Oggi si fermerà la catena. Sarà riattivata il 29 agosto.
Alle 21 e 30 chiuderà per ferie la fabbrica più grande del Mezzogiorno, la Fiat di Pomigliano o, come il segno dei tempi vuole, la Fca di Pomigliano. Lo stabilimento della Panda riaprirà i battenti alla fine del mese, il 29 agosto: ferie posticipate dopo che era stato previsto il rientro il 23. Quindi il contrordine, il 20 luglio scorso: quasi una settimana di fermo in più. Insomma, tornano le stagioni delle chiusure agostane quasi complete, dettate però dalle nuove esigenze di mercato. Sarà una chiusura lunga, come non si era quasi mai vista a Pomigliano. Flessibilità estrema, ritmi forsennati e regole sindacali stravolte sono la regola da queste parti dal 2011. A Pomigliano inoltre resta un “problemino”: la cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale, spalmato su circa 3mila dei 4500 addetti attraverso i contratti di solidarietà, terminerà nel settembre del 2018. Ma per garantire un futuro stabile a tutti i dipendenti sarà necessario avere due nuovi modelli, visto che la Panda resterà a Pomigliano fino a tutto, o quasi tutto, il 2019. Dopodiché la nuova versione dell’utilitaria sarà prodotta in Polonia. Si prevede invece un solo nuovo modello, una vettura Alfa Romeo di fascia Premium. A questo punto la prospettiva occupazionale è che tra la fine del 2018 e il 2019 potrebbero tornare al lavoro pieno tutti i dipendenti della fabbrica partenopea per poi finire nuovamente in cassa integrazione, e non si sa attraverso quali modalità. Soltanto un successo strepitoso, e immediato, del nuovo modello di fascia premium potrà far rivivere i fasti di una Pomigliano finalmente motore trainante della Campania. Il tutto a meno di altre e, si spera, piacevoli sorprese per tutti.



