Io sono antifascista

Io sono antifascista e lo sono nella misura in cui i diritti di tutti sono anche i miei.

Sono antifascista perché, come dicevano gli antichi, combatterò per la libertà di tutti, anche dei miei avversari e col rischio che sia loro che i miei compagni non capiscano o non vogliano capire questo gesto.

Sono antifascista perché ho capito dall’esempio di chi mi ha preceduto lottando per la libertà, che non puoi schiacciare l’avversario ma devi condurlo a te, e non per convincerlo, ma per ascoltarlo poiché, il tuo, non è un pensiero assoluto. La violenza non fa altro che generare altra violenza.

Sono antifascista perché non posso combattere chi mi avversa diventando come lui, e sono antifascista perché chi mi sta di fronte mi è uguale e questo a prescindere il colore della pelle, del partito o della religione.

Sono antifascista perché non seguo una bandiera ma un principio di libertà ed autodeterminazione.

Sono antifascista perché non grido per un’idea come per una squadra di calcio e a maggior ragione non ucciderò per essa e per nessun altro principio, ma urlerò di sicuro per ogni oppressione e ogni coercizione che mi troverò davanti.

Sono antifascista, e scusate il pregiudizio, perché non seguo una moda ma un ideale e quest’ideale non cambia con l’età ma si accresce con essa.

Sono antifascista perché ho buona memoria e ho letto molti libri, quali memorie altrui e non dogmi da diffondere e dietro cui schierarmi; ma non ho letto solo i testi che mi piacevano, e così ho fatto anche con i giornali e così ho fatto ancora ascoltando chi la pensava diversamente da me e senza l’obbligo, né morale e né personale, di convincerlo ma con quello categorico di capire.

Sono antifascista per la memoria di cui sopra che mi è stata trasmessa da chi, dopo massacri e deportazioni, ha permesso a tutti di poter parlare ed esprimere con ogni mezzo lecito la sua opinione, anche chi lo ha massacrato e deportato.

Sono antifascista perché non nascondo i miei dubbi dietro finte verità ma li affronto a mente aperta e senza il timore di sembrare debole e con la convinzione della sincerità. Perché la mia forza è anche nel dubbio.

Sono antifascista perché ho capito che non sarà il colore del partito o della bandiera a rendermi tale ma la coerenza delle mie azioni.

Sono antifascista perché lo ero da ragazzo quando gli altri seguivano acriticamente la Pantera, così come oggi inseguono un’altra chimera e al contempo le mie azioni di oggi conservano la stessa forza di ieri perché convinte e non indotte.

Sono antifascista perché da adulto mi sento più rivoluzionario di quei giovani che non sognano oggi come non sognavano ieri e che temo non sogneranno nemmeno domani, quelli che non osano essere diversi dai loro padri ma che non sanno neanche apprendere dai loro errori.

Sono antifascista perché non ho bisogno di dar fuoco ai cassonetti e lanciare sampietrini per sentirmi vivo ma di lottare per un’ideale costruttivo.

Sono antifascista perché non conservo rancore, perché riesco ad affrontare la vita col sorriso sulle labbra e senza il bisogno di dare la colpa ad altri se la vita mi oppone resistenza, perché quella resistenza stessa è vita.

Sono antifascista perché non ragiono con altri organi se non col cervello e non entro nei letti altrui, perché valuto le persone per le loro azioni e non per chi le accompagna nella vita o nel talamo.

Sono antifascista perché nelle forze dell’ordine non le devo vedere per forza un nemico ma anche un alleato e non identificare il male in base all’ideologia ma in base al contesto. Soprattutto non lancio sassi per sentirmi più uomo ma affronto a testa alta la vita e quello che questa mi presenta, senza casco, senza passamontagna solo con il mio sguardo di uomo libero.

Sono antifascista perché amo e non odio, sono antifascista perché credo nell’uomo,

sono antifascista perché lo dico!

