Un atto disperato. Non è vandalismo. Questa volta è lo stesso direttore del Museo che il 2 marzo ha bruciato la sua opera esposta alla 56° Biennale di Venezia.
Sembra una notizia di vandalismo, ma non lo è. Quanto è difficile portare arte e cultura in zone di frontiera? Quali sono i costi per queste operazioni e come far fronte? Antonio Manfredi e lo staff del Contemporary Art Museum di Casoria non sono nuovi a manifestazioni estreme, di forte richiamo mediatico per lanciare l’allarme di un museo di frontiera, già vittima di atti di vandalismo e violenza.
Il CAM è ormai allo stremo. La disperazione viene dall’impossibilità del museo di garantire gli standard minimi di conservazione, fruizione, valorizzazione e promozione delle opere della sua collezione permanente. La richiesta è forte, il museo necessita di sostegno sociale, politico ed economico, considerato anche l’obiettivo di riqualificare il territorio attraverso la cultura.
Per questo motivo dal 2 marzo scorso della collezione valutata 6 milioni di euro vengono esposte solo fotocopie. Resta assicurata l’apertura al pubblico e la regolare programmazione artistica e didattica, i visitatori non potranno più ammirare la collezione internazionale del museo se non attraverso delle fotocopie, così come a molti altri spazi in Italia ed in Europa viene negata l’opportunità di rendere fruibile la cultura.
Contemporaneamente è stata distrutta l’opera di Antonio Manfredi. Si trattava del ciclo di tele-ritratto a dimensione naturale dei camorrista latitante, lo stesso che Manfredi aveva portato, non senza clamore, in mostra alla Kunsthaus Tacheles di Berlino 3 lo scorso anno e alla 54esima Biennale di Venezia. Il gesto di protesta equivale alla cancellazione totale di un’opera d’arte come atto di ribellione per l’impossibilità di sopravvivenza della cultura nelle attuali condizioni socio-politiche.
Per l’occasione sono state inviate al Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, Doris Pack, al Ministro italiano per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al Sindaco della Città di Casoria, Vincenzo Carfora, le fotocopie delle 1.000 opere in collezione permanente del museo CAM che sostituiranno le opere originali.





