La Corte dei Conti condanna dieci consiglieri regionali al rimborso di oltre 220mila euro: è danno erariale

Alberghi, sedi di partito (una anche a Somma Vesuviana), cene, collaboratori mai pagati, meccanici e benzina, soggiorni in hotel per amici e parenti. Dopo la sentenza di dicembre scorso che vide ben 56 condanne, ora altri dieci esponenti (alcuni rieletti) del consiglio regionale campano dovranno mettere mano al portafogli per restituire somme che, stando alle sentenze della Corte dei Conti, non erano loro dovute. Una prima stangata della Corte dei Conti sui consiglieri regionali campani, in merito ai rimborsi utilizzati impropriamente, era arrivata a dicembre scorso con ben 56 condanne: quasi tutto il consiglio regionale insediato nel periodo 2010/2015 fu condannato a risarcire un danno erariale di oltre un milione di euro, con somme che andavano, consigliere per consigliere, da 4 o 5 mila euro a più di 20mila. Cinquantasei nomi su sessantaquattro presenti in consiglio risultavano coinvolti, compresi quelli rieletti nel 2015: erano esponenti di Forza Italia, dell’Udc, del Pd. In pratica finirono tutti nel mirino per via del «fondo dell’assistenza alle attività istituzionali» introdotto dalla legge regionale del 2000. Percepivano, in pratica, 30mila euro (prendendo ad esempio il solo anno 2011) in aggiunta allo stipendio da consigliere regionale. Questi soldi dovevano essere impiegati per contratti di collaborazione, acquisti di beni e servizi ben specificati. Erano utilizzati, invece, per pagare le quote ai partiti, alle associazioni e alle fondazioni private, per pagare ristoranti, cellulari, automobili, abitazioni private spacciate come segreterie politiche e via dicendo. La Guardia di Finanza scoprì, incrociando i dati, che i soldi spesso non venivano versati ai collaboratori dichiarati dagli stessi consiglieri. Gli accertamenti penali si conclusero con il non luogo a procedere ma il filone contabile è tutt’altra storia. Quella legge che introduceva il fondo di assistenza fu poi parzialmente abrogata nel 2012 (da allora bastò una autodichiarazione, tutto più semplice) per cui le indagini si concentrarono sul solo anno precedente. Le somme contestate furono poi ridotte dei due terzi e gli avvocati dei consiglieri regionali implicati, presentarono appello per dimostrare la non sussistenza delle irregolarità rilevate dalla sentenza di primo grado. La settimana scorsa altre condanne, per dieci consiglieri regionali, si sono aggiunte e la Corte dei Conti li obbliga a restituire tutte le somme che vanno in totale a costituire un danno erariale di oltre 220mila euro. Conti al ristorante, alberghi dove soggiornavano anche amici e parenti, affitti di sedi, case ed uffici in tutta la Campania. Dunque, le sentenze emesse nei confronti di dieci ex consiglieri regionali si uniscono a quelle di dicembre nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi illeciti. Per Cobellis un primato da record: dovrà restituire oltre 66mila euro. Il consigliere di Vallo della Lucania ha messo in conto spese e si è fatto rimborsare, stando alla sentenza, benzina per i viaggi, affitti, pernottamenti per terzi in hotel. Un po’ meno tutti gli altri (Oliviero si attesta sui 30mila) che hanno annotato spese per sedi di partito e addobbi per manifestazioni elettorali. Nonché soldi mai versati ai collaboratori. COBELLIS Luigi € 66.362,169 CONSOLI Angelo Giancarmine, € 10.440,03 FOGLIA Pietro € 20.621,411 IACOLARE Biagio € 26.318,00 MOCERINO Carmine, € 10.821,00 OLIVIERO Gennaro € 29.851,31 MUCCIOLO Gennaro, 31.690,31 SOMMESE Carmine € 25.920,34 MAISTO Pietro € 5.751,00 VESSELLA Annalisa € 1.260,00    