Somma Vesuviana, Sodano accusa su Facebook: «Trasformismo per le prossime elezioni comunali».

Salvatore Rianna
L’ex vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano sulla sua pagina social entra a gamba tesa nel tema delle imminenti amministrative di Somma Vesuviana con un post, stigmatizzando le insistenti voci per ora non ancora ufficialmente confermate, vale a dire che uno dei candidati sindaci sarebbe un attuale assessore della giunta di centrodestra ad Ottaviano, Salvatore Rianna. Il «problema», secondo Sodano, è che Rianna dovrebbe correre, questa l’ipotesi, con le insegne della lista Dema. «Mi segnalano che a Somma Vesuviana, per le prossime elezioni comunali si nota molto trasformismo. Addirittura il candidato a sindaco di Dema sarebbe un assessore nella giunta di centrodestra di Ottaviano». Nel post, l’ex vice di De Magistris, dimessosi nel 2015 tra molte polemiche, non fa il nome del presunto candidato. A questo ci pensano però i commenti di utenti made in Somma Vesuviana che «confermano». Commenta pure qualche militante di Dema che dà per certo l’appoggio della lista ad altri candidati sindaco in diverse realtà (Bacoli, Torre Annunziata e Sant’Antimo) ma non a Somma Vesuviana. Insomma, la polemica – se questa voleva essere – non trova per ora conferme ufficiali anche se già da molte settimane si vocifera dell’accordo che vedrebbe il commercialista sommese, nonché assessore ad Ottaviano, già consigliere ed assessore in città (ma anche escluso eccellente alle uniche primarie Pd mai tenutesi a Somma), candidato sindaco in grado di far convergere su di sé un bel po’ di moderati, parte della sinistra e molti professionisti. L’ufficialità della candidatura di Rianna, con o senza il sostegno di Dema, dovrebbe arrivare a breve. Intanto, sulla sua pagina ufficiale di Facebook è lui stesso a fugare ogni dubbio: ad una cittadina che gli scrive: «Sono proprio contenta di sapere che Somma avrà forse come sindaco una persona come te, che crede ai valori e che soprattutto sono sicura che darà una svolta al nostro paese…», Rianna risponde: «Ciao…ci proviamo tutti insieme per affermare i nostri valori».

“Antonio sempre con noi”: gli amici ricordano a teatro Antonio Annunziata, uomo di teatro e promotore di cultura

