Napoli, al via l’iniziativa “La vista può volare via. Previeni il glaucoma”

Prende il via la campagna sociale promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, in occasione della “Settimana Mondiale del Glaucoma” che si sta tenendo in questi giorni e, precisamente, dal 12 al 18 marzo. Tornano, come accade ogni anno, in circa 90 città italiane i gazebo informativi e tanti check-up oculistici gratuiti. Tutte le iniziative sono volute e organizzate dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, in collaborazione con le Sezioni locali dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti). “È essenziale difendere la vista dal glaucoma” afferma Giuseppe Castronovo, attuale  Presidente della IAPB Italia onlus, “altrimenti si può diventare ciechi o ipovedenti, perché il campo visivo si restringe a causa di questa malattia oculare”. Una pressione oculare elevata, infatti, è una minaccia per gli occhi; ma i danni che provoca sono evitabili, nella maggior parte dei casi, grazie a una diagnosi precoce. Nelle piazze di molte città come Milano, Torino, Reggio Calabria, Roma, Firenze e Napoli, sarà possibile sottoporsi a controlli oculistici, nel corso dei quali si effettuerà la misurazione della pressione dell’occhio e si potranno ricevere tutte le informazioni utili sul glaucoma. Proprio il capoluogo Campano, sarà Protagonista con i Comuni di Cercola e Fratta Maggiore. A Cercola (NA), infatti, la sezione territoriale di Napoli dell’UICI, attraverso la rappresentanza zonale di Sant’Anastasia con il patrocinio del Comune di Cercola, ha organizzato per sabato 18 Marzo 2017 dalle 9 alle 13, alla Lottizzazione Carafa in piazzale dei Platani, check-up oculistici gratuiti per tutti. La medesima sezione territoriale della onlus che tutela gli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti, poi, ha organizzato la medesima iniziativa, attraverso la rappresentanza zonale di Afragola,anche per domenica 19 marzo 2017 dalle 9 alle 13. A Fratta Maggiore (NA), infatti, con il patrocinio del Comune di Fratta Maggiore, in Piazza Umberto I, presso la casa Comunale, un’unità mobile oftalmica sarà impegnata per visite oculistiche gratuite, sempre finalizzate alla prevenzione del glaucoma. Ricky Tognazzi sarà il testimonial d’eccezione della campagna sociale Mediafriends che la IAPB Italia onlus ha realizzato.      

Inchiesta «The Queen», Sommese “politico dei territori”.

È lui a definirsi così, il «politico dei territori», a indicare lo stretto rapporto con i piccoli comuni che negli anni gli hanno consentito la scalata politica. The Queen, La Regina. Il nome di un ingegnere con appigli utilissimi nella Napoli che conta, attorniato da colletti bianchi, professori universitari e professionisti inseriti ad hoc nelle commissioni che aggiudicano gli appalti. Ideatore di un sistema, stando alle risultanze investigative della Gdf e della Dda, che sarebbe stato in grado nell’arco di tempo compreso tra il 2012 e il 2015 di manipolare 18 appalti pubblici per lavori da 20 milioni di euro e che avrebbe avuto in Pasquale Sommese, ex assessore regionale al Turismo nella giunta di Caldoro, la sponda politica in grado di garantire i fondi necessari perle opere in cambio di denaro e sostegno elettorale. Sommese nasce nel nolano, a Cimitile e approda in politica negli anni ’80 sulla scia di Carmine Mensorio, deputato della Democrazia Cristiana. Diventa consigliere comunale e poi assessore, nel 2001 arriva in Provincia. Da quel momento comincia la sua scalata alla Regione Campania, passando con la lista Dini e poi nella Margherita dove è vicino a Ciriaco De Mita. Nel 2005 riesce a fare il pienone di voti (33 mila) e diventa consigliere regionale. Quando De Mita dice basta al Pd, lui resta invece con i Democratici ed è con loro candidato alle Europee. Nel 2009 è primo dei non eletti con 94mila voti che non bastano a consentirgli un pass per Strasburgo. Viene poi ripescato ma rinuncia al seggio perché nel frattempo ha ottenuto l’incarico di assessore regionale con l’Udc. I suoi voti sono decisivi per la vittoria di Stefano Caldoro alle regionali nel 2010 e due anni dopo diventa assessore al Personale alla quale si aggiunge poi quella più corposa e «interessante», al Turismo. Nel 2015 passa con l’Ncd, rompendo nuovamente con i De Mita ma siccome la coalizione di centrodestra viene affossata dall’attuale compagina guidata dal governatore De Luca, deve accontentarsi di un ruolo di opposizione. Indagato da oltre un anno, si è sempre detto estraneo alle accuse e oggi, al momento dell’arresto, è stato colto da un malore.  

