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Volla. Gita all’expo e a Milano per i ragazzi dell’istituto comprensivo “Matilde Serao”

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Ad ottobre, e non certamente per evitare la nebbia, ma nelle date di disponibilità dell’ EXPO’,  i ragazzi del tempo prolungato, hanno iniziato l’anno scolastico con il viaggio di istruzione nella grande Milano.

 La scuola e la famiglia sono sempre stati considerati due mondi diversi, quasi separati. La famiglia, spesso, lasciava alla scuola tutta una serie di compiti, riconoscendone la sua autorevolezza. Poi, col tempo le cose sono cambiate e questi due mondi hanno trovato sempre di più frequenti punti d’incontro, anche perché per lo sviluppo e la crescita dei ragazzi è necessaria un’alleanza e un’interazione tra la scuola e la famiglia.

Inizia proprio da qui il progetto scolastico che lo scorso anno alcune classi dell’I.C.S. “Matilde Serao” di Volla hanno applicato e sperimentato per gli alunni del “tempo prolungato”.

Gli insegnanti hanno avuto la cura di istaurare un rapporto fiduciario con i genitori degli alunni. Infatti, nell’anno scolastico 2014/2015 le uscite didattiche hanno coinvolto spesso anche i genitori creando un vero dialogo e una dimostrazione di quello che si vuole trasmettere agli alunni, ottenendo così una forma di credito e stima, fondamentale a chiarire il ruolo dell’insegnante al genitore e di riflesso all’alunno. Dal canto loro i genitori si sono sentiti corresponsabili nella formazione dei figli, e gli alunni sono stati motivati ogni volta e responsabilizzati nelle attività di ricerca ed informazione, in quanto ognuno, durante le visite guidate, ha avuto il compito di raccontare memorie e caratteristiche delle opere e dei monumenti visitati.

Il tempo prolungato ha avuto il suo epilogo nell’educazione alimentare, che i ragazzi hanno acquisito durante le ore dedicate alla refezione. Un percorso costante durato un anno che alla fine ha dato i suoi frutti. Il progetto ha avuto il suo apice in un viaggio di istruzione di tre giorni effettuato dopo poche settimane dell’inizio del secondo anno scolastico.

E si è trattato di un viaggio “magico” all’Expò di Milano dal 20 al 23 di ottobre. La comitiva, composta da 61 alunni delle classi seconde, sezione F, G, H, I, e da cinque insegnanti, A. Chello, A.  Cristilli, A. Martino, C. Macri, G. Ipogeo, e guidata dal neo-Dirigente Prof. Claudio Rullo, ha visitato la bellissima città di Milano.

Quindi, non solo l’Expò, ma anche la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Duomo e le eleganti vie del centro della città Meneghina. I docenti ci hanno raccontato di come ogni momento di questo progetto abbia avuto un riscontro importante sui ragazzi. A cominciare dal viaggio. Infatti, per raggiungere la meta, la compagnia ha utilizzato il treno Freccia Rossa. Quindi, fin dall’inizio di questa avventura gli studenti hanno dovuto responsabilizzarsi maggiormente. Volendo ironizzare si potrebbe apprezzare un piccolo vantaggio di questo mezzo, non usuale per una gita scolastica, e cioè che essendo l’orario di arrivo e di partenza più o meno già stabilito ha evitato ai professori di rispondere alla frequente domanda, fatta dagli alunni in queste occasioni: “Dove siamo?”. Domanda che solitamente è frutto dell’ansia dei genitori che  chiedono con costanti telefonate. Per il resto invece le modalità hanno richiesto della collaborazione di tutti, indistintamente professori e alunni. Sistemare un vagone intero di bagagli e passeggeri, è stata una vera e propria impresa, che, affrontata in armonia, ha anch’essa ottenuto un posto in classifica delle cose da ricordare con gioia. La scelta del mezzo è stata l’esito di un’attenta analisi ai fini di abbassare il costo del viaggio, 220 € a persona. Genitori e docenti, insieme, hanno raccolto le somme necessarie a coprire la quota e permettere di partecipare anche a qualche alunno che per ragioni economiche non avrebbe potuto. Solidarietà e altruismo, che in un momento storico economico molto particolare vanno sottolineati.