Casalnuovo, scaricano liquami nella fogna pubblica: denunciati dai carabinieri

E ad Acerra rogo tossico provocato da un camion in fiamme.    L’autobotte per espurgo con l’insegna di una ditta di Acerra è stata fotografata e filmata dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e dai Volontari Antiroghi. Gli ecologisti hanno notato che le idrovore del mezzo stavano scaricando liquami liquidi, prelevati da un vicino esercizio commerciale, direttamente nella fogna comunale. A quel punto sono stati allertati i carabinieri. Sul posto sono giunti i militari della tenenza di Casalnuovo, diretti dal luogotenente Fernando De Solda e coordinati dal comandante della compagnia di Castello di Cisterna, il capitano Tommaso Angelone. Gli operai della ditta e l’automezzo sono stati controllati. Alla fine è stato accertato che l’auto espurgo aveva effettivamente scaricato liquami nella fogna pubblica. I carabinieri hanno quindi inviato un’informativa di reato alla procura della Repubblica di Nola. Con le nuove norme in materia lo scarico abusivo di rifiuti, utilizzando peraltro impianti pubblici, ora è punito piuttosto severamente. C’è inoltre un brutto episodio da segnalare. L’ambientalista Cannavacciuolo ha denunciato ai carabinieri di essere stato minacciato di morte mentre sul posto riferiva ai militari quanto aveva visto. La minaccia sarebbe stata pronunciata da un individuo giunto nei pressi di via Benevento, dove cioè i militari dell’Arma hanno effettuato il controllo. L’intera vicenda si è consumata tra le 12 e le 15 di ieri, giornata che ha fatto registrare nel territorio un altro brutto bollettino sul fronte ambientale. Nel pomeriggio, infatti, proprio a poca distanza dal blitz dei carabinieri, un camion carico di scarti di plastica e di attrezzature in disuso ha preso fuoco sullo svincolo dell’asse mediano Casalnuovo-Acerra. L’incendio sarebbe stato provocato dallo scoppio di uno pneumatico dell’automezzo. Quindi l’ennesima, enorme nuvola nera tossica si è dipanata sui terreni agricoli e sulle casi circostanti. La circolazione in direzione Afragola è stata momentaneamente interrotta per consentire ai vigili del fuoco di intervenire. Le fiamme sono state spente in poco tempo.

