Quando le tradizioni si incontrano, anche il dolce più buono, quello che non deve mai mancare sulle tavole, e non solo quelle natalizie, può diventare più «nostrano». Ed è così che è accaduto nei laboratori della pasticceria Luxury Royal di Somma Vesuviana, con un matrimonio tra ricotta siciliana e confettura 100% albicocche pellecchiella vesuviane.
Si strizza l’occhio al futuro, a Somma Vesuviana. Alla contaminazione tra prodotti tipici, reinventando un dolce della tradizione, che solitamente sulle tavole natalizie arriva confezionato secondo la ricetta siciliana, grazie ad un frutto che nasce e cresce sul Monte Somma. La Cassata del Vesuvio si presenta come un connubio tra due terre che in passato appartenevano ad un unico Regno: quello delle due Sicilie.
Ma andiamo a ritroso, alla scoperta di un dolce, quale è la cassata siciliana, che rappresenta una icona della pasticceria non solo siciliana, ma di tutto il panorama nazionale. In origine la cassata siciliana era un dolce della tradizione pasquale; nacque come una sorta di zuccotto di cacio fresco, successivamente sostituito dalla ricotta. Pare che questo dolce debba il suo nome proprio al latino caseum “formaggio”, oppure derivi dall’arabo q’asat indicante una scodella di forma rotonda. Si tratta indubbiamente di un dolce che risente anche della tradizione araba, sperimentato in diverse varianti durante la presenza degli Arabi in Sicilia, dal IX al XI secolo.
Al Luxury Royal Bar la classica ricetta siciliana, caratterizzata principalmente da ricotta, zucchero, frutta candita e cioccolato fondente, viene rivisitata negli ingredienti e adeguata a prodotti tipici del territorio vesuviano. La cassata del Vesuvio si presenta così: dischi di pan di Spagna avvolgono una crema di ricotta siciliana, cedro candito e gocce di cioccolato. Tuttavia la vera novità consiste nella guarnizione, caratterizzata da albicocche del Vesuvio candite e confettura 100% albicocche specialità pellecchiella.
La Pellecchiella del Monte Somma è una particolare qualità di albicocche che conta il riconoscimento IGP e che matura a partire dalla prima metà di giugno. Matura in un terreno particolarmente fertile per la ricchezza di minerali e potassio. Inoltre si distingue per il suo profumo, per il suo colore e per la polpa particolarmente dolce e carnosa.
Un intrigo di sapori che non lascerà indifferenti gli amanti del buongusto a tavola, dando un’impronta tipicamente vesuviana ad un dolce cardine della tradizionale pasticceria italiana.






