Concorso per Titoli ed Esami per la carica di Sindaco a Volla

Sembra proprio che per Volla non ci sia pace considerando che negli ultimi anni solo un’amministrazione su quattro è riuscita a portare a termine il suo mandato. Il 25 marzo del 1993, con la legge 81, in Italia furono cambiate le modalità di elezione del Sindaco.  Si passò alla cosiddetta elezione diretta da parte dei cittadini. Prima del 1993 il sindaco veniva scelto tra le forze politiche che avevano vinto le elezioni e ottenuto il maggior numero di consiglieri comunali. Volla divenne comune a sé nel 1953, essendo fino ad allora frazione di San Sebastiano al Vesuvio. Per quarant’anni, dal 12 giugno di quell’anno, al 17 giugno del 1993 i cittadini che hanno rivestito la carica di Sindaco sono stati: Scarpato Michele (4 volte) Crinisio Luigi (2 volte), Iorio Antonio (2 volte), Palumbo Davide (1 volta), Perna Tommaso (1 volta). Sono stati, invece, Sindaci FF: Guastafierro Antonio (1 volta), Mignogna Ubaldo (1 volta), Guadagno Federico (1 volta) e Commissari: Crinisio Luigi (1 volta), L. Armogida (1 volta). Dal 1993 in poi i Sindaci del nostro paese, eletti direttamente dai cittadini, sono stati: Navarra Guido (dal 29 giugno 1993 al 30 dicembre 1995 e dal 9 giugno 1996 al 16 aprile 2000); Mastrogiacomo Giovanni Ciro (dal 16 aprile 2000 al 18 settembre 2004); Ricci Salvatore (dal 28 maggio 2007 al 5 maggio 2012); Guadagno Angelo (dal 6 maggio 2012 al 3 marzo 2015); Viscovo Andrea dal 24 giungo 2016 al 30 aprile 2017). Per ben tre volte, poi, gli scranni amministrativi sono stati occupati dai “Commissari” a causa dello scioglimento dei consigli comunali, per infiltrazioni camorristiche (dall’ottobre 2004 al maggio 2007) e per implosione politica (dal marzo 2015 al giugno 2016, e dal maggio 2017 fino alle prossime elezioni, che presumibilmente si svolgeranno nel 2018). Un deja vu, come dire, ci risiamo! Comunque, dopo lo shock iniziale, che ha coinvolto tutta la cittadinanza, attiva politicamente e socialmente, per la prematura fine dell’amministrazione Viscovo, il paese si interroga. Cosa ci sarà dopo la breve esperienza dei “Civici”? A chi i Vollesi affideranno l’amministrazione e lo sviluppo della loro città, dopo che lo scorso anno avevano scelto l’amministrazione che aveva messo al bando i “vecchi partiti”? Quale sarà il prossimo futuro politico-amministrativo del paese che, in Italia, più di qualunque altro, negli ultimi anni ha visto una trasformazione radicale della sua struttura? Intanto. mentre il popolo vollese, che, ricordiamo, “ha sempre ragione” e “decide il suo destino”, si sta interrogando sulla politica locale, gli addetti ai lavori stanno riflettendo per riorganizzarsi in vista della partenza della nuova campagna elettorale. A tal proposito, i luoghi virtuali e reali, le piattaforme più diffuse e frequentate per le critiche passate e le ipotesi future, sono i “Social” da una parte e le sedi dei partiti o movimenti dall’altra. E chi più ne ha, più ne mette! Chi sarà il prossimo sindaco? Quali saranno le future alleanze? Chi vincerà le elezioni? Si leggono proclami, interviste, post, suggerimenti, ipotesi su probabili o improbabili futuri candidati di questo o quel partito. Si vedono foto di gruppi all’americana che “loro ci sono”, di persone scomparse che riappaiono alla vita politica del paese. Si assiste ad un “serriamo le fila”, ad un “volemose bene”, ad un “ritorno nelle parrocchie” di provenienza. Il tutto fino al giorno del giudizio, quello elettorale, ovviamente. In questo bailamme di azioni, idee e propositi come non si può non tenere conto di una “proposta seria” di scelta del prossimo Sindaco attraverso un Concorso per titoli ed esami a libera partecipazione, dal titolo “vinca il migliore”. Una proposta chiara e trasparente, come dovrebbe essere il palazzo di vetro comunale, destinata a durare se, ovviamente, la selezione sarà affidata ad una commissione composta da: un liberista, un comunista, un populista, un economista, un umanista, un urbanista, un amministrativista. Una commissione rigorosamente neutrale, possibilmente fatta da membri sconosciuti e anonimi provenienti ad esempio dalla penisola Scandinava!  

