Con questa lettera in redazione, un nostro lettore muove critiche a quello che definisce “eccessivo fanatismo” degli amministratori locali visto durante il concerto di Gigi Finizio.
Gentile direttrice, le chiedo la pazienza di ospitare questa mia.
Anch’io ho partecipato alla festa di San Gennaro a Somma Vesuviana e della cosa sono contento, perché la festa patronale è parte della storia di una realtà cittadina ed è bene che venga organizzata, mescolando il sacro col profano.
Le dirò, sono rimasto particolarmente perplesso dal fanatismo che tanti hanno inscenato nei pressi del camper di quella popstar regionale, il sig. Finizio Luigi, che tanto successo di pubblico ha riscosso. La mia ignoranza in materia è enorme, per cui non mi avventuro in nessuna disquisizione su testi e melodie.
Le mie perplessità sono diventate cocenti delusioni quando ho visto che tra i fanatici in fila per scattare l’immancabile foto con divin cantante (l’ormai famigerato selfie), vi era larga e qualificata parte della maggioranza politica che regge le sorti della nostra amata comunità sommese. Sindaco, assessori, consiglieri comunali…
Sarò all’antica, ma penso che la serietà del ruolo, l’importanza del compito, non vada mai dismessa, né dimenticata; il ruolo pubblico è tale sempre. Addirittura penso che esso svolga una delicata funzione educativa, perché quel ruolo investe le istituzioni, la loro sacralità, il bisogno di rispettarle. Vedere queste persone affollarsi nei pressi di un camper, pretendere un posto in prima fila, proprio in ragione dello status politico, è stato triste.
Ma voglio essere fiducioso. Mi aspetto che l’amministrazione organizzi qualche giornata dedicata a temi importanti, chessò, un percorso sulla legalità, che veda coinvolte le scuole e gli studenti, in cui le star siano personaggi che con la loro azione, il loro coraggio, la loro competenza, rinforzino le istituzioni e rappresentino, essi, sì, un modello da invidiare e perseguire.
Anche e soprattutto di questo ha bisogno la nostra comunità, per evitare di cadere preda della superficialità, del menefreghismo e del proprio interesse particolare.
Resto in fiduciosa attesa. Per intanto, ringrazio Il Mediano per la cortese ospitalità.
Franco Russo
«Che San Gennaro protegga Acerra da ciniche e sorde istituzioni che vogliono trasformare il territorio in un polo dei rifiuti ». Con queste parole “di fuoco” il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, si è rivolto al santo dei santi napoletani, lunedi sera, dall’altare della basica di San Giorgio Maggiore, a Napoli, davanti a un migliaio di fedeli giunti in pellegrinaggio dai sei comuni della sua diocesi. L’occasione colta al balzo dal prelato per puntare l’indice contro la Regione Campania – “rea” di aver dato un primo via libera all’arrivo, nell’agro acerrano, di due impianti per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti pericolosi – è stata la consegna al cardinale Crescenzio Sepe dell’olio votivo che ogni anno, a turno, una diocesi della Campania dona al patrono di Napoli. E quest’anno la donazione dell’olio è toccata alla diocesi retta proprio da monsignor di Donna, vescovo che un giorno si e l’altro pure tuona contro le scelte politiche sullo smaltimento dei rifiuti, dal termovalorizzatore alle discariche abusive, dalle ecoballe all’insediamento delle aziende specializzate nel trattamento degli scarti. Intanto, durante l’ “omelia di San Gennaro”, pronunciata la sera del 18 settembre scorso sotto gli occhi compiaciuti del cardinale Crescenzio Sepe e di una folla che ha riempito la grande basilica partenopea, Di Donna è stato duro nei riguardi di quelle che ha definito « istituzioni ciniche e sorde ». « Se prima si invocava la protezione di san Gennaro per calamità naturali, peste ed eruzioni, oggi – ha detto il vescovo di Acerra – dobbiamo chiedere aiuto a lui contro i mali prodotti dalla mano malvagia e corrotta dell’uomo: la corruzione, la disoccupazione e, nel caso dell’agro acerrano, l’inquinamento ». Il tono dell’omelia si è fatto più fosco quando il vescovo ha elencato i nomi dei bambini