- Venerdì 12 maggio 2017 ore 20.30 “Gennaro Belvedere testimone cieco” opera di Olimpia e Gaetano Di Maio
- Venerdì 9 giugno 2017 ore 20.30 “A scampagnat de’ tre diperat” opera di Antonia Petito. Lo spettacolo sarà aperto da musica classica napoletana dal vivo a cura della pianista Mariassunta Cavaliere e del mandolinista Alessandro Foria.
A Pomgliano D’Arco va in scena il teatro per il sociale!
Somma Vesuviana, alla Tenuta San Sossio “The Oscar of Drag Queens”
Somma Vesuviana/Amministrative 2017, il Pd non presenterà lista: la nota ufficiale
Somma Vesuviana/Amministrative 2017: niente lista per il Pd. Auriemma: “Scelta dolorosissima”
Ottaviano premia il concittadino Aniello Sepe
Il tenore vesuviano riceve dal sindaco Capasso un riconoscimento per la sua spettacolare carriera
Al Maestro Aniello Sepe , eccellenza vesuviana e orgoglio ottavianese, per le sue doti canore e per i successi conseguiti nel corso della sua carriera di tenore”. E’ con questa motivazione che il sindaco, Luca Capasso, ha voluto premiare il Maestro Aniello Sepe durante la festa di San Michele Arcangelo. Un riconoscimento inaspettato che il maestro si è visto consegnare alla fine della sua esibizione in una piazza Municipio. come sempre gremita di cittadini e di visitatori in occasione della festa. Al Maestro Sepe, che ha eseguito i brani Non ti scordar di me di Ernesto De Curtis, Passione e Reginella, il lungo e orgoglioso applauso della sua città. Da anni il tenore Aniello Sepe inanella successi e fa parlare di sè in ambienti nazionali ed internazionali. Ha esportato la sua voce ed il suo talento anche dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti ed ha ottenuto anche numerosi premi e riconoscimenti per la sua attività artistica. Il premio che il sindaco Luca Capasso e il Comune di Ottaviano hanno voluto tributargli è stato, dunque, anche un modo per ringraziarlo del fatto che ha contribuito a far conoscere la cittadina vesuviana nel mondo.
Somma Vesuviana, il plesso Rione Trieste del Secondo Circolo riceve il premio «Don Lorenzo Milani»
Somma Vesuviana/Amministrative 2017, «intimidazioni»: massimo riserbo sulle indagini. E il Pd annuncerà entro oggi le sue intenzioni
Sarebbero state lettere e minacce anonime a spingere al ritiro il candidato in pectore del centrosinistra, il medico Giuseppe Bianco. Nelle ultime ore sia Bianco, sia il segretario cittadino del Pd di Somma Vesuviana, Giuseppe Auriemma, sono stati ascoltati dai carabinieri. Più missive intimidatorie, delle quali non si conosce però il contenuto e sulle quali starebbero indagando i carabinieri, ma è talmente alto il riserbo che non è chiaro se le lettere in questione siano o meno state conservate e dunque esibite.
Per inciso, ancora nessuna denuncia sarebbe stata firmata dagli interessati e se i carabinieri (che arrivati a questo punto è difficile non abbiano informato anche la Procura) sono ora al lavoro è per aver appreso quanto stava accadendo tramite i sibillini comunicati stampa diffusi nell’ordine dallo stesso Bianco, dal segretario Pd e infine dal consigliere regionale Carmine Mocerino che, con i referenti della lista «Somma al Centro», si preparava a sposare la candidatura di Bianco attraverso un’alleanza con il Pd. Un generico riferimento a «intimidazioni e condizionamenti» riservato alle note stampa ha fatto scattare automaticamente le indagini. E nonostante non sia sceso in particolari nelle comunicazioni ufficiali ai media – come del resto hanno fatto anche l’ex candidato e il segretario di partito – il consigliere Mocerino, presidente della commissione anticamorra in Regione Campania, avrebbe anzi diffusamente dettagliato le circostanze in una memoria consegnata al prefetto Carmela Pagano, chiedendo la massima attenzione sulla imminente campagna elettorale di Somma Vesuviana. Mocerino per ora dice poco di più: «Ho scelto la via istituzionale rivolgendomi alla Prefettura, per cui non commento oltre». Dopo Bianco, si è sfilato dalla competizione il movimento civico «Somma al Centro», appunto «ritenendo la campagna elettorale gravemente ed irrimediabilmente falsata».
Mentre le indagini dei carabinieri sulla vicenda proseguono, il Pd ha una decisione da prendere, una scelta che sarà resa nota questa mattina. «Dobbiamo decidere insieme se presentare la lista, che è già pronta – dice il segretario Auriemma – e, se così dovesse essere, scegliere un candidato sindaco che riesca a veicolare simbolicamente una testimonianza di legalità». Nell’attesa della decisione che dovrebbe essere stata presa in una riunione tenutasi ieri sera – e che da alcuni indizi sui social sembrerebbe negativa per gli elettori Pd e per la stessa democrazia – Auriemma non parla però di quanto ha raccontato ai carabinieri, convocato nella serata di mercoledi. «Sono in corso le indagini – dice – io ho soltanto testimoniato quanto accaduto e, dettagli a mia conoscenza a parte, ho spiegato che lo scorso venerdì il mio partito aveva un candidato sindaco e una coalizione che solo due giorni dopo sono stati “decapitati”». In contatto con la Prefettura e impegnato in prima persona a monitorare la situazione, c’è l’onorevole Massimiliano Manfredi (Pd), componente della commissione Antimafia. «Incontrerò il Prefetto nelle prossime ore – spiega Manfredi – e sono certo che si farà garante di un’attenzione massima su Somma Vesuviana». Attenzione e interventi che ha invocato anche un’altra componente dell’Antimafia, la deputata Luisa Bossa (movimento democratico progressista). «Chiedo al prefetto Pagano di intervenire con rapidità – dice l’onorevole Bossa – perché le dichiarazioni di Bianco e del consigliere regionale Mocerino contengono elementi di particolare serietà e fatti molto gravi da accertare prima che vengano depositate liste e candidature». Un punto – quello dell’urgenza di fare chiarezza prima che i candidati presentino le liste – sul quale insiste pure l’onorevole Paolo Russo, coordinatore di Forza Italia per l’area metropolitana. «Dopo le denunce politiche- incalza Russo – ci attendiamo il ricorso alle autorità giudiziarie». Di sospetti e possibili ingerenze criminali fa cenno in una nota Salvatore Ronghi, coordinatore regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità: «Auspichiamo denunce circostanziate – dice – ma è la politica a dover agire, i candidati sindaci a dover garantire un clima trasparente, liste al di sopra di ogni sospetto e impermeabili ai condizionamenti». Oggi è attesa la decisione del Pd, mentre i cinque candidati rimasti già scaldano i motori e frattanto c’è chi tenta di diffondere in taluni ambienti l’ipotesi che le elezioni possano saltare, eventualità quanto mai remota giacché – nonostante l’apprensione e la giusta attenzione di deputati dell’antimafia – non esisterebbe prova che i «condizionamenti» sui quali da alcuni giorni si concentrano i riflettori abbiano a che fare con la camorra. Ma questo, è auspicabile, saranno i risultati delle indagini a dirlo. Somma Vesuviana, Luigi Di Maio in città per il candidato Ciro Sannino: «Le ammucchiate sono sempre pericolose»
E il senatore Sergio Puglia, componente della commissione Antimafia: «Di fronte alle intimidazioni non ci si ritira, una forza politica deve andare avanti a muso duro».
Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio conosce bene la situazione di Somma Vesuviana, ha appreso dai giornali e dai suoi referenti sul territorio del ritiro di un candidato, delle informazioni che esponenti politici hanno affidato al prefetto di Napoli con il quale però non ha parlato. Sa tutto, ma ieri nell’incontro con il candidato cinquestelle Ciro Sannino al Royal Bar di Somma Vesuviana ha preferito concentrarsi su temi nazionali, sul futuro dell’Italia e sulle prossime politiche. «Dovremo mettere al centro la persona e il merito» – dice. Ma un passaggio sulle questioni locali lo fa, glissa sulle presunte intimidazioni ma al punto focale, quello che aveva probabilmente in mente già dall’inizio, ci arriva lo stesso: «Mi dicono di interferenze, del ritiro di un candidato- dice – ma sappiamo tutti che le “ammucchiate” sono sempre pericolose, ovunque e non solo in questa nostra terra». E prosegue: «Quando si costruiscono queste grandi coalizioni, con sei, sette, otto o anche nove liste, poi si devono accontentare i capi bastone di ciascuna di esse. Alla fine magari vincono, ma non possono governare perché saranno sempre ostaggio di queste dinamiche. Il Movimento 5 Stelle ha una sola lista e non prende soldi dalle lobbie del territorio, quelli – e solo se servono – ce li mettono i cittadini con piccole donazioni utili a organizzare eventi come quello di stasera o a diffondere il nostro programma. La politica si può fare con pochi soldi, bastano tante persone».