L’ottavianese Antonio Annunziata, che suscitò in molti giovani l’amore per il teatro, è stato ricordato dai suoi amici e dai suoi “discepoli” con un originale spettacolo andato in scena, domenica, all’Auditorium di Saviano. La manifestazione ha dato ragione a chi ritiene che Antonio sia stato uno dei più importanti promotori della cultura ottavianese negli ultimi venti anni. Era  giusto che gli amici ricordassero Antonio Annunziata nel modo con cui l’hanno ricordato domenica sera: mettendo in scena  uno spettacolo di poesia, di musica e di brani da teatro all’ Auditorium di Saviano. Perché Antonio, impiegato al Comune di Ottaviano, ha dedicato tutta la sua vita al teatro, quasi che il confronto tra verità e maschera, tra realtà e finzione  potesse aiutarlo  nell’affrontare e nel sopportare, soprattutto negli ultimi anni,  la pena del vivere con quell’ironico e amaro distacco che è stato, con il culto dell’amicizia, la nota distintiva del suo temperamento. Dopo i saluti del dott. Carmine Sommese, sindaco di Saviano, dopo il commosso ricordo di Luca Capasso, sindaco di Ottaviano e le belle parole dedicate all’amico da Tancredi Cimmino che rappresentava Telethon – alla fondazione, per anni, Antonio Annunziata dedicò energie e iniziative -, si è alzato il sipario e si sono accese le luci sugli attori, che sono stati avviati al teatro, quasi tutti, dall’amico scomparso.  Lo spettacolo, che si intitola “ Con Antonio…dodici mesi all’anno”,  si sviluppava lungo una sequenza di brani teatrali, di canti e di poesie abbinati ai dodici mesi, e “commentati” da immagini di sfondo, scelte da Carmine Cimmino: per esempio, quando il coro della parrocchia di San Michele in Ottaviano, diretto dal Maestro Annunziata, ha cantato, per il mese di maggio, l’inno di San Michele, che di Ottaviano è protettore – ed è stata, in verità, una splendida interpretazione -, sugli schermi del teatro campeggiava l’immagine della  statua dell’ Arcangelo, opera di Gian Domenico Vinaccia. E quando il dott. Nicola Prisco, che è stato  l’ispirato e instancabile coordinatore della manifestazione, ha magistralmente recitato, per il mese di marzo, il “pezzo” di Vincenzo Salemme  “Sull’amore”,   l’immagine di corredo è stata una meditabonda fanciulla dipinta da Francesco  Hayez. Dicevamo del coordinamento:  Giuseppe Gentile è stato il consulente musicale e ha curato la “supervisione generale audio”. Eliana Ciniglio, Vittoria  De Vivo e Maria Guardato hanno letto, a voci alterne, con un ultimo suggestivo effetto di voci sovrapposte, un commovente “ritratto” di Antonio Annunziata, raccontando al pubblico le sue battute fulminanti, l’attenzione per i dettagli, il valore di una passione che egli voleva e sapeva trasmettere, e la sua disponibilità ad ascoltare e a spiegare, a confrontarsi e a proporre, e la sua umanità ricca e profonda.  Tutti hanno interpretato la loro parte nel segno di un sentimento vivo e sincero, “ Antonio è con noi”: G. Sallustro ha descritto, da signore della scena, “la nascita di Partenope”,  e C. Giaquinto, R. De Vivo, M. Lustrino e S.D. Lustrino e M. Palma hanno offerto al pubblico  un saggio  di tecnica raffinata, ravvivata, in ogni passaggio, dalla commozione e da una “immersione” totale nel ruolo e nel momento.  Notevole è stata anche l’esibizione di A.L.  Cavaliere, A, Romano e M. Guardato, che hanno interpretato passi del musical “L’inferno” della prof. ssa Anna Saviano,  andato in scena, per “la prima”, con la regia di Antonio Annunziata, proprio nell’ Auditorium . Anche domenica Anna Saviano ha coordinato l’ interpretazione dei brani tratti dal musical. Il pubblico  non si è limitato ad assistere, ha partecipato con una coinvolgente intensità emotiva:  ci sono tutti quelli che devono esserci, mi diceva, alla fine dello spettacolo Carmine Cimmino, osservando ancora una volta il teatro pieno di spettatori. All’inizio, Cimmino aveva affermato  che Antonio è stato il più importante promotore culturale ottavianese degli ultimi venti anni: bastava a dimostrarlo il numero dei giovani che egli aveva educato al teatro. E, di conseguenza, Cimmino aveva proposto all’ Amministrazione di istituire un premio annuo, intitolato a Antonio Annunziata, per i “dilettanti” che si dedicano alla recitazione e alla musica.  Dobbiamo dire che la manifestazione, la bravura degli attori, l’idea stessa dello spettacolo, e l’atmosfera straordinaria che il pubblico contribuiva a creare hanno dato ragione a Cimmino:  Antonio Annunziata ha lasciato un segno profondo e importante nella cultura ottavianese, e questo suo contributo merita di essere ufficialmente riconosciuto.  Il nostro augurio è che uno spettacolo così originale e così  carico di valori venga messo in scena anche a Ottaviano.

