“CulturalArt Fest”, la rivista Cultura A Colori si presenta alla Casina Pompeiana di Napoli

Si è tenuta ieri, giovedì 13 luglio alla Casina Pompeiana, nella Villa Comunale di Napoli, Riviera di Chiaia, la prima edizione del “CulturalArt Fest”. L’evento patrocinato dal Comune di Napoli, è stato ideato ed organizzato nell’ambito della presentazione del quarto numero della rivista cartacea “Cultura A Colori”, che nasce in Campania, ma ha una distribuzione nazionale. Il CulturalArt Fest si è diviso in vari momenti. Quello artistico ha visto protagonisti i fotografi Juna e Marco dell’associazione culturale Oxeia, che hanno presentato per la prima volta al pubblico la loro mostra “Analfabetismo Emotivo”. Non sono poi mancati gli interventi musicali. Prima un dj set, quello di Mauro Lanzieri di Radio Onda Music (che ha anche trasmesso in diretta l’intero evento) e poi quello live di Aged Teen, alias il musicista Dario Guarino. Gli ospiti hanno potuto godere anche del buffet organizzato da gnamgnamstyle.it di Grazia Guarino e Maria Consiglia Izzo, con l’adesione di Sfogliatelab, La Vela Beach Club e Cafè Milu. Presenti inoltre, anche le giovani modelle della Fashion Models di Pina Fiorucci. Tante le foto scattate dal fotografo ufficiale dell’evento Andrea Carlino. “All’uscita di un nuovo numero di Cultura A Colori, organizziamo un evento di presentazione che rispecchi in pieno quello che è il nostro giornale” ha spiegato il direttore, Sonia Sodano. “Questa volta abbiamo pensato ad una festa culturale, dove varie arti si possano incontrare, trasmettendo al pubblico emozioni.” La serata presentata dalla giornalista Roberta D’Agostino, ha visto l’intervento del Presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli e vari interpreti del mondo dello spettacolo e non solo, come: l’attrice di made in sud Maria Bolignano, la cantante Francesca Rondinella, il musicista napoletano Giosi Cincotti, l’attrice e cantante Anna Capasso, l’attore Diego Macario, la presidente dell’Associazione Megaride Maria Girardo ecc…

Boscoreale, incendio del Vesuvio. Sindaco e assessore all’ambiente fanno il punto

Cessata la fase di massima allerta originata dall’incendio della pineta del Vesuvio, interviene il sindaco Giuseppe Balzano che commenta “Qualcuno, sui social, strumentalmente ha voluto alimentare sterili polemiche dubitando della nostra azione e impegno, tentando di addossarci presunte inadempienze, a loro dire, per mancata comunicazione con la città. Ciò non è vero. Nella giornata di martedì, momento di maggiore emergenza, attraverso i nostri canali d’informazione istituzionale, abbiamo dato puntuale e tempestiva comunicazione alla cittadinanza, rassicurando che non c’era, come non c’è mai stato, alcun pericolo per il nostro territorio. La nostra attenzione è stata ed è tuttora massima anche attraverso costanti contatti con i vertici di tutte le istituzioni coinvolte. Per fortuna questo territorio, nella parte che si estende verso il Vesuvio, non è stato coinvolto dall’incendio, anche se abbiamo avuto il disagio derivante dalle esalazioni dei fumi sprigionati che però hanno interessato tutti i paesi della cintura vesuviana e non solo, oltre che il capoluogo. Martedì, invece, abbiamo avuto un’emergenza a seguito di un incendio divampato in una proprietà privata di via Settetermini, prontamente domato, prima dell’intervento dei vigili del fuoco, dalla tempestiva azione degli operatori della SMA Campania, della GESAM espurghi, che ha messo a disposizione propri mezzi, e dal personale del corpo di polizia locale, ai quali va il mio ringraziamento”. Sulla questione interviene anche l’assessore all’ambiente Luca Giordano, che spiega “In questi terribili giorni, quale delegato all’ambiente, d’intesa con il sindaco Balzano, sono stato attivamente presente, notte e giorno, accanto ai sindaci di Boscotrecase e Terzigno, in ogni fase di gestione dell’emergenza provocata dall’incendio della pineta del Vesuvio che ha interessato il nostro versante”. Nello specifico delle attività svolte, l’assessore Giordano ricorda l’incessante ed encomiabile azione di quanti hanno contribuito allo spegnimento dell’incendio “Un plauso e un particolare ringraziamento vanno ai vigili del fuoco, alla protezione civile, ai carabinieri forestali, alle altre forze dell’ordine, ai tanti volontari e agli operatori della SMA Campania, che ha una sede operativa sul nostro territorio, per l’eccellente lavoro svolto, correndo anche dei rischi nell’affrontare le altissime fiamme. L’attività di questi ultimi si è concentrata a guardia della cava Sari per arginare le fiamme ed evitare ogni pericolo d’incendio dell’invaso stracolmo di rifiuti, che altrimenti avrebbe comportato un ulteriore disastro ambientale senza precedenti. Quelli appena trascorsi sono stati giorni terribili, l’emergenza non è ancora cessata, ma posso affermare che Boscoreale non ha mai corso alcun concreto rischio”.  