«Se il Pd di Somma Vesuviana ha bisogno di una mano, noi siamo a disposizione per portare la sua voce in commissione Antimafia – che peraltro ho già informato della situazione – non può esistere che in un Comune come Somma Vesuviana, dopo notizie di intimidazioni, si possa arretrare: i cittadini, anche quelli che votano Pd, devono poter avere i propri rappresentanti. Hanno bisogno di aiuto per fare denunce? Noi non abbiamo paura, siamo per la legalità e possiamo affrontare tutti i tipi di mafia».
I “briganti” sul Velino
Il percorso si fa più irto ma non per questo meno affascinante e avanti ancora, in uno scenario che da rurale diviene alpino.
Terza tappa dei nostri trekker briganti che da ieri hanno lasciato i paesini a valle, partendo da Cartore, dove avevano pernottato, per salire lungo la Val di Fua, percorrendo un ripido sentiero per arrivare al lago Duchessa. Il lago divenne famoso a fine anni 70 per esser stato uno di quei luoghi dove si cercò, dopo falsa segnalazione, il corpo di Aldo Moro dopo il suo tragico rapimento.

Gli escursionisti sono poi entrati nella riserva del Sirente e del Velino, zona di nascondigli di briganti. Cartore era infatti il cuore del loro territorio e nei monti lì intorno si nascondevano quelli più conosciuti. Infatti sulla vetta alla destra del lago, dall’altro versante, è nascosta la grotta dell’oro, famosa perché i briganti vi nascondevano tutto ciò che sottraevano ai malcapitati.

Salendo verso il lago, con il Monte Velino di fronte, hanno affrontato il Malopasso, valico oltre i 1900 m, trovandosi di fronte alla Val di Teve, valle chiusa da ottobre a maggio, per la presenza di diverse frane.

Con un percorso di 1000 m di dislivello e oltre 25 km e sempre in compagnia dei due ferraresi e della ormai mitica bottiglia di vino, i nostri amici chiudono l’anello giungendo nuovamente a Cartore lasciandosi alle spalle il ghiaccio e le cime innevate del Velino.
Oggi riprenderanno il cammino verso i paesini di Rosciolo e Scurcola Marsicana.





