Sant’Anastasia, il consigliere Coccia: “Affidate i terreni incolti del Parco Nazionale del Vesuvio ai Giovani”
La proposta era stata avanzata già nel 2015. L’obiettivo era quello di “arginare la perdita di terreni produttivi, favorendo così anche la produzione agricola”.
Era luglio del 2015 quando il consigliere comunale di Sant’Anastasia, Raffaele Coccia (Partito Democratico) inviò al Commissario straordinario dell’Ente Parco una nota in cui chiedeva se nel Parco Nazionale del Vesuvio vi fossero terreni incolti o abbandonati da affidare a cooperative di giovani o disoccupati per sviluppare progetti di utilità sociale, incrementando in questo modo la presenza dei giovani sul territorio.
L’obiettivo era quello di “arginare la perdita di terreni produttivi, favorendo così anche la produzione agricola”.
In quella nota si poneva l’accento anche sul fatto che nel territorio di Sant’Anastasia erano presenti (e lo sono ancora) tante aziende agricole che producono e commercializzano prodotti di eccellenza, che puntavano anche a creare una migliore fruibilità del Parco Nazionale del Vesuvio.
“Migliore è lo sfruttamento dei suoli e migliore sarà l’immagine che il territorio stesso acquisirà da questa iniziativa comune”- concludeva la nota.
La questione è quanto mai attuale, dopo i tristi avvenimenti che hanno riguardato il complesso vulcanico Somma-Vesuvio, con buona parte del parco nazionale del Vesuvio che è andata a fuoco.
Era il mese di luglio del 2015 e la risposta del commissario fu: “Giro immediatamente la Sua richiesta a persone dell’Ente più e meglio informate. Compatibilmente con le assenze dovute alle ferie, Le darò al più presto una risposta concreta”. Purtroppo non c’è stata risposta.
Ora la proposta del consigliere Raffaele Coccia è un’altra: “Nell’ultimo consiglio comunale del 19/07/2017 ho chiesto all’amministrazione di costituirsi parte civile nei confronti dei piromani e ho richiesto di stipulare un patto tra il Comune di Sant’Anastasia e il Parco Nazionale del Vesuvio per affidare i suoli incolti ormai da decenni a cooperative di giovani”.
Riguardo i suoli in zone forestali danneggiati da incendi, inoltre, sono presenti all’interno del “PSR 14.20 Campania” due misure, a cui possono partecipare sia i Comuni che il Parco Nazionale del Vesuvio, che finanziano il ripristino dei suoli in questione, e più precisamente le misure sono :
– Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici;
– Sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici.
Fonte foto: rete internet
San Giuseppe Vesuviano, Tommaso Andreoli è il nuovo vicesindaco
Il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano ha conferito la delega di vicesindaco a Tommaso Andreoli, già assessore alle politiche sociali.
Con decreto sindacale n. 12/2017, sottoscritto pochi minuti fa, il Sindaco Vincenzo Catapano ha conferito la delega di vicesindaco a Tommaso Andreoli, già assessore alle politiche sociali, confermando, allo stesso, le altre deleghe già assegnate con proprio decreto n. 2 del 15 giugno 2017. Andreoli sostituisce nel ruolo Dolores Leone.
“Ritengo opportuno affidare il ruolo di vicesindaco all’ass. Tommaso Andreoli – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Catapano – in virtù della sua comprovata esperienza politica ed amministrativa, nonché in forza della sua forte rappresentatività. Difatti, atteso che Nello De Lorenzo ha rivestito sin dall’inizio il ruolo di Presidente del Consiglio comunale, Tommaso Andreoli risulta essere anche il più eletto della coalizione che mi ha sostenuto. Sento di ringraziare Dolores Leone, inoltre, per l’importante lavoro svolto e per il contributo di valore dato a questa amministrazione durante quattro anni e mezzo. Sono sicuro, infine, che Tommaso Andreoli svolgerà il ruolo con altrettanta dedizione e competenza”.