Crack nascosto in cucina, in manette coppia di Brusciano

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I due, una coppia di coniugi di Brusciano, sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti e spaccio. Blitz dei militari dell’Arma di Castello di Cisterna nel Napoletano, contro lo spaccio di stupefacenti. A finire in manette, Antonio Mele, 41enne e Carmela Battinelli, 35enne, incensurata, che nascondevano nella dispensa 155 dosi di crack. I due sono accusati di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. Insieme ai 3 etti di crack, sono stati sequestrati un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Dopo le formalità gli arrestati sono stati tradotti nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli.

I ragazzi dell’I.C. “Sant’Anastasia2” “entrano” splendidamente nella storia del Vesuviano.

  Giovedì 11 maggio, nella sala convegni dell’Istituto Pacioli, i ragazzi dell’I.C. “Sant’Anastasia 2” si sono confrontati con Carmine Cimmino sui temi da lui trattati nel libro “La vita quotidiana sotto il Vesuvio tra l’arrivo di Garibaldi e la morte del brigante Pilone 1860- 1870). La manifestazione è stata promossa dalla Pro Loco “Sant’ Anastasia”.   La conoscenza della storia della città in cui si vive è fondamentale per chi voglia veramente capire il presente, e dunque anche sé stesso: perché è evidente che sul nostro modo di vedere le cose, su alcuni aspetti del temperamento e sui nostri comportamenti influiscono in misura incisiva la cultura e il linguaggio della comunità a cui apparteniamo e la conformazione stessa dell’ambiente, i riti religiosi e civili, il sistema sociale, la struttura urbana, i modi dell’alimentazione. Convinte della validità di questo principio, le docenti dell’I.C. “Sant’ Anastasia 2” Fiorentina Ceriello, Michela De Bernardo e Rosanna De Luca hanno costruito un progetto che consentisse agli allievi delle classi IIA, IIB e IIC di analizzare alcuni aspetti di un tema affascinante:” La gente vesuviana dopo l’unità d’Italia”. Le docenti hanno scelto come testo per la documentazione il libro che Carmine Cimmino ha scritto sulla “vita quotidiana sotto il Vesuvio tra l’arrivo di Garibaldi e la morte del brigante Pilone”, e, dunque, in quel fatale decennio 1860 – 1870 in cui i “vincitori” avviarono la costruzione dello Stato unitario, dimenticandosi colpevolmente non diciamo di risolvere, ma perfino di esaminare i problemi creati dalla monarchia borbonica. Giovedì sera, nella sala convegni dell’Istituto Pacioli, gli alunni dell’ I.C. “Sant’Anastasia 2” hanno incontrato l’autore del libro e gli hanno posto una serie di domande sul tema delle loro ricerche. In apertura, Enrico Cicirelli, Presidente della Pro Loco “Sant’ Anastasia”, che ha promosso l’evento, la prof.ssa Gelsomina Maiello, che è tra i fondatori della “Pro Loco” e ne cura, con appassionata competenza, le attività culturali, Carmen Aprea, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Sant’ Anastasia e la prof.ssa Maddalena De Masi, Dirigente dell’I.C. “Sant’ Anastasia 2”, hanno sottolineato il fatto che il progetto realizzato da docenti e alunni è importante da molti punti di vista: perché apre agli alunni la strada che porta alla conoscenza della storia della loro città, e anche, e forse soprattutto, perché, come ha ricordato la Dirigente dell’Istituto, il lavoro svolto mira a fornire agli alunni un metodo di lettura dei testi e dei documenti, le tecniche dell’indagine storica e quelle del pubblico confronto con gli autori dei libri