Pomigliano d’Arco, divieto di fumo nei parchi: guardia zoofila e vigilante sospesi. Sanseverino: “Atteggiamenti intollerabili”

Pasquale Sanseverino, assessore al Patrimonio nella giunta di Pomigliano d’Arco
Pomigliano, sospesi una guardia zoofila e un vigilante del Parco Pubblico. I due avevano innescato una lite sul divieto di fumo che dai primi del mese vige nei giardini e nei parchi cittadini. L’assessore Pasquale Sanseverino: «Atteggiamenti non tollerabili da chi dovrebbe dare il buon esempio».  Dal 9 marzo scorso è in vigore il divieto di fumo nei giardini e nei parchi pubblici: una ordinanza firmata dal sindaco Lello Russo stabilisce anche, per i trasgressori, una sanzione amministrativa di 200 euro. Ciò premesso, l’amministrazione comunale ritiene increscioso l’episodio verificatosi venerdì scorso nel parco urbano «Giovanni Paolo II» e reso noto da alcuni cittadini attraverso i social network. In particolare si fa riferimento ad uno scontro tra l’addetto alla vigilanza del parco e una guardia zoofila: il vigilante avrebbe richiamato la guardia zoofila che, sigaretta in mano, stava evidentemente violando il divieto. Tra i due, come poi confermato da successive verifiche, è scoppiata una lite violenta che per poco non è degenerata in uno scontro fisico. «Fatte le dovute verifiche – spiega l’assessore Pasquale Sanseverino – ho incontrato ieri mattina, nella sede del municipio, il comandante delle guardie zoofile e il capo della ditta che si occupa della vigilanza nel parco pubblico. Ho chiesto e ottenuto da entrambi di sospendere dal servizio i due dipendenti protagonisti della vergognosa lite: la guardia zoofila perché riteniamo inammissibile che chi ha la responsabilità di controllare e far rispettare le regole sia poi il primo a trasgredire; il vigilante perché non possiamo tollerare, sia pure comprendendo le buone intenzioni, un atteggiamento al limite dell’aggressione. Ad entrambi abbiamo chiesto la massima collaborazione per far osservare le regole e dare il buon esempio».

Acerra, eventi ed iniziative per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

L’Amministrazione comunale intitola il Secondo Circolo Didattico a don Peppe Diana, venerdì 24 marzo la Marcia della Legalità con gli studenti della Rete scolastica della Legalità. In occasione della XXII edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma per il 21 marzo 2017, il Comune di Acerra ha deciso di patrocinare iniziative che si svolgeranno in tutta la settimana e che culmineranno nella “Marcia della Legalità” del 24 marzo 2017, organizzata dalla Rete Scolastica della Legalità. Con Delibera di Giunta n. 41 del 15 marzo 2017 l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Raffaele Lettieri ha deciso di intitolare a don Peppe Diana, ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994, l’edificio scolastico del Secondo Circolo Didattico, con l’obiettivo di “rendere imperituro il ricordo di Don Peppe Diana, prete vittima della camorra, diventato il simbolo del riscatto del nostro territorio, nel cui nome migliaia di giovani hanno scelto la strada della legalità e dell’impegno civile”. Mentre venerdì 24 marzo, con raduno in Piazza Calipari ad Acerra a partire dalle ore 9,00, le alunne e gli alunni delle scuole della “Rete della Legalità” sfileranno per le strade cittadine nell’obiettivo di far memoria e sottolineare l’importanza dell’impegno sociale. A dare l’avvio alla marcia, patrocinata con Delibera di Giunta comunale n. 37 del 15 marzo 2017 sarà il Dott. Luigi Picardi, Presidente del Tribunale di Nola. Il corteo poi, insieme alle autorità civili e militari, arriverà in Piazza Falcone e Borsellino, dove si terranno gli interventi degli alunni e i saluti istituzionali. Il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha dichiarato: «Da anni collaboriamo con la Rete scolastica per la Legalità per difendere la nostra comunità, perché la formazione è una misura fondamentale per garantire la legalità, con l’impegno di tanti giovani stiamo tracciando la strada giusta. In questo territorio devono anche convivere legalità e giustizia sociale e per questo, ogni anno, chiediamo agli uomini e alle donne delle istituzioni che ogni giorno lottano per affermare concretamente principi di legalità, di sfilare insieme e di lasciare un messaggio positivo ai nostri ragazzi. Su questi temi nessuno può pensare di chiamarsi fuori».