Lo stesso Tommaso Andreoli, a seguito della sottoscrizione dell’atto di accettazione della carica amministrativa derivante dal provvedimento sindacale, ha ritenuto opportuno commentare in questo modo: “ringrazio il sindaco Vincenzo Catapano per la fiducia accordatami – ha dichiarato – fiducia che sento condivisa dai componenti della Giunta e del consiglio comunale. Al mio impegno per la città si aggiunge un’ulteriore responsabilità che affronterò con lo spirito di sempre. Desidero esprimere il mio ringraziamento a Dolores Leone che mi ha preceduto nel ruolo di vicesindaco, svolgendo un lavoro serio e meticoloso”.
Ottaviano, estate medicea: arrivano i fratelli Gallo
L’Estate Medicea torna lunedì 31 luglio con i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo.
Appuntamento alle 21 al Palazzo Mediceo di Ottaviano con lo spettacolo “Sette vizi napoletani”, scritto da Gianfranco Gallo.
I fratelli Gallo in questo spettacolo di teatro canzone raccontano in modo viscerale e coinvolgente i difetti di quel particolarissimo e stupendo angolo di mondo di cui loro stessi fanno orgogliosamente parte. I sette vizi descritti da Gianfranco, sulla falsa riga di quelli capitali, hanno nomi particolari e in gran parte coniati dallo stesso autore: oltre all’immancabile cazzimma, che in alcuni casi è più una virtù che un vizio, ci sono la Bizzuocaria, la Vittimismeria, la Sfrantummazione, la Maschimeschinità, la Scassoneria e la Gomorra.
I due attori condurranno il pubblico in un tour dentro la Napoli più intima in un percorso che prevede risate, momenti altamente ironici ed altri che inevitabilmente spingono lo spettatore a riflettere e ad emozionarsi.
“Estate Medicea 2017” è il ciclo di iniziative voluto dall’amministrazione comunale di Ottaviano per la stagione estiva.
Pollena Trocchia, entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Giacomo
Partono i festeggiamenti per il patrono di Pollena Trocchia, San Giacomo Apostolo. Sabato in Piazza Amodio, arriva Rita Forte, domenica la processione.
Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Giacomo Apostolo, il santo patrono di Pollena Trocchia verso il quale l’intera comunità cittadina è molto devota. Dopo l’omaggio ai caduti di tutte le guerre mediante deposizione di corona d’alloro, in programma giovedì alle 18:30, e, alle 19:00, il concerto del Pomigliano Jazz Festival ai Conetti vulcanici di località Carcavone, venerdì a partire dalle ore 21:30 è previsto lo spettacolo folkloristico in Piazza Amodio con il gruppo Folk SoleLuna. Sabato, invece, allo stesso orario e nello stesso luogo, sarà il concerto della nota cantante e musicista Rita Forte ad allietare la serata del pubblico che, come ogni anno, è atteso in gran numero. Domenica, a partire dalle ore 19:30, processione in onore di San Giacomo Apostolo che percorrerà diverse strade cittadine e al cui termine ci sarà la solenne benedizione sull’intero paese. Alle 22:30, infine, lo spettacolo pirotecnico curato dai fratelli Ciro e Fausto Scudo da Pollena Trocchia.
“La festa in onore di San Giacomo rappresenta uno dei momenti nei quali è più vivo il senso di comunità e in quanto tale va conservata nel tempo e tenuta viva, come fa, anno dopo anno, il Comitato parrocchiale che con amore, impegno e devozione, insieme anche a tanti cittadini volontari, porta avanti la tradizione di fede” ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, ringraziando tutti loro a nome dell’Amministrazione Comunale da lui guidata. “La festa di San Giacomo, col suo intenso programma sia religioso che civile, mette insieme fede e spensieratezza, omaggio al santo e spettacoli, rinsaldando il legame tra i cittadini di Pollena Trocchia e tra questi e San Giacomo e portando in paese anche tanta gente dai comuni limitrofi.