Pollena Trocchia. Domani appuntamento con la festa dell’estate

L’evento è organizzato dall’associazione Le Cinque vie in zona Musci. È fissato per domani, sabato 15 luglio, l’appuntamento con la Festa dell’Estate, manifestazione ludica e ricreativa organizzata dall’associazione onlus “Le Cinque Vie” nella zona a valle di Pollena Trocchia, precisamente nell’area antistante alla chiesa in legno di via Calabrese, in località Musci. Qui, a partire dalle ore 19:00, prenderà il via la festa, con l’inizio dell’animazione e della musica. Le esibizioni di Biagio Cipolletta e di Franco Teramo terranno compagnia e divertiranno i partecipanti a quella che vuole essere la prima edizione di un evento che si propone di diventare un appuntamento tradizionale per il territorio. Pizze, bibite e cocomerata finale rappresenteranno invece l’offerta gastronomica. L’associazione “Le Cinque Vie”, nata recentemente ma che si sta già facendo conoscere in paese, invita tutta la comunità locale alla partecipazione. “Il nostro impegno volto a costruire un paese senza periferie passa anche dal sostegno che offriamo a momenti di incontro, socializzazione e divertimento che animano le varie zone di Pollena Trocchia, proprio come nel caso della festa messa in programma dall’associazione “Le Cinque Vie”, che ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione Comunale” ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. “Sarà un momento di festa, che servirà anche a portare un po’ di distrazione in un momento difficile per tutto il territorio vesuviano” ha concluso Pinto.

Gli incendi senza coscienza.

Interroghiamoci dopo le tragedie di questi giorni Su quale coscienza pesano gli incendi del Vesuvio e delle altre terre ? In quale animo si trova la vile determinazione di uccidere l’ambiente in cui si vive ? Forse dove si è nati ? Su quella di tutti. Perché non abbiamo più rispetto per le nostre storie , per le nostre radici. Perché abbiamo smesso di credere che le nostre origini potevano portarci verso il futuro. Nessuna retorica, nessuna assoluzione. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Nella partita più avvincente e complessa degli ultimi anni – quella dell’ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici ,della tutela del patrimonio naturale ed artistico – invece di giocarcela da protagonisti, fino in fondo, abbiamo scelto lo spogliatoio oscuro. Non il campo aperto della sfida per la vittoria, ma la retroguardia inoffensiva e silenziosa. Abbiamo assistito all’emergere di cialtroni,furbi,speculatori,senza pensare che potevano fare del male. E lo hanno fatto. Lo rifaranno. Bisognava essere vigili e invece andiamo verso l’autodistruzione. Possiamo darci una prova di appello. L’ambiente è il bene più prezioso che abbiamo.Solo grazie ad un contesto tutelato, protetto,socialmente efficace sopravviveremo. Leggi, princìpi generali,carovane, cortei ci coinvolgono, ma poi pensiamo al domani. Alla lunga teoria di cose che catturano le persone per bene. La coscienza si abbandona alla quotidianità.Il senso civico che declama la denuncia diventa opaco. A Napoli, come in Sicilia, in Calabria. I criminali o dementi,sono tra noi. Nel consesso dove sono sempre stati. Erano anche tra i nostri avi che le terre le hanno difese, da soli contro ogni malvagità.Credevano più di noi. Riposano in pace con la propria coscienza.

