A Pomgliano D’Arco va in scena il teatro per il sociale!

L’Associazione “Gruppo Teatrale Nascente” nata nel 2011 come laboratorio teatrale in ambito parrocchiale è alla prima teatrale presso il Cinema Gloria di Pomigliano D’Arco con due serate all’insegna della tradizione napoletana. Fin dalla sua nascita si evince l’impegno nel sociale sperimentando attraverso le arti figurativeuna comunicazione nuova e l’integrazione sociale. Il GTN – acronimo dell’associazione- con lo scopo di praticare e promuovere la cultura e l’arte va in scienza in collaborazione con l’Unità Operativa Salute Mentale -UOSM- ASL Napoli 3 SUD di Pomigliano D’Arco. L’associazione si è impegnata aderendo al progetto TEATRO curato dalla dottoressa Marina Rivellini con incontri bisettimanali all’interno dell’unità operativa grazie alla collaborazione delle infermiere Carmela Lancella e Fiorella Iaquinandi. Il percorso di natura riabilitativa per gli utenti del centro ha avuto il fine ultimo di un concreto inserimento nelle varie forme di espressione della vita sociale. Molte attività commerciali locali hanno sostenuto le iniziative con contributi spontanei, entusiasmandosi ed  impegnandosi anche per quelle future. Ecco i due appuntamenti a cura del direttore artistico Salvatore Di Marzo:
  • Venerdì 12 maggio 2017 ore 20.30 “Gennaro Belvedere testimone cieco” opera di Olimpia e Gaetano Di Maio
  • Venerdì 9 giugno 2017 ore 20.30 “A scampagnat de’ tre diperat” opera di Antonia Petito. Lo spettacolo sarà aperto da musica classica napoletana dal vivo a cura della pianista Mariassunta Cavaliere e del mandolinista Alessandro Foria.
     

Somma Vesuviana, alla Tenuta San Sossio “The Oscar of Drag Queens”

Tra gli organizzatori, Giuseppe Giannino, in arte Lady Dia, che ha voluto estendere l’amore per la sua arte Drag nella sua citta vesuviana. Ci sono regine per dinastia, dal sangue blù,….e poi c’è chi si incorona ogni notte, nella cui anima scorre indomabile il vizio per la vita!!!
Per una sera, queste regine saranno protagoniste di un evento spumeggiante.  “The Oscar of Drag Queens” presso LA TENUTA S.SOSSIO presenta la selezione di 8 Drag Queens , per la finale Nazionale che si terrà a Rimini.L’idea di Giuseppe Giannino in arte lady dia insieme a candigina organizzatori, è quella di estendere l’amore per la sua arte di Drag, nella cittadina vesuviana, dove questa realtà è ancora poco nota.La cena spettacolo, al comodo costo di 15,00 sarà allietata dell’esibizione degli 8 selezionati.La giuria di qualità formata da Rosangela Angri (attrice del  territorio),la zia Tiffany,Sara aftersix ,crystal paco parlo,lady lachik ,lady Sashia ,Fabio cappelli,  ci condurranno nel luccicante mondo fashion delle drags.Non ci sarà posto per la noia e la banalità.

Somma Vesuviana/Amministrative 2017, il Pd non presenterà lista: la nota ufficiale

