Incidente al Palasport di Comiziano diventa tragedia, muore uno dei due operai precipitati

Aggiornamento. Come riferito dall’Ansa è morto Carmine Spirito, l’operaio 66enne che insieme ad un collega stamattina è precipitato da una impalcatura per circa 5 metri. Le condizioni dell’uomo, ricoverato all’ospedale del Mare di Napoli, che con Bruno Sirignano, 57 anni, era impegnato nei lavori di riqualificazione del palazzetto dello sport di Comiziano, in provincia di Napoli, erano subito apparse gravi. Sirignano ha riportato traumi alle gambe. COMIZIANO – Sono in corso gli accertamenti sull’incidente avvenuto questa mattina nel cantiere del palazzetto dello sport di Comiziano, dove due operai sono rimasti coinvolti in una caduta da un’impalcatura alta circa cinque metri durante i lavori di riqualificazione della struttura. L’intervento dei soccorsi è stato immediato. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i carabinieri della stazione di Cicciano e i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro, chiamati a verificare le circostanze dell’accaduto e il rispetto delle norme previste per la sicurezza nei cantieri. Tra i feriti c’è B. S., nato nel 1969, che ha riportato traumi alle gambe. Dopo le prime cure è stato trasferito all’ospedale di Nola, dove resta ricoverato. Le sue condizioni sono monitorate dai medici ma, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita. Più critico il quadro clinico di C. S., nato nel 1960. L’uomo è stato trasportato in codice di massima urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli. I sanitari lo hanno ricoverato in terapia intensiva, dove è stato intubato. La prognosi resta riservata e le sue condizioni sono giudicate estremamente gravi. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se il cedimento sia stato provocato da un problema strutturale dell’impalcatura, da un errore operativo o da altre circostanze ancora da chiarire. Saranno fondamentali gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte tra gli operai presenti nel cantiere. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori elementi utili a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. L’obiettivo delle indagini è accertare eventuali responsabilità e verificare il pieno rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Case funerarie senza autorizzazioni e sedi condivise: maxi controllo nel settore delle onoranze funebri

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ARZANO – Una vasta operazione di controllo nel settore delle onoranze funebri è stata condotta nella giornata del 23 giugno nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei comparti economici più esposti. L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione comunale di Arzano, guidata dal sindaco Giuseppe Vitagliano, in collaborazione con il Nucleo Informativo del Reparto Territoriale Carabinieri di Castello di Cisterna.

L’intervento è stato coordinato dal comandante della Polizia Locale di Arzano, il colonnello Luigi Maiello, e si inserisce nel percorso di collaborazione tra Comune, Polizia Locale e Arma dei Carabinieri volto a monitorare eventuali situazioni di illegalità e verificare possibili condizionamenti criminali nel tessuto economico locale.

I controlli hanno interessato un complesso logistico situato in Traversa Nuova del Campo 51, a Napoli. Sul posto hanno operato il Nucleo Investigativo della Polizia Locale di Napoli, diretto dal maggiore Gabriele Salomone, insieme agli agenti della Polizia Locale di Arzano e al personale del Nucleo Informativo dei Carabinieri.

Nel corso delle verifiche sono state individuate due strutture utilizzate come casa funeraria e sala del commiato. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, non sarebbero stati riscontrati titoli autorizzativi idonei a consentirne l’esercizio.

L’attività ispettiva ha inoltre evidenziato una significativa promiscuità logistica e operativa tra diverse imprese funebri formalmente con sede in Comuni differenti ma operanti nello stesso complesso immobiliare. Le aziende, secondo gli accertamenti, avrebbero condiviso locali, aree di sosta, mezzi di trasporto, autofunebri, personale e altre risorse operative.

Le risultanze raccolte saranno ora oggetto di ulteriori approfondimenti per ricostruire l’effettiva organizzazione delle attività economiche presenti nel sito e verificare la corrispondenza tra le sedi dichiarate e quelle realmente utilizzate.