E noi Vesuviani credevamo che il Vesuvio ci avesse liberati dalla paura del fuoco…

La “catastrofe” ci ricorda la natura sociale del fuoco e del suo corteo di valori positivi e di paure. Il particolare rapporto dei Vesuviani con la lava del Vesuvio. L’incendio ancora in corso è un complesso capitolo di storia sociale, in cui la Natura vesuviana risponde ai nostri oltraggi, più che con le fiamme, con i vapori e le colonne di fumo. Diceva Bachelard che il fuoco è da sempre una realtà più sociale che naturale: da quando Prometeo lo rubò agli dei per donarlo agli uomini, e per far sì che gli uomini diventassero come gli dei. E aggiungeva che questo mistero noi l’avvertiamo anche quando osserviamo la fiamma che cuoce una bistecca. Il fuoco che cuoce il cibo avviò, secondo Lèvy- Strauss la storia della civiltà, e il fuoco del focolare ispirò l’arte del racconto, perché, diceva sempre Bachelard, è come dotato di virtù ipnotiche e perciò sollecita il vagare dell’immaginazione: il tema lo trattarono, da punti di vista diversi ma con esiti analoghi, Verga in “Nedda”, D’ Annunzio nel “Fuoco” e Italo Calvino nel “Sentiero dei nidi di ragno”. Epico e tragico, nello stesso tempo, è il pianto di Scipione Emiliano mentre contempla dall’alto Cartagine che brucia tra le fiamme appiccate dai Romani vittoriosi: piange, il generale della vittoria, perché in quelle fiamme “vede” il presentimento di altre fiamme, quelle che un giorno divoreranno anche Roma. Il fuoco che chiude capitoli di storia e ne apre nuovi è un tema frequente non solo nella letteratura – mi piace ricordare gli “Inni alla Notte” di Novalis–, ma anche nella storia delle religioni: il dio Mitra consacra la funzione purificatrice del fuoco, e il Cristianesimo vede le fiamme come strumento del tormento estremo. Anche la paura del fuoco ha una dimensione sociale, perché si condensa e si coagula intorno a palazzi e a città.Racconta Plutarco che Licinio Crasso, il più ricco dei Romani, aveva ammassato immensi tesori grazie non solo alle guerre, ma anche con l’acquisto, per pochi soldi, di palazzi crollati o incendiati: crolli e incendi erano “divinità romane della morte, affini e conviventi”. E Giovenale chiedeva agli dei che lo facessero vivere in una città “dove non scoppia mai un incendio, dove non si sperimenta l’angoscia notturna”. E i soldati che scrivono ai famigliari dai campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, per indicare i proiettili dei nemici, usano quasi sempre l’immagine del “fuoco”. Noi Vesuviani abbiamo, del “fuoco” del Vesuvio, un’idea e un sentimento complicati. Alla base c’è, ovviamente, la paura della lava “vomitata” dal vulcano e della cenere infuocata, che distruggono la vita, la vegetazione, le cose. Ma la Serao e Ada Negri notarono, durante l’eruzione del 1906, che i contadini ottajanesi sapevano muoversi sotto la pioggia di lapilli e quelli di Terzigno e di Bosco conoscevano il percorso che avrebbe fatto la lava, e credevano che quel fuoco, prima di diventare pietra – un altro “mistero” vesuviano – avrebbe reso più fertili le zolle dei vigneti e degli orti, e dato sapore e profumo particolari all’olio e al vino, e cancellato “le fatture cattive”, togliendo potere alle fattucchiere. Durante l’eruzione del 1871 alcuni “turisti” si avvicinarono troppo alla lava che si muoveva lungo l’Atrio del Cavallo e vennero sepolti, scrisse Palmieri, “dall’igneo torrente” sgorgato all’improvviso da una fenditura del suolo. E intanto, la sera, sul lungomare di Napoli, si radunavano i napoletani per godersi lo spettacolo del Vesuvio che eruttava fuochi naturali più belli di quelli artificiali: e coloro che davano in affitto sedie e vendevano “franfellicchi” facevano affari d’oro. L’altro ieri, dai “social” si è levato un coro di male parole contro una coppia di sposi e i loro amici che, proprio su quel lungomare, si facevano selfie con il Vesuvio in fiamme alle spalle. Questo incendio del Vesuvio è un capitolo di storia sociale. Abbiamo avvertito la paura che nasce dall’impotenza: martedì, dal lato di Ottaviano, i vapori si gonfiavano e si fondevano in una sola cortina di fumo, e la sera si sono sprigionate dalla nebbia, alte e violente, le lingue di fuoco. Piovevano cenere e frammenti di legno: si cercavano notizie e informazioni certe, i “social” alimentavano la lava di chiacchiere grottesche e di “bufale”. La paura aveva un odore particolare: come di plastica bruciata, un acre lezzo che scorticava la gola, e pungeva il petto nello sforzo del respiro. Questo capitolo comprende il paragrafo dedicato a coloro che hanno “dato una mano”, realmente, e senza sosta, e senza piazzarsi davanti alle telecamere. C’è il capitolo serio delle responsabilità, c’è il nugolo di frecce che si abbatte sul Presidente dell’Ente Parco e lo riduce peggio di San Sebastiano, ma non credo che tutta la colpa sia solo sua. C’è spazio per tutti: per ministri, per giornalisti a cui non pare vero parlare male di Napoli, per certi napoletani che ce la mettono tutta per farsi parlare addosso dai “lombardi”, per sindaci eroi e semidei, e per il loro variopinto corteo di giannizzeri incapaci di rinnovare il repertorio e di adeguarlo alla circostanza eccezionale. Ma il protagonista è solo lui, il Vesuvio: alle offese degli uomini ha risposto ironicamente, rimandando in faccia a noi tutti i nostri oltraggi e inviandoci, tra cortine di fiamme, segnali di fumo. Chi sa cosa vogliono dire. La paura ha la forma di quelle colonne di vapori. Le fiamme, alla fine si spengono: i vapori, invece, si dissolvono nell’aria, e entrano nel nostro respiro.  