Operazione «The Queen», il gip: «Per i politici era condotta abituale». Cantone (Anac): «Un quadro molto brutto».

  Quanto emerso dalle indagini che hanno portato a 69 provvedimenti di custodia cautelare sarebbe solo l’inizio, oltre che la dimostrazione che il «sistema» di corruzione e appalti si adegua di volta in volta ai mutamenti della politica.   Per il gip del Tribunale di Napoli Federica Colucci, che ha firmato la poderosa ordinanza di oltre 1500 pagine, le gare illecite scoperte costituiscono solo «la punta dell’iceberg». «Ho cominciato a leggere l’ordinanza, il quadro che emerge è molto brutto – dice il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone – Poco dal punto di vista dei fatti mafiosi ma moltissimi episodi di corruzione con una presenza molto vasta di una politica locale del mondo delle professioni. Un quadro tutt’altro che bello, resta l’aspetto peggiore di una politica locale che continua a occuparsi di gare pubbliche secondo le peggiori tradizioni». Per quanto riguarda il rischio di reiterazione dei reati, il gip, in riferimento alla posizione degli imprenditori Alessandro Zagaria, Pasquale Garofalo e Mario Martinelli, ai quali è contestata la partecipazione al clan dei Casalesi, evidenzia che «la condotta contestata ai tre è di lunga durata e si tratta della partecipazione ad uno dei clan camorristici più potenti d’ Italia». «Va ancora una volta ribadito – ha aggiunto – che il ruolo degli imprenditori nei clan non va in alcun modo sottovalutato. Il loro ruolo invero non è fungibile; non può essere assunto da un qualunque ‘stipendiato’, ma presuppone la capacità imprenditoriale, le possidenze mobiliari ed immobiliari, i contatti politici, amministrativi e professionali. La quantità di appalti ottenuti e l’impero economico creato grazie alla affiliazione da un lato ed il ricorso a sistematiche condotte corruttive dall’ altro, dimostrano personalità assolutamente spregiudicate». Quanto a Guglielmo La Regina, ritenuto il dominus del sistema illecito, «il rischio di reiterazione dei reati è più che concreto: è una certezza». Le intercettazioni «evidenziano la sua centralità nel sistema da lui stesso ideato, che lo vede diretto interlocutore di centinaia di conversazioni volte a stipulare ed eseguire accordi corruttivi e manipolare gare per garantire le aggiudicazioni alle ditte sponsorizzate dai politici di turno, a dimostrazione di una personalità assolutamente trasgressiva, del tutto indifferente ai precetti penali. Talmente indifferente da non avere alcuna remora a mettere il suo sistema illecito a disposizione del clan dei Casalesi». I professionisti che si sono affiancati a La Regina hanno agevolato «con il loro nome o la loro effettiva prestazione professionale, la partecipazione a gare il cui esito era ‘pilotato». Ed i Commissari «si sono prestati, in vista di futuri incarichi o altre utilità o di rapporti di collaborazione professionale, a manipolare le aggiudicazioni degli appalti pubblici, finanche di fronte ad esposti anonimi che hanno puntualmente previsto chi avrebbe vinto». I presidenti dei Consigli degli Ordini professionali «non hanno esitato a comunicare nominativi compiacenti, talvolta in cambio di favori, nelle gare, e deve presumersi siano avvezzi a tali condotte». «Certamente abituale – scrive ancora il gip – appare la condotta tenuta dai politici coinvolti; da un lato i politici regionali (Pasquale Sommese e Angelo Consoli, con i rispettivi alter ego, Antonello Sommese ed Alessandro Gentile) hanno gestito i finanziamenti regionali secondo le loro esigenze di natura economica ed elettorale». Dall’altro i sindaci, gli assessori, i dirigenti pur di accedere a tali finanziamenti si sono prestati ad aggiudicare le gare ad imprese ed a professionisti designati».  