La funzione sociale delle Borse Valori.
La Borsa di Francoforte (Frankfurter Wertpapierbörse) è il più grande mercato di scambio della Germania, da essa provengono l’85% degli scambi tedeschi e anche il 35% di quelli europei. Difatti, la stessa si trova nella top ten della classifica mondiale delle borse per capitalizzazione di mercato, vale a dire il prodotto tra tutti i titoli su di essa quotati e il corrispettivo prezzo di mercato.
La Borsa più importante dell’Unione Europea si trova nel centro della città di Francoforte, in un’ampia piazza dominata dalle famose statue dell’orso e del toro.
“Bull and Bear” sono il simbolo per eccellenza dei mercati finanziari, caratterizzati dalle fluttuazioni dei corsi azionari. Si parla di bull market o mercato rialzista quando il mercato azionario segue un andamento positivo, i.e. tutti acquistano e i prezzi aumentano.
Con bear market si fa, invece, riferimento ad una fase negativa dei mercati, quando i prezzi calano a seguito di numerose vendite: mercato ribassista.
L’origine di questa simbologia animale è dibattuta.
Qualcuno dice che la ragione sia legata esattamente all’indole dei due animali e alla postura assunta durante un combattimento. Il toro, propenso verso l’alto, afferra il nemico con le corna sollevandolo; l’orso, si fionda verso l’avversario a testa bassa, atterrandolo: ed è così che i due animali sono rappresentati anche nelle sculture.
C’è poi un’altra teoria che accredita l’utilizzo del “toro” al fatto che il termine inglese “bull” rimandi ai monosillabi con cui i compratori si accordavano nella prima Borsa organizzata, in Olanda.
È infatti da una famiglia di mercanti olandesi, i Van der Burse, che lo stesso termine “Borsa” trae origine: è lì che si ebbe il primo esempio di mercato organizzato; nella loro casa ci si riuniva per stabilire il valore delle merci, per poi procedere allo scambio.
Il termine “Orso”, invece, potrebbe derivare dal detto “Non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”: è pratica comune degli speculatori vendere un titolo allo scoperto, ossia prima di esserne entrato in possesso.
Entrando nel lussuoso palazzo della Borsa di Francoforte è possibile osservare dall’alto, da una galleria che vi si affaccia, la sala in cui i traders (gli operatori di borsa) acquistano e vendono, circondati da computer e televisioni, e sovrastati da un tabellone che si aggiorna ogni secondo, segnalando un ribasso o un rialzo di un titolo.
Assistendo alla scena, si percepisce il denaro che silenziosamente fluisce in quella stanza, ma è difficile cogliere l’utilità, sociale, di quel lavoro.
Eppure una funzione, economica e sociale, i mercati azionari ce l’hanno, primo tra tutti il ruolo di intermediazione.
Le borse sono mercati organizzati. I soggetti che intervengono sono i risparmiatori/investitori e gli operatori finanziari: i primi, comprano e vendono titoli a seconda delle proprie esigenze di liquidità; i secondi, comprano e vendono solamente in funzione delle aspettative che hanno e del guadagno che può derivarne. Se si prevede un rialzo dei prezzi, un investitore specializzato comprerà, perché potrà rivendere domani ad un prezzo più alto: la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto è esattamente il suo guadagno. Viceversa, nel caso di aspettative al ribasso.
Seppur fine a se stessa, quest’attività di compravendita ha due effetti positivi:
– il primo è per i risparmiatori, i quali possono in qualsiasi momento vendere e rendere liquidi i propri investimenti;
– il secondo è per il mercato stesso, poiché una crescente domanda quando i prezzi sono bassi e una crescente offerta quando i prezzi sono alti, impediscono un ulteriore peggioramento del ciclo di mercato.
Questa è la funzione sociale delle borse, purché il tutto si svolga correttamente.
Il rischio è che chi opera in Borsa potrebbe cominciare ad alimentare e causare fluttuazioni, piuttosto che semplicemente muoversi di conseguenza: se ci si aspetta un rialzo dei prezzi, gli speculatori comprano, ma proprio perché tutti acquistano il prezzo sale.
Tra diversificazione del rischio e pura speculazione c’è una linea sottile.
CONTI IN TASCA
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