21 marzo: un ricordo di Giancarlo Siani

Il 21 Marzo è la XXII “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” di Libera.     Dal 1996, ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera, “Associazione nomi e numeri contro le mafie” fondata e presieduta da Don Luigi Ciotti, celebra la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” i cui nomi vengono letti ogni volta “Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera”. Nell’occasione di questa speciale “Giornata della Memoria”, la XXII il 21 marzo 2017, nel condiviso ricordo generale di tutte le vittime, il giornalista e sociologo Antonio Castaldo volge pensiero al collega Giancarlo Siani e la cui automobile, in sua assenza, è divenuta testimonianza di un sacrificio umano e simbolo dell’impegno antimafia. La Mehari di Giancarlo Siani (1959-1985) da lunedì 6 marzo è tornata a Napoli dal “Viaggio Legale” iniziato sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo il 17 novembre 2016 dallo scorso anno per l’Emilia Romagna. Iniziativa promossa da CGIL, Caracò, Libera, IoLotto, CNA Fita, all’interno del Progetto “Infiltazionilegali”, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, di Fondazione Pol.i.s., Avviso Pubblico e Master Beni Confiscati alle Mafie intitolato a Pio La Torre, in collaborazione con l’Associazione Stampa Emilia Romagna, la Federazione Nazionale Stampa Italiana l’Uisp. L’incipit è stato da Michele Ammendola, Presidente del “Comitato ioLotto”, all’Aeroporto Internazionale di Capodichino dopo aver ricevuto le chiavi della Mehari dal fratello di Giancarlo dalle mani del presidente della Fondazione Pol.i.s. Paolo Siani. Giancarlo Siani da studente universitario si interessò al fenomeno sociale della criminalità e delle famiglie camorristiche prima partecipando alle attività del periodico “Osservatorio sulla camorra”, diretto dal professore Amato Lamberti, e poi come corrispondente da Torre Annunziata del quotidiano “Il Mattino”. Venne trucidato al volante della sua macchina la sera del 23 settembre 1985 con 10 colpi calibro 7,65 esplosi dalla camorra. «Ora -ha dichiarato Antonio Castaldo- la Citroen Mehari di Giancarlo, uno dei “ragazzi del ’77”, staziona splendente nella sua rinnovata vernice verde neon presso il Palazzo delle Arti di Napoli in Via dei Mille dopo il “Viaggio legale” in Emilia Romagna. I visitatori tutti, che si apprestano a salire ai vari piani espositivi del PAN di Napoli in Via dei Mille, non potranno fare a meno di rivolgere a quel giovane caduto, sul fronte della libera informazione, un commosso pensiero e rafforzare il proprio impegno in un percorso di cittadinanza e di contrasto alle mafie. Come ho fatto io sabato 18 marzo, rivolgendo il mio personale pensiero alla Memoria di Giancarlo Siani e con lui ricordare colui che è stato anche mio professore, di “Sociologia della devianza e della criminalità”, all’Università Federico II di Napoli, l’indimenticabile  Amato Lamberti (1943-2012) studioso, giornalista e politico ».

