Campania, Confapi jr: «Cresce occupazione, investire su formazione»

Il presidente Marrone: “istituzioni puntino su nuovi profili professionalizzanti”. NAPOLI – «Oltre al Pil, in Campania cresce anche la stima dei nuovi occupati: circa 65mila posti di lavoro tra agosto e ottobre. La rotta è buona ma servono sgravi fiscali, infrastrutture e formazione professionale per trasformare una parentesi felice in una ripresa strutturale». A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli, commentando i dati di UnionCamere-Excelsior. «Il turismo, il terzo settore e soprattutto l'alimentare sono i motori di questo incremento – spiega – che coglie di sorpresa solo chi non conosce le potenzialità della nostra economia e chi ignora i sacrifici che tutti, imprenditori e lavoratori, fanno per operare in un contesto di grande criticità». «La strada è stata tracciata, ora però bisogna intervenire dal punto di vista istituzionale per aiutare questa scintilla a divampare. Sono necessari – aggiunge – percorsi professionalizzanti per specifiche figura, molto richieste dal mercato, e sono altresì necessarie infrastrutture di supporto soprattutto sul fronte della logistica, dei trasporti e dell'accesso alla rete veloce». «Solo in questo modo – conclude Marrone – il trend di crescita diventerà costante, e gli imprenditori potranno, con più tranquillità, investire sul territorio e portare sviluppo e occupazione».

Brusciano. Festa dei Gigli: conclusione con Enzo Avitabile. Cordoglio per Barcellona.