L’intero fascicolo, comprensivo della documentazione acquisita durante l’operazione, sarà trasmesso alle autorità amministrative e giudiziarie competenti per le valutazioni del caso. Saranno inoltre coinvolti gli uffici comunali competenti per gli eventuali provvedimenti amministrativi previsti dalla normativa di settore, comprese le verifiche sui titoli autorizzativi. Gli esiti degli accertamenti saranno infine portati all’attenzione degli organismi competenti anche per gli eventuali approfondimenti in materia di legislazione antimafia

Pomigliano, Schiamazzi notturni: giro di vite della Polizia Locale

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Schiamazzi notturni, interviene la polizia municipale e sequestra un motociclo ed un’auto privi di assicurazione. E’ accaduto a Pomigliano d’Arco , dove i vigili urbani stanno effettuando controlli straordinari nelle aree maggiormente interessate da fenomeni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica.   L’ultimo intervento ha interessato il parcheggio di via Miccoli, da tempo al centro delle segnalazioni dei residenti per la presenza, nelle ore serali e notturne, di gruppi di giovani e per comportamenti ritenuti pericolosi alla guida di auto e motocicli. L’operazione straordinaria sull’intero territorio è stata disposta a seguito delle numerose lamentele dei cittadini, che da tempo denunciano schiamazzi, rumori molesti, accelerate improvvise, sgommate e manovre che, secondo quanto segnalato, in alcuni casi farebbero ipotizzare vere e proprie gare improvvisate tra veicoli.   Nel corso del servizio gli agenti hanno identificato numerosi giovani presenti nell’area e sottoposto a sequestro un’autovettura e una motocicletta, entrambe risultate prive della copertura assicurativa obbligatoria. L’attività rientra nel piano di intensificazione dei controlli predisposto dal Comando di Polizia Municipale per contrastare situazioni di degrado urbano, garantire il rispetto delle norme del Codice della strada e restituire maggiore tranquillità ai residenti delle zone maggiormente interessate dalle segnalazioni.

IMPIANTISTICA SPORTIVA, MARIGLIANO OTTIENE UN MILIONE E 300mila EURO: RESTYLING A PONTECITRA E AL PALA ALIPERTI

La Regione Campania, attraverso l’ARUS — Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport — ha assegnato al Comune di Marigliano finanziamenti per l’impiantistica sportiva per un valore complessivo di circa un milione e trecentomila euro.

I fondi saranno destinati alla struttura di Pontecitra, dove saranno effettuati vari interventi oltre al rifacimento della pista di atletica e alla riqualificazione del Pala Aliperti con interventi di restyling e di efficientamento energetico, due infrastrutture sportive di riferimento per la città e per l’intero territorio.

«Abbiamo lavorato con impegno alla predisposizione dei progetti e alla partecipazione ai bandi regionali, e oggi raccogliamo i frutti di quell’impegno. Restituiremo ai nostri cittadini e alle nostre associazioni sportive impianti rinnovati, sicuri e moderni. Investire nello sport significa investire nelle nuove generazioni, dare ai ragazzi spazi dignitosi dove crescere, formarsi, imparare il rispetto delle regole e il valore della squadra. Marigliano crede nei suoi giovani e questo finanziamento lo dimostra», racconta il sindaco Gaetano Bocchino.

«Questo è il frutto di un lavoro serio e di una visione chiara», aggiunge l’assessore allo Sport Dino Manna. «Abbiamo individuato le priorità, costruito i progetti e seguito ogni passaggio con attenzione».

Nola, ammessa al finanziamento di 170mila euro per il progetto “Rivivi”

Riceviamo e pubblichiamo

La proposta di Nola ritenuta ammissibile al finanziamento regionale per il Distretto Urbano del Commercio composto da Comune di Nola, Aicast, Assimprese Italia, Consorzio Nazionale Sicurezza, Consorzio Nocciole Campane e Italiane: saranno effettuati interventi di rigenerazione urbana, digitalizzazione delle attività commerciali, formazione degli operatori e valorizzazione del centro storico.

Un finanziamento regionale di 170 mila euro, a fronte di un progetto complessivo del valore di 240 mila euro, sostenuto anche da un cofinanziamento comunale di 70 mila euro.

“Rivivi Nola”, questo il titolo del progetto, punta a rafforzare il ruolo del centro storico come luogo privilegiato del commercio di prossimità, migliorandone qualità urbana, accessibilità, attrattività e competitività.

Tra gli interventi previsti figurano la realizzazione di arredi urbani coordinati, l’inserimento di nuove fioriere e verde urbano, l’installazione di segnaletica dedicata all’orientamento commerciale e turistico, la riqualificazione estetica dei dehors oltre alla creazione di strumenti digitali per il commercio locale.