Mozzarella di bufala dop, boom di richieste all’estero: esportazioni anche in Cina e negli Usa

  L’export sarà agevolato da  iniziative del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che da oggi e fino al 22 marzo, nella nuova sede sita negli edifici della Reggia di Caserta, ospiterà il corso di formazione dedicato all’adeguamento alle nuove regole per le esportazioni negli Usa. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop guarda ai mercati di Usa e Cina con iniziative che tendono ad agevolare l’export in una fase in cui aumenta la richiesta di mozzarella di bufala all’estero, con valori che superano il 30% sul totale della produzione. In particolare da oggi e fino al 22 marzo, la nuova sede del Consorzio, alla Reggia di Caserta, ospiterà il corso di formazione dedicato all’adeguamento alle nuove regole per l’export negli Usa. Le modifiche in atto dal 2011 in materia di Food Safety nell’amministrazione statunitense obbligano le aziende che esportano ad elaborare un Food Safety Plan e a individuare una figura qualificata esclusivamente per questo compito. Per quanto riguarda il mercato cinese il responsabile dell’area Certificazione Giampiero Perna ha preso parte al tavolo tecnico tenutosi all’Ambasciata italiana di Pechino sulla promozione e protezione dei prodotti Dop e Igp. Bo  

Volla. Il Giglio della discordia

La Prima edizione della “Festa dei Gigli” di Volla ha provocato un interessante “dibattito” sulla sua opportunità.   Nonostante le numerosissime persone appassionate a questo tipo di “folklore” e che hanno partecipato all’evento, molte delle quali provenienti dai paesi limitrofi, sembra che ai vollesi doc, l’iniziativa non sia stata del tutto gradita. E’ da un po’ di tempo che per diverse ragioni i cittadini di Volla non perdono occasione per lamentele, critiche e talvolta malumori verso le dinamiche sociali, culturali e politiche del paese.

Una di queste ha riguardato lo spettacolo delle numerose gru, tirate su nei più svariati punti del territorio.

Può sembrare strano, ma l’innalzata di un “Giglio” (“Cittadini calma! Non è un’altra Gru che si è elevata nel cielo vollese, è solo un Giglio!”) nei giorni scorsi ha fatto quasi lo stesso scalpore, se non maggiore, e ha suscitato una discreta protesta, evidenziata a gran furore sui social. La festa dei Gigli è una festa popolare cattolica che nasce nella città di Nola e che, con il passare del tempo, ha avuto gemellaggi in numerosi paesi, tra cui il popoloso quartiere di Barra, e ha accresciuto la sua tradizione a tal punto da essere considerata patrimonio dell’Unesco. Volla non è mai stata legata a questo tipo di tradizione. Nonostante ciò  la nuova amministrazione, targata Viscovo, ha dato luogo e modo di far svolgere la prima edizione della festa del Giglio a Volla. L’evento è stato organizzato il 18 e 19 Marzo in occasione e/o in concidenza della festà del papà dall’Associazione “Volla in Festa” di Vincenzo Micale. Per consentire il passaggio del manufatto in legno, ballante e suonante, seguito compreso, lungo le strade di Volla, i cittadini sono stati preventivamente allertati sugli orari di chiusura di alcune strade e del divieto di sosta lungo le stesse. Ma, nonostante l’ordinanza sindacale, sembra che gli stessi non abbiano del tutto gradito il festeggiamento. Varie le motivazioni espresse. Chi per gusto e stile, chi per disagi di viabilità e inquinamento acustico, chi per mancata identità, chi perché avvezzo alle critiche distruttive, chi per antipatia, chi per chissà cosa. Sta di fatto che i commenti positivi sull’evento sono giunti, a parte qualche rara eccezione, solo da parte degli organizzatori. “Sono convinto che tutte le iniziative che rivitalizzano Volla vanno appoggiate”. Lo spiega il primo cittadino, Andrea Viscovo che continua: “Chi ha voglia di dar vita ad iniziative culturali, sportive, gastronomiche o di altro genere troverà sempre il nostro sostegno. È finito il tempo delle lamentele, bisogna essere propositivi”. Quindi positive le impressioni del primo cittadino. Del resto è pur sempre vero che i punti di vista e le verità in ogni questione spesso sono numerosi e confusionari. Magari ciò fa passare in secondo piano la storia e l’identità di un paese, facendo prendere il sopravvento al desiderio di vedere le strade cittadine invase da amanti del Giglio. Visitatori attratti dall’unica e sola cosa che con Volla non ha nulla a che fare, anche perché nel paese non c’è nulla da far vedere o ammirare. Segnaliamo che l’unica piccola traccia storica cittadina è legata al fiume Sebeto e al Re Ferdinando, ma ancora nessun amministrazione di ieri e di oggi ha dato attenzione e valorizzato tale patrimonio. Soddisfatta quindi l’amministrazione e gli organizzatori. Un po’ meno i cittadini, soprattutto i vollesi. Viscovo e company non l’hanno fatta trasparire, soprattutto rispetto ai carri dell’ultimo Carnevale, dove l’euforia e la compiacenza fu manifestata sui social con post e selfie di tutta l’amministrazione. Questa volta la parte social-comunicativa è venuta un po’ a mancare. Stanchi delle critiche?! Chissà.

