Volla. Luce Perpetua per i defunti, altrimenti i vivi non riposano in pace.

  Da sabato mattina il cimitero di Volla e’ occupato da uomini e donne poiché sono state spente le luci alle cappelle, sulle lapidi e sulle fosse dei loro cari defunti. E’ risaputo che tra i vivi e i morti c’è sempre stato, e continua ad esserci, un legame forte e indiscutibile, specialmente nel popolo napoletano. A Napoli regna il culto del morto. Per di più, secondo un credo popolare, i vivi conservano un rapporto particolare con i loro cari dopo la morte, per il quale sembrerebbe che i defunti li proteggano dall’aldilà, proprio come se fossero ancora vivi, esaudendo anche i loro desideri. Queste convinzioni portano ad un attaccamento emotivo ulteriore, e, anche per metabolizzare la perdita, si tende a venerare il defunto tanto da considerare uno sgarro inammissibile qualsiasi tipo di anomalia che faccia venire meno le abituali procedure. Dalla sepoltura, al tumulo, dal marmo alle cornici, dai fiori all’ intoccabile “luce perpetua”. Al cimitero di Volla peggio non poteva mancare: “La luce perpetua”. Un manifesto diffuso dal comando della polizia municipale di Volla spiega che dal 31 luglio fino a data da destinarsi è sospeso il servizio di illuminazione votiva perenne ed occasionale delle fosse, dei loculi e delle cappelle. Adesso se all’intoccabile “luce perpetua”, ci aggiungiamo il canone già pagato per tutto l’anno, non c’è da sbalordirsi se da sabato mattina uomini e donne del comune di Volla,  a ragione, hanno occupato il cimitero ritenendo tale disagio, un affronto, un abuso, un’infamità. Crediamo di aver ben reso l’indignazione e la determinazione di tutti i cittadini. In effetti il comune di Volla poche settimane fa aveva espletato la gara di appalto per rinnovare il contratto triennale – che sarebbe terminato a fine luglio – e delle 12 ditte presentatesi per la gara, 11 sono risultate escluse, compresa la ditta uscente. E proprio quest’ultima, la Millenium, ha mosso e vinto ricorso al Tar contro l’esclusione dal bando. Il Tribunale amministrativo partenopeo ha, dunque, accolto il ricorso fissando l’udienza per il 12 settembre prossimo. Nel frattempo tutti gli atti relativi alla gara d’appalto sono stati sospesi dal decreto cautelare del Tribunale amministrativo, in attesa dell’esito dell’ udienza del 12 settembre. Seppur per  restare in tema volessimo ironizzare e ricorrere al detto napoletano “Sul a’ mort’ nu’ ce’ sta’ rimedio”, pare che stavolta anche la propositività dei napoletani a trovare sempre un rimedio fallisce.  Difatti la situazione attuale è che né la ditta risultata vincitrice, né quella uscente e, infine, nemmeno il Comando della locale polizia municipale che gestisce  i servizi cimiteriali ha in consegna l’effettiva gestione del servizio di illuminazione. “Il comune di Volla non ha dato corretta esecuzione del decreto del Tar interrompendo un pubblico servizio” spiega l’avvocato della ditta uscente Dott. R. De Masi. Mentre invece il  responsabile cimiteriale del Comune dichiara che al momento è impossibile  prendere una decisione essendoci un decreto sospensivo degli atti di gara da parte del Tar.” Quindi sembra che ai cittadini non resta che pregare: “Eterno riposo donagli, Tribunale Amministrativo Partenopeo, e splendi ad essi (ai morti) la luce perpetua, altrimenti anche per i vivi di riposare in pace non se ne parla.

Non fateli studiare!

