L’ottavianese Antonio Annunziata, che suscitò in molti giovani l’amore per il teatro, è stato ricordato dai suoi amici e dai suoi “discepoli” con un originale spettacolo andato in scena, domenica, all’Auditorium di Saviano. La manifestazione ha dato ragione a chi ritiene che Antonio sia stato uno dei più importanti promotori della cultura ottavianese negli ultimi venti anni.
Era giusto che gli amici ricordassero Antonio Annunziata nel modo con cui l’hanno ricordato domenica sera: mettendo in scena uno spettacolo di poesia, di musica e di brani da teatro all’ Auditorium di Saviano. Perché Antonio, impiegato al Comune di Ottaviano, ha dedicato tutta la sua vita al teatro, quasi che il confronto tra verità e maschera, tra realtà e finzione potesse aiutarlo nell’affrontare e nel sopportare, soprattutto negli ultimi anni, la pena del vivere con quell’ironico e amaro distacco che è stato, con il culto dell’amicizia, la nota distintiva del suo temperamento. Dopo i saluti del dott. Carmine Sommese, sindaco di Saviano, dopo il commosso ricordo di Luca Capasso, sindaco di Ottaviano e le belle parole dedicate all’amico da Tancredi Cimmino che rappresentava Telethon – alla fondazione, per anni, Antonio Annunziata dedicò energie e iniziative -, si è alzato il sipario e si sono accese le luci sugli attori, che sono stati avviati al teatro, quasi tutti, dall’amico scomparso. Lo spettacolo, che si intitola “ Con Antonio…dodici mesi all’anno”, si sviluppava lungo una sequenza di brani teatrali, di canti e di poesie abbinati ai dodici mesi, e “commentati” da immagini di sfondo, scelte da Carmine Cimmino: per esempio, quando il coro della parrocchia di San Michele in Ottaviano, diretto dal Maestro Annunziata, ha cantato, per il mese di maggio, l’inno di San Michele, che di Ottaviano è protettore – ed è stata, in verità, una splendida interpretazione -, sugli schermi del teatro campeggiava l’immagine della statua dell’ Arcangelo, opera di Gian Domenico Vinaccia. E quando il dott. Nicola Prisco, che è stato l’ispirato e instancabile coordinatore della manifestazione, ha magistralmente recitato, per il mese di marzo, il “pezzo” di Vincenzo Salemme “Sull’amore”, l’immagine di corredo è stata una meditabonda fanciulla dipinta da Francesco Hayez. Dicevamo del coordinamento: Giuseppe Gentile è stato il consulente musicale e ha curato la “supervisione generale audio”.
Eliana Ciniglio, Vittoria De Vivo e Maria Guardato hanno letto, a voci alterne, con un ultimo suggestivo effetto di voci sovrapposte, un commovente “ritratto” di Antonio Annunziata, raccontando al pubblico le sue battute fulminanti, l’attenzione per i dettagli, il valore di una passione che egli voleva e sapeva trasmettere, e la sua disponibilità ad ascoltare e a spiegare, a confrontarsi e a proporre, e la sua umanità ricca e profonda. Tutti hanno interpretato la loro parte nel segno di un sentimento vivo e sincero, “ Antonio è con noi”: G. Sallustro ha descritto, da signore della scena, “la nascita di Partenope”, e C. Giaquinto, R. De Vivo, M. Lustrino e S.D. Lustrino e M. Palma hanno offerto al pubblico un saggio di tecnica raffinata, ravvivata, in ogni passaggio, dalla commozione e da una “immersione” totale nel ruolo e nel momento. Notevole è stata anche l’esibizione di A.L. Cavaliere, A, Romano e M. Guardato, che hanno interpretato passi del musical “L’inferno” della prof. ssa Anna Saviano, andato in scena, per “la prima”, con la regia di Antonio Annunziata, proprio nell’ Auditorium . Anche domenica Anna Saviano ha coordinato l’ interpretazione dei brani tratti dal musical. Il pubblico non si è limitato ad assistere, ha partecipato con una coinvolgente intensità emotiva: ci sono tutti quelli che devono esserci, mi diceva, alla fine dello spettacolo Carmine Cimmino, osservando ancora una volta il teatro pieno di spettatori.
All’inizio, Cimmino aveva affermato che Antonio è stato il più importante promotore culturale ottavianese degli ultimi venti anni: bastava a dimostrarlo il numero dei giovani che egli aveva educato al teatro. E, di conseguenza, Cimmino aveva proposto all’ Amministrazione di istituire un premio annuo, intitolato a Antonio Annunziata, per i “dilettanti” che si dedicano alla recitazione e alla musica. Dobbiamo dire che la manifestazione, la bravura degli attori, l’idea stessa dello spettacolo, e l’atmosfera straordinaria che il pubblico contribuiva a creare hanno dato ragione a Cimmino: Antonio Annunziata ha lasciato un segno profondo e importante nella cultura ottavianese, e questo suo contributo merita di essere ufficialmente riconosciuto. Il nostro augurio è che uno spettacolo così originale e così carico di valori venga messo in scena anche a Ottaviano.