Punta anche alla modernizzazione il programma che comprende  una piattaforma web dedicata alle attività commerciali, sistemi di fidelizzazione digitale, percorsi formativi per gli operatori economici e iniziative culturali e di animazione urbana per valorizzare gli spazi rigenerati.

“L’ammissibilità al finanziamento del progetto rappresenta un risultato importante per la città e per il Distretto Urbano del Commercio  perché – dichiara il sindaco di Nola Andrea Ruggiero – si tratta di risorse  che ci consentiranno di intervenire concretamente sul centro storico, migliorandone la qualità urbana e sostenendo il tessuto economico locale. Il commercio di prossimità continua ad essere un presidio fondamentale per la vitalità della città e con questo progetto intendiamo renderlo ancora più attrattivo e competitivo”.

Ad esprimere soddisfazione è l’assessore al Commercio Andrea Manzi: “Con l’ammissibilità di “Rivivi Nola” entriamo nella fase 2 del progetto.  Porteremo avanti una strategia complessiva che mette insieme rigenerazione urbana, innovazione digitale, formazione e valorizzazione del commercio locale. Vogliamo costruire un centro storico più accogliente per cittadini e visitatori e, allo stesso tempo, fornire agli operatori strumenti moderni per affrontare le sfide del mercato. È un progetto che guarda al futuro senza perdere il legame con l’identità della città”.

Lavori della Linea 7, Viale Traiano resta al buio. Patierno: «I cittadini meritano risposte»

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NAPOLI – Oltre un anno di attesa, sopralluoghi, note ufficiali e richieste di intervento. Ma tra i civici 251 e 253 di Viale Traiano la situazione non cambia: i pali della pubblica illuminazione rimossi durante i lavori per la realizzazione della camera di ventilazione della Linea 7 della metropolitana non sono stati ancora ripristinati e il tratto di strada continua a rimanere parzialmente al buio. La vicenda, denunciata più volte dai residenti, è ormai diventata un caso. Dagli atti emerge infatti che il Comune di Napoli aveva già accertato la mancanza di quattro pali dell’impianto di illuminazione, indicando anche le verifiche tecniche e gli interventi necessari per ricostruire l’infrastruttura e ripristinare il servizio. Nei mesi successivi si sono susseguiti ulteriori sopralluoghi, verifiche congiunte e comunicazioni tra gli enti coinvolti. A fine maggio anche EAV è intervenuta formalmente chiedendo ai soggetti interessati di risolvere la problematica e di ripristinare l’illuminazione dell’area, ricordando che la rimozione dei pali è conseguenza diretta della cantierizzazione per i lavori della Linea 7. Eppure, ad oggi, il cantiere per il ripristino non è ancora partito. «Non siamo più nella fase delle segnalazioni – dichiara il consigliere della IX Municipalità Ugo Patierno –. Tutti gli enti competenti conoscono perfettamente il problema. Esistono verbali, sopralluoghi, relazioni tecniche e richieste ufficiali. Quello che manca è soltanto l’intervento. È difficile spiegare ai cittadini perché, dopo oltre un anno, una situazione così semplice da comprendere continui a rimanere irrisolta.» Per Patierno la questione riguarda non solo il decoro urbano, ma soprattutto la sicurezza di una delle principali arterie del quartiere. «L’illuminazione pubblica non è un servizio accessorio: significa sicurezza per chi torna a casa la sera, per gli anziani, per le famiglie e per chi percorre quel tratto ogni giorno. Chiediamo che venga finalmente fissato un cronoprogramma preciso e che i lavori inizino senza ulteriori rinvii.» Il consigliere della Municipalità IX annuncia che continuerà a seguire la vicenda fino al completo ripristino dell’impianto. «I cittadini hanno avuto pazienza anche troppo. Adesso non servono altre riunioni o nuove verifiche: servono operai sul posto e una data certa per la conclusione dei lavori.» V