Spulciando fra le mie vecchie carte, mi sono casualmente imbattuto in questo “scritto” (non saprei proprio come altro definirlo). L’ho trovato gustosamente ironico (forse troppo?). Non so neppure se l’ho scritto io, visto lo stile narrativo distante dal mio; so due cose: è abbastanza vecchio (era scritto “a macchina”) e l’umorismo “cattivo” che lo permea pare proprio il mio. Ve lo propongo invitando l’eventuale autore, nel caso non fosse mio (!), a farsi avanti per ottenere le dovute, per quanto improbabili, scuse.     Ecco il pezzo Non aveva un bell’aspetto. Il cappello da fata era tutto ripiegato. Come avesse sopportato colpi e pesi nel corso degli anni. Poi, gli andava stretto, ma non come se la “donna” stesse indossando un oggetto non suo; piuttosto sembrava che stringesse la testa come si fosse ristretto quando già lo indossava. Il tulle dell’abito appariva scolorito, ma pulito. Ma tutto ciò solo se la si guardava attentamente, tralasciando di soffermarsi sul suo sguardo, divertito e indisponente. Era seduta su una vecchia sedia, ma sedia da Re. Più esattamente, sul sedile c’era un libro (per carità non chiedetemene il titolo) ed il suo didietro fatato vi si poggiava sopra, con apparente soddisfazione. La camera da letto era sontuosa, in pieno stile reale. -Maestà, sono la fata della cultura -. Il Re guardava lo strano essere senza apparente curiosità, se non quella di domandarsi come era riuscita ad entrare. -Ho scoperto che lei è analfabeta. Ma io la migliorerò- Si alzò e cominciò ad avvicinarsi, trascinandosi indietro sedia e libro. Il re non parve particolarmente preoccupato, ma un’ombra di fastidio gli attraversò il volto. -Ma a cosa vuoi che mi serva, saper leggere? – esclamò.  –Ho regnato con saggezza ed ho riempito le casse dello Stato, nonché le mie; inoltre, il mio popolo è ricco e soddisfatto. – -Ricco? Soddisfatto? Non ti pare di aver tralasciato qualcosa? -E cosa? – incalzò il re – ognuno di essi, maschi e femmine, gode della massima libertà. – -E i valori? La conoscenza? Il saper volare mentre strisci, e il sentirsi sazio, da digiuno, per ciò che sai o stai imparando? L’essere così lontano dagli altri, liberi nella capacità di elevarsi ed annullare il proprio corpo non accostandolo, ma fondendosi con quello degli altri? La fatina si avvicinava lentamente ed a ogni passo, la sedia strideva sul pavimento lucido. Il re iniziò a preoccuparsi, le cose che quella “donna” diceva erano a lui sconosciute e inquietanti, e per lui paurose. – E l’Universo, lo hanno? Lo conoscono? – Lo stridio non faceva che aumentare la sua paura. -Con scienza e conoscenza aumenta la Sapienza- iniziò a cantilenare la fatina. Arrivò, così, al letto dell’anziano sovrano. Prese il libro e cominciò ad insegnargli. Alle prime parole, il re iniziò a dimenarsi fino a che, con le gambe, fece volare via il libro, che gli ricadde pesantemente sulla testa. E nessuno dei migliori medici del regno riuscì, con l’autopsia, a capire come era morto Sua Maestà: paura? Trauma cranico? Anche la fatina espresse un suo giudizio: -troppo vecchio – disse – per imparare! –   Fonte foto : rete internet    

Investimenti del Parco nazionale del Vesuvio: il M5S presenta una interrogazione ai ministri dell’ambiente e dell’economia

Si chiedono chiarimenti su impiego 1,9 mln.
“Esigiamo chiarezza e trasparenza sui conti del Parco Nazionale del Vesuvio. C’è un investimento di circa 1,9 milioni in non meglio precisati ‘valori mobiliari’, riportato a pagina 4 del bilancio pluriennale, che rimane alquanto opaco. Di quali titoli parliamo? In quali strumenti finanziari sono finiti questi soldi?”. Se lo chiedono i deputati del Movimento 5 Stelle che con il portavoce Luigi Gallo hanno presentato in merito una interrogazione ai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente.”Il Parco del Vesuvio deve avere un bilancio trasparente e in buona salute, perché, tra l’altro, deve prevenire e poi coadiuvare la risposta a emergenze come quella incendi che abbiamo vissuto appena pochi giorni fa – spiega Gallo – Eppure il rendiconto dell’ente non è pubblicato in formato Peg (Piano esecutivo di gestione) e dunque non è accessibile a tutti i cittadini come previsto dalla legge”. “Ricordiamo che il ministero dell’Ambiente deve vidimare il bilancio dell’Ente” conclude Gallo ribadendo che il movimento punta a fare chiarezza augurandosi “che le risorse del Parco non siano finite in investimenti rischiosi e speculativi”.