Di seguito la nota stampa con la quale il Pd comunica ufficialmente che non presenterà alcuna lista alle amministrative.   Una scelta dolorosa ma necessaria Il Pd di Somma Vesuviana costatato il clima di inagibilità politica e di tenuta democratica in cui versa attualmente la città, con profonda sofferenza, ha deciso di ritirare la propria lista per la competizione elettorale per le prossime amministrative. Seri motivi, pubblicamente espressi dal dott Bianco nella sua nota stampa, hanno costretto il candidato sindaco del centro sinistra a rinunciare alla propria candidatura. Contemporaneamente una delle liste della potenziale coalizione ha motivato il suo ritiro a causa di “condizionamenti e ingerenze”. Decapitando di fatto un progetto politico che voleva e poteva proporsi a governo della città. Tutto ciò dovrebbe obbligare le forze politiche e ciascun attore attualmente in campo, ad una seria riflessione onde poter costatare che indipendente da quello che sarà il risultato delle urne, Somma avrà un’amministrazione monca, poiché frutto di un dibattito e di un confronto politico privo della legittimità, data l’assenza di una compagine politica strutturata e costantemente presente sul territorio sommese. Rammarico e amarezza sono i sentimenti che in queste ore animano l’intera comunità democrat locale, ma si è reso necessario, in assoluta controtendenza con quello che è il DNA del Partito Democratico, forza di governo a tutti i livelli istituzionali. La nostra sofferta scelta è un duro monito, non è un deporre le armi, anzi, ma l’acquisizione della consapevolezza che Somma necessita di una ripartenza, una stagione politica nuova da affrontare con coraggio per dare speranza, ridare dignità ad una comunità offesa da una politica di piccolo cabotaggio che negli ultimi anni ha vissuto solo per il perseguimento di interessi personali e di bottega in una città sempre più in declino e in crisi.

Somma Vesuviana/Amministrative 2017: niente lista per il Pd. Auriemma: “Scelta dolorosissima”

 «Una decisione dolorosissima – dice il segretario cittadino Pd, Peppe Auriemma – ma non c’erano le condizioni tecniche e politiche». Soprattutto tecniche, giacché manca un candidato sindaco e in molti altri si sono dileguati. L’idea era, fino a ieri sera, quella di scegliere un candidato di testimonianza, un simbolo della legalità. Nel frattempo la Procura avrebbe chiesto alle forze dell’ordine di relazionare in merito alla situazione di Somma Vesuviana dopo i comunicati ufficiali diffusi all’indomani del ritiro di Giuseppe Bianco, individuato quale candidato sindaco della coalizione e poi sottrattosi sia alla candidatura, sia ai “riflettori”, dopo aver “denunciato” – in una nota stampa ma non in Procura – presunte intimidazioni. Finora le indagini avrebbero escluso condizionamenti di stampo camorristico ma i carabinieri di Somma Vesuviana e Castello di Cisterna sono al lavoro e la Procura è stata informata. Il segretario Pd affiderà ad una nota ufficiale dettagliata le ragioni della decisione presa in un’assemblea tenutasi ieri.

Ottaviano premia il concittadino Aniello Sepe

Il tenore vesuviano riceve dal sindaco Capasso un riconoscimento per la sua spettacolare carriera  
Al Maestro Aniello Sepe , eccellenza vesuviana e orgoglio ottavianese, per le sue doti canore  e per i successi conseguiti nel corso della sua carriera di tenore”. E’ con questa motivazione che il sindaco, Luca Capasso, ha voluto premiare il Maestro Aniello Sepe durante la festa di San Michele Arcangelo. Un riconoscimento inaspettato che il maestro si è visto consegnare alla fine della sua esibizione in una piazza Municipio. come sempre  gremita di cittadini e  di visitatori  in occasione della festa. Al Maestro Sepe, che ha eseguito i brani Non ti scordar di me di Ernesto De Curtis, Passione e Reginella, il lungo e orgoglioso applauso della sua città. Da anni il tenore Aniello Sepe inanella successi e fa parlare di sè in ambienti nazionali ed internazionali. Ha esportato la sua voce ed il suo talento anche dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti ed ha ottenuto anche numerosi premi e riconoscimenti per la sua attività artistica. Il premio che il sindaco Luca Capasso e il Comune di Ottaviano hanno voluto tributargli è stato, dunque, anche un modo per ringraziarlo del fatto che ha contribuito a far conoscere la cittadina vesuviana nel mondo.