Il giudice cita infine una intercettazione di una conversazione tra La Regina e Martinelli del 4 giugno 2015, dopo le elezioni regionali, quando «i riferimenti politici sembrano cambiati». Il colloquio «dimostra la loro capacità di adeguarsi ai mutamenti politici». Il sistema sarebbe di quelli collaudati: i sindaci degli enti interessati ad un finanziamento regionale si rivolgono a La Regina, su consiglio di alcuni loro amici imprenditori, affinché questi possa poi garantire il finanziamento dell’opera grazie all’appoggio di Sommese. Lui si impegna a garantire il finanziamento dell’opera (proponendo in Giunta Regionale la finanziabilità delle aree da cui provengono i sindaci) ed in cambio ottiene denaro e sostegno elettorale. «Talvolta, poi, Sommese indica il nome dell’imprenditore che deve eseguire i lavori pubblici che ha fatto finanziare. In questa seconda fase subentra di nuovo La Regina «il quale, grazie agli accordi con taluni esponenti dei consigli professionali territorialmente competenti o con le conoscenze in ambito accademico, riesce a suggerire i nomi dei componenti delle commissioni di gara agli enti appaltanti e costoro, a loro volta, aggiudicano gli incanti alle ditte che lo stesso La Regina indica loro come vincitrici. Tutto ciò, in cambio di denaro o incarichi da corrispondere ai sindaci, ai funzionari degli enti appaltanti ed ai commissari di gara». Tra i colletti bianchi eccellenti coinvolti nell’inchiesta e sottoposti agli arresti domiciliari figurano, tra gli altri, anche i vertici dell’epoca della Mostra d’Oltremare di Napoli, il direttore Paolo Stabile e il presidente Andrea Rea, e il soprintendente ai Beni Archeologici della Campania Adele Campanelli. I tre sono chiamati in causa per lo stesso episodio, i lavori relativi alla realizzazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d’Oltremare. Ancora una volta l’accusa individua in Guglielmo La Regina il promotore della corruzione e nell’ex assessore regionale Pasquale Sommese la sponda politica che dà il via alla realizzazione dell’opera. Per gli investigatori, La Regina una volta avuta da Sommese l’indicazione della ditta da favorire, contattava i vertici dell’epoca della Mostra d’Oltremare, il direttore Paolo Stabile e il presidente della Mostra Andrea Rea, affinché garantissero a loro volta l’aggiudicazione della gara alla ditta indicata. Al soprintendente Campanelli, invece, viene contestato di aver chiesto a La Regina il conferimento dell’incarico di progettazione archeologica per un tecnico di sua fiducia (il professore Antonio De Simone, archeologo) e l’incarico relativo alla progettazione di una parte del progetto per la ditta Percorsi di Luce in cambio del parere favorevole dal punto di vista storico architettonico sul progetto stesso. Sul versante della politica, tra i destinatari di una ordinanza di custodia cautelare in carcere c’è anche l’ex consigliere regionale dell’Udc Angelo Consoli. L’ipotesi accusatoria è di corruzione nell’ambito della gara denominata Le Porte dei Parchi. In particolare secondo la procura in cambio del sostegno ricevuto per il finanziamento dell’opera, Guglielmo La Regina e Mario Martinelli, aggiudicatario della gara, promettevano all’esponente politico dell’Udc (all’epoca compagno di partito di Sommese) sostegno elettorale per diverse centinaia di voti in occasione delle Regionali, il pagamento delle spese per il comitato elettorale ed alcune somme di denaro (almeno 5000 euro). Provvedimento di custodia cautelare in carcere anche per i sindaci di due comuni del Casertano: quello di Riardo Nicola D’Ovidio e quello di Aversa, Enrico De Cristofaro. Ma ci sono, tra i destinatari delle ordinanze, anche l’ex sindaco di Pompei Claudio D’ Alessio e l’ex primo cittadino di San Giorgio a Cremano, Domenico Giorgiano, entrambi ai domiciliari.          