Ottaviano, l’emergenza caldo non fa paura: partenariato tra Comune e Pro Gens Onlus

Un presidio per affrontare l’emergenza caldo e sostenere chi si trova in condizioni di disagio: grazie al partenariato tra il Comune di Ottaviano e l’associazione di volontariato socio sanitario Pro Gens Onlus sono a disposizione dei cittadini mezzi, attrezzature, volontari, interventi anche a domicilio. «L’associazione, con il patrocinio comunale, mette a disposizione un team di volontari e medici per qualsiasi evenienza – dice il sindaco Luca Capasso – in particolare a tutela degli anziani e delle persone con disabilità». «Questo progetto – spiega l’assessore alle politiche sociali, Salvatore Rianna – è l’esempio di quanto si possa realizzare coinvolgendo le associazioni del territorio in un costante dialogo con le istituzioni».
Salvatore Rianna, assessore alle Politiche Sociali
Il progetto Ottaviano Emergenza Caldo 2017 prevede dunque una campagna di sensibilizzazione, con la diffusione capillare di opuscoli e brochure che spiegano come affrontare le alte temperature che negli ultimi giorni sono di fatto insostenibili, soprattutto per le persone anziane. Si va dal sostegno psico-sociale al telefono amico, dalla sosta di ambulanze nelle piazze di Ottaviano per rendere più semplici e immediati eventuali interventi, fino alla distribuzione di acqua, sali minerali e integratori, oltre che di farmaci sotto controllo medico. Ci si può rivolgere alla Pro Gens (3206060994) e, per le situazioni più serie, al pronto intervento ambulanza «Emergenza Vesuviana» (0818270885).

