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…Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita…

Tra le tante scorribande sempre alla ricerca di location che possano ispirare il gusto ma anche il cuore e la mente, quest’anno sono stato in vacanza nel magnifico Cilento ed in particolare a Palinuro. Confesso il mio peccato, non ero mai stato a Palinuro e devo dire che sono rimasto ammaliato da una moltitudine di elementi. Il primo paesaggistico e naturale: spiagge bellissime con sabbia fine e fondale basso come le Saline, altre più selvagge e rocciose come la Torre saracena e l’arco naturale, altre uniche come la spiaggia della Marinella. Poi se volete fare una pausa dalla vita da spiaggia, vi consiglio di percorrere i sentieri di Capo palinuro, per ammirare il panorama del mare e la bellezza della montagna. Non bisogna neanche dimenticare la cultura, perché numerose sono le torri saracene che si ergono a protezione della costa,erette nel XVI secolo. Ma la bellezza maggiore mi è arrivata dalla gente, sempre disponibile, sempre con il sorriso. E stato bellissimo osservare le persone anziane e meno anziane sedute davanti alle loro porte a chiacchierare fino a tarda sera… Altro che social! E stato piacevole conversare con Giovanni l’autista, un ragazzone alto e grosso che sprizzava bontà dal suo sorriso. Fiero del lavoro che faceva e riconoscente al padre che gli aveva dato questa opportunità. Ragazzo di altri tempi, di una gentilezza estrema. E come non parlare delle loro tradizioni culinarie ed enologiche. Una sera, per caso sono stato in un ristorantino spartano, a conduzione familiare. La proprietaria era anche la cuoca, Rosita, a cui va il mio plauso x l’accoglienza, per la gentilezza e per il senso di quiete e tranquillità che mi ha fatto respirare. Ci sono stato più volte e mi ha fatto assaporare la tradizione di questo splendido posto; i colori, i profumi ed i sapori del territorio e della tipicità. Gli spaghetti alla Primula, fiore simbolo di Palinuro, fatti con olio evo, datterino giallo, alici e grattugiata di limone, le alici inchiappate, cioè ripiene di formaggio, pomodori e uova, parmigiana di melanzane e patate, baccalà e cicerchie, tonno scottato, cavatelli con ricotta di capra e potrei continuare x ore. Moltissimi piatti poveri… ma ricchi, ricchi di tradizione, di amore x la propria terra, di appartenenza e soprattutto pieni di una loro identità, mai anonimi. E poi dobbiamo parlare dei vini. Nel cuore del Cilento si producono vini di grande qualità, tra i quali troviamo dal 1989 una DOC Cilento che comprende i vini ottenuti da vitigni di: Aglianico, Fiano, Piedirosso, Primitivo, Sangiovese, Trebbiano toscano, Greco, Malvasia bianca. I vitigni cilentani traggono la propria origine dall’antica Grecia. Furono, infatti, i colonizzatori giunti fin qua dalle coste del Peloponneso a dare inizio alla coltivazione della vite e, quindi, alla produzione di vino. Il Cilento è una delle zone più ricche di bellezze naturali, caratterizzata da terreni di difficile coltivazione, che ben si prestano alla coltura della vite. Troviamo soprattutto colline e montagne, oltre alle piccole piane costiere e alla grande pianura interna del Vallo di Diano, un tempo occupata da un lago. I vitigni locali, grazie alla natura argillosa-calcarea del terreno e al clima mediterraneo, regalano ogni anno uve pregiate che favoriscono la produzione dei vini del Cilento famosi in tutto il mondo. Be che dirvi se potete andate nel Cilento, un territorio magnifico figlio della nostra amata terra… La Campania. “Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita” Alphonse de Lamartine.

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