V. Migliaro, J.P. Sartre, J.Fante: il significato “artistico” della peluria sul labbro superiore delle donne napoletane

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Nella lunga galleria letteraria della donna napoletana hanno un posto di rilievo i complicati e crudi ritratti di Jean Paul Sartre e di John Fante, che vollero rappresentare, con un naturalismo esasperato, la versione plebea di una Grande Madre campana, trasferitasi nei vicoli di Napoli. Le molte cose che Migliaro dice nel ritratto della sorella Adalgisa. “Domenica ho incontrato una ragazza che camminava sotto il sole forte. Tutta la faccia le si contraeva dalla parte sinistra per ripararsi dal bagliore. L’occhio sinistro era chiuso e la bocca faceva una smorfia: ma il lato destro era perfettamente immobile e pareva morto. E l’occhio destro, spalancato, azzurro, trasparente, brillava come un diamante e rimandava i raggi del sole con l’indifferenza disumana di uno specchio o del vetro di una finestra. Era abbastanza spaventoso, ma di una strana bellezza: l’occhio destro era di vetro. Solo a Napoli il caso può conseguire una simile riuscita: una ragazza miserabile, con una miserabile vita minerale in mezzo alla povera carne, come se le avessero strappato un occhio per addobbarla più sontuosamente.” Lo scriveva J.P. Sartre nel 1936. E scriveva anche che “la carne delle napoletane aveva un aspetto di bollito sotto il sudiciume” e che dalle guance si poteva tirar via brandelli di pelle. “Vidi con sollievo le labbra baffute di una ragazza: se non altro sembravano crude”. Racconta Gaetano Afeltra che Sartre era venuto a Napoli, accompagnato da Simone de Beauvoir, per scoprire fino a che punto la città reale corrispondesse a quella che la sua immaginazione aveva “visto” nei libri dei viaggiatori dell’Ottocento. Alla fine, il filosofo concluse che Napoli era una città “sifilitica”. Venti anni dopo arrivò a Napoli uno dei più grandi scrittori americani del sec.XX, John Fante, oriundo, per parte di padre, di Torricella Peligna, in provincia di Chieti. Egli parlò di Napoli in alcune lettere, pubblicate postume in un libro che nell’edizione italiana si intitola “Tesoro, è tutta una follia”. Le donne napoletane gli suggerirono immagini forti e complicate: “Le donne di Napoli sono grasse come maiali. Con vestiti sciatti, di solito neri, macchiati di pomodoro, urina, lardo, o cacca di bimbo. I seni arrivano alle ginocchia e le loro natiche pendono come dei palloncini.”. E tuttavia sono “meravigliose, seducenti”. Lo scrittore americano cercò di spiegare questa rumorosa contraddizione attribuendo agli uomini napoletani una certa inclinazione per l’eros “animalesco”, che li spingerebbe a preferire “donne corpulente e abbrutite con pance poderose”, ma “con occhi che abbiano guardato Dio”. In un articolo del 1999, rivolgendosi direttamente ai Mani di Fante che era morto sedici anni prima, Nello Aiello ricordò che le donne napoletane avevano suscitato l’ammirazione di Goethe e di Lamartine, ma non poté negare che anche Malaparte e la Ortese non erano stati teneri con loro: alle donne di Partenope i due non avevano attribuito nemmeno la forza dell’attrazione sessuale, che da Sartre non era stata esclusa e che Fante aveva visto chiaramente. Il francese e l’americano rappresentano una realtà di cui l’immaginazione letteraria porta in primo piano e amplifica alcuni caratteri estremi: entrambi conoscono il mito di Napoli, la sola città del mondo antico che sia sopravvissuta nel mondo contemporaneo, e disegnano la donna napoletana come simbolo di questa immortalità, come una Grande Madre, una Mater Matuta campana (v.foto in appendice), che è diventata plebea e si è trasferita nei vicoli. Vincenzo Migliaro non nasconde la peluria sul labbro superiore della donna che nel quadro che correda l’articolo è ritratta come una ricca borghese: la prospettiva ravvicinata, “famigliare”, ci conferma che la donna è Adalgisa, la sorella del pittore.  Il ventaglio ha la funzione di guidare l’attenzione di chi osserva sulla collana, sul cammeo e sul volto. Non si può dire che sia un volto bello, e il pittore ne ritrae le linee naturalisticamente: egli sa che la bellezza, malinconica e fragile, della sorella sta tutta nei grandi occhi, gli occhi che “hanno guardato Dio”. La peluria sul labbro superiore ci parla dei saldi costumi morali della donna, confermati del resto dalla lampada accesa davanti all’immagine della Vergine Addolorata: come ci dicono i verbali di polizia di fine Ottocento, solo le donne di malaffare usavano depilarsi integralmente. Ma quella peluria, segno di un florido vigore ormonale, ci dice anche che Adalgisa è donna da marito, è preparata al ruolo di Madre: non a caso il comò e la campana di vetro ci ricordano che la donna sta nella sua camera da letto, raffigurata da Migliaro anche nel quadro “Donna allo specchio”, e che la pudicizia, rappresentata dai fiori secchi sotto la campana, purifica la sensualità, di cui sono simboli la caraffa con l’acqua per i fiori freschi, gli anelli, lo scialle elegante, e la bocca dipinta con un tocco di squillante carminio: e visto che c’è, questa peluria viene usata dal pittore anche per sottolineare la vitalità fascinosa di quelle labbra. Dunque, la donna “baffuta è sempre piaciuta” per più di una ragione.
” Statua della Mater Matuta, Museo di Capua”