Quest’anno, poi, è affiancata al concerto locale del Pomigliano Jazz Festival, che consente a Pollena Trocchia di vivere così un momento di festa e cultura ancora più intenso” ha detto l’assessore alla Cultura, Margherita Romano.
Passeggiate archeologiche e naturalistiche alla scoperta delle tante “piccole Pompei”
Presentato “Pavn”, il progetto di associazioni, cittadini e Meet Up
Nola e il Vesuvio, gli scavi protostorici di Longola a Poggiomarino e le ville romane di Terzigno. E tanti altri tesori archeologici e naturalistici, tutti dell’area vesuviana e nolana. Tante “piccole Pompei”, che il 3,4 e 5 novembre saranno visitate dai cittadini di Bagheria e da quelli di Torino, da quelli di Pomezia e da altri provenienti da diverse città italiane. Si chiama “Pavn” l’evento organizzato dalla rete dei Meet Up di area vesuviana e nolana e da alcune associazioni locali e semplici cittadini appassionati di naturalismo, studio delle erbe spontanee e soprattutto archeologia. È un acronimo che sta per “Passeggiate archeologiche vesuviano nolano” ed è stato presentato all’enoteca Arci di Somma Vesuviana alla presenza di Roberto Fico, portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle. “Pavn” è una tre in cui ogni Meet Up dell’area, ma anche ogni singolo cittadino o associazione che si senta di aderire, ospiterà un membro di un Meet Up extraregionale o di una associazione di appassionati o un semplice cittadino aderente all’iniziativa, offrendo pernottamento, colazione e spostamento locale. Una sorta di albergo diffuso: pratica che sta facendosi strada negli ultimi tempi.
Durante la tregiorni gli ospiti e gli ospitati visiteranno alcuni dei beni che in due anni il Meet Up di Ottaviano, con un’iniziativa a sostegno di cittadini appassionati e comitati, ha pian piano conosciuto coinvolgendo i gruppi limitrofi. L’evento, infatti, come spiegato alla conferenza, è la naturale prosecuzione di alcune passeggiate iniziate nel 2015, proprio alla scoperta dei tesori nolani e vesuviani. Alla conferenza sono intervenuti Gennaro Barbato, cittadino attivo in varie associazioni e comitati di interesse e tutela archeologica, che da tempo porta avanti una battaglia per la valorizzazione e la crescita del territorio. Giuseppe Fonderico, cittadino attivo del Meet Up Ottaviano, che ha spiegato l’importanza delle passeggiate archeologiche e sul senso e la storia dell’iniziativa. Anna Luigia Nappo, cittadina attiva del Meet Up Ottaviano, che ha raccontato la sua passione per le erbe spontanee edibili e non, che saranno oggetto di ulteriori passeggiate – studio.
A Roberto Fico, invece, sono state affidate le conclusioni dell’incontro.
San Giuseppe Vesuviano, al via gli interventi di manutenzione stradale
Iniziati stamattina i lavori di riqualificazione dei manti stradali di numerose vie della cittadina vesuviana.
Dopo il maxi restyling che ha coinvolto moltissime arterie stradali cittadine, oltre cinquanta completamente riasfaltate secondo criteri tecnici moderni e di elevata qualità, al via il nuovo piano grazie al quale saranno effettuati numerosi nuovi interventi di manutenzione, tesi a garantire una viabilità sicura e senza rischi.
In base al piano di intervento elaborato dai tecnici dell’Ente di piazza Elena d’Aosta, in virtù delle linee guida dettate dall’Amministrazione comunale, si procederà alla riqualificazione di intere porzioni stradali, archiviando, di fatto, l’obsoleta tendenza di procedere esclusivamente a rattoppi occasionali di buche e dislivelli.
Sono iniziati, dunque, questa mattina, i lavori che coinvolgeranno, nei giorni a seguire, via delle Camelie, via Martiri di Nassiriya, via Vecchia Nappi, via Passanti (incrocio via Aielli), via XX Settembre (incrocio via Passanti), via Mattiuli e via Muscettoli (incrocio via Martiri di Nassiriya).