Vecchia conoscenza di Pomigliano beccata in scooter dopo truffe: 5 casi scoperti

  Sorrento: Truffe agli anziani. Una truffa consumata e 4 tentate ma le immagini e una registrazione lo inchiodano. Carabinieri arrestano 46enne Non una, non due, ma ben 5 truffe agli anziani della Penisola Sorrentina: una consumata, 4 tentate. Un solo uomo in sella a uno scooter bianco, un copione collaudato e una catena di vittime tutte con più di 75 anni. Poi le indagini dei carabinieri di Sorrento, le analisi delle immagini delle telecamere, il confronto fotografico incontrovertibile e la fine della paura. Siamo nella meravigliosa Sorrento all’incrocio tra via Rota e via Califano e sono le 11:15. Le diverse truffe ai danni degli anziani della Penisola Sorrentina appena compiute hanno un nome e un volto: Luigi Beneduce, 46enne di Pomigliano d’Arco già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’uomo viene fermato dai Carabinieri della Stazione di Sorrento. Il 46enne è in sella a uno scooter Honda SH bianco. Ha lo smartphone acceso e aperto su Google Maps con la posizione condivisa in tempo reale con i suoi complici. Stava ancora cercando l’indirizzo della prossima vittima. I militari lo hanno bloccato appena in tempo. L’azione è quella classica, portato però a un livello industriale. Una “base” organizzata come un vero e proprio call center chiama a freddo numeri di telefoni fissi — attingendo dai vecchi elenchi telefonici — e seleziona le vittime più anziane e vulnerabili. Si spaccia per il nipote in difficoltà, poi passa la linea a un complice che interpreta il “comandante dei Carabinieri”. Il messaggio è sempre lo stesso: un familiare è in stato di fermo, occorrono 7.500 euro in contanti, oppure oro, per evitarne l’arresto. Mentre la vittima è tenuta in linea per impedirle di chiamare i figli o il 112 , il “trasfertista”, in questo caso il 46enne, si muove in scooter verso l’indirizzo indicato dai telefonisti per ritirare il bottino. La storia inizia sei giorni prima. È il 18 giugno quando, suonano al cancello del condominio di una 88enne di Sant’Agnello. Poco prima, sul telefono fisso di casa, qualcuno si era qualificato come “Marco”, il nipote, portandole la notizia peggiore che una nonna possa sentire: la sorella Rosetta e il marito Raffaele erano stati arrestati. Servivano soldi, e subito. L’anziana aveva risposto di avere solo 500 euro in casa. Non bastano, le avevano detto. Oro, allora. “Avete anche dell’oro?” Sì, ce l’aveva. L’anziana aveva messo tutto in una bustina verde da farmacia: 500 euro in contanti gioielli per un valore tra i 12mila e i 15mila euro. Collane, anelli, gemelli in oro bianco e giallo, tra cui la fede da uomo con incisa la data del cinquantesimo anniversario di matrimonio. Quando il campanello aveva suonato, sull’uscio c’era un uomo calvo, con la barba incolta e qualche dente mancante. Si era qualificato come “il maresciallo”. Aveva preso la busta, l’aveva aperta per controllare e se n’era andato. Quando l’anziana era tornata al telefono, dall’altra parte ormai c’era nessuno. Solo ore dopo, quando la figlia era arrivata a casa, si è saputa la verità. Nessuno era stato arrestato. La truffa era perfettamente riuscita. Torniamo a ieri. Quello scooter utilizzato qualche giorno prima per la truffa torna in Penisola Sorrentina. Questa volta, però, le cose non vanno come previsto. Piano di Sorrento. Sono le 10 circa e una donna classe 1950, riceve una telefonata sul fisso di casa. La voce si presenta come il nipote Leandro. Le chiede il numero di cellulare. Poi arriva la seconda chiamata: parla il “comandante dei Carabinieri di Sorrento”. La figlia e il genero sono in stato di fermo per tasse non pagate da anni. Servono 7.500 euro, o in alternativa dei gioielli d’oro, da depositare presso i Carabinieri di Castellammare di Stabia “come garanzia, poi glieli restituiamo.” L’anziana non ha contanti ma accetta: prepara i monili, li mette in un sacchetto, aspetta il “carabiniere in borghese.” Quando il marito rientra in casa e le fa capire che si tratta di una truffa, lei riattacca. Nella borsa i gioielli sono ancora lì. Il corriere non fa in tempo ad arrivare. Secondo caso. Siamo a casa di una 91enne. Chiama un giovane che si spaccia per “il primo nipote.” L’anziana risponde prontamente: “Non ho nipoti.” La telefonata si chiude. Il figlio Salvatore, avvertito dalla madre, si presenta alla