Operazione «The Queen», le reazioni della politica

 
Valeria Ciarambino
La consigliera regionale Valeria Ciarambino: «Sommese si dimetta subito». Il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano: «Siamo certi che Sommese dimostrerà la sua estraneità, abbiamo piena fiducia nella magistratura». Francesco Emilio Borrelli: «Sosteniamo l’azione della magistratura, è il momento che le persone perbene prendano posizione». Peppe De Cristofaro (Sinistra Italiana): «Occorre una bonifica morale». «Sgomento e indignazione sono gli stati d’animo che viviamo come consiglieri eletti in Regione Campania. La gravissima inchiesta The Queen, portata avanti dai magistrati della Dda a cui va il nostro sostegno e gratitudine, mostra per l’ennesima volta uno spaccato allarmante di un sistema di potere dove camorra, imprenditoria e politica vanno con disinvoltura a braccetto». Lo dice la capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, in merito all’inchiesta su politica e camorra che ha portato all’arresto di 70 persone, tra cui l’ex assessore regionale e attuale consigliere Pasquale Sommese. «Non spetta a noi fare i processi, per quello ci sono i giudici -precisa Ciarambino- ma se dovessero risultare vere le accuse che coinvolgono Sommese allora ci troveremmo di fronte a una emergenza democratica, con l’istituzione Regione Campania ‘usatà per costruire un sistema illegale, dove un’intera classe politica a tutti i livelli è stata complice». «Come atto minimo di tutela delle istituzioni abbiamo inviato una richiesta formale per le dimissioni immediate di Sommese – continua la consigliera Ciarambino – dalla presidenza della IV Commissione speciale e auspichiamo che si dimetta anche da consigliere regionale: le istituzioni non possono essere ostaggio delle vicende giudiziarie. Siamo certi che la nostra sarà l’unica voce a tutela delle istituzioni, visto che le altre forze politiche praticano il ‘garantismo interessato».
Gioacchino Alfano
Garantismo arriva di sicuro dal sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra: «Siamo sicuri che già nelle prossime ore Pasquale Sommese saprà dimostrare alle autorità la propria estraneità alle accuse e qualsiasi legame con la camorra casalese, come ha sempre finora ribadito. Gli siamo vicini dal punto di vista umano per il malore che ha accusato nel momento della notifica del provvedimento da parte della Guardia di Finanza e siamo in apprensione per il suo stato di salute, ribadiamo la nostra piena e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura e nelle forze dell’ordine e attendiamo che – conclude Alfano – le indagini facciano il loro corso».
Francesco Emilio Borrelli
«L’inchiesta e gli arresti di queste ore portano alla luce un sistema ramificato che non esclude nessuno perché tra le persone coinvolte ci sono politici, docenti universitari, funzionari, dirigenti, professionisti. Davvero non manca nessuno ed evidenzia che l’illegalità è ormai diffusa in tutti i settori». Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale «inchieste del genere dovrebbero avere una sorta di corsia preferenziale perché sarebbe necessario avere subito chiarezza su quanto è emerso perché scoprire che esistano vere e proprie organizzazioni, così ramificate, fa perdere fiducia ai cittadini e fa crescere il senso di illegalità oltre a testimoniare una pericolosa contiguità con la camorra». «Ora è il momento che tutte le persone perbene sostengano l’azione della Magistratura per accertare e verificare le varie responsabilità» ha concluso Borrelli per il quale «le accuse appaiono gravi e circostanziate, ma è giusto che si aspettino le sentenze definitive, pur se crediamo che siano scontate le sospensioni da incarichi istituzionali, pubblici e albi professionali».
Peppe De Cristofaro
«Dalle notizie di queste ore emerge un quadro veramente drammatico, occorre un lavoro di vera e propria ‘bonifica morale, a tutti i livelli. A cominciare, dai partiti politici». Lo afferma il senatore di Sinistra Italiana Peppe De Cristofaro, componente della commissione antimafia, commentando l’inchiesta che vede coinvolti esponenti politici, imprenditori e professionisti, accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa. «Le accuse sono molto gravi e pesanti: appalti truccati e rapporti con i casalesi. Non è più possibile né tollerabile continuare a far finta di nulla, girando lo sguardo altrove. Esiste una gigantesca questione morale da affrontare e risolvere, e a farlo deve essere la politica stessa».
Mostra d’Oltremare
«Dagli atti che ci sono stati notificati la Mostra d’Oltremare risulta parte lesa». Lo dichiarano Donatella Chiodo e Giuseppe Oliviero, presidente e consigliere delegato di Mostra d’Oltremare, in merito all’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’esecuzione di 69 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati, tra i quali l’ex presidente della Mostra d’Oltremare Andrea Rea. «Guardiamo con fiducia al lavoro della magistratura e, nelle more degli sviluppi giudiziari, abbiamo adottato tutti gli atti a salvaguardia di Mostra d’Oltremare», aggiungono Chiodo e Oliviero.