della diocesi morti di cancro negli ultimi tempi. « L’aumento dei tumori dell’infanzia preoccupa l’intera comunità – l’allarme del prelato – nonostante l’informazione tenda a rassicurare o addirittura negare ». « Altro che «stili di vita» – ha ammonito ancora il presule – il caso della piccola Carmen, bimba acerrana morta a tre mesi, testimonia di una mutazione genetica. « C’è un «accanimento» contro Acerra – l’accusa del presule – che è destinata a diventare polo dell’immondizia e dei rifiuti pericolosi e sacrificata come «città scarto» in base ad un disegno preciso che si fa sempre più chiaro ». Il riferimento è a due nuovi impianti autorizzati dall’area tecnica della Regione: il Cisette e l’Eurometal. « Tutto ciò nonostante sia stata emanata una sentenza della magistratura di disastro ambientale ad Acerra – l’amarezza del vescovo Di Donna – senza che sia stata avviata nemmeno l’ombra di una bonifica seria e nonostante una moratoria dello stesso Comune: è la sfida impari tra Davide e Golia per cui la Chiesa è chiamata a farsi voce dei senza voce». Ieri però il vicepresidente della giunta regionale con delega all’ambiente, Fulvio Bonavitacola, ha replicato . «Occorre distinguere – la risposta di Bonavitacola – i rifiuti speciali dai rifiuti solidi urbani. Mentre il ciclo dei rifiuti solidi urbani è regolato dalla pianificazione regionale, la gestione dei rifiuti speciali è totalmente devoluta al libero mercato e quindi le autorizzazioni per gli impianti che trattano rifiuti speciali sono estranee a programmi definiti dagli organi di governo regionale ma rientrano nelle esclusive competenze degli uffici che devono svolgere solo un’istruttoria tecnica volta a verificare il rispetto della normativa: se l’istanza accompagna un progetto industriale rispettoso della legge gli uffici non possono che prenderne atto, impartire eventuali prescrizioni e rilasciare le autorizzazioni ». Poi la stoccata al vescovo: « Addossare ad organi politici competenze in materia è totalmente fuori dalla realtà ». C’è di fondo lo scoglio dello smaltimento dei rifiuti speciali. «Che – spiega ancora Bonavitacola – sono un quantitativo enorme, ben superiore ai rifiuti solidi urbani. Se non esistono impianti di trattamento l’alternativa sono le discariche o i termovalorizzatori, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, come in Campania sappiamo bene, i rifiuti speciali vengono smaltiti in modo illegale con avvelenamenti del territorio e danni ambientali ben maggiori di quelli causati da impianti regolarmente autorizzati ». A ogni modo Bonavitacola annuncia che chiederà agli uffici « un’accurata informazione su Eurometal ( ampliamento d’impianto esistente ) e Cisette ( riconversione d’impianto esistente ) ma nel quadro di una chiara distinzione di funzioni ». « Nel caso di Acerra – conclude il vicepresidente regionale – non è mio compito entrare nel merito di competenze che sono attribuite all’esclusiva responsabilità degli organi dirigenziali e delle commissioni tecniche preposte alla valutazione d’impatto ambientale ma sarebbe preferibile che chiunque interviene su questa materia mantenga ben distinti i ruoli che spettano agli organi politici e agli organi tecnici ».
i fedeli assiepati durante l’omelia del vescovo di Acerra nella chiesa di San Giorgio Maggiore
Dal 23 al 24 settembre, ad Avella in provincia di Avellino, avrà luogo la rassegna “Pane, ammore e tarantell”: arte, spettacoli, cultura ed enogastronomia. Sul palco anche Alfio Antico, tra i principali interpreti della Tammorra.
Torna con una nuova edizione l’evento “Pane, Ammore e Tarantella”, che nel 2016 ha animato le serate del Mandamento e che chiude gli appuntamenti estivi per cominciare quelli autunnali. Sabato 23 e domenica 24 settembre il centro storico di Avella (Avellino), una delle città d’arte più affascinanti della Campania, si anima con momenti dedicati all’arte, agli spettacoli, alla cultura e all’enogastronomia, con gruppi itineranti, visite guidate ai siti storici ed archeologici e momenti di riflessione, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi.