letti. I ragazzi hanno rivolto a Carmine Cimmino numerose domande, che erano la prova – egli ha detto con una naturale soddisfazione – dell’impegno e dell’acume con cui i suoi interlocutori avevano letto le pagine del libro, tanto da ricavare da alcuni capitoli anche precise tabelle statistiche sulle variazioni degli indici demografici nel Vesuviano. Non possiamo descrivere tutto l’ “interrogatorio” a cui è stato sottoposto l’autore del libro. Ci limitiamo a dire che prima di tutto l’intervistato ha detto ai suoi intervistatori che il libri, la lettura e la riflessione sono i rimedi essenziali e insostituibili contro il bullismo, contro quel culto della violenza fisica e verbale e della volgarità dei modi che mette radici sempre più profonde nella società dei ragazzi e dei giovani. La scuola è chiamata a svolgere un compito storico, a tutelare e a diffondere la conoscenza dei valori veri, e a far capire ai ragazzi che l’ignoranza è, anche nella società globale, la via che porta alla servitù. I Borbone vollero che i popoli del Sud restassero nell’ ignoranza: nel 1861 a Ottajano e a Sant’ Anastasia i cittadini che avevano diritto al voto rappresentavano solo il 2% della popolazione e tra il 1870 e il 1875 nella provincia di Napoli i cittadini analfabeti erano il 65% dei residenti: questo consentì alle famiglie che prima del 1860 avevano controllato il potere nei Comuni del Vesuviano interno di continuare ad occupare le stanze di quel potere anche dopo l’unità d’Italia. Carmine Cimmino ha chiarito, in premessa, che i Piemontesi si comportarono anche nella provincia di Napoli da conquistatori e da “nemici” e che massacrarono cittadini innocenti , come a Somma: “ma questo non ci deve autorizzare a rimpiangere i Borbone”. I ragazzi sono stati colpiti dal ruolo delle donne nella storia del brigante Vincenzo Barone: la sua compagna, Luisa Mollo, che partecipò a molte azioni di “guerra”, amava indossare i pantaloni – caso eccezionale per quei tempi – e la “monaca di casa” Maria Luigia De Luca, che scriveva al brigante biglietti appassionati, era una spia dei Piemontesi, a cui indicò l’ultimo rifugio di Barone. Cimmino ricorda ai ragazzi che la società napoletana è fondamentalmente una società matriarcale, che le donne hanno avuto e hanno un ruolo importante nei clan della camorra, e che la società vesuviana, dopo l’eruzione del 1631, “crea” il primato del culto della Madonna Bruna, a cui è consacrato proprio il santuario di Madonna dell’Arco. “Per non parlare del ruolo delle numerose magare e fattucchiere che imperversavano nel territorio…” dice l’oratore. Il pubblico mostra di non essere stanco, vuole sapere, e Carmine Cimmino promette che se l’inviteranno, verrà volentieri a Sant’ Anastasia a parlare di argomenti che potrebbero suscitare l’interesse dei ragazzi e degli adulti: la vita quotidiana e le feste nelle ville e nelle masserie del territorio, i “viaggiatori” noti e meno noti che hanno scritto del Santuario, e soprattutto la figura di un anastasiano importante, quel Gaetano Miranda che fu un raffinato giornalista nella Napoli della “Belle ‘Epoque”, diresse per due anni “La tavola rotonda”, giornale letterario della domenica, scrisse un malinconico libro su “Napoli che muore” e, infine, fece da segretario a Edoardo Scarpetta. E’ stata una bella “serata”, e  i ragazzi, i docenti e la Dirigente dell’I.C. “Sant’ Anastasia 2” hanno dimostrato quanto sia importante e incisivo il ruolo che la Scuola può svolgere nella promozione della conoscenza del territorio.    