Scisciano, si conclude la prima edizione della rassegna teatrale “Liber.Arti”

Dopo il grande interesse suscitato dalle precedenti serate, con le rappresentazioni teatrali che hanno visto diverse compagnie campane esibirsi sul palco dell’interessante rassegna teatrale, la serata conclusiva, che inizierà alle ore 21.00, sarà interamente dedicata all’arte, alla cultura e alla musica.

Sulle affascinanti atmosfere del palco di Piazza Santa Maria della Cuna a Scisciano, tra i tanti illustri ospiti della serata – vere eccellenze nei rispettivi campi della realtà partenopea –  la scrittrice Anna Bruno che presenterà il suo ultimo lavoro editoriale “I Fantasmi di Giulia” accompagnata dal suo relatore Antonio Masullo.

Per la sezione musicale, l’esibizione della cantante Maria Ambrosino che proporrà alcuni brani del suo repertorio.

L’originale e ricca serata vedrà inoltre la rappresentazione di alcuni sketch della Compagnia Teatrale CTO.

Suggestivo, inoltre, lo spazio della rassegna dedicato all’arte pittorica con le opere della pittrice Maria Esposito esposte sul palco, ma anche la rappresentazione dei bellissimi abiti a cura della stilista Maria Russo.

Uno dei momenti più significativi della rassegna “Liber.Arti” sarà senza dubbio, il momento della premiazione con la consegna dei rispettivi premi alle compagnie che si sono esibite durante la rassegna teatrale: ” Nuova Proposta” di Ponticelli – “I che brutta Figura ” di Marigliano – ” Corpus Domini ” di Gragnano –  ” la valigia dell’attore ” di Visciano.

Infine, ospite della serata l’ottima speaker di Radio Antenna 1 Mary J.

“E’ un progetto che da tempo avevamo in mente – dichiara Michele De Falco Iovane della compagnia teatrale “Menaechmi”  – riuscire a portare qui a Scisciano le nuove realtà teatrali campane. Ma abbiamo fatto anche di più,  siamo riusciti ad organizzare una serata nella quale si potessero ammirare anche altre eccellenze del nostro territorio, nell’ambito della musica, della cultura, dell’arte. Insomma – conclude Michele De Falco Iovane – un evento sicuramente pieno di tanti spunti molto interessante da offrire a chi verrà a prendere parte alla serata”.

Emergenza incendi. La Gori crea punti straordinari di fornitura idrica

Struttura ad hoc a supporto degli enti coinvolti   Al fine di supportare le attività di spegnimento degli incendi che purtroppo stanno interessando diverse aree del territorio campano ed in particolare l’area del Vesuvio, GORI sta fornendo massimo supporto agli enti impegnati in prima linea (Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e Amministrazioni comunali), grazie ad una struttura interna che prevede l’impiego sul campo di oltre 50 tra tecnici e operai impegnati al momento nei Comuni di Torre del Greco, Trecase, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma, Boscotrecase, Terzigno, Ottaviano e Pollena Trocchia. Lo stato di emergenza rende necessaria la realizzazione di punti di prelievo dell’acqua straordinari ed improvvisi nella zona della cinta alta del Vesuvio, in particolare dove le fiamme sono più vicine ai centri abitati, utili sia per lo spegnimento degli incendi che per il lavaggio delle strade, necessario per evitare il propagare delle fiamme. L’azienda sta inoltre provvedendo all’invio di autobotti nei luoghi di maggiore criticità ed ha fornito bocche antincendio per consentire il proseguimento degli spegnimenti del fuoco da terra nelle ore notturne, durante le soste dei canadair. I tecnici GORI stanno supportando allo stesso tempo anche i Comuni di Corbara e Vico Equense, alle prese con un altro fronte di incendio. “E’ un’azione doverosa dalla quale non ci tiriamo indietro, anche perché la tutela dell’ambiente è uno dei nostri principali obbiettivi, ma qui c’è ancor di più perché in gioco ci sono vite umane, fabbricati coltivazioni. Proseguiremo la sinergia con tutti i soggetti preposti, ai quali diamo atto di un impegno straordinario, fino al termine dello stato di emergenza” – spiega il presidente di GORI, Michele Di Natale. “Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione dell’emergenza, sperando che sia risolta nel più breve tempo possibile. Abbiamo deciso di costituire una struttura interna dedicata alla problematica incendi al fine di avere la massima tempestività ed efficacia nelle azioni di supporto ai soggetti impegnati in prima linea nelle attività di spegnimento” – conclude l’amministratore delegato di GORI, Claudio Cosentino.