La Medina di Fès, dove il tempo si è fermato, ritorna all’antico splendore

Il nuovo look della Medina di Fès La Medina di Fès ha un nuovo look. Il quartiere storico della città imperiale è infatti nella fase finale di un ampio progetto di ristrutturazione di 27 siti storici e monumentali, un intervento con investimenti di oltre 55 milioni di euro interamente dedicati alla salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale della città. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, Fès ha 1.200 anni di storia. L’importante operazione di restauro è nata dall’esigenza sia per la rivalorizzazione degli edifici di interesse storico, sia per dare un nuovo slancio economico e sociale alla Medina avvalendosi della produttività delle realtà locali tradizionali, coinvolgendo le maestranze della regione. Ora visitare la città è più facile grazie al nuovo volo diretto dell’Air Arabia Maroc (www.airarabia.com) che collega, con un moderno Airbus A320, Roma a Fèz il Lunedì (partenza ore 23,40 – arrivo 1,40) e il Giovedì (partenza ore 21,30 volo AIRARABIA 3O407 – arrivo 23,30 ); da Fèz a Roma il Lunedì (partenza ore 19 – arrivo 22,50) e il Giovedì (partenza ore 16,50 – arrivo 20,40), sempre secondo l’ora locale. In tal modo il collegamento aereo diretto con l’Italia aumenta a sette scali: Bergamo, Venezia, Bologna, Torino-Cuneo, Roma-Fiumicino, Napoli e Catania, tutti a tariffa ridotta, consentendo così un maggior numero di scambi turistici e per affari. La città di Fès fu il polo commerciale del Marocco, aperto al mondo ed alla diversità culturale e religiosa. Fès non si limita a rappresentare il centro artistico e culturale del Regno, ma è anche custode di musica e cucina. La sua collocazione, inoltre, aggiunge ulteriore fascino al suo prestigio. Fès è situata infatti su una delle punte del triangolo turistico magico il cui perimetro include Meknès, altra città imperiale, le rovine romane di Volubilis e il borgo di Ifrane, nascosto fra i cedri sulle alture del Medio Atlante. Molto più di una semplice evasione, Fès conduce dolcemente il visitatore di un giorno, o di una vita, in una nuova dimensione spazio-temporale. Per viaggiatori che sanno apprezzare l’arte di vivere e desiderano provare l’esperienza del savoir-faire marocchino. Le ragioni per visitarla sono molteplici, si tratta della più antica città imperiale del Marocco, ricca di storia e di fascino, vera culla della cultura marocchina in cui le lancette dell’orologio sono ferme da secoli. Gli hotel hanno tutti i comfort e vi sono alberghi per ogni esigenza, da quelli in cui il lusso è davvero accentuato, a quelli per tutte le tasche. Per visitare la città sono stati allestiti sei itinerari per scoprire i vari aspetti del centro, ecco i temi: “Mura e fortificazioni”, “Fès el-Jdid”, “il quartiere andaluso”, “monumenti e souk”, “artigianato”, “giardini e palazzi andalusi”. Durante l’escursione sarà possibile vedere i giardini, come quelli di Jnan Sbil, Riad Moqri, Dar e Batha e i palazzi andalusi: una magnifica testimonianza della ricca storia di Fès, dell’architettura ispano-moresca dei suoi palazzi e dell’eleganza dei giardini ombreggiati. Fès è suddivisa in tre quartieri: Fès el-Bali (centro storico); Fès el-Jdid (città imperiale) e Fès ville nouvelle (città nuova). Due antiche cittadelle, Borj Nord e Borj Sud, delimitano la città ed offrono una splendida veduta panoramica dall’alto da dove si possono ammirare tramonti mozzafiato. Capitale storica del Marocco, fondata nell’anno 808 da Moulay Idriss II, una città-museo a cielo aperto. Numerosi sono i monumenti religiosi e civili racchiusi tra le sue mura: Bab Boujloud, la principale porta di ingresso alla Medina. Questa magnifica porta, ornata da mattonelle decorative in stile moresco-andaluso, si apre sulla Talaa el Kebira (la Grande Salita), una delle due strade principali del centro storico. La Medina, edificata nel IX secolo, un vero e proprio dedalo di oltre 9.400 stradine e vicoli con souk, moschee, mederse ed edifici storici.In essa si aprono le botteghe degli oltre 30.000 artigiani e 11.000 laboratori artigianali che mantengono viva la loro arte ancestrale. Le preziose mattonelle smaltate dei vasai, le ceramiche o ancora le maioliche decorate con il celebre blu cobalto, contribuiscono ad accrescere la reputazione di eleganza di cui gode la città. Il vicino Medio Atlante è una riserva di profumi ed essenze che forniscono materie naturali impiegate dagli ebanisti nei loro intarsi ispirati ai palazzi, alle finestre ed alle sculture. Nel celebre quartiere dei conciatori si producono valigie, babbucce, divanetti, selle e cinture. Una visita è di rigore ad una conceria. Da una terrazza si potrà ammirare come gli operai addetti alla tintura delle pelli, lavorino immersi in vasche dove sono sciolti i colori vegetali: il papavero per il rosso; la menta per il verde; lo zafferano e la curcuma