Sabato 23 settembre si comincia alle ore 20 con il “rito del pane”: il sindaco di Avella Domenico Biancardi, insieme al presidente dell’Associazione “Pane Ammore e Tarantella”, Mariangela Sorice, divideranno una pagnotta di pane da distribuire ai presenti, usanza di un tempo prima dell’inizio alla cena. A seguire sul palco saliranno gli Officina Zoè, gruppo di musica popolare originario del Salento, impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani musicali della tradizione salentina e nella composizione di nuovi brani secondo i medesimi canoni, con la presenza speciale di Luca Rossi, artista dalle collaborazioni prestigiose come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e tanti altri. I Vico animeranno il secondo palco, mentre la musica itinerante sarà affidata a Gli Stornellatori Romani e la musica argentina de La Murga.
Domenica 24 settembre si comincia già a pranzo con la possibilità di assaggiare piatti e prodotti tipici e, alle ore 16, lezione di tarantella. Alle ore 18 convegno e, a seguire, cominceranno gli spettacoli musicali con i Rareca Antica, Alfio Antico e Ivan Romano e, nei vicoli del centro storico, I cantori campani e la musica argentina de La Murga.
I Rareca Antica nascono nel febbraio del 2008 dalla comune passione per la cultura e l’identità della tradizione divulgata ed espressa nel canto, nella musica e nella danza. Dopo anni di partecipazione alle feste tradizionali, di frequentazione di riti e cerimonie tradizionali, di raccolta e apprendimento sul campo della tradizione musicale e dei “suoni” nostri, di impegno in molte formazioni e gruppi importanti dell’area campana, il gruppo si è ritrovato insieme nel progetto di riproposizione e divulgazione del repertorio, in primis, vesuviano, campano e del Sud Italia, con gli strumenti della tradizione: la voce, l’organetto, la chitarra battente, il mandolino la ciaramella, la zampogna, i flauti, la tammorra, il tamburello, le castagnette.
Ospite d’onore è senza dubbio Alfio Antico, cantautore e percussionista italiano, tra i maggiori interpreti europei della tammorra. Erede autentico e diretto della tradizione musicale popolare, Alfio Antico è considerato uno dei tamburellisti che più ha rivoluzionato la tecnica della tammorra. Musica, poesia e azione scenica sono protagonisti dei suoi brani, con una sonorità mediterranea di diretta ispirazione dalla tradizione popolare. Infine Ivan Romano, con le sue ballate folk che rapiscono per la loro peculiarità: personaggi stravaganti, momenti di convivialità ed interazioni autentiche seguono un filo conduttore ben preciso, quello dell’amore per la propria terra, dove la musica diviene il pretesto per disegnarne il profilo identitario e sociale. Una miscellanea di musiche popolari, ritmi latini ed ispirazioni tanghere percorrono la nuova opera dell’artista irpino, a rimarcare il mood “latin folk cantautorale” che è andato via via a definirsi durante la sua carriera. Durante i due giorni sarà possibile effettuare visite guidate per il pubblico presso i siti archeologici (Anfiteatro Romano, tombe romane, Palazzo Ducale e Chiese del centro storico – per info e prenotazioni – tel. 380.4309703).
“Pane Ammore e Tarantella – spiega il direttore artistico Roberto D’Agnese – è un evento nel quale si è sperimentato un modello riuscito di coinvolgimento della comunità che ritrova coesione e voglia di partecipare per esprimere e far conoscere al meglio le peculiarità del territorio. Avella racchiude in sé elementi che la rendono fortemente connotata, dalla produzione gastronomica, in primis la nocciola, fino allo straordinario patrimonio archeologico. Tutti elementi che ne fanno una città d’Arte in piena regola, amata dai suoi cittadini e soprattutto dai giovani. Qui, come in altri comuni dell’Irpinia, sono le giovani generazioni a portare avanti la custodia delle tradizioni e gli eventi di un territorio, ed è su di loro che ogni amministrazione deve investire per coinvolgere la popolazione nella sua interezza. Chi verrà ad Avella troverà dunque un grande clima di festa ed un’offerta artistica di assoluta qualità, da Officina Zoè fino ad Alfio Antico sul fronte musicale, fino alle visite ai siti archeologici e la musica che proviene dai cortili delle abitazioni, una delle caratteristiche di quest’area dell’Irpinia. Tutti elementi per scoprire, in occasione di pane, Ammore e Tarantella, un territorio di grande valore”.