Brusciano 142esima Festa dei Gigli: Grandiose serate finali, 28 e 29 agosto 2017 in Piazza XI Settembre. Lunedì, Notte degli Artisti. Martedì, Concerto Enzo Avitabile e Bottari. Cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico di Barcellona del 17 agosto. La Consigliera Comunale Clelia Cortini, coreografa con la sua “Modern Dance” in attività da più di 25 anni, talent scout dal fiuto sottile, esperta di danza e spettacoli, conquistatrice di premi, nel 1995 a Rieti e Fano, nel 2003 alla Repubblica di San Marino, nel 2004 partecipante al Roma Europa Festival, ha colto ancora una volta nel segno aggiudicandosi, a nome dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Giosy Romano, il Concerto di “Enzo Avitabile e Bottari” per la conclusiva serata del 29 Agosto 2017 della Festa dei Gigli di Brusciano. Due le previste serate finali in Piazza XI Settembre, quella di lunedì 28 Agosto che verrà aperta con una italianissima introduzione estetica prodotta da “Manu Moda Hair Stylist” di Brusciano, insieme ai collaboratori targati “Accademia Barberia Elite”. Si conosceranno le evoluzioni in atto nel mondo dei barbieri che da antichi barbitonsori sono divenuti acconciatori e parrucchieri per uomo e persino consulenti di immagine per l’universo maschile che oltre al “rito della rasatura” è alla ricerca di una sua più completa immagine di genere. Seguirà la “Notte degli Artisti” promossa dalla “Pro Loco Brusciano” presieduta da Antonio Francesco Martignetti, con la partecipazione di artisti di varie discipline. Sul palco di Piazza XI Settembre ci sarà anche una rappresentanza storica del mondo della canzone, con il cantante Luigi Cerciello “Carosone” ed il chitarrista Enzo Di Monda. Simbolicamente verrà passato il testimone alle nuove generazioni emergenti nel campo della musica e del canto, della scrittura e della danza, della pittura e della scultura, del teatro e del cabaret, della fotografia e del videomaking. Questi gli artisti convocati: Emanuela Gambardella, (Danza con Notre Dame de Paris); Carmen Malandrino (Musica leggera); Antonio Carpino (Violinista); Pietro Mingione (Pittura); Giacomo "James" D'alterio (Scultura); Sergio Artruda (Pittura); Giacobbe “Jacob” Granato, (Fotografo e Videomaker); Bons, Felice Granato, (Writer); Typon, Dario Castaldo, (Rapper); Ciro Zellweger (Dj); Emanuele Esposito (Ballerino); Piccoli attori del “Teatro Popolare Napoletano” diretto da Antonio Giorgino e Maria Teresa; I Ficos (Cabaret); Brass Band di Michele Saccone e Mario Gervasio; Mario Palladino (Musicista); Antonio Di Palma “Jack Meneris” (Musicista rock); Squilibrio, Michele Rendina, (Rapper); Tresi Bool, Teresa Sodano, (Cantante); Mimmo Taki, Domenico Modola, (Rapper). Una Festa dei Gigli quella del 2017 che verrà ricordata per alcuni innovativi aspetti organizzativi a garanzia della sicurezza generale, dopo i tragici fatti di Piazza San Carlo a Torino lo scoro 3 giugno, in ossequio alle recenti disposizioni, norme ed indicazioni del Ministero degli Interni, del Capo della Polizia, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Prefettura e Protezione Civile. L’intera durata del grande evento festivo vedrà attivo costantemente il Centro Operativo Comunale, C. O. C., con videosorveglianza e massima attenzione alle zone più densamente frequentate, la telelocalizzazione di tutte le macchine da festa lungo il percorso processionale; il servizio di stewarding, con otto propri referenti, che dovrà essere garantito da ogni Associazione dei Gigli. Massima è la collaborazione alle Forze dell’Ordine. Nei giorni scorsi il Sindaco, Giosy Romano, ha previsto “Una svolta epocale per il nostro paese che seguendo le direttive prefettizie, ci permetterà di potere usufruire di interventi mirati alla sicurezza cittadina stabili e duraturi nel tempo”. Saranno anche vigenti, dal 19 al 29 agosto, le Ordinanze del Sindaco, la n. 35/2017 con divieto di vendita e somministrazione di ogni tipo di bevande in contenitori di vetro, bottiglie bicchieri ecc., e la n. 36/2017 che non permette la vendita ambulante con auto, moto, carrettini, carrelli e similari mezzi di trasporto e distribuzione di vari prodotti. La Regione Campania ha approvato a finanziamento “La Festa dei Gigli 2017-Nel Segno della Solidarietà”, con proprio decreto n° 86 del 17 luglio scorso, nell’ambito delle graduatorie delle “Iniziative promozionali sul territorio regionale”, verificata la validità del progetto presentato dal Comune di Brusciano premiato con 40mila Euro. Dunque all’insegna del binomio “Solidarietà e Sicurezza” verrà svolta la Festa dei Gigli nella sua 142esima edizione 1875-2017 a Brusciano, Città Metropolitana di Napoli in Italia, Europa. Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo nell’inviare le presenti notizie, nella triste ripetuta circostanza dell’attentato terroristico internazionale del 17 agosto in Spagna ha affermato “Esprimo, a nome mio personale, cogliendo anche il sentimento solidale dell’intera Comunità di Brusciano e delle Associazioni dei Gigli, costernazione per la morte ed il ferimento di tante vittime innocenti fra cui due italiani, Bruno Gulotta e Luca Russo, nell’attentato terroristico di Barcellona. Giunga a tutte le famiglie colpite, alla Città di Barcellona, al Popolo e alle Istituzioni della Spagna la vicinanza e il più profondo cordoglio da Tutta Brusciano”.

Coordinamento Nazionale Docenti: “Vicini alle vittime della strage di Barcellona”

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime la propria vicinanza nei confronti del popolo spagnolo e dei familiari dei nostri connazionali uccisi, Bruno Gulotta e Luca Russo.