caserma dei carabinieri e racconta: non è la prima volta. Quattro anni fa il padre, ora defunto, aveva consegnato 4mila euro a dei truffatori con la stessa identica tecnica. L’episodio si era già ripetuto il lunedì precedente, quando aveva risposto la figlia al posto della madre, e persino la vicina di casa — una signora di circa 70 anni — aveva ricevuto la stessa telefonata nella stessa mattinata. Intanto c’è anche il terzo caso. Una donna, classe 1948, riceve una chiamata: un uomo si spaccia per il nipote, le dice che i conti in banca della figlia Annarita sono stati bloccati per tasse e bollette non pagate, serve la somma di 7.500 euro. L’anziana non riesce a fornire il numero di cellulare — non lo ricorda. Si rende conto che si tratta di una truffa e lo dice al telefono: “Ma che cosa è, una truffa?” L’interlocutore chiude la chiamata. Prima dell’arrivo dei Carabinieri, il telefono di Margherita suona ancora. È di nuovo lui: “Nonna, tutto a posto?” Lei risponde di sì. “Come stai?” “Sto bene”, dice, e riattacca. Vittima numero 4. La telefonata arriva all’utenza fissa di una signora 82enne ma risponde la figlia che si trova lì per farle compagnia e prepararle il pranzo. In una frazione di secondo capisce tutto. E decide di non riagganciare. Inizia a registrare per poi denunciare. La testimonianza più toccante viene proprio dall’audio registrato dalla signora Filomena, la figlia che ha avuto l’istinto di fingere di essere la madre anziana per smascherare i truffatori. La registrazione — acquisita dai carabinieri — rivela in tutta la sua brutalità il meccanismo psicologico della truffa. “Pronto, pronto, chi è… io chi, chi è io… e che è a nonna… e così…” Filomena risponde simulando la voce e gli “acciacchi” di un’anziana, chiama il sedicente nipote “Antonio”. Il truffatore, abile e privo di scrupoli, la intrattiene con domande sulla salute — “come stai, nonna?” — per poi passare all’attacco: il direttore dell’ufficio postale ha chiamato i Carabinieri, sono arrivate delle raccomandate rosse per delle tasse non pagate. Servono 7.500 euro — “sette milioni e mezzo di vecchie lire” dice, traducendo la cifra per una generazione cresciuta con la lira — o “la portano in carcere.” “Oh Padreterno, e tuo padre che fa, va in carcere mo’? Pure tuo padre, Gesù, pure tuo padre…” Filomena simula il panico, poi il pianto. Il truffatore non si ferma: il padre ha detto al nipote di chiamare la nonna perché “sa che tieni dei soldi messi da parte.” E poi l’oro. Anche quello. La conversazione termina perché, nel frattempo, sono partite le richieste di aiuto ai veri carabinieri che erano già impegnati nelle indagini e che avevano già individuato e fermato l’uomo in sella allo scooter bianco. Il filo che ha portato all’arresto del 46enne parte quindi proprio dalla truffa consumata del 18 giugno. Le telecamere di un condominio avevano ripreso tutto. L’uomo che arriva al cancello e che guarda verso l’alto. Fa con la mano il segno “4” (quarto piano, l’appartamento dell’anziana), entra nell’androne e sale le scale. Poi riscende con in mano una bustina verde e si allontana. È calvo, barba incolta. Porta un giubbotto. Impugna un casco da moto. I militari avevano identificato la targa dello scooter. Un Honda SH intestato a una società di noleggio con sede in provincia di Mantova. La foto dell’uomo ritratto dai video viene inviata a tutte le caserme del comando provinciale di Napoli. I carabinieri della Stazione di Marigliano lo riconoscono senza esitazione. É Luigi Beneduce, già noto per alcuni reati e anche per truffe. Il 24 giugno, con lo scooter già segnalato in entrata nel Comune di Piano di Sorrento, i Carabinieri della Stazione di Sorrento setacciano la zona. Alle 11:15 lo fermano all’incrocio tra via B. Rota e via A. Califano. Sul cellulare: Google Maps aperto sul percorso per Massa Lubrense, una chat WhatsApp con un numero non salvato in rubrica con cui aveva condiviso la posizione in tempo reale, e una seconda chat con il contatto “Boker” — il basista che gli stava indicando dove fermarsi ad aspettare. L’uomo viene arrestato e su disposizione della Procura di Torre Annunziata viene trasferito in carcere. Non è la prima volta che il 46enne finisce in manette per lo stesso reato. Solo due mesi fa, il 27 aprile, era già stato arrestato dalla Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche per concorso in truffa ad anziani