Somma Vesuviana, il plesso Rione Trieste del Secondo Circolo riceve il premio «Don Lorenzo Milani»

Il riconoscimento, istituito quest’anno dalla società consortile «Mediterraneo Sociale», ha l’obiettivo di promuovere una cultura della solidarietà intergenerazionale attraverso il superamento di ogni discriminazione. La scuola diretta da Rosaria Cetro è stata premiata per aver espresso «elevati valori pedagogici».   «Per aver espresso elevati valori pedagogici attraverso l’accoglienza, la cura e l’attenzione formativa a bambine e bambini in condizione di disagio economico, sociale e culturale, contrastando ogni possibile discriminazione e operando per il pieno sviluppo della persona umana». Questa la motivazione completa dell’importante premio assegnato al plesso Rione Trieste del Secondo Circolo didattico di Somma Vesuviana che vede in prima linea la dirigente Rosaria Cetro. Si tratta del riconoscimento insito nelle finalità del premio Don Milani: nella scuola di Rione Trieste non esistono condizionamenti di genere, si va oltre i codici linguistici e culturali diversi, alle condizioni economiche e ambientali di svantaggio e i potenziali cognitivi, emotivi, sociali e relazionali differenziati; si favoriscono buone pratiche sociali territoriali ispirate alla sostenibilità delle relazioni, all’ecologia integrale, alla cultura della differenza, al rispetto dei diversi codici di conoscenza culturali, antropologici e sociali; si valorizza la testimonianza e la cultura dell’accoglienza a partire dalla cura delle relazioni come politica prima e si intende ogni legame di solidarietà e relazione di cura come effetto di un nuovo umanesimo sociale ispirato a una impronta ecologica ed etologica sostenibile. L’esperienza decennale della rete Mediterraneo Sociale ha fin qui consentito di operare nell’ambito dei sistemi di Welfare di Comunità e ha, tra le sue finalità, la promozione della qualità della vita, soprattutto nella fase dell’età evolutiva, anche attraverso la promozione di servizi integrati territoriali rivolti alle bambine e ai bambini attraverso un Sistema Integrato Territoriale di Servizi Sociali di cittadinanza e percorsi di assistenza familiare soprattutto per le fasce di popolazione meno abbiente. Mediterraneo Sociale è infatti un’inedita esperienza di rete di imprese sociali no profit e di piccoli imprenditori con spiccata mission etica per promuovere una nuova impronta etologica ed ecologica sostenibile, globale e locale, ispirata ai principi di economia della reciprocità, attraverso l’Economia Civile, il Welfare di Comunità e la Finanza Etica, garantendo i beni pubblici comuni come l’acqua, l’aria, la terra e la conoscenza, integrando le politiche di garanzia dei diritti dello Stato Sociale con la difesa dell’ambiente e della Terra e delle sue risorse naturali. Per la prima edizione 2017, il presidente del comitato scientifico che ha assegnato il premio è la dottoressa Laura Pansini, il presidente onorario l’onorevole Valdo Spini. Le proposte di assegnazione del premio devono essere presentate ogni anno e in tempo utile al C.d.A. della rete Mediterraneo Sociale per permettere l’organizzazione dell’evento e una riflessione rinnovata e condivisa sulla lezione universale di Don Lorenzo Milani.

Somma Vesuviana/Amministrative 2017, «intimidazioni»: massimo riserbo sulle indagini. E il Pd annuncerà entro oggi le sue intenzioni

