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Pasqua con chi vuoi, ma Natale rigorosamente con i tuoi. A Napoli la cena della Vigilia e il pranzo di Natale sono due momenti molto sentiti, da vivere con i parenti naturalmente.

Ci siamo, tra pochi giorni festeggeremo il Natale. Durante la veglia Natalizia  si danno gli ultimi ritocchi al presepe e ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Però, la festa sacra e religiosa si è trasformata nel tempo in festa moderna, percepita anche dai non credenti e caratterizzata da una ricca cena (detta appunto della Vigilia) e dallo scambio di regali, allo scoccare della mezzanotte. Ma non tutti ricordano che, per la religione cattolica, durante la Vigilia si dovrebbe digiunare oppure consumare cibo austero. Invece oggi la tradizione del digiuno si è trasformata in golosità! Pasqua con chi vuoi, ma Natale rigorosamente con i tuoi. A Napoli la cena della Vigilia e il pranzo di Natale sono due momenti molto sentiti, da vivere con i parenti naturalmente. Ci si riunisce, si chiacchiera, si cucina, si prepara la tavola e, durante la Vigilia, nel frattempo si intrattengono i bambini che corrono a destra e a manca, tutti desiderosi di scartare i regali sotto l’albero. Il rispetto della tradizione è fondamentale! Ma per arrivare alla mezzanotte ce ne vuole di tempo, per cui tra Natale in casa Cupiello e vari giri di tombola, con tanto di scorze d’arancia o fagioli o cocci di piatti rotti per segnare i numeri, bisogna pur mangiare qualcosa.

La tradizione vuole che la cena della Vigilia sia tutto sostanzialmente a base di pesce, anche se proprio magra non è, per prepararsi bene invece al sostanzioso pranzo del giorno di Natale. A casa mia il Natale è una cosa seria, e si va dall’ addobbo dell’albero che avveniva e avviene ancora oggi rigorosamente l’8 dicembre, insieme all’ allestimento del Presepe, al fritto di mamma Antonella che da vera napoletana onora la cena della Vigilia con linguine a vongole, baccalà ed anguille fritte, a cui seguono le abbuffate del 25 e del 26 dicembre a casa di mio cognato Stefano (giusto per rimanere leggeri dopo la cena del 24). Ogni famiglia ha però le sue usanze e le sue tradizioni natalizie da rispettare, che differiscono soprattutto dalla zona geografica di appartenenza. I piatti tipici del Natale in Italia sono tantissimi e variano da regione a regione. Vale la pena ricordare la polenta con il baccalà nel Veneto, l’anguilla al cartoccio in Lombardia, gli agnolotti in Piemonte, la carbonade (carne di manzo cotta al vino rosso) in Valle d’Aosta, canederli e capriolo in Trentino, tortellini e passatelli in brodo in Emilia Romagna, il brodetto alla termolese in Molise, fegatini e arrosto di faraona in Toscana, gli spaghetti con le vongole in Campania, verdure pastellate e pesce fritto nel Lazio, i colurgiones de casu (ravioli ripieni) e i malloreddus (gnocchetti) in Sardegna, gallina in brodo e  pasta con le sarde in Sicilia. Ma in tutto questo ben di dio, il vino che posizione occupa? Quando pensiamo al menu di Natale e Capodanno, è inevitabile partire dai piatti.

C’è chi festeggia con le stesse pietanze ogni anno e chi ama sperimentare. Fatto sta che la passione per il buon cibo rischia spesso di far passare il vino in secondo piano, come un dettaglio dell’ultimo minuto. Un errore secondo chi, come me, è convinto che il buon vino abbia pari importanza rispetto al cibo nella costruzione di un menu e sia fondamentale per esaltare i sapori delle ricette. Doverosa premessa è che i vini devono essere scelti in base al menu. Il primo distinguo da fare, quindi, è tra coloro che festeggiano durante la cena della Vigilia, e che molto probabilmente mangeranno pesce, e coloro che optano per il pranzo del 25, che nella maggior parte dei casi vedrà la presenza della carne. Un brindisi di benvenuto, in ogni caso, non si nega a nessuno, ecco perché come prima bottiglia vi consiglio uno spumante Brut, oppure Saten. Una volta che si apriranno le danze, poi, saranno i piatti a guidare la scelta dei migliori vini per Natale e Capodanno. Per chi avrà un menu a base di pesce, quindi con antipasti a base di crostacei, molluschi o pesce affumicato, ma anche di verdure e formaggi freschi, la soluzione potrebbe essere una bollicina leggermente abboccata come un Prosecco. Chi invece preferisce cominciare con salumi e formaggi stagionati, può orientarsi su un vino rosso piuttosto giovane, come un Piedirosso, oppure un Barbera. Passiamo ai primi. Chi avrà un primo a base di pesce, dovrà scegliere il vino a seconda del “colore” del sugo, mi spiego: a un condimento a base di pomodoro, quindi con una base più acida, si potrà accompagnare un vino bianco profumato come un Asprinio di Aversa , ma anche un Verdicchio dei Castelli di Jesi; mentre a un sugo bianco di pesce si sposerà alla perfezione un vino bianco secco, ad esempio un Biancolella d’Ischia oppure un Furore, ma anche un Sauvignon.

Con i primi a base di carne, invece, se piuttosto sostanziosi come una lasagna o se conditi con pomodoro, potrai bere un vino rosso di medio corpo e acidità come un Pallagrello rosso oppure un Chianti; ma i rossi non saranno i soli partner dei primi a base di carne: i sughi bianchi richiameranno infatti un vino bianco corposo, ad esempio un Greco di Tufo, un Vermentino, mentre le paste ripiene come i tradizionali tortellini in brodo si sposeranno bene, oltre che con un rosso vivace come il Lambrusco, anche con un vino bianco morbido. Il criterio piatto complesso-vino profumato, piatto semplice-vino essenziale vale anche per i secondi di pesce. Quindi i piatti conditi e più ricchi richiameranno bottiglie di vino bianco dal bouquet più complesso, come un Gewuerztraminer, mentre i piatti più essenziali come il pesce alla griglia si abbineranno a vini bianchi delicati. I grandi vini rossi, invece, compariranno quando sarà la volta dei secondi tradizionali di carne, come arrosti o carni ripiene: con queste pietanze largo a bottiglie come il Taurasi, Aglianico del Vulture, il Barolo, il Barbaresco l’Amarone. Infine quali sono i migliori vini da dessert per Natale e Capodanno? Anche se non tutti lo accettano, il dolce si abbina sul dolce. Anche in questo caso,il vino sarà scelto in base agli ingredienti del dessert. Ad esempio, i dolci lievitati come pandoro e panettone si abbinano alla perfezione con un Moscato D’Asti spumante, mentre i dolci a base di cioccolato rendono al meglio con un rosso liquoroso, come un Barolo Chinato, infine i dolci con crema vanno a nozze con un vino bianco liquoroso, come un Passito. Le tradizioni del Natale in Italia sono tante, così come le curiosità legate alla festa più bella dell’anno, l’importante è trascorrerle in armonia con i propri cari. Buon Natale.