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ANCHE QUESTA GIUNTA REGIONALE INVOCA I TERMOVALORIZZATORI!

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L”assessore all”Ambiente della Regione, anzichè dare ai Comuni una linea unica per la raccolta differenziata, torna a parlare di termovaloriz-
zatori.Un modo per eludere il problema e accontentare potenti lobbies.
Di Amato Lamberti

Secondo la commissione europea che è venuta in Campania a verificare la situazione del piano rifiuti, dato che per affrontarla si sono richiesti cospicui fondi europei, l”emergenza rifiuti, non solo non è stata superata, ma “giace dormiente con un alto rischio che possa scoppiare di nuovo”. Linguaggio diplomatico per dire che l”emergenza rifiuti non è stata risolta, nonostante i proclami del governo, e che il modello adottato, quello di aprire solo nuove discariche, non potrà portare ad alcun risultato definitivo. Intanto, i cittadini, possono solo registrare segnali preoccupanti, come quelli dei cumuli di rifiuti che tornano ad ammucchiarsi per le strade e che vengono dati di notte alle fiamme, con i fumi che tornano ad appestare l”aria.

Di nuovo, si fa per dire, c”è solo il fatto che a Pianura come in altre zone della periferia urbana, si registra un continuo furto di centinaia di cassonetti, con il risultato che la gente, non sapendo dove buttarli, ammucchia i sacchetti sui marciapiedi in cumuli che crescono continuamente e debordano sulle strade. Le amministrazioni sono così costrette ad interventi di somma urgenza, vale a dire senza gara e chiamando le imprese disponibili, magari degli amici o degli amici degli amici, dotate delle attrezzature necessarie per la raccolta e la rimozione dei cumuli di rifiuti. Una strategia molto chiara e ben nota, messa in opera da imprese ben collegate con le amministrazioni locali, oltre che con i poteri criminali, per continuare a lucrare all”infinito su una situazione di emergenza pilotata ed orchestrata in modo che non debba mai risolversi.

In questa situazione, le amministrazioni comunali invece di costringere le loro aziende partecipate, come l”Asia, cui hanno delegato la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, a dotarsi dei mezzi necessari per rimuovere i cumuli di rifiuti e di apposite squadre di pronto intervento, continuano a discutere di improbabili piani industriali di smaltimento dei rifiuti.

Il neo assessore all”ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, invocato come un salvatore della situazione, perchè come sindaco di Mercato S.Severino, una civilissima cittadina della valle dell”Irno, aveva ottenuto grandi risultati nella raccolta differenziata, ha promesso: 1) di eliminare le discariche e comunque di non aprirne di nuove; 2) di completare in 120 giorni la redazione del piano regionale dei rifiuti; 3) di completare in 60 giorni la redazione del piano regionale per i rifiuti speciali; 4) di completare in 60 giorni la redazione del piano per le bonifiche; 5) l”avvio immediato delle procedure per la realizzazione di due nuovi termovalorizzatori a Napoli est e a Salerno; 6) l”avvio immediato degli interventi per la riqualificazione degli impianti di depurazione di Napoli est e S.Giovanni a Teduccio.

Un programma bello e corposo di cui verificheremo i tempi di attuazione, ma da lui ci saremmo aspettato ben altro, come, ad esempio, un indirizzo unico e stringente sulle modalità per realizzare la raccolta differenziata a tutti i comuni della Campania, con la minaccia di applicare la sanzione dello scioglimento per i comuni inadempienti. La sua esperienza avrebbe dovuto insegnargli che laddove non si organizza la raccolta differenziata non è per le difficoltà che la stessa comporta ma perchè altri interessi, spesso inconfessabili, prevalgono.

I comuni inadempienti all”obbligo, previsto dalla legge, della raccolta differenziata, sono quindi doppiamente colpevoli: in primo luogo perchè, come direbbe Tremonti, sono dei “cialtroni” che non sanno fare il proprio mestiere di amministratori della cosa pubblica; in secondo luogo, perchè, nella migliore delle ipotesi, non riescono a superare i condizionamenti ambientali che ostacolano l”avvio di una seria raccolta differenziata. Per entrambe le ragioni andrebbero severamente puniti. Ma dall”assessore Romano, che come sindaco aveva capito così bene l”importanza della raccolta differenziata, non ci saremmo mai aspettato che tornasse a parlare della necessità di altri termovalorizzatori.

Come lui sa bene, infatti, una raccolta differenziata fatta per bene, consente il recupero e la riutilizzazione di quasi tutte le tipologie dei rifiuti, compresa la parte organica, con l”esclusione della quota minima di frazione indifferenziata, che però può essere trattata anche dagli impianti di biodigestione anaerobica utilizzabili per la frazione umida. Altri termovalorizzatori non sono quindi necessari, oltre che costano troppo: uno basta e avanza, e bisognerebbe solo farlo funzionare decentemente. Non vorremmo che, ancora una volta, il richiamo alla necessità dei termovalorizzatori serva solo a spostare negli anni la soluzione del problema, oltre ad accontentare gli interessi di lobbies industriali che ormai solo nel Mezzogiorno riescono a trovare ascolto.

Non c”è più tempo per manovre dilatorie: il problema della raccolta e dello smaltimento rifiuti in Campania va affrontato rapidamente e con forza, sapendo di dover vincere grandi resistenze a molti livelli, da quello industriale, a quello politico, a quello criminale. Ma è su questo terreno che si misurano le capacità di un amministratore.

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