“L’Annessione”: il libro di Dario Marino presentato a Pomigliano D’Arco

Tornano gli eventi del circolo Proudhon Napoli. Tornano gli appuntamenti con la cultura e la diffusione delle idee targati Circolo Proudhon Napoli. Ancora una volta la cornice scelta dai componenti del circolo di lettura territoriale è quella gradevolissima dell’Oliver Foodentrertainment di Pomigliano d’Arco. Qui, a partire dalle ore 18 di sabato 18 marzo, sarà presentato il libro di Dario Marino “L’Annessione”. Il volume offre ai lettori un’accurata disamina dei documenti e della letteratura dedicata al fenomeno del brigantaggio post-unitario, senza cercare conforto in tesi aprioristiche ma presentando con attenzione le fonti e la molteplicità di attori e interessi in campo subito prima e subito dopo il 1861, l’anno che sancisce un’unità di Italia che sa tanto, appunto, di annessione. A ricostruire la genesi e le tesi espresse nel volume pubblicato dal Circolo Proudhon Edizioni, l’autore Dario Marino, salernitano classe 1984, pronto a rispondere alle domande che il pubblico vorrà porgli nel corso dell’incontro. «Nonostante il Circolo Proudhon Napoli sia nato da pochi mesi stiamo portando avanti con entusiasmo una serie di attività volte a promuovere sul territorio napoletano e nella sua provincia eventi come quello in questione, volti a favorire la circolazione di idee non standardizzate e pensieri critici con cui guardare la realtà che ci circonda» hanno detto dal Circolo partenopeo dando appuntamento a tutti gli interessati per sabato pomeriggio nel locale di via Passariello 56.    

Somma Vesuviana, successo per la Festa dell’Imprenditore: una “tre giorni” all’insegna di cultura e spettacolo

Torna al teatro Summarte di Somma vesuviana per il secondo anno consecutivo la festa dell’imprenditore organizzata e ideata da Confimprenditori Napoli, federazione turismo e servizi con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana, dell’ordine dei commercialisti di Nola e del consiglio regionale della Campania. La kermesse, sponsorizzata da Fish’s King e fratelli Granato show room, è stata  fortemente voluta dal presidente di Confimprenditori Michele Rea  e dalla promo Vesuvio di Giuseppe Ciampa.  Una tre giorni molto interessante,  egregiamente condotta dalla giornalista di ilmediano.it Sonia Sodano.

Nel  pomeriggio di sabato 11 marzo  si è svolto  il convegno «Italia in Digital», incontro promosso in collaborazione con i giovani della Promo Media Marketing su temi di imprenditoria digitale, start –up e storie di successo. Sul palco per  «Italia in Digital»  Giuseppe Ciampa (promo media marketing srl) e Nello Polise (NPB Studios), che  hanno dimostrato, dati e grafici alla mano,  come le  nuove tecnologie “muovano” e condizionino l’economia. Da qui la testimonianza di storie di successo di persone e  aziende che sono riuscite  a creare fatturati attraverso il web come   e-napolistore.it e ilmediano.it

In serata  sono saliti sul palcoscenico gli attori della compagnia teatrale Summa Villa coordinati dalla regia di Maria Acanfora, che si sono esibiti nella commedia dal titolo “Mpriesteme a mugliereta”.  Grande il successo riportato della compagnia che ha divertito i presenti con tante risate.