La strage di Barcellona mette in evidenza l’ondata di odio che sta attanagliando l’Europa. I professionisti del terrore stanno moltiplicando le loro azioni di morte, per seminare paura, disorientamento e xenofobia. Ci si aspetta infatti che il vecchio continente ci si arrocchi su se stesso, alimentando estremismi e discriminazioni. Proprio perché la spirale della violenza possa serpeggiare all’infinito. La strada non è questa. Andrebbero sanate le controversie internazionali, ricorrendo alla forza della ragione e del dialogo; le componenti etniche di ogni paese dovrebbero essere autenticamente unite nel condannare un atto spregevole, che nessuna giustificazione potrà mai ammettere. I fanatismi religiosi vanno isolati e contrastati attraverso un processo educativo / formativo sistemico. Le sterminate periferie urbane degradate, dove l’abbandono scolastico è elevatissimo, costituiscono la coltura batterica più idonea per arruolare nuovi proseliti. Molti potrebbero obiettare che qualche attentatore sembrava perfettamente integrato nella sua società d’adozione; non sappiamo però quale ambiente reale lo abbia accolto, quali incontri lo abbiano accompagnato nella sua vita. E’ ragionevole credere che in un tessuto sociale armonico, gli individui possano cooperare in maniera pacifica. L’ISIS è una piaga internazionale lacerante che va debellata quotidianamente attraverso la diffusione dell’istruzione e la conoscenza dei principi universali dell’uomo. Noi crediamo nella cultura dei valori e nel valore della cultura.

Al Comune di Brusciano la trasparenza non è accessibile on line

Per cercare un atto sul sito internet del Comune di Brusciano si procede per tentativi. Talvolta occorre rivolgersi al personale dell’Ente per scoprire dove scaricare i documenti.  Obbligo di pubblicità e di trasparenza sugli atti fondamentali della pubblica amministrazione, è la regola. Occorre, però, collegarsi ai vari siti internet per comprendere quanto, rispettato l’obbligo di pubblicazione, gli atti siano poi agevolmente rintracciabili. Sul sito del Comune di Brusciano la ricerca sembra quasi labirintica. Scoprirlo è molto semplice. Basta collegarsi al sito dell’ente: http://www.comune.brusciano.na.it/. Cliccando su “Amministrazione trasparente” e spulciando la pagina si trovano i bilanci e pochi documenti, risalenti agli anni passati. Poi più nulla. Nell’archivio degli atti dell’Albo pretorio, invece non ci sono delibere, ordinanze. È un miracolo che si riescano a leggere le determine. Per noi è stato necessario rivolgerci all’addetto stampa per comprendere dove consultare i provvedimenti dell’ente locale. “Bisogna cliccare due volte sul logo dell’Albo pretorio”, ci è stato spiegato. Ma sulla pagina non è comprensibile. Così facendo, alla fine, è apparso il lungo elenco di atti prodotti dal Comune, che evidentemente dovrà avvalersi anche di un addetto preposto l’Albo pretorio, a meno che non voglia dotarsi di un sito accessibile a tutti.

Perché le “caste” del potere dell’Occidente non possono e non vogliono fare guerra ai protettori dei terroristi dello Stato islamico.