Sarebbero state lettere e minacce anonime a spingere al ritiro il candidato in pectore del centrosinistra, il medico Giuseppe Bianco. Nelle ultime ore sia Bianco, sia il segretario cittadino del Pd di Somma Vesuviana, Giuseppe Auriemma, sono stati ascoltati dai carabinieri. Più missive intimidatorie, delle quali non si conosce però il contenuto e sulle quali starebbero indagando i carabinieri, ma è talmente alto il riserbo che non è chiaro se le lettere in questione siano o meno state conservate e dunque esibite. Per inciso, ancora nessuna denuncia sarebbe stata firmata dagli interessati e se i carabinieri (che arrivati a questo punto è difficile non abbiano informato anche la Procura) sono ora al lavoro è per aver appreso quanto stava accadendo tramite i sibillini comunicati stampa diffusi nell’ordine dallo stesso Bianco, dal segretario Pd e infine dal consigliere regionale Carmine Mocerino che, con i referenti della lista «Somma al Centro», si preparava a sposare la candidatura di Bianco attraverso un’alleanza con il Pd. Un generico riferimento a «intimidazioni e condizionamenti» riservato alle note stampa ha fatto scattare automaticamente le indagini. E nonostante non sia sceso in particolari nelle comunicazioni ufficiali ai media – come del resto hanno fatto anche l’ex candidato e il segretario di partito –  il consigliere Mocerino, presidente della commissione anticamorra in Regione Campania, avrebbe anzi diffusamente dettagliato le circostanze in una memoria consegnata al prefetto Carmela Pagano, chiedendo la massima attenzione sulla imminente campagna elettorale di Somma Vesuviana. Mocerino per ora dice poco di più: «Ho scelto la via istituzionale rivolgendomi alla Prefettura, per cui non commento oltre». Dopo Bianco, si è sfilato dalla competizione il movimento civico «Somma al Centro», appunto «ritenendo la campagna elettorale gravemente ed irrimediabilmente falsata». Mentre le indagini dei carabinieri sulla vicenda proseguono, il Pd ha una decisione da prendere, una scelta che sarà resa nota questa mattina. «Dobbiamo decidere insieme se presentare la lista, che è già pronta – dice il segretario Auriemma – e, se così dovesse essere, scegliere un candidato sindaco che riesca a veicolare simbolicamente una testimonianza di legalità». Nell’attesa della decisione che dovrebbe essere stata presa in una riunione tenutasi ieri sera – e che da alcuni indizi sui social sembrerebbe negativa per gli elettori Pd e per la stessa democrazia –  Auriemma non parla però di quanto ha raccontato ai carabinieri, convocato nella serata di mercoledi. «Sono in corso le indagini – dice – io ho soltanto testimoniato quanto accaduto e, dettagli a mia conoscenza a parte, ho spiegato che lo scorso venerdì il mio partito aveva un candidato sindaco e una coalizione che solo due giorni dopo sono stati “decapitati”». In contatto con la Prefettura e impegnato in prima persona a monitorare la situazione, c’è l’onorevole Massimiliano Manfredi (Pd), componente della commissione Antimafia. «Incontrerò il Prefetto nelle prossime ore – spiega Manfredi – e sono certo che si farà garante di un’attenzione massima su Somma Vesuviana». Attenzione e interventi che ha invocato anche un’altra componente dell’Antimafia, la deputata Luisa Bossa (movimento democratico progressista). «Chiedo al prefetto Pagano di intervenire con rapidità – dice l’onorevole Bossa – perché le dichiarazioni di Bianco e del consigliere regionale Mocerino contengono elementi di particolare serietà e fatti molto gravi da accertare prima che vengano depositate liste e candidature». Un punto – quello dell’urgenza di fare chiarezza prima che i candidati presentino le liste – sul quale insiste pure l’onorevole Paolo Russo, coordinatore di Forza Italia per l’area metropolitana. «Dopo le denunce politiche- incalza Russo – ci attendiamo il ricorso alle autorità giudiziarie». Di sospetti e possibili ingerenze criminali fa cenno in una nota Salvatore Ronghi, coordinatore regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità: «Auspichiamo denunce circostanziate – dice – ma è la politica a dover agire, i candidati sindaci a dover garantire un clima trasparente, liste al di sopra di ogni sospetto e impermeabili ai condizionamenti».  Oggi è attesa la decisione del Pd, mentre i cinque candidati rimasti già scaldano i motori e frattanto c’è chi tenta di diffondere in taluni ambienti l’ipotesi che le elezioni possano saltare, eventualità quanto mai remota giacché – nonostante l’apprensione e la giusta attenzione di deputati dell’antimafia – non esisterebbe prova che i «condizionamenti» sui quali da alcuni giorni si concentrano i riflettori abbiano a che fare con la camorra. Ma questo, è auspicabile, saranno i risultati delle indagini a dirlo.