“La macchina organizzativa è partita ormai da tempo – dice Mariangela Sorice, Presidente dell’Associazione Pane, Ammore e Tarantella – per far rivivere nei quartieri di Avella una festa che riporti alla luce tradizioni e storia, che si sposi perfettamente con gastronomia, musica e soprattutto con le nuove generazioni. Un villaggio che mette insieme passioni e divertimento, gusto e cultura. Una festa realizzata dai giovani e dedicata a tutta la famiglia, grazie alle attività rivolte ai bambini, come laboratori, stage e lezioni di tarantella. Inizieremo con il rito del pane in segno di condivisione e amore, per poi valorizzare la nocciola, l’eccellenza di Avella che ci permette di essere conosciuti in tutto il mondo e che è il cavallo di battaglia del territorio. Vi sarà un tuffo nelle tradizioni anche culinarie: all’interno degli stand saranno preparati al momento piatti tipici con la nocciola e si realizzerà il torrone come veniva fatto una volta”.
Il Comune di Boscoreale parteciperà, all’interno del padiglione curato dalla Città Metropolitana di Napoli, al Word Tourism Unesco (WTU), il Salone Mondiale Città e Siti Patrimonio Unesco, che si svolgerà a Siena dal 22 al 24 settembre.
Per preciso volere dell’Unesco, infatti, l’evento nasce come itinerante con l’obiettivo di farne uno strumento di visibilità a disposizione delle città ospiti e del brand Unesco nel suo complesso.
L’obiettivo del WTU è duplice: da un lato, si propone di valorizzare e offrire visibilità ai siti Unesco di tutto il mondo, offrendo agli espositori concrete opportunità di contatto con i principali Tour Operator italiani e stranieri. Dall’altro, intende sensibilizzare il pubblico ad un turismo culturale e sempre più responsabile, partendo dal presupposto che i siti Unesco sono luoghi speciali, da preservare e tutelare a vantaggio dell’intera Umanità.
La Città Metropolitana ha curato un lavoro di raccordo tra le città dell’area metropolitana di Napoli, sedi di siti o candidati ad esserlo, oltre alla Buffer zone, e la pubblicazione di un volume denominato “Itinerari metropolitani” realizzato con il sostegno dei comuni e di vari enti, con diversi itinerari tra gli altri dedicati alle aree archeologiche vesuviane e al Parco Nazionale del Vesuvio.
Un grande spazio è dedicato al Museo di Boscoreale e alla sua area archeologica.
Lo stand sarà arricchito da materiali video divulgativi e promozionali curati dalla web tv della Città Metropolitana con materiali video e fotografici relativi al nostro territorio.
All’interno dello Stand vi saranno dei materiali prodotti dal comune di Boscoreale in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e l’Eav, sui beni archeologici e culturali di Boscoreale e sulle opportunità offerte ,ai turisti,dall’apertura della nuova stazione di Villa Regina.
“In queste settimane abbiamo svolto un buon lavoro in rete con la Città Metropolitana e altre significative realtà per essere presenti, con nostri materiali e con la definizione di alcuni percorsi, all’importante evento di Siena – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Balzano -. E’ una prima tappa per rafforzare le sinergie e per costruire itinerari e occasioni di visita rivolte a una fascia di turismo a forte interesse culturale. Sono stati stampati dei materiali e siamo riusciti a contribuire alla realizzazione di quelli realizzati dalla Città Metropolitana senza alcun onere per l’ente grazie al lavoro dell’ufficio tecnico e dell’ufficio stampa che ha realizzato i video”.