“La città di San Giuseppe Vesuviano è stata abituata per lunghi anni ad interventi occasionali e sporadici, risultati, tecnicamente, non idonei a garantire la presenza di un fondo stradale agevolmente percorribile dai veicoli – sottolinea Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – la programmazione messa in campo, invece, ci consentirà, in due distinti lotti, di proseguire nel restyling delle strade cittadine, riasfaltando ulteriori tratti stradali, che si sommano a quelli già oggetto di intervento”.
(Fonte foto rete internet)
Pollena Trocchia, malumori nella maggioranza Pinto
A poco meno di un anno dalle amministrative, scricchiola la maggioranza Pinto.
Manca poco più di un anno alle amministrative del dopo Francesco Pinto che, per due mandati, è stato eletto sindaco di Pollena Trocchia. In questi ultimi giorni però nei corridoi del palazzo comunale è palpabile la tensione tra il primo cittadino e alcuni consiglieri, da sempre suoi fedelissimi.La questione che sta surriscaldando i banchi della maggioranza è la richiesta di un rimpasto di giunta . Al momento, però, pare che il sindaco Pinto non riesca a fare sintesi con tutta la squadra che lo sostiene.
Lettera in redazione. Sindacatura Di Sarno: prodromi fascisti in salsa vesuviana?
Lettera di critica verso la politica e la stampa da parte di un cittadino.
Cara Direttrice, da quel poco che ho potuto osservare nel corso del primo consiglio comunale dell’era Di Sarno, credo di poter affermare, aimè, che tale consiliatura nasca sotto cattivi auspici. In quell’aula affollata, calda e sudaticcia, ho – purtroppo – assistito ad un paio di episodi, per così dire, estranei al dibattito politico, che delineano il profilo dei personaggi eletti ma anche la passività, o remissività, della stampa.
Ho assistito a due gravi battibecchi tra due consiglieri comunali (di cui non conosco il nome) e due giornalisti; ho potuto constatare che anche piccole cariche elettive sono capaci di attivare il virus del delirio di onnipotenza. Ho assistito ad un tentativo di aggressione nei suoi confronti, direttrice, da parte di uno spettatore-cittadino che con un atteggiamento minaccioso l’ha apostrofata.
Prodromi fascisti in salsa locale con specificità vesuviana? Non so; non ho gli strumenti per affermarlo con certezza. Però, direttrice, una reazione forte, per iscritto, da parte sua, sarebbe stata auspicabile; me la sarei aspettata. Chi si occupa di giornalismo deve difendere ogni giorno il delicato diritto di cronaca, chi scrive dai nostri territori deve tutelare la libera informazione, non deve mai arretrare di fronte a mediocri figuri che con azioni temerarie e toni minacciosi praticano violenze e intimidazioni.
La democrazia si difende ogni istante senza arretrare mai di un solo millimetro; stare zitti non si può, fiancheggiare non si deve, reagire sempre è necessario.
Saluti, Franco Russo
————————————————————-
Risponde Carmela D’Avino
Gentile sig. Russo, la ringrazio per l’attenzione che ci ha voluto dedicare. Ha ragione: un consigliere di maggioranza (Giuseppe Nocerino) ha avuto un battibecco con una nostra giornalista e io sono stata aggredita da un tale che poi ho saputo essere il padre della consigliera comunale Luisa Carmen Feola, con la quale stavo discutendo.