Se l’Europa è quella della crisi dell’identità culturale; quella disgregata dalla globalizzazione, dal capitalismo feroce e dagli egoismi; quella in cui viene ucciso a botte Niccolò Ciatti sotto gli occhi di decine di giovani che si limitano a filmare la scena; quella che giudica razzista ogni dubbio sulle politiche di accoglienza dei migranti, allora niente potrà bloccare la strategia di guerra dello Stato islamico e di quei barbari che noi chiamiamo terroristi, e che, non a caso, lo Stato Islamico chiama “soldati”. Lo Stato islamico non attacca Israele, perché sa che la reazione sarebbe terribile ( E. Luttwak). Fa parte integrante dell’orrore di ciò che i terroristi hanno fatto a Barcellona anche la banalità delle espressioni di cordoglio formulate dai rappresentanti delle istituzioni europee (e italiane): è la banalità che nasce dal sentimento dell’impotenza. L’analisi che Edward Luttwak fa del terrorismo islamico e dei modi per combatterlo non mi convince, ma credo che nell’intervista rilasciata a “Libero” due mesi fa egli dica una cosa assai importante: lo Stato Islamico, sunnita, non attacca Israele perché sa che la reazione sarebbe terribile, e poi perché hanno un nemico in comune: gli sciiti dell’Iran. Luttwak, insomma, dà ragione a Houellebecq e a Michel Onfray: dietro i terroristi islamici c’è uno Stato, i cui confini, non geografici, ma ideologici e culturali, sono quelli dell’Islam sunnita, e dunque c’è una strategia: una strategia generale che organizza e coordina le azioni locali: i fatti di Barcellona e di Cambrils confermano le indicazioni rilevate negli attacchi a Nizza, a Parigi, a Londra. Inoltre, Luttwak condivide la tesi di Oriana Fallaci e di Magdi Allam che non esiste un Islam moderato. Certamente esistono singoli credenti islamici che condannano la violenza, ma in questo momento la tendenza dominante nel mondo islamico è il radicalismo: l’hanno alimentato anche gli errori di politica estera degli Stati Uniti e dell’Europa, come la guerra in Afghanistan, e le guerre contro Saddam e contro Gheddafi. Ma ne ha decretato il successo soprattutto la crisi delle democrazie e degli Stati nazionali in Europa: perché il lupo attacca il gregge a partire dalla pecora più debole: è una legge eterna della politica. E perciò non ci meravigliamo del fatto che alcuni “attacchi” sono stati condotti da islamici “integrati”, cresciuti nei quartieri delle città europee. In questi quartieri essi hanno studiato gli aspetti più drammatici della disgregazione sociale prodotta in Occidente dai meccanismi della globalizzazione: la distribuzione iniqua della ricchezza, il disagio economico in cui sprofonda il ceto borghese, la disoccupazione strategica che permette all’impresa di gestire a suo piacimento il mercato del lavoro e di creare masse di “precari”, lo sfascio degli Stati nazionali la cui politica economica viene dettata da organi e da enti sovranazionali, la demolizione sistematica dello Stato sociale, la cancellazione del sentimento dell’identità nazionale e culturale. Gli islamici integrati “vedono” dall’interno che i sistemi democratici sono allo sfascio, che sostanziose parti del sistema sociale non si sentono più rappresentati dalle istituzioni, che si diffonde il populismo, che la politica è ridotta ormai a un mercato delle chiacchiere, in cui il dibattito su una questione gravissima e complicata come quella dei “migranti” si conclude o con la condanna “siete razzisti”, o con l’appello alla carità cristiana. E voglio ricordare ciò che disse Elisabeth Badinter quando, nel Capodanno del 2016, centinaia di donne tedesche vennero molestate a Colonia da gruppi di giovani musulmani: “ Sono quasi trenta anni che cediamo spazi all’Islam radicale per paura di essere giudicati islamofobi..”. Gli islamici integrati hanno visto, davanti alla discoteca di Lloret de Mar, decine di giovani “cristiani” filmare tranquillamente, quasi fosse la scena di un film, il momento in cui Niccolò Ciatti veniva ammazzato di botte da tre ceceni richiedenti asilo. Questa Europa è già pronta a morire di paura: i terroristi “ridono” dei loro massacri – come hanno detto che ridesse la “bestia” delle Ramblas – perché nella loro ferocia omicida confluiscono e si congiungono il radicalismo religioso, l’odio storico, il risentimento sociale, il disprezzo per sistemi politici i cui rappresentanti non sanno dire altro che “Non ci faremo intimidire”, “Barcellona è una città amica”, “Siamo tutti spagnoli”, e altre minestrine di parole, sempre le stesse, come ha notato Paolo Mieli, esortando quei signori a tacere. Perché le minestrine non incantano più nessuno, perché tutti hanno capito, più o meno chiaramente, che gli Stati europei non possono – per le ragioni implacabili imposte dai petrodollari e dal flusso dei capitali – fare guerra ai protettori e ai finanziatori dello Stato Islamico, e poi perché – è il sospetto di qualche analista cinico –gli atti dei terroristi “distraggono” l’opinione pubblica e servono a dare la precedenza alle norme di sicurezza rispetto alla tutela dei diritti personali. Oggi tutti parlano di Barcellona, e nessuno di Regeni e dell’Egitto. Luttwak riconosce che c’è uno Stato islamico, ma dice che non è possibile fargli guerra, anche perché i suoi avamposti già sono saldamente accampati nelle nostre città: egli e Houllebecq temono che si ripeterà, in Europa, il “dramma” dell’agonia dell’Impero Romano, che affidò a Goti e a Vandali le bandiere dell’Impero e il compito di affrontare i Goti e i Vandali invasori. Ma gli Stati dell’Europa, se non sono in grado di condurre una guerra “esterna” contro i protettori e i finanziatori dello Stato Islamico, possono tuttavia intervenire con rapidità cesariana contro gli islamici interni, aprendo le porte del carcere e del viaggio di sola andata anche a chi è solo sospettato di pensare pensieri pericolosi. Sono indispensabili, nell’immediato, servizi di sicurezza allenati e leggi specialissime e inflessibili: Luttwak elogia, almeno in questo, il “sistema” italiano.. In prospettiva è necessario ripensare radicalmente la globalizzazione e il capitalismo, ridistribuire in modo più equo la ricchezza e ricostruire l’identità culturale, a tutti i livelli: insomma è necessario fare in modo che ognuno si senta responsabile del destino degli altri, nel segno di una nuova solidarietà sociale. Se l’Europa rimane quella che è oggi, allora si avvererà la profezia di Houellebecq: l’ Europa sarà uno Stato islamico.    