Somma Vesuviana, l’onorevole Massimiliano Manfredi (Pd): «Non presentare la lista è una sconfitta collettiva»

Ieri il segretario cittadino del Pd, Peppe Auriemma, ha diffuso la nota ufficiale con la quale il partito sancisce la sua definitiva rinuncia alla competizione elettorale. Ed è una decisione dei dirigenti locali, poi comunicata al partito. «Ne prendiamo atto con rispetto – commenta il deputato Massimiliano Manfredi, componente della commissione Antimafia – ma è una sconfitta che porta la firma di tutti, giacché al nostro elettorato non potrà essere offerta la scelta di un rappresentante». L’onorevole Manfredi, con l’ormai ex candidato sindaco Peppe Bianco, ci ha parlato pochissime volte prima del ritiro via nota stampa e prima che scoppiasse il «caso Somma». «Ne ho avvertito nitidamente il progressivo stato di preoccupazione – spiega – aggravato poi dalle comunicazioni diffuse dal consigliere regionale Mocerino, leader dell’altra lista con la quale si profilava l’alleanza in un’unica coalizione. Dopodiché ho accolto con rispetto la successiva decisione del Pd di Somma Vesuviana, abbiamo espresso tutti solidarietà ma quella che ha subito una perdita è la democrazia: si tratta di una sconfitta collettiva perché il nostro elettorato non potrà scegliere un rappresentante, ma sarà anche un episodio logicamente unico per la sua eccezionalità». Intanto, l’onorevole Manfredi reitera l’appello a chiunque sia in possesso di elementi o dettagli che aiutino a fare chiarezza sulla difficile situazione creatasi a Somma Vesuviana: «Chi sa, denunci».

I “briganti” scendono a valle.

Dopo l’incontro serale con una coppia di splendidi cinghiali, i nostri indomiti ripartono per la loro avventura che stavolta li porterà più a valle lungo 22 km di terra d’Abruzzo.

Il cammino volge quasi al termine. Ieri gli escursionisti hanno lasciato il cuore delle terra dei briganti e il casale di Anna e Marco, due splendidi ragazzi, disponibilissimi con cui è nata una bella amicizia e tanto da sembrargli di lasciare due persone amiche di vecchia data.

Riprendendo il cammino ad anello intrapreso l’altro ieri, sono saliti verso il Passo delle Forche a circa 1.200 slm. per andare a visitare la splendida chiesa del XI secolo, la chiesa di Santa Maria in valle Porclaneta, splendida costruzione tenuta in ottime condizioni e visitabile grazie ad un servizio di volontariato. La chiesa è praticamente intatta con tutte le sue parti originali, dal lastricato al portone.

Santa Maria in Valle Porclaneta (foto R. Caliendo)

Successivamente sono arrivati a Rosciolo, paesino di circa 200 abitanti, fermandosi lì per il pranzo e per stappare l’immancabile bottiglia di vino! Percorsi i primi 10 km si sono diretti verso paesi più grandi, raggiungendo quindi Magliano dei Marsi, per poi arrivare a Scurcola Marsicana. Non potendo pernottare al casale Le Crete, proprietà di Luca Gianotti, ideatore del Cammino dei briganti, si sono fermati in un b&b, dove hanno incontrato persone gentilissime, con le quali hanno cenato assieme con i loro prodotti locali e terminando il pasto con la mitica genziana originale.

   

Pomigliano, così il Sindaco commenta l’archiviazione della querela contro De Falco

Non ci sono gli elementi per andare avanti con un processo e la querela viene archiviata: sulla decisione del gip del tribunale di Nola non sono mancati i commenti dei protagonisti. “Mi fa piacere che almeno una, tra le tante denunce che ho sporto contro De Falco, sia stata archiviata. Effettivamente, se si sommassero tutte, e i conseguenti eventuali effetti, potrebbe avere davvero guai seri”. Il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, così si esprime sull’archiviazione della querela per diffamazione che aveva presentato contro il consigliere comunale del Movimento cinque stelle Dario De Falco. Il pentastellato, invece, ha usato Facebook per divulgare la notizia e esprimere la sua soddisfazione: “La denuncia del sindaco nei miei confronti è stata archiviata. La satira politica è salva, anche a Pomigliano. La verità e l’onestà trionfano sempre! Andiamo avanti senza paura di raccontare i fatti anche con un pizzico d’ironia”.

