Ieri il pubblico ministero Amoroso ha annullato la sua visita nel comune.
Discariche, sequestri e mancate bonifiche: ieri ha annullato la sua visita in municipio il pubblico ministero che sta indagando sulle attività del comune di Acerra in materia ambientale, attività da chiarire a partire dall’entrata in vigore del decreto Terra dei Fuochi. La pm Maria Cristina Amoroso subito dopo aver annunciato l’annullamento del suo arrivo in uno dei territori simbolo dello scempio ecologico ha invece optato per un incontro con il comandante della polizia municipale acerrana, Felice D’Andrea, da tenere direttamente in procura, a Nola. Ma in una data ancora da stabilire. Un incontro, questo, secondo quanto fatto sapere dallo stesso comune, finalizzato ad aggiornare la polizia locale con un vademecum basato sulle nuove norme del decreto emanato l’anno scorso. A questo punto, dunque, il mistero s’infittisce. Il comune, attraverso il suo ufficio stampa, sostiene che non esista nessuna inchiesta della procura sulle presunte inadempienze dell’ente in materia di controllo ambientale del territorio. Intanto c’è un verbale d’indagine inviato l’ultima volta in municipio il 7 marzo scorso, proprio dalla pm Amoroso, con cui il magistrato “a fini di giustizia” chiede al sindaco, Raffaele Lettieri, e alla segretaria generale del municipio, Maria Piscopo, quali atti abbia prodotto l’ente dall’aprile del 2015, vale a dire dall’entrata in vigore del decreto Terra dei Fuochi, che in materia ambientale trasforma in reati da galera quelle che prima erano solo violazioni amministrative. Un decreto che inoltre prevede il processo per i proprietari e la confisca automatica dei terreni in cui vengono sequestrate in via definitiva le discariche abusive. L’ultimo sequestro definitivo operato ad Acerra risale al gennaio del 2015. Di processi e confische non si vede nemmeno l’ombra da queste parti. Intanto nel comune di Acerra c’è un clima da resa dei conti. Poco dopo la richiesta di atti inoltrata dal pubblico ministero la segretaria generale del comune ha avviato un provvedimento disciplinare a carico del dirigente dell’ufficio ambiente, l’avvocato Francesco Annunziata. Piscopo ha contestato al dirigente del settore la tardiva produzione di atti in materia ambientale. Ma a quel punto il funzionario pubblico ha reagito denunciando tutto in procura e profilando un abuso d’ufficio ai suoi danni. Annunziata ha sostanzialmente accusato l’amministrazione di non averlo messo nella condizione di operare. Alla fine però, venerdi scorso, è scattato il provvedimento a carico di Annunziata: una settimana di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, sospensione a partire dal prossimo mercoledi primo giugno. La commissione disciplinare che ha giudicato Annunziata è formata da cinque componenti, tre interni ( compresa la segretaria generale ) e due esterni all’organico municipale. Hanno votato contro la sospensione due dei tre membri interni, i dirigenti comunali Concetta Martone e Giuseppe Gargano “perchè il comportamento dell’avvocato Annunziata – secondo quanto hanno affermato in sede disciplinare – non rientra in alcuna fattispecie del codice disciplinare e in particolare in quella individuata”. La segretaria generale e i due componenti esterni, Diego Musto e Domenica Coppola, hanno invece concordato sul fatto che Annunziata si sarebbe reso responsabile della tardiva produzione di atti finalizzati alla bonifica in danno a una serie di proprietari di terreni in cui è stata segnalata la presenza di alcune discariche abusive. Una discarica è stata trovata nel deposito gestito dalla ditta di nettezza urbana cittadina.