Nell’ultima serata dedicata alla festa , domenica 12 marzo, invece, si sono alternati momenti di moda e spettacolo a momenti di magia e comicità, sino ad arrivare alle premiazioni degli imprenditori che si sono particolarmente distinti con le proprie attività sul nostro territorio. A calcare le tavole del palcoscenico di via Roma prima le modelle con indosso gli abiti dello stilista Mimmo Tuccillo. Forme armoniche e linee che accompagnano con grazia i movimenti, sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono il suo stile.  Mimmo Tuccillo veste Tina Cipollari di uomini e donne, collabora con Mediaset e Rai. Realizza abiti di alta moda e sposa. Il suo laboratorio ad Ottaviano, in provincia di Napoli, è meta di personaggi dello spettacolo e della politica. Lo stilista coi suoi abiti ha calcato tantissime passerelle dell’alta moda in tutto il mondo come in Thailandia e Miami.

Le modelle sono state truccate e pettinate da Juffer Creations di via prima traversa Canonico Feola, Somma Vesuviana. Parrucchieri e visagisti giovanissimi, ma con grande esperienza nella cura della donna sia per quanto concerne il make-up con Rosaria Paone sia per quanto riguarda l’hair style con Giuseppe Esposito. Juffer vanta una grande esperienza nell’alta moda, in tv e in teatro.  Inoltre in passerella le ragazze hanno sfilato anche con preziosi di Passione Corda gioielli per passione interamente realizzati a mano dall’artista a Mary Corda, che crea gioielli ed accessori per ogni occasione. La chiave del successo di questo laboratorio è la possibilità di creare gioielli su misura rendendo unico ogni momento. Varie e diverse sono le collezioni che propone l’artista sponsor ufficiale della trasmissione televisiva “Donne nel pallone” in onda su TLA, canale 93,  tutti i martedì alle 18.

 Nel corso della serata non è mancata la magia, grazie ad  Alfonso Aversa artista eclettico che nel 2012 ha partecipato alla terza edizione della trasmissione di Canale 5 Italia’s Got Talent riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica . E’ entrato a far parte del cast del laboratorio di cabaret “Komikamente” ideato e diretto da Michele Caputo. Nel  suo Bubble Show ha proposto un compendio di magia, bolle di sapone e performance con palloni giganti.
Poi è arrivata la comicità, quella di Peppe Iodice, attore molto amato dal pubblico con esperienza in tv, al cinema e a teatro. Iodice ha fatto ridere i presenti a crepapelle attraverso una serie di battute e scherzi nati dall’improvvisazione, vera chiave del successo di questo cabarettista.  Per concludere la kermesse,  sono stati premiati alcuni imprenditori che si sono particolarmente distinti con le proprie attività sul nostro territorio.

La serata si è conclusa con il saluto finale del presidente di Confimprenditori Napoli federazione turismo e servizi, il dott. Michele Rea, che ha ricordato l’importanza di fare impresa sul nostro territorio, sempre con l’aiuto e il supporto delle istituzioni competenti e con la forza di chi crede ancora, al di là della crisi, nel processo di impresa. La promessa è quella di continuare a sostenere l’imprenditoria locale e soprattutto di riportare la festa dell’imprenditore anche l’anno prossimo con qualche innovazione, ma sempre con lo stesso spirito e la stessa passione che l’ha contraddistinta in questi due anni.