Somma Vesuviana, 1° raduno di auto e moto d’epoca

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Domenica 30 luglio 2017 in piazza Vittorio Emanuele III, si svolgerà il primo raduno di auto e moto d’epoca Una passeggiata nel passato, che vedrà come protagonista la città di Somma Vesuviana. Si svolgerà infatti, Domenica 30 Luglio, in piazza Vittorio Emanuele III, il primo raduno di auto e moto d’epoca, un evento promosso dal CLUB AS.G.A.M.DE, che dal 2009, è attivo sul territorio in questo ambito di promozione di mostre e raduni. Un programma definito e organizzato come segue: – Ore 8:30 Consegna colazione e gadget – Ore 11:30 Chiusura iscrizioni e partenza per giro turistico del paese. (Durante il giro sarà poi possibile degustare un aperitivo ed un buffet offerto dal club) – Ore 13:00 Ritorno a Somma Vesuviana per premiazioni e saluti La manifestazione, sarà accompagnata con musica folcloristica sommese dalla “Paranza mamma pacchiana re gavete”, con la partecipazione speciale del “Vespa Club” di Somma Vesuviana. (fonte foto: rete internet)

Mariglianella, Consiglio Comunale approva assestamento di bilancio

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L’Assestamento di Bilancio è stato approvato con il voto favorevole della compatta Maggioranza guidata dal Sindaco, Felice Di Maiolo. A Mariglianella, nella giornata di ieri, si è svolta regolarmente la seduta pubblica ordinaria del Consiglio Comunale convocata e presieduta dal Dott. Vincenzo Esposito. Questo il principale punto all’ordine del giorno: “Assestamento generale di bilancio e  salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2017/2019, ai sensi degli articoli 8 e 139 del Decreto legislativo n. 267 del 2000”. A relazionare in merito è stato il competente Assessore al Bilancio, Dott. Arcangelo Russo, il quale ha dichiarato che “dopo attenta analisi ed accurata verifica dei responsabili dei servizi si è giunti alla necessità, per l’Ente, di effettuare una piccola variazione di Bilancio pari a 19.301,00 Euro. Tale somma è totalmente compensata da economie nella gestione delle spese. Nel quadro generale la salvaguardia degli Equilibri di Bilancio è garantita, come accertato dal positivo parere del Revisore e viene rispettato il Patto di Stabilità”. L’Assestamento di Bilancio è stato approvato con il voto favorevole della compatta Maggioranza guidata dal Sindaco, Felice Di Maiolo. La Minoranza, parzialmente presente alla Seduta Consiliare ha espresso il proprio voto contrario. A seguire, nell’ordine del giorno dei lavori consiliari, con relatore il Segretario Comunale, dott. Gianluca Pisano, vi erano 4 debiti fuori bilancio. Essi sono stati coerentemente approvati dalla stessa Maggioranza, trattandosi di sentenze esecutive, due del Giudice di Pace di Marigliano e due del Tar Campania, sezione di Napoli. Nelle parole del Sindaco, Felice Di Maiolo, “Assestamento di Bilancio e debiti fuori bilancio, che per legge vanno votati, sono temi di un Consiglio Comunale prettamente tecnico. Ma l’importante è avere assicurato l’Equilibrio di Bilancio. Tanti Enti sono in difficoltà e stentano a raggiungerlo. A Mariglianella con la nostra oculata azione di Amministratori Comunali, con le competenze dei responsabili dei servizi, con la solidità e la coesione della Maggioranza, possiamo cogliere tali positivi obiettivi. E per questo esprimo a tutti loro la mia gratitudine”.

Tragedia ad Acerra: padre di famiglia cade dal primo piano e muore

La polizia: una sfortunata fatalità.     Non si sa come ma sta di fatto che intorno alla mezzanotte di ieri Giovanni Granata, quarantenne  sposato e padre di tre figli, ha preso un brutto scivolone sul balcone di casa ed è precipitato al suolo. Sembrava una caduta tutto sommato controllabile, dal primo piano appena, di quelle che al massimo possono procurarti delle fratture. E invece Giovanni, originario di Casalnuovo, ha avuto la sfortuna di battere la testa su una fioriera di cemento che si trovava proprio sotto il punto in cui si è schiantato, in via San Francesco d’Assisi, nel centro cittadino. Quando i sanitari del 118 lo hanno raccolto da terra era ancora vivo. E’ morto nella rianimazione dell’ospedale. « Non è stata necessaria l’autopsia: le indagini hanno stabilito con certezza che si è trattato di una tragica fatalità », fanno sapere gli agenti del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano.  I funerali di Giovanni Granata si terranno domattina, nella chiesa dell’Annunziata, alle 10. Dopodiché la salma sarà tumulata nel cimitero della vicina Casalnuovo.

