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A Ottaviano, sull’archeologia vesuviana, una conferenza vivace e poco augustea

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La scienza della dott.ssa Cicirelli e la dotta passione del dott. Barbato. La testimonianza di un allievo del Liceo A. Diaz. I risultati della manifestazione.

E’ stata, quella di venerdì 30 maggio, una manifestazione vivace, con qualche momento arroventato: una cosa nuova per quegli ottajanesi – non pochi – che prediligono prediche zuccherose e toni da salotto: perché siamo un popolo amante della pace, e perché pratichiamo con abilità l’arte del dissimulare, e forse proprio questa abilità prova che siamo figli di Augusto, che della dissimulazione fu un Maestro sommo.

Ma è fatale che l’archeologia appicchi il fuoco al rimorso anche nei cuori dei vesuviani più tranquilli: poco abbiamo fatto per evitare che un patrimonio ineguagliabile per vastità e pregio venisse sbriciolato , depredato , cancellato .
Dopo i saluti del sindaco avv. Luca Capasso e dell’assessore alla cultura prof.ssa Marilina Perna, la dott.ssa Caterina Cicirelli, della Soprintendenza di Pompei, ha illustrato ai presenti, anche con l’aiuto delle immagini di reperti e di resti, lo stato dell’archeologia vesuviana. La relazione, preziosa per la completezza dell’analisi e per la cura dei dettagli, ha confortato chi ritiene che prima dell’eruzione del 79 d.C. un articolato sistema di ville e masserie si svolgesse ininterrotto tra l’agro pompeiano e l’agro nolano.

Dopo il sereno ragionare della dott. Cicirelli, l’oratoria impetuosa del dott. Barbato: il quale all’archeologia del nostro territorio ha sacrificato e sacrifica tempo, danaro, tranquillità: e perciò mi pare naturale che l’argomento lo riscaldi e spesso lo spinga a vestire con i toni ardenti dell’impeto la sua squisita sensibilità. Il dottore ha incominciato a elencare dubbi, quesiti, osservazioni, e il ritmo incalzante del suo dire è sembrato fortemente polemico quando egli, dopo aver mostrato le immagini di come era, e di come è ridotto (le foto in appendice) il mosaico trovato a Ottaviano e conservato in deposito a Ercolano, ha domandato di chi sia la responsabilità della tutela dell’importante reperto e perché è stato rimosso il cartello con la nota: rinvenuto a Ottaviano.

La dott.ssa Cicirelli ha risposto tono su tono, e si è accesa una diana di dichiarazioni in botta e risposta: pareva che dicessimo cose diversissime, e invece tutti dicevamo, più o meno, le stesse cose: che la Soprintendenza non riesce, da sola, a difendere il patrimonio archeologico, che è necessaria una radicale trasformazione della coscienza civica, che Ottaviano tenta, anche con conferenze e convegni, di riannodare il filo di un discorso troncato mezzo secolo fa. L’intervento della signora assessore ha riportato il dibattito nei confini del dialogo, in omaggio alla pace che fu cara ad Augusto.

Alla fine i rappresentanti di enti, istituti, associazioni e comitati si sono dichiarati pronti a promuovere l’avvio di una campagna di scavo in un sito del nostro territorio che sia di rilevante interesse archeologico. Il dott. Barbato può essere soddisfatto: era proprio questo il risultato che si era proposto di conseguire. Ha chiuso la manifestazione uno studente del Liceo Classico “A.Diaz” che, avendo partecipato a uno stage di scavo con gli archeologi dell’Apolline Project, ha illustrato il senso e i termini della sua esperienza. Bisogna dire che il Liceo ha dedicato ad Augusto un’importante manifestazione, che si è svolta giovedì 29 maggio: importante per la profondità e la finezza del progetto culturale, e anche per la complessità dell’organizzazione. E’ solo l’inizio, ne sono certo.
(Foto: Resti in località Valle delle Delizie)

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