Operazione alto impatto dei militari nel Napoletano: arresti per spaccio e violazione degli arresti domiciliari

A Pomigliano a finire in manette è un 18enne. Analoga sorte per un 46enne di Caivano ma per violazione della sorveglianza speciale. Blitz dei militari nel Napoletano. A Pomigliano in un’operazione contro lo spaccio di stupefacenti è stato tratto in arresto Ciro Ascione, un 18enne del complesso di edilizia popolare “legge 219”. Il giovane è stato bloccato dai militari dell’arma subito dopo aver ceduto 2 confezioni di marijuana a un acquirente del posto. La perquisizione personale eseguita subito dopo ha portato al rinvenimento e sequestro di altre 11 undici confezioni dello stesso tipo di (11 grammi). L’arrestato attende il rito direttissimo. A Caivano invece un 46enne è stato arrestato per violazione della sorveglianza speciale. Il fermato, Luigi Castaldo, è stato scoperto e bloccato dagli operanti su una Audi, che guidava senza aver mai conseguito la patente e in compagnia di un pregiudicato. Arrestato, è in attesa di rito direttissimo.

Appalti e camorra, in manette Pasquale Sommese

Turbativa d’asta realizzate in varie province campane. Coinvolti commercialisti, docenti universitari,  ingegneri. Arrestato Sommese e suo fratello.   La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa. L’indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D’Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. Nell’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, professori universitari, commercialisti, ingegneri e “faccendieri”, i quali sono accusati, come detto a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico. Numerosi gli appalti nel mirino degli inquirenti. Arrestato anche l’ex assessore e ora consigliere regionale Pasquale Sommese, ex demitiano. Tra i coinvolti anche l’ex sindaco di Pompei, Claudio D’alessio.    

Terzigno a telecamere spente

Tornare a Terzigno è sempre un’emozione, vedere quel luogo baciato dal sole, vedere quella pineta rigogliosa mi entusiasma ma, abbassare lo sguardo mi commuove e al contempo mi fa rabbia, perché nel farlo sono costretto ad assistere alla violenza attuata da chi ci vive e all’ipocrisia di un sistema di sorveglianza inesistente. Le foto dello spazzatour

Sulla 268, passata l’uscita di Ottaviano, e i tanti cantieri da troppo tempo aperti, si percorre una striscia d’asfalto arginata dai rifiuti e dove anche le piazzole per la sosta d’emergenza ne sono ricolme. All’imbocco dell’uscita di Terzigno/Poggiomarino intravedo un rogo uno dei tanti fuochi dimenticati e, sempre contorniato da sacchetti di plastica, mi incanalo verso la strada principale.

Lì mi accoglie un amico, col quale già feci uno spazzatour qualche anno fa, con lui concordo che la situazione, rispetto agli anni della cosiddetta emergenza, non è poi cambiata più di tanto: lo scarico di rifiuti è sempre là, persistente ed evidente; sarà poi che fin quando ‘a munnezza non ti arriva al primo piano è tutta normalità ma i comitati e i molti personaggi del mondo della politica e delle istituzioni, quelli che, allora come oggi, vantavano il loro impegno ambientale, sembrano ora solo nutrirsi delle loro stesse parole e senza aver cambiato di una virgola lo stato deprecabile di quei luoghi, continuano a parlarne senza nozione di causa o come l’immagine lontana di quei giorni di rivolte; la pax politica ha appianato ogni disputa, ha smorzato ogni velleità, soprattutto quando l’amministrazione ti è amica.

Percorriamo la stradine vicinali che lambiscono i limiti del Parco Nazionale, al di sotto di Via Leonardo da Vinci là dove impera il pezzame e il rogo dei rifiuti. Il nostro scopo è quello di verificare lo stato e l’eventuale deterrenza del nuovo (ammesso che ce ne fosse mai stato uno vecchio) sistema di video sorveglianza.

Il nostro tour inizia in Via Verdi là dove ai margini della strada sono ammassati strati di pezzame e rifiuto vario, compattati dal fuoco dei roghi. Incominciamo a vedere le prime telecamere ma ci accorgiamo subito che, per quanto all’avanguardia, con pannelli solari ed antenne wi-fi, risultano danneggiate e depredate, mancano centraline e batterie, quindi inutili perché non funzionanti. Ci spostiamo ancora lungo il reticolo che si interseca attorno Via Giuseppe Verdi e comproviamo che tutte le telecamere hanno subito lo stesso destino, anzi, in certi casi non manca solo la centralina, mancano anche le telecamere stesse, i cavi, e in un caso tutto l’apparato, anche il pannello fotovoltaico.