Se dovessi leggere come fatto personale questo inizio di percorso amministrativo del sindaco Di Sarno, ci sarebbe da preoccuparsi. Diciamo che la serata calda e il contesto non hanno infuso la necessaria serenità a coloro che, forti del mandato popolare, rappresentano le istituzioni e in quanto ciò, dovrebbero manifestare la consapevolezza di stare a svolgere un ruolo delicato, in uno spazio sociale e politico animato da molti attori, e in cui i giornalisti svolgono una funzione importantissima. Non voglio assolutamente giustificare nessuno, né tantomeno assolvere me e il giornale che dirigo per la mancata presa di posizione di cui lei mi accusa. Anzi, ne prendo atto e ne faccio tesoro; ha ragione, non bisogna mai abbassare la guardia né lasciarsi sopraffare dalla stanchezza. Il diritto di cronaca e la libertà di informare meritano di essere difesi e rivendicati ogni istante, nei confronti di chiunque e in qualunque situazione.
Colgo l’occasione per ringraziare il sindaco Salvatore Di Sarno e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Sommese che sono intervenuti in mia difesa rassicurandomi che tali episodi non si sarebbero più verificati. «Mai più» – ha detto testualmente il sindaco, ed è lo stesso sindaco che ha fisicamente evitato degenerazioni ulteriori fuori dall’aula. Il diverbio tra la nostra giornalista (Daniela Spadaro) e il consigliere Nocerino nasceva da una circostanza precisa: il consigliere ha chiesto alla collega di allontanarsi dai banchi del consiglio comunale, arrivando persino a invocare l’intervento dei vigili urbani, senza prendere in considerazione il fatto che l’aula consiliare di Palazzo Torino non ha spazi dedicati alla stampa, che un giornalista non può avere dinanzi il pubblico perché deve non solo ascoltare ma anche guardare e fotografare o eventualmente riprendere. La collega non ha ritenuto di dover esasperare toni e animi creando un «caso» perché ritiene – parole sue – di saper ben dimostrare la sua correttezza semplicemente con un’arma, quella del suo mestiere: la penna. Quanto a tutti noi, ricevute scuse e rassicurazioni dalle massime cariche cittadine, non stiamo certo arretrando. Anzi. Il nostro lavoro si difende soltanto così: pretendendo rispetto e continuando a fare il nostro dovere.
La ringraziamo di cuore.
Carmela D’Avino
Scacco alla camorra, preso reggente del clan Polverino
Giuseppe Simioni, attuale reggente del clan Polverino, è stato catturato a Roncione, nel Viterbese. Era tra i 100 latitanti più pericolosi.
Giuseppe Simioli, 50 anni, ritenuto l’attuale reggente del clan camorristico dei Polverino, è stato catturato a Ronciglione, nel Viterbese, grazie a un’operazione dei carabinieri di Napoli in collaborazione con i cacciatori di Calabria e i militari della locale stazione. Era tra i 100 latitanti più pericolosi. Originario di Marano di Napoli, e detto “Petruocelo”, Simioli è stato tradito da uno spostamento.
E’ stato fermato, infatti, dopo essere uscito da un’abitazione dell’agro romano per raggiungere un nuovo nascondiglio.
Latitante dal maggio 2011, è destinatario di quattro ordini di cattura.
L’operazione è tuttora in corso con una perquisizione nella villa di Campagnano di Roma, dove si nascondeva, per accertare le responsabilità di eventuali fiancheggiatori. Simioli da anni conduceva una doppia vita, mantenendo moglie e figlio a Marano di Napoli, ma tenendo in piedi una relazione con una donna ispano-brasiliana dalla quale ha avuto due figli.