Pomigliano, 30 pc rubati in una scuola elementare

La scoperta lunedì, all’apertura della scuola elementare per l’avvio delle lezioni: trenta pc portatili spariti. L’istituto saccheggiato è quello di via Roma. Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione. Con loro anche i militari dell’Arma della sezione Rilievi, che hanno effettuato un sopralluogo più approfondito e si sono occupati di rilevare eventuali impronte. Verosimilmente il furto si è verificato tra la notte di sabato e domenica. I ladri sono entrati da una finestra del piano rialzato e da lì hanno raggiunto il livello superiore. Hanno forzato la porta del laboratorio didattico e hanno fatto incetta dei computer. Sono poi scappati via con una refurtiva del valore di circa 30 mila euro. Un danno ingente per la scuola e, soprattutto, per i bambini, che usano quei dispositivi per l’apprendimento. La scuola non è provvista di telecamere di videosorveglianza, ma è dotata di un sistema di allarme che probabilmente gli autori del reato hanno provveduto a disattivare. L’episodio ha suscitato l’indignazione generale, oltre a risollevare la polemica sulla sicurezza. Spetterà ai carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Domenico Giannini, indagare sul caso.

A Sant’Anastasia le Gen Verde e il linguaggio universale della musica

Una band in continuo movimento, con un messaggio di pace e fratellanza che ha fatto il giro del mondo. Le Gen Verde saranno a Sant’Anastasia per uno dei loro coinvolgenti Live.   La musica, linguaggio universale, può rappresentare più di quello che si pensi. Può raccontare, può unire, può avvicinare pensieri e culture diverse, cercando di imprimere messaggi di solidarietà, in un mondo quotidianamente scosso da orrori e spaccature. Come dicono loro stesse: “Vuoi che il mondo cambi? Incomincia da te”. Sono le potenti voci delle Gen Verde una delle espressioni artistiche del “Movimento dei Focolari”, a sua volta nato da un’ispirazione profetica di Chiara Lubich, la cui vocazione si esprimeva nel 1943 durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. In un momento in cui tutto crollava, in lei nasceva la volontà di portare avanti la fede, e la forza del vangelo. Ed era negli anni sessanta, anni della contestazione, che da questo movimento nasceva una band, nuova e originale, band di donne in costante movimento, pronta ad arricchirsi ogni volta di elementi e nuove voci che decidevano di partecipare ad un coro che professava la bellezza della musica e della pace. Quando proprio la Lubich pensò di regalare ad alcune ragazze, una batteria verde, la band che si stava formando, trovò la giusta ispirazione per il nome. Nascevano così le Gen Verde: Performing Arts Group, band composta da 21 performer internazionali provenienti da 14 nazioni: Argentina, Brasile, Cile, Corea del Sud, El Salvador, Ecuador, Irlanda del Nord, Italia, Malesia, Messico, Panama, Portogallo, Spagna, Stati Uniti. Un punto di forza fatto di talento e uno stile musicale che fonde esperienza continua, presa di viaggio in viaggio. Il gruppo ha alle spalle oltre 1500 spettacoli, una moltitudine di eventi in tutto il mondo, e un totale di 67 album autoprodotti in 10 lingue. Lingue diverse che parlano al mondo di un bisogno unico di fratellanza, diffondendo la cultura della pace, del dialogo, dell’accettazione. «Con i nostri spettacoli vogliamo incontrare le persone, entrare nelle storie, nei vissuti personali fatti di gioie dolori, aspirazioni e lotte -spiega Sally McAllister irlandese manager del gruppo- dare se possibile, speranza, ispirare gesti di fraternità e condivisione. Siamo convinte che solo la fraternità messa in rete, salverà il mondo». Oggi dal gruppo di partenza, si contano 144 tra cantanti, attrici, musiciste, danzatrici, che nel tempo hanno dato vita a diversi spettacoli, fusione di generi, spaziando dai live, al musical, alle attività didattiche e formative rivolte ai giovani, tra workshop e corsi. Di ritorno da un tour in Spagna, e un live a Palermo, il loro concerto acustico sarà anche a Sant’Anastasia. “La vita live” il nome dello spettacolo, sarà ospitato al Cinema Metropolitan, e sarà una selezione di alcune delle più belle canzoni del gruppo in versione acustica. Particolarmente intensi, promettono di essere, i momenti di interazione con il pubblico, per un viaggio musicale nella tradizione, nella contaminazione e collaborazione, per portare avanti un messaggio di unione fraterna che non smette ancora di viaggiare per il mondo.  