È ironico pensare che quelle telecamere, quelle che avrebbero dovuto vigilare su quelle martoriate strade, non sono state neanche capaci di vigilare su se stesse e riprendere chi andava a rubarle. Magari, quel costoso sistema non è mai entrato in funzione e di certo mai lo farà.

Anche sotto il cavalcavia della 268 il rifiuto impera e anche lì c’è una telecamera, attaccata alla meno peggio col filo di ferro e pure in questo caso non abbiamo dubbi sulla sua inutilità e sul fatto che in quel luogo, il rogo non sia una novità. Le mura della struttura annerite dal fumo e le pluviali in metallo deformate dal calore, ci mostrano non solo lo squallore ma anche la pericolosità di quella situazione.

Tutt’attorno regna il rifiuto e l’indifferenza, sulla strada, così come nei noccioleti circostanti.

Lasciamo quel luogo disgraziato per vederne un altro, raggiungiamo Via Campitelli, stavolta stiamo in area Parco ma la storia purtroppo, così come sapevamo, non cambia. La pineta alla nostra destra conserva gelosamente qualche saccone della ASTIR lasciati lì come ricordo per chi ne sentisse ancora la mancanza. La via asfaltata è alquanto pulita, per lo meno secondo i canoni meridionali, forse frutto dei lavori affidati alla SMA, quelli che riguarderanno il verde urbano dei 13 comuni del PNV, dimenticando però che il Parco è anche e soprattutto sentieristica ed area protetta, ma tutti sappiamo che, nell’economia della politica locale, rende meglio un’aiuola che un sentiero.

Per cui, lasciato l’asfalto, grottescamente riappare il rifiuto, il sito di scarico, si dipana nella pineta di Terzigno, oggi come sempre, con o senza telecamere.

Sulla videosorveglianza in area vesuviana

Stato dei luoghi nel 2013

Sant’Anastasia, la consigliera De Simone (Forza Italia): l’Amministrazione Abete? «Non ci resta che piangere»

Annarita De Simone
Sulla chiusura del mercato ortofrutticolo comunale, argomento che è stato discusso nell’ultimo consiglio comunale su richiesta della minoranza, interviene la capogruppo di Forza Italia, la consigliera Annarita De Simone. Al momento non si conoscono ancora quelle che saranno le sorti di quell’area dinanzi agli stand ormai di proprietà degli ex mercatali e che, una cosa è certa, è pubblica. L’amministrazione ha deciso solo, per ora, di tenere aperti i cancelli “concedendo” di fatto l’utilizzo del suolo pubblico a tutti, dunque anche ai proprietari degli stand. Di seguito un intervento in merito della consigliera De Simone. «Nell’ultimo consiglio comunale, in un’aula gelida dove la maggioranza di governo ha fatto appello a quei pochi sostenitori che ancora gli sono rimasti, si è consumato l’ennesimo furto ai danni dell’economia cittadina. Nel corso di un dibattito che infastidiva non poco i banchi della maggioranza, un’amministrazione sempre più incapace di proteggere e tutelare le risorse del territorio, ha nuovamente dimostrato la sua totale incapacità politica. Un’inettitudine che è a dir poco sconcertante.Il mercato ortofrutticolo anastasiano, storico punto di riferimento per l’intera area vesuviana, è formalmente chiuso. Insomma, tutte le battaglie, le richieste da parte dell’opposizione affinché si preservasse questa fondamentale attività, sono andate totalmente inascoltate. Nessuno, oggettivamente parlando, ne potrà mai comprendere il senso. Sarà impossibile spiegare, ai tanti cittadini, le motivazioni di tale scempio. Anche se, in verità, le cause sono ben conosciute, e vanno identificate in quel tossico rapporto che si innesca tra privato e politica. Tra interessi di parte ed istituzioni comunali. In definitiva, questa amministrazione, già famosa per gli insuccessi che sta inanellando di anno in anno, verrà ricordata per una ulteriore nota negativa: la chiusura del mercato ortofrutticolo. Se dovessimo paragonare l’operato di essa ad un’opera cinematografica, potremmo tranquillamente parafrasare il titolo di un noto film di Massimo Troisi: Non ci resta che piangere».