Vesuvio basta fiamme: vesuviani in piazza per il piano di emergenza
Centinaia di attivisti provenienti dai Comuni Vesuviani, ma anche da diverse parti della Provincia e della Regione, ieri alle 17 si sono incontrati in piazza Matteotti a Napoli per la manifestazione “Vesuvio: Basta Fiamme!”. L’emergenza incendi che ha devastato il Parco Nazionale del Vesuvio nei giorni scorsi e ancora interessa la Campania, e la relativa gestione della stessa ha spinto gli attivisti a mobilitarsi per esigere dalle Istituzioni preposte un efficace piano di prevenzione, pianificazione del rischio e gestione delle emergenze relative ai disastri naturali ed artificiali, in tutta Italia, come incendi, eruzioni, esondazioni, alluvioni etc. “L’emergenza incendi sul Vesuvio – ha detto Clementina Sasso, attivista, astrofisica ed esperta di vulcanologia – ha messo in luce l’inefficienza dei piani di gestione delle emergenze. Ora che i roghi sono stati domati, si pone il problema delle alluvioni: molti nostri concittadini che abitano sul Vesuvio oggi non hanno potuto partecipare perché temono di lasciare le proprie case per il rischio frane a causa del mal tempo”. “Affinché non ci troviamo nuovamente impreparati di fronte a nuove calamità che potrebbero ripetersi, con conseguenze ancora più gravi – ha aggiunto Ciro Teodonno, giornalista e attivista – chiediamo al prefetto piani di protezione civile, di pianificazione del rischio e gestione delle emergenze”. Tra le associazioni presenti: il Comitato Mo’ Basta di Torre del Greco presieduto dall’avvocato Patrizia Di Donna, l’associzione Mamme Vulcaniche, l’associazione Je so’ pazzo, delegazioni da Salerno, Acerra, Giugliano e diversi altri Comuni. A ritmo di balli popolari e tammorra, i “figli del Vesuvio” da piazza Matteotti hanno percorso via Medina e via San Carlo diretti alla Prefettura piazza Plebiscito .
Questi i punti della istanza da consegnare al prefetto di Napoli:
La verifica dell’esistenza in tutte le città dei piani di protezione civile e degli uffici preposti e, nel caso di inottemperanza una data entro cui realizzarli, pena la decadenza del Sindaco e della Giunta; che questi stessi piani siano portati a conoscenza della cittadinanza con opportuna diffusione e messa in prova in tempi di quiete con esercitazioni e attraverso un dialogo continuo e costante con la popolazione; che sia chiara divisione dei compiti – anche con l’introduzione di pene – e coordinamento tra tutti gli enti: cosa compete ai sindaci, cosa alle regioni, cosa ad altri attori (ad esempio il Parco Nazionale del Vesuvio), cosa allo Stato, perché non si giochi più a scaricabarile sulle nostre vite.
In merito all’emergenza specifica dei roghi che hanno interessato il comparto Vesuviano nell’esposto si chiede, con la massima urgenza: La dichiarazione dello stato di calamità naturale; la valutazione immediata del rischio idrogeologico sui versanti Monte Somma-Vesuvio e la rispettiva messa in sicurezza laddove necessario mediante la manutenzione delle opere preesistenti e/o la realizzazione di nuovi lavori; l’immediata opera di bonifica e ripristino dei versanti e dei boschi interessati dalle fiamme e la messa in atto di un piano di rimboschimento che veda collaborare tutti i soggetti interessati e il controllo degli appalti e delle ditte che si aggiudicheranno la gara, con la messa in sicurezza dei sentieri mediante l’abbattimento degli alberi pericolante e irrimediabilmente persi; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; l’aumento dell’attenzione nei confronti della tematica incendi boschivi con un aumento delle forze in campo, in termini numerici di mezzi e uomini, dei personale con formazione adatta al fine; la revisione dei ruoli nelle operazioni direzionali delle operazioni di spegnimento con la restituzione al corpo dei carabinieri forestali della suddetta competenza, la cui deprivazione è stata una delle cause principali della fallimentare gestione dei roghi e della successiva evoluzione degli stessi in disastri ambientali come questo accorso nel Parco Nazionale del Vesuvio; la rendicontazione delle attività di prevenzione antincendio svolte dalle istituzioni e dagli enti preposti, quali ad esempio l’Ente Parco del Vesuvio, previste nel piano AIB dello stesso.
Rimasti in piazza sino alle 20 gli attivisti non sono stati ricevuti dal prefetto, per assenza dello stesso come è stato riferito. L’esposto è stato consegnato alla polizia che ha assicurato di consegnarla al prefetto.