Riforma della legge quadro sulle aree protette: rivedere le criticità ma procedere per rafforzare i parchi

Le emergenze che stanno interessando le aree protette in queste settimane, in particolare l’azione – di mano anche criminale – contro il nostro patrimonio paesaggistico e boschivo, sono la spia di quanto sia urgente dotare il sistema dei parchi di adeguate e applicabili norme in grado di garantire un futuro allo straordinario patrimonio naturale e culturale che queste aree tutelano e valorizzano. Norme che devono fornire ai parchi fondi adeguati, strumenti e strategie efficaci a contrastare le sfide a cui sono sottoposti, prima tra tutte gli effetti dei cambiamenti climatici, principale fattore di perdita di biodiversità a scala globale, ed essere capaci di coinvolgere e rendere protagoniste le comunità locali ed i diversi stakeholder. Per queste ragioni il Club Alpino Italiano, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, Slow Food Italia e Touring Club Italiano credono che dopo otto anni di discussioni e fermenti sia necessario chiudere nel migliore dei modi la lunga fase che ha accompagnato le proposte di riforma della legge sulle aree protette 394/91 e cominciare a lavorare per rafforzare il sistema dei parchi che forniscono un contributo essenziale alla conservazione di habitat e specie e sono fondamentali anche per l’economia e la tenuta sociale e civile del nostro Paese. Il percorso della riforma è stato controverso e difficile, come faticoso e stentato è stato l’ascolto da parte del mondo politico della voce delle grandi associazioni di protezione ambientale. Tuttavia è urgente, necessario e doveroso uscire da questa lunga fase di trincea e lavorare insieme per recuperare il giusto ruolo per i parchi a partire dal percorso svoltosi fin qui. Nella recente audizione in Commissione Ambiente le cinque associazioni hanno ribadito con chiarezza che non sono poche le novità positive introdotte dalla Camera al testo di riforma della legge 394/91, ma ci sono ancora dei punti che necessitano di essere rivisti. Nella fase in cui si trova la discussione parlamentare, non sappiamo se la rivisitazione delle criticità possa avvenire, attraverso una ulteriore modifica al Senato o attraverso altri strumenti legislativi. Ma, comunque, continuiamo a chiedere al legislatore di farsi carico e rivedere quello che a nostro avviso tocca ancora migliorare nella consapevolezza che questa revisione della 394/91 sia un passaggio non conclusivo, sebbene necessario, verso una nuova fase di rafforzamento dei parchi e delle aree protette del nostro Paese. Club Alpino Italiano, FAI–Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, Slow Food Italia, Touring Club Italiano