per il giallo; l’indaco per il blu; l’antimonio per il nero. Negli ultimi anni le tinture chimiche stanno sostituendo quelle vegetali. Le pelli lavorate vengono trasportate a dorso d’asino nei vicini cimiteri per l’asciugatura. Alcune persone protette a malapena con degli stivali e guanti, sono dediti alla prima fase di lavorazione: il trattamento con calce viva. Sono in corso dei lavori edili per rendere navigabile il fiume che si trova nelle vicinanze della conceria. Faro di cultura L’università Quaraouiyine, la più antica università del mondo, è stata edificata nell’anno 859, prima di Bologna (1119) e Oxford (1229). Al suo interno sono conservati numerosi manoscritti rari. In essa vi è anche una moschea, che porta il medesimo nome, vero e proprio gioiello della Medina, è un simbolo della città di Fès. Secondo la tradizione, l’università fu fondata da una donna, Fatima El Fihriya. Nel corso del tempo, questo luogo di preghiera è diventato un importante centro di diffusione dei saperi più antichi: teologia, giurisprudenza, filosofia, matematica, astrologia, astronomia sono state studiate e trasmesse dai più grandi nomi dell’epoca, ove insegna attualmente il Prof. Fassi Fihri, peccato che si può visitare solo dall’esterno. Varie sono le mederse, antiche residenze universitarie destinate all’insegnamento accademico e religioso. La più nota è la medersa Bou Inania, unica nel suo genere per la sua imponenza, con il minareto e l’orologio idraulico. Da vedere anche la medersa Al Attraine, perla dell’architettura merinide, nonché il museo delle Arti e dei Mestieri del legno, collocato nell’antico caravanserraglio riconvertito Fondouk Nejjarine. La visita darà modo di ammirare il panorama dall’alto del tetto. Altro museo è quello delle Arti e delle Tradizioni marocchine, l’edificio costeggia i giardini di Boujloud. Questo antico palazzo in stile andaluso racchiude mirabili tesori dell’arte tradizionale di Fès e della sua regione: legno scolpito, ricami, zellij, ferro battuto, gioielli, monete e tappeti. Nello scorso mese di giugno si è tenuto il Festival des Musiques Sacrées du Monde, che è il festival della pace, del dialogo e dell’avvicinamento tra popoli e culture. Wellness e Hammam Il savoir-faire marocchino passa anche attraverso il palato. Una raffinata gastronomia ed una varietà di profumi e sapori sono da gustare: Tajiine, couscous, pastilla che combina il sapore del dolce e del salato, sapori unici da assaporare durante il soggiorno in città. Per scoprire rituali e trattamenti di bellezza antichi non c’è nulla di meglio che un Hammam popolare o uno stabilimento termale, ai luoghi più tradizionali si possono anche preferire le SPA degli hotel di lusso o dei sontuosi riad della Medina. In entrambi i casi ci si troverà nelle mani di massaggiatori esperti che utilizzano articoli di origine naturale, prodotti locali come l’olio di Argan, il sapone nero di Fès o come il ghassoul, argilla minerale tipica della regione, che rigenera la pelle. Poco fuori Fès vi sono le terme di Moulay Yacoub, situate in collina, dalle sorgenti termali sgorga un’acqua sulfurea e salata. Le terme di Sidi Harazem, poco distanti, hanno una sorgente di acqua ricca di minerali curativi per le malattie del fegato e dei reni. Sono note fin dal secolo XVI per le loro virtù terapeutiche. Ifrane la piccola Svizzera del Marocco Il villaggio, ad un’ora di macchina da Fès, è un luogo ideale per una fresca gita in montagna nel Medio Atlante. Contornata dalla più grande foresta di cedri al mondo, in cui vive una comunità di docili macachi che volentieri accettano cibo dai turisti, pronti a mettersi in posa per la foto di rito. Vari laghetti e corsi d’acqua creano delle coreografiche cascate. Nel comprensorio turistico “Le vie dei cedri” è possibile praticare molteplici attività: escursioni, pesca alla trota nelle acque del lago e sci sugli altipiani di Michlifen o Jbel Hebri nei mesi invernali. Per i più pigri vi è un trenino che condurrà alla scoperta di artigiani che lavorano manualmente tappeti, cesti di rattan e ceramica. Vi è anche un hotel di lusso che offre servizi di alto livello e i cui prezzi sono certamente non elevati.   Volubilis la Pompei del Sud   E’ il principale sito archeologico del Marocco. Particolarmente interessante sarà la visita agli scavi dell’antica città romana e delle sue imponenti rovine. Verso il 285 d.C., quando i romani lasciarono Volubilis per Tangeri, la città antica, situata in piena campagna vicino all’attuale Meknès, perse progressivamente la sua importanza. Fra i reperti del luogo, classificato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, si possono ammirare mosaici particolarmente elaborati che ornavano i pavimenti delle sontuose dimore. Per maggiori informazioni: www.visitmorocco.com www.espertidelmarocco-pro.it info@turismomarocco.it https://it-it.facebook.com/EnteNazionaleTurismoMarocco/  

