alla coalizione civica “Acerra è tua”. Udc che aggiunge: “Questa del consiglio a porte chiuse è una favola”. Ma il Pd insiste. "Il Partito Democratico di Acerra registra – scrivono nel comunicato i democratici – lo svolgimento di un consiglio comunale vergognoso, consumatosi in pochi minuti e a porte chiuse, impedendo la partecipazione dei cittadini, ma soprattutto l’esercizio delle proprie prerogative da parte dei consiglieri di opposizione, impossibilitati a lasciare traccia delle proprie posizioni circa gli argomenti all’ordine del giorno, in primis l’approvazione di un bilancio di previsione che ancora di più si configura come sospetto e inattendibile”.

Quindi l’attacco all’ex candidato a sindaco del centrosinistra alle ultime elezioni, il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca. “Ciò che lascia maggiormente sgomenti di questo consiglio comunale – aggiungono i democratici – è la complicità del presidente del consiglio, persona perbene a cui, però, il Pd non può più riconoscere quella funzione di garanzia che la legge impone: invitiamo il dottor De Luca a trarre da solo le dovute conseguenze di un episodio nefando nella sua storia politica e in quella della democrazia acerrana”.

Repentina la risposta a distanza della maggioranza, che attraverso l’Udc si pone una raffica di interrogativi quasi ironici: “Ci domandiamo: quale sarebbe la colpa dei nostri gruppi consiliari? L’efficienza, la puntualità in consiglio? Di celebrare le sedute in prima convocazione evitando lo spreco del denaro pubblico? E’ questa la nostra colpa?”.

Subito dopo il riferimento all’accusa di aver fatto svolgere l’assemblea a porte chiuse. “Anche relativamente alla “favola” del “consiglio a porte chiuse” – aggiunge l’Udc – è bene precisare, ma forse l’opposizione non se n’è accorta perché non presente in aula, che sia i cancelli che le tre porte di accesso erano aperte e che queste ultime sono state chiuse da alcuni cittadini che sono usciti, tanto che il consigliere Laudando, lodevolmente, ha aperto una delle porte ma non i cancelli esterni”.

L’Unione di centro esprime infine “solidarietà politica, pur nel distinguo del rapporto tra maggioranza e opposizione, al dottor De Luca, presidente del onsiglio comunale di Acerra, che ha solo applicato il regolamento e ancora una volta è stato oggetto di attacchi gratuiti e inutili, in particolar modo dal partito di cui è stato espressione come candidato a sindaco alle ultime elezioni comunali”. L’Udc locale e tutta la maggioranza di Acerra negli ultimi tempi sembra che siano stati folgorati sulla via di Damasco dalla figura di Matteo Renzi.

Proprio in questo comunicato infatti il partito del sindaco Raffaele Lettieri non solo fa un riferimento critico nei riguardi del Pd cittadino ma conferma l’occhio di riguardo per il Matteo nazionale: “Probabilmente il vento “fiorentino” non è ancora passato per piazza Castello (l’indirizzo della sede del Pd di Acerra, ndr )”.

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