Strage a Barcellona, tra i feriti anche un 33enne di Pozzuoli

Nell’attentato di ieri pomeriggio a Barcellona, che ha provocato la morte di 14 persone tra cui due italiani,  è rimasto ferito Gennaro Taliercio, operaio di 33 anni originario di Pozzuoli (Napoli) che si trovava da qualche giorno nella città catalana. La notizia – apparsa sui social – è stata confermata dalla mamma del giovane che risiede in un rione popolare di Pozzuoli alta, in via Artiaco. Il giovane, secondo quanto riferito ai familiari via telefono sarebbe stato colpito di striscio dal furgone degli attentatori riportando leggere ferite, contusione ad una spalla ed escoriazioni ad un braccio e ad una gamba. La sua permanenza nella città catalana doveva protrarsi fino a lunedì prossimo, ma ha fatto sapere che anticiperà a domani il rientro a casa

Napoli, Antonella Giglio (Confapi): più controlli ai presidi di salvataggio sulle spiagge

La vicepresidente Confapi Napoli: i recenti annegamenti sollevano problema sicurezza. Tre morti in mare in Campania la scorsa settimana devono far riflettere sul necessario aumento di controlli ai presidi di salvataggio ”. Lo ha detto Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli, commentando i tragici effetti della mareggiata che ha interessato il golfo partenopeo e quello salernitano, con la perdita di tre vite trascinate nei flutti marini.   “La tragedia a cui abbiamo assistito la settimana scorsa non può essere addebitata soltanto a fattori naturali, vi sono delle innegabili negligenze umane. Sebbene esista infatti una legge che prevede presidi di sicurezza o salvataggio sulle spiagge, almeno ogni 25 metri di costa, troppo spesso il massimo del controllo è un invito alla cautela per i bagnanti in caso di mare agitato, segnalato da apposita bandierina rossa. Occorre un maggiore monitoraggio –reale-  dei litorali, bisogna aumentare la sicurezza sulle nostre coste. I lidi si presentano sempre perfettamente attrezzati di bar, sottoposti a frequenti controlli, ma nessuno si preoccupa di cime, estintori, campane e salvagente. E’ possibile noleggiare ogni sorta di attrezzature sportive sul demanio marittimo,  ma si tralascia colpevolmente la sicurezza.  Bisogna verificare con solerzia la presenza di strumenti di salvataggio lungo le nostre coste, appurarne la funzionalità. E’ necessario, anche applicando severe sanzioni, che ogni stabilimento balneare risulti in dotazione di presidi di sicurezza di qualità e alla portata di tutti, in caso di pericolo. Per quanto sia impossibile cancellare i rischi legati al mare, è nostro dovere fare il possibile per tentare, almeno, di farvi fronte, con gli strumenti che abbiamo a disposizione”.