Brusciano, omaggio al “Bolero” di Ravel nel suo 90° Anniversario

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Verso la 142esima Festa dei Gigli. Omaggio a Maurice Ravel nel 90esimo anniversario del suo “Bolero”. Brusciano nell’ambito dell’evento “Agosto Bruscianese”, promosso dall’Associazione Nuovi Orizzonti, ha reso omaggio a Ravel ed al suo “Bolero” , opera musicale che quest’anno compie 90 anni. Ora dopo il suo affrancamento da qualsiasi diritto d’autore, il mondo sarà ulteriormente deliziato da strabilianti balletti, raffinate esecuzioni orchestrali, coinvolgenti colonne sonore cinematografiche, come non mancherà il suo accattivante impiego nella pubblicità ed in altre forme commerciali della comunicazione moderna. Il vanto francese segnala che sulla Terra viene eseguita “ogni 10 minuti” questaopera che fu scritta dal compositore Maurice Ravel, nato la domenica del 7 marzo del 1875, a Ciboure un paesino dei Pirenei e morto a Parigi nel 1937. E dunque, considerata la durata  del “Bolero” che è di 17 minuti si può affermare che questa è la colonna sonora del mondo senza soluzione di continuità. Ma esiste al mondo un panorama antropologico peculiare che ha accolto nel suo repertorio musicale il Bolero di Ravel sin dal suo debutto ed è quello tratteggiato dalla Festa dei Gigli in Campania, in primis a Nola, a Brusciano e a Barra. La partitura, scritta per una grande orchestra sinfonica, si presta agevolmente anche al meccanismo e alla coreografia di una “Ballata dei Gigli”. In Piazza XI Settembre sul palco nudo, con pochi strumenti ma provetti strumentisti, come i leggendari maestri sassofonisti Tonino Giannino e Maurizio Saccone, con al fianco Stefano Salvadore al sax, Sergio Parrella e Paolo Lipari alle tastiere, Stefano Cimitile alle percussioni, Enzo Di Monda alla chitarra. L’omaggio bruscianese  a Ravel e al suo “Bolero” è su YouTube postato da Antonio Castaldo all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=JuiPp_xi1uY . Il “Bolero” con i suoi richiami alla musica etnica, con il basso ostinato del tamburo e le sequenze musicali dal pianissimo in apertura, al crescendo nello schema ripetitivo, all’apoteosi conclusiva, venne creato da Ravel per il balletto commissionato dalla ballerina franco-russa Ida Rubinstein nel 1928 la cui messa in scena, il giorno 22 novembre, all’Opera Garnier di Parigi ebbe come ambientazione una taverna andalusa. Fra le versioni coreografiche più conosciute, riuscite e rappresentate, nei teatri e nelle televisioni di tutto il mondo, è quella del danzatore e coreografo francese Maurice Béjart (1927-2007) creata per il “Ballet du XXème Siècle” nel 1961. Sensualità allo spasimo con la donna protagonista al centro che viene focalizzata dagli uomini, gli stessi si addensano progressivamente intorno a lei che nel finale verrà raggiunta e conquistata. Mentre nella foresta di simboli che è la “Ballata dei Gigli” è l’elemento maschile a fare da polo attrattore. I 128 cullatori sotto la macchina da festa, a spalla sollevandolo fanno ruotare l’obelisco attorno al suo asse portante, la “borda” e “lo ballano” sulle note del Bolero, sostenendo il peso del legno, del rivestimento e del carico umano dei musicisti con i loro strumenti. L’elemento femminile qui è la folla, la massa incantata dal fascino delle note e dal movimento armonico e seducente dell’obelisco attorno al quale si accalca estasiata fino alla pausa della “posata” del Giglio che ritorna al senso di marcia processionale e che per successive tappe porta a compimento il previsto percorso similmente circolare. Come la parabola della vita che nasce si sviluppa e muore ma con un significato e una speranza nuova che il Cristianesimo ha donato alla storia dell’Umanità: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Le spalle usurate dei “cullatori” sono un richiamo al quel Sacrificio e a Brusciano hanno anche il senso del Ringraziamento e del  Ricordo del “Miracolo di Sant’Antonio di Padova”  e del “Gran Prodigio, Bel Portento” registrati in Vico Tre Santi, oggi Via Cavalcanti a Brusciano nella Processione del Santo il 13 giugno del 1875. Nella testimonianza estetica ed esperienziale del sociologo Antonio Castaldo il Bolero di Ravel è «la debuttante spalla sotto al “Giglio de’ Giuvinotte” a Brusciano, prima metà degli anni ’70; la scoperta televisiva del balletto nella “Maratona d’Estate”  programma di Rai Uno ideato e curato dal 1978 dalla mitica Vittoria Ottolenghi (1924-2012); la partecipazione al Montalcino Teatro Stage 1983, con giovani attori provenienti da tutta Italia; il ricordo del Giglio a Padova nel 2009 con il congedo raveliano di Fiore D’Amato impartito alla paranza unica ed unitaria; l’ultima, in ordine di tempo l’emozione dell’ascolto in Piazza XI Settembre per l’Agosto Bruscianese». Sul web il video storico di Alessio Italio Jr. D’Alise https://www.youtube.com/watch?v=RQNgSQ0QWro . Tanto è scaturito dall’evento “Agosto Bruscianese” promosso dall’Associazione Nuovi Orizzonti, diretta da Mimmo Piccolo e patrocinato dal Comune di Brusciano, Sindaco Giosy Romano, che con questa jam session ha introdotto il magico periodo che culminerà a Brusciano con la Ballata dei Gigli in onore di Sant’Antonio di Padova, domenica 27 agosto 2017, dei 5 partecipanti: Croce Passo Veloce, Gioventù, Ortolano, Passo Veloce e Sant’Antonio Comitato Commercianti.