Arresto del piromane del Vesuvio, l’elogio ai Carabinieri del sindaco di Ottaviano

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Il sindaco Capasso: “Complimenti ai carabinieri e alla magistratura per le indagini che hanno portato all’arresto del piromane di Torre del Greco” Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco, hanno identificato ed arrestato un uomo di 24 anni, ritenuto responsabile di aver appiccato nei giorni scorsi, l’incendio che ha devastato oltre 10mila metri quadrati di Parco Nazionale del Vesuvio. In merito all’arresto del piromane, si è espresso anche Luca Capasso, sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio: “Complimenti ai carabinieri e alla magistratura per le indagini che hanno portato all’arresto del piromane di Torre del Greco: è stato fatto un lavoro egregio, in tempi rapidi. È un segnale importante, anche per far comprendere che chi trasgredisce la legge non resta impunito. Tuttavia  è evidente che il discorso sulla vicenda degli incendi sul Vesuvio è tutt’altro che chiuso: bisogna individuare ulteriori responsabili perché gli attacchi al vulcano sono arrivati da più parti, bisogna chiarire ancora molte cose e verificare cosa è successo davvero quei giorni. Tutto ciò le forze dell’ordine e i giudici lo sanno benissimo e, ne sono certo, stanno lavorando e lavoreranno ancora su questo fronte”.          

Somma Vesuviana, aggredito un dipendente della Geset

Commerciante prende a sprangate un dipendente della Geset: il blocco del conto corrente in seguito a tasse non pagate gli ha fatto perdere il lume della ragione e ideare una spedizione punitiva ai danni di un impiegato individuato quale “responsabile”. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri La Geset, società privata incaricata dal Comune per la riscossione delle tasse,  può  bloccare  i conti correnti dei debitori non in regola, regolarmente messi in mora e più volte avvisati, tramite il pignoramento conto terzi. Bene. E’ ciò che è accaduto a un commerciante locale che, non in regola con le tasse  da  qualche anno, si è visto bloccare il proprio conto corrente, cosa che lo ha portato a premeditare e a realizzare una spedizione punitiva nei confronti di uno dei dipendenti della  Geset. Il malcapitato, attualmente in ferie, ieri mattina  stava chiacchierando con alcuni amici nei pressi della scuola primaria  a Rione Trieste quando un uomo a bordo di una moto gli si è avvicinato e ha iniziato a inveire contro di lui con epiteti  e minacce ritenendolo  colpevole -secondo lui -di avergli bloccato il conto. Non contento, stando a quanto raccontano i testimoni che hanno assistito all’aggressione, l’uomo se ne sarebbe andato per poi ritornare dopo pochi minuti con una spranga di ferro. Con la stessa ha malmenato il dipendente geset colpendolo più volte e poi ha continuato a sfogare la sua rabbia sull’auto del malcapitato. L’intervento dei vicini, che hanno chiamato i carabinieri, ha messo in fuga il folle. Il dipendente è stato accompagnato in ospedale dove è stato medicato e ritenuto guaribile in pochi giorni. Ovviamente  ai carabinieri, intervenuti sul posto, è stata sporta regolare e dettagliata denuncia.

La Fiat di Pomigliano chiude per ferie nella speranza di nuove produzioni

  Oggi si fermerà la catena. Sarà riattivata il 29 agosto. Alle 21 e 30 chiuderà per ferie la fabbrica più grande del Mezzogiorno, la Fiat di Pomigliano o, come il segno dei tempi vuole, la Fca di Pomigliano. Lo stabilimento della Panda riaprirà i battenti alla fine del mese, il 29 agosto: ferie posticipate dopo che era stato previsto il rientro il 23. Quindi il contrordine, il 20 luglio scorso: quasi una settimana di fermo in più. Insomma, tornano le stagioni delle chiusure agostane quasi complete, dettate però dalle nuove esigenze di mercato. Sarà una chiusura lunga, come non si era quasi mai vista a Pomigliano. Flessibilità estrema, ritmi forsennati e regole sindacali stravolte sono la regola da queste parti dal 2011. A Pomigliano inoltre resta un “problemino”: la cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale, spalmato su circa 3mila dei 4500 addetti attraverso i contratti di solidarietà, terminerà nel settembre del 2018. Ma per garantire un futuro stabile a tutti i dipendenti sarà necessario avere due nuovi modelli, visto che la Panda resterà a Pomigliano fino a tutto, o quasi tutto, il 2019. Dopodiché la nuova versione dell’utilitaria sarà prodotta in Polonia. Si prevede invece un solo nuovo modello, una vettura Alfa Romeo di fascia Premium. A questo punto la prospettiva occupazionale è che tra la fine del 2018 e il 2019 potrebbero tornare al lavoro pieno tutti i dipendenti della fabbrica partenopea per poi finire nuovamente in cassa integrazione, e non si sa attraverso quali modalità. Soltanto un successo strepitoso, e immediato, del nuovo modello di fascia premium potrà far rivivere i fasti di una Pomigliano finalmente motore trainante della Campania. Il tutto a meno di altre e, si spera, piacevoli sorprese per tutti.

Sant’Anastasia, il consigliere Coccia: “Affidate i terreni incolti del Parco Nazionale del Vesuvio ai Giovani”

La proposta era stata avanzata già nel 2015. L’obiettivo era quello di “arginare la perdita di terreni produttivi, favorendo così anche la produzione agricola”. Era luglio del 2015 quando il consigliere comunale di Sant’Anastasia, Raffaele Coccia (Partito Democratico) inviò al Commissario straordinario dell’Ente Parco una nota in cui chiedeva se nel Parco Nazionale del Vesuvio vi fossero terreni incolti o abbandonati da affidare a cooperative di giovani o disoccupati per sviluppare progetti di utilità sociale, incrementando in questo modo la presenza dei giovani sul territorio. L’obiettivo era quello di “arginare la perdita di terreni produttivi, favorendo così anche la produzione agricola”. In quella nota si poneva l’accento anche sul fatto che nel territorio di Sant’Anastasia erano presenti (e lo sono ancora) tante aziende agricole che producono e commercializzano prodotti di eccellenza, che puntavano anche a creare una migliore fruibilità del Parco Nazionale del Vesuvio. “Migliore è lo sfruttamento dei suoli e migliore sarà l’immagine che il territorio stesso acquisirà da questa iniziativa comune”- concludeva la nota. La questione è quanto mai attuale, dopo i tristi avvenimenti che hanno riguardato il complesso vulcanico Somma-Vesuvio, con buona parte del parco nazionale del Vesuvio che è andata a fuoco. Era il mese di luglio del 2015 e la risposta del commissario fu: “Giro immediatamente la Sua richiesta a persone dell’Ente più e meglio informate. Compatibilmente con le assenze dovute alle ferie, Le darò al più presto una risposta concreta”. Purtroppo non c’è stata risposta. Ora la proposta del consigliere Raffaele Coccia è un’altra: “Nell’ultimo consiglio comunale del 19/07/2017 ho chiesto all’amministrazione di costituirsi parte civile nei confronti dei piromani e ho richiesto di stipulare un patto tra il Comune di Sant’Anastasia e il Parco Nazionale del Vesuvio per affidare i suoli incolti ormai da decenni a cooperative di giovani”. Riguardo i suoli in zone forestali danneggiati da incendi, inoltre, sono presenti all’interno del “PSR 14.20 Campania” due misure, a cui possono partecipare sia i Comuni che il Parco Nazionale del Vesuvio, che finanziano il ripristino dei suoli in questione, e più precisamente le misure sono : Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici;   – Sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici. Fonte foto: rete internet