Somma Vesuviana, Luigi Di Maio in città per il candidato Ciro Sannino: «Le ammucchiate sono sempre pericolose»

E il senatore Sergio Puglia, componente della commissione Antimafia: «Di fronte alle intimidazioni non ci si ritira, una forza politica deve andare avanti a muso duro». Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio conosce bene la situazione di Somma Vesuviana, ha appreso dai giornali e dai suoi referenti sul territorio del ritiro di un candidato, delle informazioni che esponenti politici hanno affidato al prefetto di Napoli con il quale però non ha parlato. Sa tutto, ma ieri nell’incontro con il candidato cinquestelle Ciro Sannino al Royal Bar di Somma Vesuviana ha preferito concentrarsi su temi nazionali, sul futuro dell’Italia e sulle prossime politiche. «Dovremo mettere al centro la persona e il merito» – dice. Ma un passaggio sulle questioni locali lo fa, glissa sulle presunte intimidazioni ma al punto focale, quello che aveva probabilmente in mente già dall’inizio, ci arriva lo stesso: «Mi dicono di interferenze, del ritiro di un candidato- dice – ma sappiamo tutti che le “ammucchiate” sono sempre pericolose,  ovunque e non solo in questa nostra terra». E prosegue: «Quando si costruiscono queste grandi coalizioni, con sei, sette, otto o anche nove liste, poi si devono accontentare i capi bastone di ciascuna di esse. Alla fine magari vincono, ma non possono governare perché saranno sempre ostaggio di queste dinamiche. Il Movimento 5 Stelle ha una sola lista e non prende soldi dalle lobbie del territorio, quelli – e solo se servono – ce li mettono i cittadini con piccole donazioni utili a organizzare eventi come quello di stasera o a diffondere il nostro programma. La politica si può fare con pochi soldi, bastano tante persone».
L’arrivo di Di Maio al Royal di Somma Vesuviana
Di Maio è andato via subito dopo il suo intervento, tra gli applausi del popolo pentastellato, perché atteso ad Arzano. Il senatore Sergio Puglia è invece rimasto ed ha risposto alle domande sulla situazione locale dicendo quello che forse taluni, pur avendoci pensato, non hanno osato esprimere a chiare lettere. «È strano che, a fronte di intimidazioni, una forza politica e un candidato si ritirino – dice il senatore Puglia – certo la situazione potrebbe voler nascondere un fallimento ma è ovvio che, fino a prova contraria, è giusto dare credito e fiducia a chi ha ritenuto opportuno propendere per questa scelta. Pare ci sia rivolti alla Prefettura ma in verità il prefetto può fare poco o nulla se si tratta di intimidazioni, per questo esistono le Procure, bisogna andare da un magistrato».
Sannino, Di Maio e Puglia
Il senatore grillino aggiunge poi: «Se il Pd di Somma Vesuviana ha bisogno di una mano, noi siamo a disposizione per portare la sua voce in commissione Antimafia – che peraltro ho già informato della situazione – non può esistere che in un Comune come Somma Vesuviana, dopo notizie di intimidazioni, si possa arretrare: i cittadini, anche quelli che votano Pd, devono poter avere i propri rappresentanti. Hanno bisogno di aiuto per fare denunce? Noi non abbiamo paura, siamo per la legalità e possiamo affrontare tutti i tipi di mafia».      

«Ludopatia e nuove dipendenze» al Centro Studi del Santuario di Madonna dell’Arco