Marigliano, Marika Carrillo eletta Miss Tricologica Campania

Per Marika una notte magica. Un titolo che le consente di sognare le prefinali di Jesolo. La bellezza casertana prende il sopravvento alle selezioni regionali in Campania. Con l’elezione di Marika Carrillo, 20 anni di Macerata Campana, insignita del titolo di Miss Tricologica sale a 3 il numero delle concorrenti in gara per le prefinali nazionali di Miss Italia. La mediterranea Marika, 169 cm, taglia 38, occhi marroni e capelli castani vince la selezione regionale di Marigliano, organizzata da sponsor locali e dall’amministrazione comunale con l’abile regia dell’assessore Nello La Gala che ha stretto un forte legame con il referente locale Franco Amodeo e l’agente esclusivista del concorso in Campania Antonio Contaldo. Per Marika una notte magica. Un titolo che le consente di sognare le prefinali di Jesolo. Una vittoria che ha potuto festeggiare con il fidanzato che è piombato sul palco per abbracciarla e regalarle una rosa. Mamma Giuseppina e Papà Michele al momento dell’elezione non erano presenti. L’aspirante miss è stata inondata dal calore delle altre partecipanti che hanno condiviso questo traguardo abbracciandola. “Veramente non me l’aspettavo, stento ancora a crederci” ha detto Marika al termine della selezione presentata sempre con magistratura da Erennio De Vita vero animatore e spina nel fianco delle Miss in passerella. “Il sogno è farmi largo nel mondo della moda e dello spettacolo ma vorrei tanto rendermi utile nel sociale: costruire un rifugio in montagna per accudire i cani randagi” ha esclamato Marika. Una fascia di Miss Tricologica che le calza a pennello, con i suoi capelli ricci, un viso armonioso e un sorriso suadente. Le partecipanti sono state acconciate dallo staff di Mariano Amato. Marika Carrillo vorrebbe tanto conoscere Angelina Jolie perché è una donna con classe, fascino ed è molto umile. Tra i suoi hobby la fotografia e la cucina. Si definisce infatti una ottima cuoca: gli spaghetti con le vongole il suo piatto forte. La prossima selezione regionale si terrà proprio in provincia di Caserta: appuntamento il 10 agosto nel grazioso borgo di Galluccio. In palio il titolo di Miss Cinema Campania.

Consorzio ASI di Napoli e Regione Campania. Assicurata la fornitura idrica negli agglomerati

La sinergia tra i due Enti pubblici ha assicurato l’alimentazione idrica nelle aree consorziate nonostante a monte ci fosse la rottura di un grande adduttore idrico. La collaborazione tra Regione Campania e ASI – Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della provincia di Napoli ha permesso di scongiurare disservizi idrici all’interno degli agglomerati. La sinergia tra i due Enti pubblici ha assicurato l’alimentazione idrica nelle aree consorziate nonostante a monte ci fosse la rottura di un grande adduttore idrico, che ha richiesto un complicato intervento di riparazione in corso di ultimazione.   Soddisfatto il Presidente del Consorzio ASI, Giuseppe Romano, il quale evidenzia quanto sia importante la stretta e produttiva collaborazione tra le istituzioni sia per contenere ed evitare disfunzioni, sia per incoraggiare lo sviluppo territoriale: “il disservizio idrico negli agglomerati è stato evitato grazie al costante contatto tra l’Ing. Ciro Pisacane, Responsabile del Controllo e Vigilanza della distribuzione idrica della Regione Campania e i vertici del Consorzio ASI, con il supporto dell’apparato tecnico del Consorzio. La fattiva sinergia è frutto tangibile del più ampio lavoro messo in campo dal tavolo tecnico istituito dalla Regione per affrontare la crisi idrica, cui partecipa l’ASI attraverso il Rappresentante Regionale del Comitato Direttivo ASI, Vincenzo Caso, il quale anche in queste ore è in costante collegamento con la parte istituzionale e con i tecnici dell’Assessorato all’Ambiente per assicurarsi del completamento dell’intervento di riparazione in corso d’opera”.