Emozioni  acquisite e emozioni regalate da parte di questa scolaresca. Abbiamo pensato di elencarle, (vedi sotto) per trasmettere l’umanità e la suggestione “mosse” da un progetto scolastico fatto con l’obbiettivo di mettere al centro, con passione e professionalità, esclusivamente la formazione e la crescita dell’alunno.

I paesi e i posti che ognuno di noi visita nell’arco della vita sono frammenti indimenticabili che suscitano vigorose emozioni e piacevoli ricordi. I nuovi luoghi che ognuno visita destano interesse e sono spesso associati a momenti di felicità, che in questa età della crescita rimangono custoditi e incisi, indelebili, nella memoria.

 

 

IMPRESSIONI DEI RAGAZZI:

Seconda F

La maestosità e la peculiarità dei vari padiglioni, tangibili anche solo dall’esterno. L’albero della Vita, non solo tradizione religiosa, ma anche segno di uno slancio verso il futuro all’ innovazione tecnologica, con i suoi straordinari effetti durante lo spettacolo di luci e acqua, accompagnato da musiche iconiche della cultura italiana. L’ Expo, un mondo fantastico dove ogni nazione si è presentata con le sue tradizioni e le sue genialità. Un posto incantato dove ogni popolo ha contribuito a rendere questa manifestazione magnifica. Ho respirato un clima di pace, serenità, solidarietà e gioia. Mi sono sentito al centro del Mondo e mi reputo fortunato di aver partecipato a questo grande evento mondiale. Questi momenti sono stati, un qualcosa di magico, definirei. Perché si poteva godere di ogni singolo momento e conservare questi ricordi come un tesoro di un valore inestimabile. Mi sono sentito indipendente, autonomo, anche. E’ stato un passaggio, una crescita psicologica, un aprirsi al mondo; lo spiccare in volo di una farfalla che prima era nel suo bozzolo.

Seconda G

Barbato Giorgia: “Il padiglione della Cina con le immagini che riguardano la vita dei Cinesi”.
Iorio Vincenzo: “Il viaggio in treno, l’Albero Della Vita con il suo ordine perfetto della musica con l’acqua”.
Sabatasso Amalia: “L’Albero della Vita e il padiglione Cinese perché ho conosciuto le loro tradizioni”.
Armenio Paola: “Il padiglione Cinese e l’Albero della Vita”. Silvestro Osvaldo: “Il Duomo di Milano e il padiglione della Cina”. Cutolo Amalia: “I padiglioni della Cina e del Togo con i video sulle loro civiltà e quotidianità”.

Seconda H

Gabriel Argentato: “Il padiglione Cinese Vanke e il suo video che riprendendo la loro quotidianità mi ha fatto provare un senso di pace e serenità.
Vincenzo Baruffo: “La Pinacoteca di Brera”.
Francesca Borrelli: “L’Expo è un miscuglio di colori ed etnie diverse, tantissime emozioni in un  solo attimo, tutto il mondo era racchiuso lì dentro”.
Alessia Carozzi: “La pinacoteca di Brera con il quadro di Francesco Ayez “Il bacio”, una delle cose che non dimenticherò mai. Giovanni D’Ambrosio: “La Pinacoteca di Brera e i suoi quadri bellissimi molto noti”.
Sergio Fortunato: “Senza genitori ci sentiamo più responsabili, mi sono trovato molto bene con i professori e anche con i miei amici con cui ho alimentato il nostro rapporto”.
Anna Girelli: “L’Albero della vita, un esperienza che custodirò per sempre nel mio cuore”.
Mario Lenti: “Il cibo è una cosa preziosa e non si deve sprecare perché non tutti possono averlo”.
Vincenza Melito: “Il padiglione Cinese e l’Albero della Vita”.
Noemi Messere: “Il padiglione Cinese semplice e particolare”. Vincenzo Molisso: “La Pinacoteca di Brera con i quadri “Cena in Emmaus” di Caravaggio e “Il bacio” di Haiez”.
Felice Raccioppoli: “Il padiglione Cinese sembrava un avventura epica”.
Antonia Rea: “Stare con i miei amici di classe, con cui ho condiviso cose nuove”.
Carmine Rea: “Le tantissime novità vissute con i miei amici come il viaggio e il dormire insieme”.
Martina Ruggiero: “L’Albero della vita, fantastico perché rappresentava la bellezza della vita stessa trasmessa con allegria e gioia”.
Nadia Scognamiglio: “La Pinacoteca di Brera e i quadri di Caravaggio”.
Giuseppe Tedeschi: “Dalla città di Milano all’Expo sono stato travolto da tante bellezze”.
Antonio J. Valle: “Il cibo è una cosa preziosa e che non si deve sprecare, anche perché non possono averlo tutti”.