Acerra, inceneritore. Il sindaco Lettieri: “La Regione mantenga gli impegni”

“La Regione – ribadisce il sindaco Lettieri – faccia le bonifiche, faccia partire l’Osservatorio regionale, modifichi il Piano territoriale regionale, no al piano dei rifiuti che vuole il potenziamento dell’inceneritore. Sciagurato chi ha sostenuto di stoccare le ecoballe nella Montefibre».   Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha partecipato ieri all’incontro con il Vice presidente della Regione Campania, On. Fulvio Bonavitacola, Assessore all’ambiente, sul tema “Dalla crisi al modello”. Nel suo intervento il primo cittadino di Acerra ha ribadito: «Ringrazio l’Assessore Bonavitacola, perché in questa città, Assessori all’ambiente della Regione, non giungevano da tempo. Ma ci sono tante criticità che dobbiamo ancora risolvere». Specificando poi: «Proprio la presenza dell’Assessore all’ambiente della Giunta Regionale in questa sede ci fa ribadire nuovamente, che la Regione Campania deve mantenere gli impegni per l’ambiente di questa città. Il presidente De Luca e il vicepresidente Bonavitacola con me, su altri temi, hanno mantenuto la parola data – ha detto il Sindaco – e mi aspetto che con la stessa determinazione mantengano gli impegni in materia ambientale». Il Sindaco Lettieri ha poi richiesto: «Deve partire l’Osservatorio regionale sul termovalorizzatore, lo abbiamo richiesto tantissime volte e dobbiamo metterlo in attività. Chiediamo di essere seri e rigorosi per l’agricoltura, la campagna acerrana che resta meravigliosamente bella, nonostante gli insulti inferti in un recente passato. Un sostegno che deve venire anche in sede di Piano territoriale regionale che su Acerra, che deve essere modificato. Non accettiamo la destinazione industriale della nostra area. Questa scelta non è condivisa da noi. Abbiamo una vocazione agricola non industriale. Come l’ho più volte detto all’Assessore Bonavitacola nei nostri precedenti incontri, è grave anche l’approvazione di un piano regionale dei rifiuti che prevede il potenziamento dell’inceneritore imposto a questa comunità. L’inceneritore deve diminuire la sua portata non aumentarla. Questa scelta non aiuta certamente chi, ostinatamente, continua a coltivare pomodori, carciofi e cavoli sul nostro territorio. Quel piano a cui noi ci siamo opposti non ci piace, non piace ai nostri concittadini e alla nostra città. E finché sarò Sindaco di questa città questo piano regionale così come è, non avrà mai il nostro consenso. Così come per Montefibre, c’è un piano di dismissione senza un adeguato piano di caratterizzazione per le bonifiche dell’area. Siamo allarmati da quanto avanzato da una componente della commissione regionale che si occupa delle problematiche della Montefibre che ha proposto, sciaguratamente, di trasformare quello che era un polo industriale, chimico e poi tessile in un luogo per la gestione dei rifiuti e delle ecoballe. Questa proposta non coincide assolutamente con l’idea di sviluppo di un governo riformista come il nostro. Ricordo poi lo sforzo fatto con l’Asl per arrivare a screening tumorali gratuiti, ed è gravissimo che questi controlli sanitari siano partiti solo in seguito alle diffide del Comune di Acerra, davvero grave. La regione Campania deve mettere nella propria agenda, prioritariamente, queste attività. Abbiamo fermato l’insediamento di industrie inquinanti sul territorio, siamo riusciti grazie al lavoro tra comitati, osservatorio ambientale, Comune di Acerra, ma questa attività non può essere delegata ai dirigenti regionali. Pretendiamo un piano organico per fermare ogni insediamento». A conclusione del suo intervento Lettieri ha mostrato al vice presidente Bonivitacola tutte le Ordinanze sindacali emanate per la bonifica dei siti inquinati, anche delle aree indicate dall’accordo di programma sottoscritto all’atto della partenza dell’inceneritore sostenendo: «Le bonifiche del territorio, non possono essere fatti solo con le Ordinanze Sindacali, con risorse comunali, con i soldi dei cittadini. La Regione Campania deve assumere la responsabilità di fare le bonifiche di questo territorio».    