Alle 18 di questa sera, venerdì 12 maggio, si terrà al Centro Studi Religiosità Popolare un convegno sul tema della dipendenza dal gioco, un’emergenza drammatica nella società odierna. Tra i relatori ci sarà don Maurizio Patriciello. «L’idea di parlare di questo tema, portando all’attenzione dei più la drammatica problematicità, è nata ascoltando le persone, tante – dice padre Gianpaolo Pagano, direttore del Centro Studi Arco che presiederà e coordinerà l’incontro – è significativo che da un luogo come Madonna dell’Arco, meta di pellegrinaggio, devozione popolare e preghiera, sia possibile avere la misura, direi il termometro, dei problemi sociali dei nostri tempi».
padre Gianpaolo Pagano
Il rettore del Santuario di Madonna dell’Arco, padre Alessio Maria Romano
È un religioso, padre Gianpaolo, ma sa bene che per problemi spesso gravi le soluzioni dipendono dagli uomini e non solo dal cielo. «Il problema di queste dipendenze è che le persone ne parlano difficilmente agli altri, anzi spesso non se ne rendono conto, rimandano magari fin quando si arriva alla disperazione e finalmente ne prendono coscienza – dice- invece gli uomini possono far tanto, la Chiesa può far tanto: innanzitutto ascoltando e comprendendo i drammi alla base di tali dipendenze. Poi bisogna però difendere e curare chi questi problemi li vive sulla sua pelle e qui ci sono, o dovrebbero esserci, le istituzioni. Con politiche di contrasto al gioco d’azzardo e di dissuasione dalla sua pratica. Curare spetta agli specialisti perché ogni forma di dipendenza è una patologia e come tale va affrontata, come una malattia che attacca però la personalità e i comportamenti».
L’assessore Rossella Beneduce (politiche sociali)
All’incontro saranno presenti padre Alessio Romano, rettore del Santuario e il sindaco di Sant’Anastasia Lello Abete. Gli interventi saranno affidati a Saveria Giordano (psicoterapeuta cognitivo comportamentale), Pasquale Annunziata (dirigente sanitario del distretto 51 Pomigliano- Sant’Anastasia), Francesco Cassese (dirigente sanitario del SerT distretto 51 Asl Na 3 Sud), Antonio Cleopatra (direttore Ambito Sociale Pomigliano- Sant’Anastasia), Rossella Beneduce (assessore alle politiche sociali del Comune di Sant’Anastasia) e, infine, a don Maurizio Patriciello, parroco di San Paolo apostolo a Caivano e noto soprattutto per le sue lotte contro l’inquinamento ambientale. L’evento voluto dai domenicani segue di pochi giorni un convegno organizzato, dall’assessorato alle politiche sociali del Comune di Sant’Anastasia in tandem con l’Asl Na 3, per annunciare l’apertura di un centro di ascolto per il gioco d’azzardo patologico.    

I “briganti” sul Velino

 

Il percorso si fa più irto ma non per questo meno affascinante e avanti ancora, in uno scenario che da rurale diviene alpino.

Terza tappa dei nostri trekker briganti che da ieri hanno lasciato i paesini a valle, partendo da Cartore, dove avevano pernottato, per salire lungo la Val di Fua, percorrendo un ripido sentiero per arrivare al lago Duchessa. Il lago divenne famoso a fine anni 70 per esser stato uno di quei luoghi dove si cercò, dopo falsa segnalazione, il corpo di Aldo Moro dopo il suo tragico rapimento.

Il lago Duchessa (foto R. Caliendo)

Gli escursionisti sono poi entrati nella riserva del Sirente e del Velino, zona di nascondigli di briganti. Cartore era infatti il cuore del loro territorio e nei monti lì intorno si nascondevano quelli più conosciuti. Infatti sulla vetta alla destra del lago, dall’altro versante, è nascosta la grotta dell’oro, famosa perché i briganti vi nascondevano tutto ciò che sottraevano ai malcapitati.

Il Velino (foto di R. Caliendo)

Salendo verso il lago, con il Monte Velino di fronte, hanno affrontato il Malopasso, valico oltre i 1900 m, trovandosi di fronte alla Val di Teve, valle chiusa da ottobre a maggio, per la presenza di diverse frane.

(foto R. Caliendo)

Con un percorso di 1000 m di dislivello e oltre 25 km e sempre in compagnia dei due ferraresi e della ormai mitica bottiglia di vino, i nostri amici chiudono l’anello giungendo nuovamente a Cartore lasciandosi alle spalle il ghiaccio e le cime innevate del Velino.

Oggi riprenderanno il cammino verso i paesini di Rosciolo e Scurcola Marsicana.