San Giuseppe Vesuviano, varato il “governo delle emergenze”: nominati i responsabili delle funzioni di supporto del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile

  Ieri pomeriggio, in aula consiliare, la consegna degli attestati ai volontari aderenti San Giuseppe Vesuviano è tra i primi paesi ad aver destinato risorse e profuso sforzi per l’attivazione istituzionale dei nuclei di protezione civile, a seguito di un elaborato iter amministrativo che ha condotto all’adozione del Piano di Emergenza Comunale, avvenuta nel dicembre 2015, ed all’adozione del regolamento comunale di protezione civile del mese di aprile 2016. Con due recenti decreti sindacali, poi, è arrivata la nomina dei componenti del gruppo comunale di protezione civile e la nomina dei responsabili della funzioni di supporto del Centro Operativo Comunale di protezione civile, preposti alla prevenzione ed alla gestione delle criticità, il cosiddetto “governo delle emergenze”. Ieri pomeriggio, alle ore 16:30, in Sala Consiliare, sono stati consegnati gli attestati di superamento del corso di formazione destinato ai volontari aderenti al gruppo comunale di protezione civile, che sono stati impegnati per due mesi in un corso un corso della durata di due mesi, insieme a formatori della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile Regionale e dell’associazione Radioamatori Europei. I volontari, dunque, saranno impegnati nelle attività di protezione civile sull’intero territorio comunale, contribuendo alla diffusione ed aggiornamento continuo del Piano di Emergenza Comunale. Nel corso dei prossimi mesi parteciperanno ad ulteriori corsi di addestramento, formazione e specializzazione, per essere al servizio delle esigenze di protezione civile del Comune di San Giuseppe Vesuviano e di eventuali emergenze regionali o nazionali. “Abbiamo messo in campo un iter amministrativo che, nel tempo, ci ha consentito di giungere alla nomina dei responsabili delle funzioni di supporto del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile e dei volontari aderenti al Gruppo Comunale di Protezione Civile – sottolinea Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – l’amministrazione che mi onoro di rappresentare ritiene indispensabile, in un territorio che presenta un elevato livello di rischio e criticità, adottare tutte quelle misure preventive che possono risultare decisive per salvare vite umane nel corso della gestione di emergenze di vario genere”.

Somma Vesuviana, veleni ed esposti anonimi contro Pasquale Piccolo che reagisce: “I cittadini sapranno tenersi lontano dai lupi”

  Una sedicente associazione che si attribuisce il nome fantasioso di  “Il cittadino onesto” e il cui presidente si firma Egidio Capasso, ha fatto pervenire al commissario prefettizio di Somma Vesuviana, alla Procura, ai carabinieri e al comando vigili, un esposto in cui si accusa il sindaco dimissionario Pasquale Piccolo di aver realizzato una costruzione abusiva. Il candidato sindaco Piccolo che si ripresenta agli elettori con tre liste (la sua L’Aurora, Onda Bianca e Noi Sud), reagisce con un appello dai torni forti ai cittadini, smentendo categoricamente il contenuto della lettera. “Cittadini, attenti” – mette in guardia l’avvocato Piccolo, che prosegue: “Pensavo dopo tutti gli attacchi che indebitamente ho già subito, di restare fuori da questa gogna mediatica, ma mi sbagliavo! Sono stato destinatario di una missiva dalla quale si evincerebbe falsamente che mi sarei reso “autore” di un abuso edilizio. Premesso che mi riservo, ove mai ce ne fosse bisogno, di esibire nelle sedi opportune tutta la documentazione atta a SMENTIRE in modo clamoroso quanto nella stessa sostenuto, mi addolora prendere atto dell’ oscurantismo politico che stiamo vivendo perché mi fa riflettere su quello che potrebbe diventare la mia città. IO MI FIDO DI VOI! So che saprete tenervi lontano dai lupi che sono sempre in agguato per divorare la città.  Forze sane sono presenti sul territorio e non sono l’unico a rappresentarle. RIFLETTIAMO e RESISTIAMO! IO CI SONO!!!” Il già sindaco Piccolo, coinvolto suo malgrado in questo clima velenoso da campagna elettorale infuocata prima ancora di entrare nel vivo, si è riservato dunque di denunciare nelle sedi deputate ma si dice pronto a rispondere a tono ad ogni attacco, da chiunque provenga.