Fermato per un omicidio di camorra mentre torna da Ibiza

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  Si è conclusa con un arresto all’aeroporto di Napoli-Capodichino l’indagine della Squadra Mobile sull’omicidio avvenuto lo scorso 2 marzo in via Sorrento, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Gli agenti hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un uomo gravemente indiziato di concorso nell’omicidio e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno ricostruito l’agguato costato la vita a un uomo, raggiunto da numerosi colpi di pistola mentre era in auto con la moglie. Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, gli investigatori hanno individuato il presunto ruolo dell’indagato, ritenuto vicino al clan D’Amico-Mazzarella. Secondo l’accusa, avrebbe preso parte alla fase organizzativa del delitto, occupandosi della ricerca della vittima, della disponibilità dell’auto utilizzata dal commando e del recupero del conducente dopo l’abbandono del veicolo impiegato nell’agguato. L’uomo è stato bloccato mentre si trovava ancora a bordo del volo appena atterrato a Napoli di ritorno da una vacanza a Ibiza. L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e il provvedimento cautelare può essere impugnato. L’indagato resta presunto innocente fino a una sentenza definitiva.

Campi Flegrei, scossa forte sveglia la città

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  Ancora una scossa di terremoto ai Campi Flegrei. Alle 4.17 di questa mattina i sismografi hanno registrato un evento di magnitudo 3.6 con epicentro nell’area di Pozzuoli e una profondità di circa 3 chilometri. Il sisma è stato chiaramente avvertito dalla popolazione residente nei comuni flegrei e in diversi quartieri di Napoli. In molti sono stati svegliati dal terremoto e hanno lasciato le proprie abitazioni per alcuni minuti in attesa di verificare la situazione. Secondo le prime informazioni disponibili, non si registrano danni né feriti. Le verifiche effettuate dalle autorità non hanno evidenziato criticità, mentre prosegue il monitoraggio dell’area da parte dell’Osservatorio Vesuviano e della Protezione Civile. La nuova scossa arriva a meno di un giorno dall’ultimo sciame sismico che aveva interessato i Campi Flegrei, durante il quale l’evento più intenso aveva raggiunto la magnitudo 3.0. La frequenza degli episodi continua ad alimentare la preoccupazione dei residenti, pur rientrando nel quadro del fenomeno bradisismico che da tempo interessa l’area. Negli ultimi mesi il territorio flegreo è stato interessato da centinaia di eventi sismici di diversa intensità, collegati ai movimenti del suolo provocati dal bradisismo. Gli esperti ribadiscono che il fenomeno viene costantemente monitorato attraverso una fitta rete di strumenti che consente di rilevare in tempo reale eventuali variazioni dell’attività sismica e deformazioni del terreno. Le autorità invitano i cittadini a mantenere la calma e a seguire esclusivamente le indicazioni diffuse dagli enti competenti, ricordando l’importanza di conoscere le procedure di sicurezza previste in caso di terremoto. Nel frattempo resta alta l’attenzione sull’evoluzione dello sciame sismico e sulle eventuali nuove scosse che potrebbero interessare l’area nelle prossime ore.

Striano, all’Interno Cafè la presentazione di “Benessere digitale” di Paolo Siani

Riceviamo e pubblichiamo

Martedì 30 giugno l’incontro all’Interno Cafè  di Striano con il giornalista Francesco Gravetti e i saluti di Aristide Rendina

 

Nuovo appuntamento con l’ultimo saggio di Paolo Siani, la prossima presentazione del libro “Benessere digitale” si terrà martedì 30 giugno alle ore 19 presso Interno Cafè, Galleria Commerciale Falco via Risorgimento, Striano.  

Il saggio è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. L’opera ha la prefazione di Armando Cozzuto e il contributo di Isabella Continisio, Gilda Crispino, Virginia Mirra e Margherita Rosa. Dopo i saluti di Aristide Rendina segretario cittadino del Partito Democratico, dialoga con l’autore Francesco Gravetti giornalista de Il Mattino.

 

Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.

Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma propone un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali.

Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” nonè una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.

Paolo Siani è pediatra e già primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo.