San Giuseppe Vesuviano, al via gli interventi di manutenzione stradale

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Iniziati stamattina i lavori di riqualificazione dei manti stradali di numerose vie della cittadina vesuviana.   Dopo il maxi restyling che ha coinvolto moltissime arterie stradali cittadine, oltre cinquanta completamente riasfaltate secondo criteri tecnici moderni e di elevata qualità, al via il nuovo piano grazie al quale saranno effettuati numerosi nuovi interventi di manutenzione, tesi a garantire una viabilità sicura e senza rischi. In base al piano di intervento elaborato dai tecnici dell’Ente di piazza Elena d’Aosta,  in virtù delle linee guida dettate dall’Amministrazione comunale, si procederà alla riqualificazione di intere porzioni stradali, archiviando, di fatto, l’obsoleta tendenza di procedere esclusivamente a rattoppi occasionali di buche e dislivelli. Sono iniziati, dunque, questa mattina, i lavori che coinvolgeranno, nei giorni a seguire, via delle Camelie, via Martiri di Nassiriya, via Vecchia Nappi, via Passanti (incrocio via Aielli), via XX Settembre (incrocio via Passanti), via Mattiuli e via Muscettoli (incrocio via Martiri di Nassiriya). “La città di San Giuseppe Vesuviano è stata abituata per lunghi anni ad interventi occasionali e sporadici, risultati, tecnicamente, non idonei a garantire la presenza di un fondo stradale agevolmente percorribile dai veicoli – sottolinea Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – la programmazione messa in campo, invece, ci consentirà, in due distinti lotti, di proseguire nel restyling delle strade cittadine, riasfaltando ulteriori tratti stradali, che si sommano a quelli già oggetto di intervento”.   (Fonte foto rete internet)

Pollena Trocchia, malumori nella maggioranza Pinto

A poco meno di un anno dalle amministrative, scricchiola la maggioranza Pinto. Manca poco più di un anno alle amministrative del dopo Francesco Pinto che, per due mandati, è stato eletto sindaco di Pollena Trocchia.  In questi ultimi giorni però nei corridoi del palazzo comunale è palpabile la tensione  tra il primo cittadino e alcuni consiglieri, da sempre suoi fedelissimi.La questione che sta surriscaldando i banchi della maggioranza è la richiesta di un rimpasto di giunta . Al momento, però,  pare che il sindaco Pinto non riesca a fare sintesi con tutta la squadra che lo sostiene.

Lettera in redazione. Sindacatura Di Sarno: prodromi fascisti in salsa vesuviana?

Lettera di critica verso la politica e la stampa da parte di un cittadino.   Cara Direttrice, da quel poco che ho potuto osservare nel corso del primo consiglio comunale dell’era Di Sarno, credo di poter affermare, aimè, che tale consiliatura nasca sotto cattivi auspici. In quell’aula affollata, calda e sudaticcia, ho – purtroppo – assistito ad un paio di episodi, per così dire, estranei al dibattito politico, che delineano il profilo dei personaggi eletti ma anche la passività, o remissività, della stampa. Ho assistito a due gravi battibecchi tra due consiglieri comunali (di cui non conosco il nome) e due giornalisti; ho potuto constatare che anche piccole cariche elettive sono capaci di attivare il virus del delirio di onnipotenza. Ho assistito ad un tentativo di aggressione nei suoi confronti, direttrice, da parte di uno spettatore-cittadino che con un atteggiamento minaccioso l’ha apostrofata. Prodromi fascisti in salsa locale con specificità vesuviana? Non so; non ho gli strumenti per affermarlo con certezza. Però, direttrice, una reazione forte, per iscritto, da parte sua, sarebbe stata auspicabile; me la sarei aspettata. Chi si occupa di giornalismo deve difendere ogni giorno il delicato diritto di cronaca, chi scrive dai nostri territori deve tutelare la libera informazione, non deve mai arretrare di fronte a mediocri figuri che con azioni temerarie e toni minacciosi praticano violenze e intimidazioni. La democrazia si difende ogni istante senza arretrare mai di un solo millimetro; stare zitti non si può, fiancheggiare non si deve, reagire sempre è necessario. Saluti, Franco Russo ————————————————————- Risponde Carmela D’Avino Gentile sig. Russo, la ringrazio per l’attenzione che ci ha voluto dedicare. Ha ragione: un consigliere di maggioranza (Giuseppe Nocerino) ha avuto un battibecco con una nostra giornalista e io sono stata aggredita da un tale che poi ho saputo essere il padre della consigliera comunale Luisa Carmen Feola,  con la quale stavo discutendo. Se dovessi leggere come fatto personale questo inizio di percorso amministrativo del sindaco Di Sarno, ci sarebbe da preoccuparsi. Diciamo che la serata calda e il contesto non hanno infuso la necessaria serenità a coloro che, forti del mandato popolare, rappresentano le istituzioni e in quanto ciò, dovrebbero manifestare la consapevolezza di stare a svolgere un ruolo delicato, in uno spazio sociale e politico animato da molti attori, e in cui i giornalisti svolgono una funzione importantissima. Non voglio assolutamente giustificare nessuno, né tantomeno assolvere me e il giornale che dirigo per la mancata presa di posizione di cui lei mi accusa. Anzi, ne prendo atto e ne faccio tesoro; ha ragione, non bisogna mai abbassare la guardia né lasciarsi sopraffare dalla stanchezza. Il diritto di cronaca e la libertà di informare meritano di essere difesi e rivendicati ogni istante, nei confronti di chiunque e in qualunque situazione. Colgo l’occasione per ringraziare il sindaco Salvatore Di Sarno e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Sommese che sono intervenuti in mia difesa rassicurandomi che tali episodi non si sarebbero più verificati. «Mai più» – ha detto testualmente il sindaco, ed è lo stesso sindaco che ha fisicamente evitato degenerazioni ulteriori fuori dall’aula. Il diverbio tra la nostra giornalista (Daniela Spadaro) e il consigliere Nocerino nasceva da una circostanza precisa: il consigliere ha chiesto alla collega di allontanarsi dai banchi del consiglio comunale, arrivando persino a invocare l’intervento dei vigili urbani, senza prendere in considerazione il fatto che l’aula consiliare di Palazzo Torino non ha spazi dedicati alla stampa, che un giornalista non può avere dinanzi il pubblico perché deve non solo ascoltare ma anche guardare e fotografare o eventualmente riprendere. La collega non ha ritenuto di dover esasperare toni e animi creando un «caso» perché ritiene – parole sue – di saper ben dimostrare la sua correttezza semplicemente con un’arma, quella del suo mestiere: la penna. Quanto a tutti noi, ricevute scuse e rassicurazioni dalle massime cariche cittadine, non stiamo certo arretrando. Anzi. Il nostro lavoro si difende soltanto così: pretendendo rispetto e continuando a fare il nostro dovere. La ringraziamo di cuore. Carmela D’Avino

Scacco alla camorra, preso reggente del clan Polverino

Giuseppe Simioni, attuale reggente del clan Polverino, è stato catturato a Roncione, nel Viterbese. Era tra i 100 latitanti più pericolosi. Giuseppe Simioli, 50 anni, ritenuto l’attuale reggente del clan camorristico dei Polverino, è stato catturato a Ronciglione, nel Viterbese, grazie a un’operazione dei carabinieri di Napoli in collaborazione con i cacciatori di Calabria e i militari della locale stazione. Era tra i 100 latitanti più pericolosi. Originario di Marano di Napoli, e detto “Petruocelo”, Simioli è stato tradito da uno spostamento. E’ stato fermato, infatti, dopo essere uscito da un’abitazione dell’agro romano per raggiungere un nuovo nascondiglio. Latitante dal maggio 2011, è destinatario di quattro ordini di cattura. L’operazione è tuttora in corso con una perquisizione nella villa di Campagnano di Roma, dove si nascondeva, per accertare le responsabilità di eventuali fiancheggiatori. Simioli da anni conduceva una doppia vita, mantenendo moglie e figlio a Marano di Napoli, ma tenendo in piedi una relazione con una donna ispano-brasiliana dalla quale ha avuto due figli.

Vesuvio basta fiamme: vesuviani in piazza per il piano di emergenza

Centinaia di attivisti provenienti dai Comuni Vesuviani, ma anche da diverse parti della Provincia e della Regione, ieri  alle 17 si sono incontrati in piazza Matteotti a Napoli per la manifestazione “Vesuvio: Basta Fiamme!”. L’emergenza incendi che ha devastato il Parco Nazionale del Vesuvio nei giorni scorsi e ancora interessa la Campania, e la relativa gestione della stessa ha spinto gli attivisti a mobilitarsi per esigere dalle Istituzioni preposte un efficace piano di prevenzione, pianificazione del rischio e gestione delle emergenze relative ai disastri naturali ed artificiali, in tutta Italia, come incendi, eruzioni, esondazioni, alluvioni etc. “L’emergenza incendi sul Vesuvio – ha detto Clementina Sasso, attivista, astrofisica ed esperta di vulcanologia – ha messo in luce l’inefficienza dei piani di gestione delle emergenze. Ora che i roghi sono stati domati, si pone il problema delle alluvioni: molti nostri concittadini che abitano sul Vesuvio oggi non hanno potuto partecipare perché temono di lasciare le proprie case per il rischio frane a causa del mal tempo”. “Affinché non ci troviamo nuovamente impreparati di fronte a nuove calamità che potrebbero ripetersi, con conseguenze ancora più gravi – ha aggiunto Ciro Teodonno, giornalista e attivista – chiediamo al prefetto piani di protezione civile, di pianificazione del rischio e gestione delle emergenze”. Tra le associazioni presenti: il Comitato Mo’ Basta di Torre del Greco presieduto dall’avvocato Patrizia Di Donna, l’associzione Mamme Vulcaniche, l’associazione Je so’ pazzo, delegazioni da Salerno, Acerra, Giugliano e diversi altri Comuni. A ritmo di balli popolari e tammorra, i “figli del Vesuvio” da piazza Matteotti hanno percorso via Medina e via San Carlo diretti alla Prefettura piazza Plebiscito . Questi i punti della istanza da consegnare al prefetto di Napoli: La verifica dell’esistenza in tutte le città dei piani di protezione civile e degli uffici preposti e, nel caso di inottemperanza una data entro cui realizzarli, pena la decadenza del Sindaco e della Giunta; che questi stessi piani siano portati a conoscenza della cittadinanza con opportuna diffusione e messa in prova in tempi di quiete con esercitazioni e attraverso un dialogo continuo e costante con la popolazione; che sia chiara divisione dei compiti – anche con l’introduzione di pene – e coordinamento tra tutti gli enti: cosa compete ai sindaci, cosa alle regioni, cosa ad altri attori (ad esempio il Parco Nazionale del Vesuvio), cosa allo Stato, perché non si giochi più a scaricabarile sulle nostre vite. In merito all’emergenza specifica dei roghi che hanno interessato il comparto Vesuviano nell’esposto si chiede, con la massima urgenza: La dichiarazione dello stato di calamità naturale; la valutazione immediata del rischio idrogeologico sui versanti Monte Somma-Vesuvio e la rispettiva messa in sicurezza laddove necessario mediante la manutenzione delle opere preesistenti e/o la realizzazione di nuovi lavori; l’immediata opera di bonifica e ripristino dei versanti e dei boschi interessati dalle fiamme e la messa in atto di un piano di rimboschimento che veda collaborare tutti i soggetti interessati e il controllo degli appalti e delle ditte che si aggiudicheranno la gara, con la messa in sicurezza dei sentieri mediante l’abbattimento degli alberi pericolante e irrimediabilmente persi; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; la revisione dei ruoli nelle operazioni direzionali delle operazioni di spegnimento con la restituzione al corpo dei carabinieri forestali della suddetta competenza, la cui deprivazione è stata una delle cause principali della fallimentare gestione dei roghi e della successiva evoluzione degli stessi in disastri ambientali come questo accorso nel Parco Nazionale del Vesuvio; la rendicontazione delle attività di prevenzione antincendio svolte dalle istituzioni e dagli enti preposti, quali ad esempio l’Ente Parco del Vesuvio, previste nel piano AIB dello stesso.   Rimasti in piazza sino alle 20 gli attivisti non sono stati ricevuti dal prefetto, per assenza dello stesso come è stato riferito. L’esposto è stato consegnato alla polizia che ha assicurato di consegnarla al prefetto.    

Somma Vesuviana, ecco i sette assessori della giunta Di Sarno

Il sindaco Salvatore Di Sarno ha presentato ieri, nella prima seduta di consiglio comunale della sua amministrazione – esattamente un mese dal voto di ballottaggio – la squadra che lo accompagnerà nei prossimi anni. «Lavoreranno con me per realizzare i progetti che abbiamo proposto in campagna elettorale e che renderanno migliore la nostra Somma Vesuviana». Vicesindaco, con delega alle politiche sociali, politiche giovanili, lavoro e formazione, sport, pari opportunità e rapporti con associazioni di volontariato è Maria Vittoria Di Palma. Quarantuno anni, laureata in giurisprudenza e abilitata alla professione forense, la Di Palma ha lavorato come consulente legale nel settore assicurativo. Accanto alle attività professionali ha maturato anche esperienze nella gestione di aziende di servizio (spettacolo), occupandosi della direzione artistica e amministrativa del Teatro Summarte. È madre di un ragazzo di 18 anni e dedica il tempo libero alla sua più grande passione: il teatro, dilettandosi a comporre testi e scritture. Le deleghe al Parco Vesuvio, Cultura, Scuola e Pubblica Istruzione, nonché quella al contenzioso, saranno appannaggio di Giovanni Salierno. Quarant’anni, avvocato, papà di una bimba di tre anni, Salierno è già stato assessore a Somma Vesuviana, con delega alle politiche sociali, nella giunta del sindaco Pasquale Piccolo.         Giuseppe Castiello avrà invece le responsabilità di: Cimitero, ecologia e ambiente, attività produttive, politiche energetiche, verde pubblico, arredo urbano, patrimonio. Ha 49 anni, una laurea in scienze dell’educazione e della formazione, nonché una seconda in Giurisprudenza. È funzionario della Regione Campania. È stato già assessore, prima a Pollena Trocchia e poi a San Giorgio a Cremano e a Portici. Un anno al Ministero dell’Agricoltura e poi candidato a sindaco, nel 2008, a Pollena Trocchia. Nominato in seguito assessore a Cercola e poi commissario straordinario azienda del Turismo di Paestum (Salerno), e delegato per la Regione Campania nella consulta e nella depurazione consortile nel consorzio di bonifica della Conca di Agnano.   Tutela della fauna, personale, parcheggi, trasporti, servizi al cittadino e Smart City saranno deleghe assegnate a Ciro De Simone. Quarantacinque anni, laureato in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ha lavorato come agente e responsabile alle vendite presso un’agenzia pubblicitaria, per poi diventare manager di Area Banca Spa, una delle prime banche telematiche.  Dal 2008 è dipendente amministrativo in alcune aziende. È presidente dell’ANP Associazione Nazionale Prevenzione. Quanto alle esperienze politiche, è stato consigliere comunale e assessore a Pollena Trocchia e collaboratore di segreteria dei Verdi in Consiglio regionale.  Ha la qualifica di guardia ambientale ed è autore e produttore di vari documentari televisivi riguardanti le tematiche ambientali, agricole e turistiche del territorio campano. È sposato ed ha un figlio. L’architetto Anna D’Alessandro avrà le deleghe alla sicurezza del territorio, rapporti con le periferie, lavori pubblici e urbanistica.  Iscritta dal 2007 all’ordine degli architetti di Napoli e provincia ed all’albo dei consulenti tecnici di ufficio presso il tribunale di Nola. Durante il suo percorso formativo e lavorativo ha partecipato a decine di seminari e convegni ed ha collaborato con diversi studi di architettura tra Somma Vesuviana, Castello di Cisterna e Napoli.   Daniela Garofalo sarà l’assessore al Turismo, spettacoli ed eventi, tutela e promozione dell’immagine dell’Ente, Valorizzazione centro storico, Rapporti con enti esterni e Sanità. Quarantacinque anni, laureata in Scienze del Turismo, ha lavorato come contabile fino alla nascita dei suoi due figli. Ha seguito, più tardi, un corso di Wedding Planner, e intrapreso percorsi dedicati alla politica associativa. Consigliere della Piccola Industria di Napoli e poi vicepresidente della Camera di Commercio di Benevento per l’artigianato. È stata candidata al consiglio comunale di Somma Vesuviana qualche anno fa e poi alle elezioni europee. È responsabile marketing della «Casa di Tonia» del monsignore Crescenzio Sepe. Delegata per la sezione Alimentare Confindustria di Napoli. Bilancio, tributi, commercio, digitalizzazione dell’ente, fondi regionali ed europei, per Raffaele Irollo. Trentuno anni, laureato in Economia aziendale e Business Administration. Lavora in studi di consulenza e revisione dall’età di 22 anni. Abilitato alla professione di Dottore Commercialista e appassionato alla contabilità pubblica.

Quando la storia diventa teatro comico. Pomigliano, 8 aprile 1861: il tumultuoso arresto di un prete borbonico…E poi oggi…

Cisterna invasa dai “piemontesi” che vogliono arrestare un parroco borbonico, il parroco che chiama a raccolta i parrocchiani con il suono delle campane, l’arresto dei borbonici, il corteo di carrozze che li portano in carcere, la relazione del capo dei “piemontesi”, la vera storia dei suoi informatori. Questo 150 anni fa. Oggi un corteo di politici e di menestrelli che ci spiegano, in TV, come risolveranno il problema degli “incendi” vesuviani…. La storia, quella grande e quella piccola, può essere tragica e nello stesso tempo anche comica: dipende dai punti di vista. In questi giorni non c’è “salotto” televisivo in cui politici napoletani di varia taglia e menestrelli di metallo non sempre prezioso non propongano definitive soluzioni per il problema degli “incendi” del Vesuvio, e non parlino, tutti, dico tutti, con l’ espressione assorta e solenne di chi sta sciorinando il suo genio, ma per modestia non chiede applausi, e con quella punta di severità che vuol dire: Voi cittadini combinate i guai, e noi politici dobbiamo porvi riparo. Dobbiamo pensare a tutto, noi. Per fortuna che esistiamo. Se Otto Dix avesse visto la faccia di qualcuno di loro, ne avrebbe immortalato con quattro pennellate la bocca schioccante e la strana luce degli occhi, la luce di chi scorge, in lontananza, le terre felici della Cuccagna, e gli viene da ridere una squillante risata, ma non può, in pubblico….Ma fa caldo: per ora, accontentiamoci della comicità del passato. Gaetano Martinez, che era nel 1861 il pittoresco comandante distrettuale della Guardia Nazionale, non appena gli dissero che una comitiva di borbonici e di briganti si preparava a mettere a ferro e a fuoco le terre tra Pomigliano e Cisterna, chiamò alle armi una compagnia di carabinieri e di guardie “vestite alla cacciatora” e entrò in Cisterna. Nel cuore della notte dell’8 aprile 1861. Il posto della Guardia Nazionale lo trovò chiuso: e sebbene bussasse più volte e di volta in volta più energicamente e ripetesse ad alta voce il suo nome e il suo ruolo, il piantone, temendo che fossero briganti, non apriva. Ma alla fine, convinto forse dalla voce amica di uno dei “cacciatori”, il piantone aprì, e per farsi perdonare, accompagnò Martinez e i suoi al palazzo in cui abitava il parroco Mansi, capo dei borbonici di Cisterna. Il Mansi non si fece sorprendere. Per circa un’ora attraverso la porta saldamente sbarrata egli discusse con il paziente capitano, dichiarandosi innocente. Quando capì che il Martinez non sarebbe andato via senza di lui, si attaccò alle campane e le sonò a stormo, e cessò di scampanare solo quando vide arrivare i suoi parrocchiani, che, armati “con armi di campagna e lunghe mazze”, circondarono il capitano e i suoi uomini. Ma se il Mansi aveva letto, forse, “ I Promessi Sposi”, Martinez aveva letto certamente Cesare. Ordinò dunque ai suoi di fronteggiare la folla, e intanto due guardie, rotto l’accerchiamento, correvano in carrozzella a cercare rinforzi nei paesi vicini, e altre due, “con non poco rischio”, si arrampicavano sul campanile e tagliavano le funi delle campane. Il Martinez, infine, arringò la folla, prima con le parole della prudenza e della moderazione, poi, come gli dissero che stavano per arrivare nugoli di carabinieri piemontesi partiti da Pomigliano a piedi, a cavallo e in carrozza, “dalla preghiera” passò alla minaccia: “al più piccolo movimento” appicco il fuoco al paese, casa per casa. I parrocchiani, valutate le cose, giudicarono che era meglio tornarsene a letto – tanto, è un parroco, non gli torcono un capello, e domani ce lo ritroviamo “piemontese” – e anche il parroco pose fine alla sua “insurrezionale resistenza”, si piegò al carico della sua croce, e salì sulla carrozza che sotto buona scorta lo portò alla Questura di Napoli. Fu la notte delle carrozze : da Pomigliano ne partì un lungo corteo, diretto alle carceri napoletane, con a bordo i capi del partito borbonico locale, e tra questi il canonico Aniello De Falco, l’avvocato Giuseppe Cirino e il canonico Fontana, che era di Licignano. Nella sua relazione al Marchese Ottavio Tupputi, Comandante Generale della Guardia Nazionale di Napoli e della Provincia, Martinez descrisse la notte di Cisterna in stile tragico, come un’impresa rispetto alla quale la presa di Alesia e le “fatiche” di Cesare apparivano poco più di una scampagnata. Il capitano chiese, tra l’altro, che fossero “degnamente remunerati e gratificati” i suoi informatori diretti e indiretti, e, in particolare Raffaele Pipolo, Sabato Di Palma e Pasquale Scarpati. Il Pipolo, pomiglianese, era capo di un clan di camorristi che prima dell’arrivo dei Piemontesi gestiva il contrabbando di “spirito”, con la benedizione della polizia borbonica, e che, dopo l’unità d’Italia, con la benedizione degli stessi poliziotti, diventati “italiani”, estese la sua attività al contrabbando delle carni macellate. Sabato Di Palma, sommese, lo troviamo coinvolto, nel ’63, in un vasto “commercio” delle armi, dei cavalli e dei corredi del disciolto esercito borbonico: a questo “commercio” si dedicarono anche alcuni camorristi ottajanesi. Pasquale Scarpati, “lavoriere di San Sebastiano”, fu, sotto gli ultimi Borbone, camorrista del “gioco” nelle taverne tra Massa e Portici, poi, arrivati i Piemontesi, fece il doppio gioco, si infiltrò nella banda Barone, si alleò con i Borrelli di Sant’ Anastasia fornitori di “salumi e salami” ai mercati di Napoli, strappò dalle mani del clan napoletano dei Lubrano il controllo degli orti vesuviani, e partecipò anche al sequestro di Cuocolo, negoziante di pelli. E Marco Monnier si meravigliò del fatto che il fratello di questa “bestia feroce”, non meno feroce di lui, era stato scelto come capitano delle Guardie Nazionali di San Sebastiano: avrebbe dovuto combattere camorristi e briganti. Embè? Marco Monnier si meravigliava troppo facilmente…

Somma Vesuviana, è Giuseppe Sommese il presidente del consiglio comunale

Giuseppe Sommese, presidente del consiglio comunale
«L’opposizione deve sentirsi garantita- ha commentato Sommese dopo la votazione – sarò imparziale». La minoranza aveva proposto la consigliera Lucia Di Pilato, che ha tra l’altro aperto i lavori dell’assise da consigliera «anziana». Ed è proprio sul voto per la presidenza dell’assemblea che i lavori della prima seduta sono iniziati all’insegna delle polemiche, subito dopo il giuramento del sindaco Salvatore Di Sarno. La candidatura di Giuseppe Sommese (eletto nella lista Siamo Sommesi a sostegno del sindaco Salvatore Di Sarno), ovviamente concordata in precedenza tra le fila di maggioranza, è stata proposta in aula dal consigliere Giuseppe Nocerino. «È un ruolo che crediamo debba andare ad una persona esperta, che ha già ricoperto il ruolo di consigliere comunale- ha detto Nocerino- e Sommese crediamo possa essere un ottimo presidente». Aggiungendo poi, quale intenzione, l’auspicio di «un pensiero unico nella maggioranza e un confronto con l’opposizione nell’interesse della città». E Nocerino, tra interventi, proposte e repliche, ha tenuto banco per l’intero consiglio comunale, «scontrandosi» con i consiglieri di opposizione Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma), Salvatore Rianna (Ripartire si può), Antonio Granato (Forza Italia) e non risparmiandosi in frecciatine oltre la naturale dialettica istituzionale dell’aula. Prima replicando a Piscitelli che l’aveva tacciato di incongruenza. «Nocerino sostiene che il consiglio debba essere condotto con esperienza e competenza e siamo d’accordo- ha esordito Piscitelli- ma poi aggiunge che la politica ha bisogno di cambiamento e dunque non propone i giovani alle cariche importanti: dove sarebbe questa svolta tanto decantata?». Come tutta la minoranza, Piscitelli ha proposto, e poi votato, la consigliera Di Pilato alla presidenza (ndr, la Di Pilato è comunque una consigliera uscente e non dunque alla prima esperienza). «Invito vivamente il consigliere Piscitelli a riascoltare gli interventi – ha replicato Nocerino – perché nel mio non c’è alcuna contraddizione. Il cambiamento non si fa con persone nuove, ma con modalità nuove». «Se questi sono i presupposti per armonia e confronto pacifico, avrò molto da dire-  ha poi risposto Piscitelli – il nostro ruolo non è battere le mani ma fare opposizione, lo faremo con dignità e sempre mettendoci la faccia. Anche per capire questo cambiamento e questa svolta tanto osannata dove siano».
Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana
Frizioni anche con Antonio Granato (Fi) che, prendendo la parola, ha ricordato come – già all’indomani della proclamazione del sindaco – avesse protocollato con altri consiglieri alcune istanze relativi a bandi di gara in corso chiedendone l’annullamento (servizio tributi, servizio raccolta rifiuti urbani, ndr), aggiungendo inoltre la necessità di evidenziare l’assenza dell’Ente Parco Vesuvio nella recente emergenza incendi. E qui la replica di Nocerino, capogruppo di Siamo Sommesi, ha risentito evidentemente di vecchie frizioni: «Ho lasciato il consigliere Granato nel precedente consiglio comunale con un invito a non fare da Deus ex machina della situazione, anche perché non lo è mai stato, si metta invece a disposizione del fruttuoso lavoro del consiglio comunale – ha detto – e quanto ai documenti protocollati approfondiremo, ma il fatto oggettivo è che Granato abbia atteso la proclamazione del sindaco quando poteva invece, già prima, rivolgersi al commissario prefettizio. Ha atteso che il commissario lasciasse il Comune e si insediasse Di Sarno per scrivere quelle due righe nel primo giorno utile». Ha accolto invece l’intervento di Granato sul Parco Vesuvio, il consigliere di maggioranza (Udc) Angelo De Paola, auspicando un tavolo di concertazione cui prenda parte anche l’opposizione per adottare «serie decisioni» in merito al futuro del Parco e per il rilancio di agricoltura e turismo. Molto più aspro dei precedenti lo scambio di battute tra il capogruppo di Siamo Sommesi e il consigliere Salvatore Rianna (candidato sindaco e capogruppo di Ripartire si può), incentrato sulla candidatura di Sommese alla presidenza. «Nocerino propone il confronto – ha detto Rianna – ma non si capisce se lo faccia da questa sera o dal momento immediatamente successivo. Di sicuro ci possono stare i criteri con i quali la maggioranza ha individuato il consigliere Sommese come suo candidato alla presidenza del consiglio comunale, ma questo vuol dire anche non confrontarsi nello stesso momento in cui il confronto lo si propone. Ne prendiamo atto, dunque la maggioranza voterà il suo presidente che sarà sicuramente all’altezza, ma questo non può chiamarsi confronto». «Una replica ipocrita- ha ribattuto Nocerino – anche perché il consigliere Rianna deve farci sapere a chi possiamo rivolgersi per interloquire con la sua segreteria politica per eventuali confronti». Ora, alchimie politiche a parte, il voto per scegliere le cariche in assemblea spetta ai consiglieri comunali, si consultino o meno con i segretari politici dei partiti o con eventuali rappresentanti di liste civiche. Ma, nel caso, sarebbe educativo sapere se qualche componente di maggioranza abbia contattato, per dire, il commissario di Forza Italia o i rappresentanti politici dell’Aurora, o di Forza Somma, o di Allocca per Somma o di qualsiasi altra lista in città per chiedere loro se avessero intenzione di confrontarsi sul nome del presidente. In ogni caso il consigliere Rianna ha ribadito, nella successiva replica, che «confronto con le opposizioni, su questo argomento, non c’è stato». «È un dato innegabile, inconfutabile e ne prendiamo atto- ha proseguito – voteremo la candidata proposta e attenderemo i prossimi consigli comunali. Noi faremo opposizione e credo che la maggioranza ne abbia bisogno per crescere e amministrare meglio, è il nostro compito e la gente ci ha eletto per questo. Da noi, almeno da me, attendetevi opposizione». Sempre Nocerino, che in campagna elettorale lo aveva accusato di inesperienza ricordandogli di non avere nel suo curriculum «nemmeno un’ora di consiglio comunale», il protagonista dell’ironico scambio di battute con il consigliere, e candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, Celestino Allocca (Fi) che ha preso la parola dopo, appunto, quasi un’ora di seduta in aula. «Sono quasi ad un’ora di consiglio- ha scherzato Allocca – mi sembrava doveroso accontentare il consigliere Nocerino, così la prossima volta mi sarà più facile confrontarmi con chi ha detto che non ho esperienza». E ha aggiunto, Allocca: «Svolgeremo pacatamente il nostro ruolo, saremo opposizione attenta, costruttiva e propositiva, apprezziamo l’apertura al confronto». Stringato intervento per il consigliere, primo cittadino uscente e candidato sindaco alle scorse consultazioni elettorali, Pasquale Piccolo il quale, augurando buon lavoro ai consiglieri, in primis a chi per la prima volta siede sui banchi dell’aula di Palazzo Torino, ha esordito: «Spero che voi abbiate la forza di fare quel che a me non è riuscito». Il voto, con i numeri a disposizione della maggioranza, ha ovviamente dato un risultato più che scontato: è Giuseppe Sommese il presidente del consiglio comunale, subito entrato nel ruolo. «Sarò imparziale, e l’impegno che assumo stasera è quello di ascoltare tutti». Ha incassato, il neopresidente, anche gli auguri e gli apprezzamenti del sindaco Di Sarno: «Sommese è un conoscitore della politica locale, eclettico, conoscitore della macchina amministrativa e degno di rappresentarci tutti, gli auguro di svolgere il suo mandato con tranquillità e onestà intellettuale che l’ha sempre contraddistinto». Altra polemica, ed altro scontro tra Nocerino e Piscitelli, essenzialmente, sui nomi- o meglio sulle modalità di voto- dei due vicepresidenti. Alla fine sono risultati eletti Luisa Cerciello per la maggioranza e Salvatore Granato, per la minoranza. Capigruppo consiliari saranno: Andrea Scala (Liberamente), Salvatore Rianna (Ripartire si può), Sergio D’Avino (Svolta Popolare), Pasquale Piccolo (L’Aurora), Giuseppe Nocerino (Siamo Sommesi), Salvatore Granato (Forza Somma), Salvatore Esposito (Verdi), Domenico Beneduce (Psi), Luigi Molaro (Udc). Individuati dalla presidenza del consiglio comunale, come da regolamento in assenza di comunicazioni in merito nella prima seduta di assemblea pubblica, i capigruppo di Forza Italia (la consigliera Lucia Di Pilato, quale «anziana» ossia l’eletta con maggior numero di preferenze) e della lista Allocca per Somma (Umberto Parisi). Per la commissione elettorale risultano eletti i consiglieri: Antonio Granato, Luisa Carmen Feola e Rubina Allocca (componenti effettivi) e Domenico Beneduce, Angelo De Paola e Umberto Parisi (componenti supplenti).