Emergenza roghi: aggiornamento dal Centro Operativo Comunale di Protezione Civile

Il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, impegnato nel monitoraggio costante delle criticità in corso, conseguenti all’incendio di vaste proporzioni che sta interessando il Parco Nazionale del Vesuvio, rende noto che: –       a seguito della riunione intercorsa nelle primissime ore della mattina, il coordinamento aereo regionale unificato ha disposto l’uso continuo di tre aerei Canadair, attivi dalle ore 5:30 ed impegnati nello spegnimento dei roghi presenti nel territorio del Parco, con il supporto di elicotteri per interventi mirati; –       i roghi che hanno interessato direttamente il territorio del Comune di San Giuseppe Vesuviano continuano ad essere collocati ad altezze superiori ai 500 metri s.l.m., sono contenuti ed in fase di spegnimento. I danni, seppur allo stato attuale non completamente constatabili, sono ridotti; –       quanto alle esalazioni di fumo e cenere, prodotti della combustione dell’incendio in corso, si è riscontrato un ulteriore sensibile miglioramento rispetto alle ore serali di mercoledì 12 luglio, e, di conseguenza, è stata disposta l’interruzione dei presidii sanitari straordinari e della distribuzione di maschere anti-fumo; –       la Polizia Municipale continua ad essere disponibile al numero 081.828.52.34 per segnalazioni di emergenza; –       in forza di ordinanza sindacale contingibile ed urgente, i cittadini di San Giuseppe Vesuviano sono ancora invitati, in via precauzionale, a tenere chiusi gli infissi di abitazioni, esercizi commerciali ed attività industriali, nonché ad evitare spostamenti sul territorio che non siano urgenti ed improcrastinabili. La sala del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile sta continuando a monitorare la situazione e seguirà con estrema attenzione l’evolversi degli eventi. Nelle prossime ore Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, e Santino Ranieri, coordinatore della Protezione Civile, con il supporto di tutti i componenti del C.O.C., procederanno alla rivalutazione complessiva dello stato di emergenza ed all’adozione dei conseguenti provvedimenti.

Incendi: Mocerino, in Commissione audizioni per accendere riflettore su ruolo criminalità organizzata

  “Il dramma degli incendi merita risposte immediate e tempestive. E’ l’ora della soluzione del problema poi bisognerà interrogarsi sulle evidenti inefficienze del sistema e lavorare perché siano individuate le responsabilità. In campo ci sono delinquenti senza scrupoli”. Lo dice in una nota Carmine Mocerino, presidente della Commissione Speciale Anti Camorra e Beni confiscati della Campania. “Sentirò i colleghi della Commissione e organizzeremo delle audizioni per ascoltare i Sindaci, le associazioni e tutti quelli che potranno dare un contributo. Bisogna accendere un riflettore sugli interessi della criminalità organizzata. Lo faremo, come sempre, in sintonia con le attività delle autorità inquirenti” conclude.

Esercito pattuglia il Vesuvio, bloccati accessi al Parco Nazionale

 La zona viene pattugliata assiduamente dall’esercito, che sta cercando di bloccare eventuali azioni di nuovi piromani. “La scorsa notte abbiamo bloccato tutte le vie di accesso al Parco Nazionale e stiamo pattugliando assiduamente il territorio per segnalare nuovi roghi e individuare e bloccare eventuali piromani”. E’ quanto ha dichiarato in un’intervista all’Ansa il maggiore Carlo Bianchi, comandante del II gruppo tattico Terra dei Fuochi dell’Esercito, dallo scorso primo luglio al lavoro con 48 uomini e quattro mezzi tattici sulle pendici del Vesuvio. Ieri il ministro Galletti ha annunciato una rimodulazione degli interventi: possibile un incremento del numero dei militari.