Pomigliano d’Arco, Vincenzo Caprioli è il nuovo assessore con delega al bilancio.

il sindaco Russo nomina un nuovo assessore: è Vincenzo Caprioli, medico, già vicesindaco nella scorsa amministrazione (2010/2015). Sarà Vincenzo Caprioli, medico e già vicesindaco di Russo nella passata consiliatura, il nuovo assessore con delega al Bilancio, Finanze, Programmazione e Commercio. Il sindaco ha firmato il decreto (numero 20 del 3 agosto 2017) ed ora Caprioli – che nella scorsa gestione deteneva la delega ai lavori pubblici – è di fatto parte della giunta comunale guidata da Lello Russo. Il neo assessore, che nella scorsa tornata amministrativa è stato eletto consigliere comunale nella lista di Forza Italia, lascerà il posto in assise a Domenico (Mimmo) Romano.

Parco Nazionale del Vesuvio, dal Consiglio direttivo il rilancio dell’area protetta

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I danni al patrimonio naturalistico del Parco Parco  Nazionale del Vesuvio   sono ingenti.  Serve un grande progetto, un vero e proprio “piano Marshall” per far sì che si superino tutte le criticità. Il giorno 2 agosto si è tenuto il Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio alla presenza di tutti i Consiglieri e del Presidente. Il parco Nazionale del Vesuvio ha subito uno dei peggiori attacchi della sua storia, una mano criminale ha colpito con l’intento di distruggere la nostra area protetta e al contempo screditare e minare le basi stesse dell’Istituzione che rappresentiamo. Stiamo attendendo i dati e le perimetazioni ufficiali delle aree percorse dal fuoco da parte dei Carabinieri Forestali ma è del tutto evidente che i danni al patrimonio naturalistico sono ingentissimi. Il lavoro intrapreso per il rilancio dell’area protetta da parte del Consiglio, sin dal suo insediamento alcuni mesi fa, andrà avanti con più forza e determinazione di prima. Non ci fermeremo di fronte alla barbarie. Tuttavia, oggi più che mai, l’Ente Parco metterà in campo tutto ciò che è in suo potere per portare il Parco Nazionale del Vesuvio ai livelli delle migliori aree protette internazionali. E’ evidente che dopo questo evento, è cambiato tutto, le linee programmatiche che avevamo tracciato saranno modificate in funzione di questa nuove stagione di cui saremo protagonisti. Oggi serve un grande progetto, un vero e proprio “piano Marshall” per far sì che si superino tutte le criticità che da decenni non hanno permesso al parco di diventare quel motore di sviluppo sostenibile capace di cambiare il corso della storia dell’area vesuviana. Siamo pronti ad una sfida che fa tremare i polsi ma che se vinta potrà cambiare realmente le sorti del territorio vesuviano e delle sue centinaia di migliaia di abitanti. Tuttavia, ciò che deve essere chiaro a tutti, è che la risoluzione dei grandi nodi che attanagliano il nostro territorio passano soltanto attraverso una stretta cooperazione e sinergia tra tutti i livelli istituzionali. Il Parco è pronto ad un impegno totale, il Consiglio a fare scelte politiche forti, ma chiederemo senza mezzi termini a tutte le altre istituzioni coinvolte di fare lo stesso. Come per gli incendi e l’abusivismo, temi su cui l’Ente Parco ha competenze limitate ma in ogni caso non si è tirato indietro dallo svolgere un ruolo di regia e di trait d’union tra i diversi livelli istituzionali competenti su tali problematiche. Ed ancora, sul tema dei rifiuti dove il Parco non ha competenze di intervento ma chiederà e pretenderà con forza che si superino le contraddizioni ancora presenti nel Paro Nazionale del Vesuvio. Contraddizioni che vengono dal passato che il Parco non ha assolutamente contribuito a creare ma che anzi ne ha subito i nefasti effetti sia in termini di tutela alla biodiversità ed del patrimonio naturalistico che di immagine e di autorevolezza istituzionale.  A cominciare dalla eliminazione di tutte le discariche censite presenti nelle cave all’interno del territorio del Parco, cicatrici che è arrivato il momento di rimarginare.