San Giuseppe Vesuviano. Un flash-mob per la legalità in piazza Garibaldi in streaming tramite il sito web istituzionale

La manifestazione è promossa dal Primo Circolo Didattico con la collaborazione del Comune di San Giuseppe Vesuviano. In occasione della “Giornata della Legalità 2017” il primo Circolo Didattico, con la collaborazione del Comune di San Giuseppe Vesuviano, ha programmato una serie di iniziative che si svolgeranno nella mattina di martedì 21 marzo. Alle ore 9:30 i bambini della Scuola dell’Infanzia, in continuità con gli alunni delle classi prime, parteciperanno in piazza Garibaldi a laboratori creativi, giochi ed attività di sensibilizzazione all’ecologia ed alla sostenibilità ambientale. Alle ore 10:00, in Sala Consiliare lo scrittore Tonino Scala presenterà il libro “Samir, il postino tunisino”, alla presenza degli alunni delle classi V, di Maria Rosaria Fornaro – Dirigente del Primo Circolo Didattico e di Vincenzo Catapano – Sindaco del Comune di San Giuseppe Vesuviano. Alle ore 12:00, poi, in piazza Garibaldi, ci sarà un flash-mob per ricordare le vittime innocenti di una guerra infinita, quella delle mafie, che trova terreno fertile nell’indifferenza e nell’omertà. I ragazzi della scuola indosseranno dei guanti bianchi, simbolo di purezza d’animo e contrasto ad ogni forma di sopraffazione e di abuso. La manifestazione, grazie alla webcam installata in piazza Garibaldi, sarà visibile online a tutti coloro che si collegheranno, da ogni parte del mondo, al sito web del Comune di San Giuseppe Vesuviano (www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it) o alla pagina Facebook istituzionale (www.facebook.com/sgvofficial). “Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera”. Queste le parole di Pablo Neruda scelte quale slogan dell’evento. Avviso di riservatezza: il testo e gli eventuali documenti trasmessi contengono informazioni riservate al destinatario indicato. La presente e-mail, i suoi contenuti ed i diritti di copyright sono tutelati legalmente dalle normative vigenti. Ogni uso non esplicitamente autorizzato (ad esempio come nei casi di “comunicati stampa” che consentono la possibilità dell’utilizzo delle informazioni fornite), o qualsiasi altra azione derivante dalla conoscenza di queste informazioni sono rigorosamente vietate. Se si ritiene di non essere il destinatario di questa mail o se è stata ricevuta per errore, si prega di darne tempestiva comunicazione al mittente all’indirizzo e-mail paolo.lamanna@comune.sangiuseppevesuviano.na.it e di provvedere immediatamente alla sua distruzione.