Campania. Emergenza incendi: arrestato piromane

Si tratta di un uomo di 60 anni. Le sue parole ai Carabinieri subito dopo l’arresto: “Non so perché l’ho fatto, incendio con i fiammiferi”. Arrestato il responsabile degli incendi che dalla mattina del 15 agosto hanno colpito il Monte Faito, nel Napoletano. Si tratta di un 60enne che ai Carabinieri ha raccontato: “Non so perché l’ho fatto, ho preso i fiammiferi e ho dato fuoco”. L’uomo, di Vico Equense (Napoli), già noto alle forze di polizia, in un primo momento ha negato le sue responsabilità. Ma le indagini dei militari, supportate dalle immagini dei sistemi di video sorveglianza comunali, lo hanno incastrato. E così si è ricostruito che l’uomo si spostava con la sua Motoape: fiamme, quelle da lui causate, che hanno cancellato 18 ettari di bosco, che hanno ferito una persona, distrutto case e che hanno visto il coinvolgimento di due canadair, due elicotteri e squadre dei Vigili del fuoco a terra che hanno lavorato incessantemente il 15 e il 16 agosto, soprattutto per impedire che le fiamme potessero propagarsi alle aree residenziali della località Faito.

Pmi, Confapi: su fondi europei Regione Campania da bocciare

Il presidente Falco: «Serve centralizzare la progettazione dei Comuni»

NAPOLI – «Parlare non basta, è un atteggiamento populista che lasciamo ai politici più beceri, noi che rappresentiamo le Pmi abbiamo il dovere di proporre modelli operativi. All’analisi dei fatti, ci sorprende come i gruppi parlamentari si battano per cose, seppur eticamente importanti, come ad esempio i vitalizi, e non su come spendere i fondi dell’Unione Europea. In Italia si sprecano dai 5 ai 6 miliardi ad essere ottimisti ogni anno. E quindi non è possibile fare finta di niente. È accettabile, arrivare ad ogni consiliatura all’emissione di decreti istituenti dei veri e propri calderoni? Calderoni che una volta vengono chiamati «Parco Progetti» e l’altra «Accelerazione della spesa», al fine di contenere tutte le necessità degli Enti Locali che, chissà per quale motivo, prima non erano finanziabili e poi lo diventerebbero. Cosa infatti che non succede, poiché al controllo di secondo livello, tutti i progetti vengono respinti e/o stralciati».

Lo ha detto Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli.

«Siamo quindi, in una situazione in cui, politicamente vi è uno sforzo alla spesa che non corrisponde alla capacità dei richiedenti di progettare ma anche e soprattutto l’incapacità della Programmazione regionale di fare il proprio lavoro e cioè di istruire gli Enti richiedenti e le imprese sui requisiti minimi di accesso. Per non parlare dei valutatori che assistono, “ragioneristicamente”, alla presentazione dei progetti – prosegue Falco –. Di cosa abbiamo bisogno quindi, e qui mi rivolgo all’uomo capace e adeguatamente ostinato nel perseguire il raggiungimento degli obiettivi e cioè al Presidente De Luca, e anche a tutte le istituzioni nazionali di riferimento. Crediamo che si debbano ri-centralizzare le funzioni di progettazione delle opere infrastrutturali da realizzare. Si devono dotare le amministrazioni locali di un parco progetti reale e non sulla carta con una valutazione di priorità dell’intervento in questione. Questa cosa si chiama “Agenzia dello sviluppo del Mezzogiorno” che può fungere – spiega il presidente Confapi – da intermediario, magari per piccoli e medi Comuni per l’accesso ai fondi dell’Unione e quindi all’arrangement della progettazione tecnica ed economico-finanziaria e soprattutto, come accadeva in passato può essere in grado di gestire la priorità dei fondi nazionali per i centri dell’intero Mezzogiorno».

«Continuare così, caro Presidente De Luca, vuol dire continuare a mantenere una classe dirigente e amministrativa incapace, inefficiente e quindi costosa che crea solo nuovi benestanti irresponsabili. Metta quindi mano alla centralizzazione delle proposte di intervento, suddividendo la programmazione per province e metta sul tavolo già da ora i progetti disponibili evidenziandone la fattibilità e la finanziabilità oltre che la priorita; faccia dare senso alle parole programmazione e valutazione agli uffici della Regione. Noi – conclude Falco – siamo con le nostre esperienze sul campo a completa disposizione per darle un contributo che riteniamo importante. Sappiamo che possiamo fidarci di lei».