Somma Vesuviana. Sul borgo Casamale sarà presentata la tre giorni “Passeggiate archeologiche Vesuvio-Nolane”

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   La Conferenza Stampa si terrà il 27 luglio 2017,  alle ore 10:00 , presso l’“Enoteca Arci”  di Via Botteghe  al Casamale. Interverrà Roberto Fico (M5S) PAVN è un evento organizzato dalla rete dei meet up di area vesuvio-nolana e da alcune associazioni locali e semplici cittadini appassionati di naturalismo, studio delle erbe spontanee e soprattutto archeologia. Consiste in una tre giorni, prevista per il 3, il 4 ed il 5 novembre 2017, in cui ogni meet up dell’area, ma anche ogni singolo cittadino o associazione che si sente di aderire, ospiterà un membro di un meet up extraregionale o di una associazione di appassionati o un semplice cittadino aderente all’iniziativa, offrendo pernottamento, colazione e spostamento locale. Durante la tre giorni gli ospiti e gli ospitati visiteranno le “tante piccole Pompei” che il territorio vesuviano-nolano offre. Saranno visitati alcuni dei beni che in due anni il meet up di Ottaviano, con una sua iniziativa a sostegno di cittadini appassionati e comitati, ha pian piano conosciuto coinvolgendo i gruppi limitrofi. “PAVN!” riassume e rilancia questa esperienza biennale e si pone come una prova generale di albergo diffuso a sostegno dei beni naturali e archeologici. Non ultimo, mette in evidenza ed in pratica alcune occasioni di sviluppo della piccola e media impresa ricettivo-turistica. Interverranno: Gennaro Barbato, cittadino attivo in varie associazioni e comitati di interesse e tutela archeologica, sulla rete poco nota delle ricchezze archeologiche vesuviano nolante. Giuseppe Fonderico, cittadino attivo del meet up Ottaviano, sull’importanza delle passeggiate archeologiche e sul senso e la storia dell’iniziativa. Anna Luigia Nappo, cittadina attiva del meet up Ottaviano, sull’importanza delle passeggiate studio sulle erbe spontanee edibili e non. Roberto Fico, portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle, sull’iniziativa ed il suo impatto su programma politico e formazione civica.

Terzigno. Incontro tra i presidenti dei 13 comuni colpiti dall’incendio Vesuvio

Subito un tavolo permanente, richieste di bonifica e messa in sicurezza e un consiglio comunale congiunto. Un importante incontro si è tenuto ieri a Terzigno tra i presidenti dei consigli comunali dei 13 comuni del Vesuviano, sia per rafforzare l’operato dei sindaci e sia per mettere in campo azioni concrete a vantaggio dell’enorme popolazione che rappresentano nei rispettivi consigli comunali. Iniziativa proposta dai presidenti di Terzigno, Giuseppe De Simone e di San Giuseppe Vesuviano, Nello De Lorenzo che inviarono, il 17 Luglio scorso, una richiesta urgente di incontro, ai comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Torre del Greco e Trecase. Aperto un tavolo di collaborazione e confronto permanente tra i consigli comunali dei territori colpiti dall’incendio nel Parco Vesuvio, subito un documento alle Istituzioni territoriali e nazionali con richieste di bonifica e messa in sicurezza dei lagni e del sottobosco colpiti dalle fiamme, un pericolo in caso di piogge, per prevenire possibili colate di fango; oltre che convocare un consiglio comunale congiunto dei 13 comuni che circondano la fascia del Vesuvio. Questo è scaturito dall’incontro avvenuto ieri pomeriggio nella Sala Consiliare del Comune di Terzigno tra i presidenti dei consigli comunali interessati dall’incendio. Otto i rappresentanti dei comuni presenti che hanno sottoscritto il documento dell’incontro: Giuseppe De Simone (Terzigno), Nello De Lorenzo (San Giuseppe V.), Anna Maione (Pollena T.), Antonio Mappa (Boscoreale), Gianluca Sannino (San Sebastiano al V.), Olimpia Cozzolino (vicepresidente del Consiglio Comunale di Ottaviano), Luigi Simeone (Ercolano), Mario Gifuni (Sant’Anastasia), altri presidenti invitati non hanno partecipato per altri impegni istituzionali o perche non ancora insediati i consigli per le ultime recenti elezioni amministrative.