Seconda I 

Marika Veneroso: “Il viaggio in treno da sola senza i genitori, la sensazione che mi sentivo libera e vedere tutti quei padiglioni da vicino che solo un mese prima vedevo in tv … dividere la stanza con le mie amiche e per la prima volta dormire con loro”. Alessandro Castellano: L’Albero della Vita all’inizio è senza fiori, poi come un bambino che cresce la sua mente cresce facendo sbocciare i fiori”.
Luisa Manna: “La sera dopo cena salivamo nelle nostre camere, non c’era la TV io e la mia amica Federica guardavamo i video dei nostri YouTubers … quando siamo arrivati alla stazione di Napoli e abbiamo raggiunto i nostri genitori camminando in fila per due come nelle nostre uscite a Milano”.
Gugu Iasmina: “La Pinacoteca di Brera, la vista dei colori e ciò che esprimevano i quadri”.
De Micco Maria: “Dormire con le mie amiche, metterci tutte e tre su un unico letto a raccontarci cose divertenti e paurose … la mattina la Prof. Chello ci ha svegliato cantando e noi abbiamo battuto la testa sotto il tetto spiovente per alzarci in fretta”.
Iorio Miriam: “Dormire con le mie amiche … Quando sei in classe puoi parlare solo per dieci minuti, durante la merenda, sei distante e sei dietro al banco per sei ore … un’esperienza importante perché mi ha fatto conoscere meglio le mie amiche di classe”.
Elisa Schettino: “La Pinacoteca di Brera … Non avevo mai visitato un luogo con tanti quadri e quando ognuno di noi ha parlato del quadro che la Prof. Chello ci aveva assegnato … Il mio era “L’ adorazione dei Magi” di Correggio … quando la sera in albergo dopo cena la Prof. Chello ha riunito tutti i sessanta alunni in un circle time”.
Claudio Esposito: “Quando siamo entrati nell’Expo mi sembrava essere al centro del mondo e ogni volta che mi giravo vedevo il padiglione di una nazione diversa e io ero li … Ringrazio molto la

Prof. Chello che ha insistito per farmi andare perché all’ inizio non volevo andare”.
Federica Romano: “Tanti momenti belli … dal viaggio in treno all’entrata all’Expo, la visita alla Pinacoteca di Brera, la galleria al centro di Milano … Ma, può sembrare stupido, quello che mi è piaciuto di più è stato trascorrere la notte in stanza con qualcuno che non fosse mia sorella o mio fratello … ho conosciuto diversi aspetti della mia compagna di stanza che non conoscevo … ho capito anche che senza il televisore e senza il cellulare, ci si può divertire ugualmente stando con una persona a cui si vuole bene … ho apprezzato anche molto il parco del Sempione perché mi dava una sensazione di tranquillità, mi sono immaginata li a leggere un buon libro, magari con la mia musica preferita di sottofondo”.
Sito Alessio: “Il Duomo di Milano, ho visto con i miei occhi il monumento più visitato al mondo e il “circle time” quando la Prof. Chello ci ha aiutati ad esprimere i nostri sentimenti … Ma non credevo di emozionarmi tanto quando ho riabbracciato la mia famiglia”.
Mungiello Giulio: “Il padiglione della Cina perché la foresta di bambù ricreata all’ interno e i tanti piccoli schermi che riproducevano la vita quotidiana in Cina mi hanno per un attimo trasportato li …”

 

 

 

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