La manifestazione del 16 e del 17 settembre, splendidamente organizzata dalla “Fidapa”, di cui è Presidente Maria Lucia Ambrosio, ha consentito di “leggere” la storia della comunità sangiuseppese da un punto di vista più ampio e articolato di quello adottato fino ad oggi. Perciò l’evento è diventato un “oggetto sociale”. Come un “oggetto sociale” è la “Scalinatella “ di Enzo Bonagura. E lo è anche, nel quadro, il riposo della contadina, che di solito veniva rappresentata al lavoro.
Quando rilessi, a mente molto fredda, i primi due libri che ho scritto sulla storia di Ottajano – la storia tra il ‘600 e l’800-, non ne fui soddisfatto: nemmeno un poco. Vidi che avevo lasciato il palcoscenico solo agli amministratori della cosa pubblica e alle vicende della politica, riservando un po’ di spazio, in fondo alla sala – e solo posti in piedi- alla vita materiale degli abitanti del Centro Abitato, di San Giuseppe e di Terzigno. Cosa mangiavano gli Ottajanesi, in quei tempi? Come si vestivano? Come si presentavano ogni giorno la via dello Sperone e via Passanti, percorse da decine di carri? Come erano arredati i palazzi dei “signori” e le capanne dei poveri cristi, e le taverne? E come si svolgevano i vari livelli dell’eros? Mi accorsi che non avevo saputo trarre alcun frutto dalla lettura dei libri di Le Goff, di Braudel, di Duby. Rilessi e cercai di capire ciò che non avevo capito. Poi mi illuminarono, definitivamente, le riflessioni di Remo Bodei sulla “vita delle cose”, e, soprattutto, la scoperta che accanto agli oggetti fisici, alle “cose”, esistono gli “oggetti sociali”, e cioè quei fatti – così li chiamerebbe G.B. Vico – e quegli atti, anche immateriali, con cui noi modifichiamo non casualmente, ma intenzionalmente la realtà in cui viviamo, lo “spazio” – Searle lo chiama “sfondo” – della nostra esistenza. Talvolta sono solo parole, ma sono parole che scuotono.
Pensate alle conseguenze innescate dal “sì” che gli sposi pronunciano sull’altare, o alla sentenza definitiva emessa dai giudici di un tribunale. “ ‘A Maronna t’accumpagne”: se glielo diceva un frate, il camorrista Antonio Lubrano, “Totonno ‘e Porta ‘e Massa”, ringraziava per l’affettuoso augurio e sborsava anche una lauta elemosina, ma quando glielo disse Salvatore De Crescenzo, a “Totonno” venne “’o friddo pe’ ‘ncuollo”: sapeva che era una sentenza di morte. In questa prospettiva possono essere letti anche i provvedimenti dei politici, anche le leggi: le immateriali norme sui vaccini hanno scompigliato vasti settori del corpo sociale. Per non parlare dei casini scatenati da due parole: “ius soli”. Per non parlare di un esempio proposto da Searle e che traduco secondo gli schemi della napoletanità: un napoletano entra in un bar di Stoccolma e chiede un caffè, il barista glielo prepara, glielo serve, e si mette a osservare le reazioni del napoletano che beve lentamente, fino al momento in cui egli posa la tazza sul piattino e riconosce apertamente che quel caffè svedese sapeva proprio di Napoli. Immaginate quanti e quali pensieri, semplici e associati, si siano sbrigliati nella mente del cliente, del barista, dei presenti in quei pochi minuti. Questa “situazione” è un “oggetto sociale”.
Un mercoledì qualsiasi di settembre del 1895, Sebastiano Boccia, di San Giuseppe, sensale non patentato, entra nel mercato di Nola e, forte del potere che gli viene dalla “comitiva” a cui appartiene, dispone, a voce, che un quintale di nocciole del Vallo quel giorno si venda a 57 lire: di queste, 7 lire toccano a lui, per diritto di “sanzaria”. Quella disposizione “promuove” tra i venditori e gli acquirenti un complicato intreccio di relazioni, in cui la “parola” dei protagonisti dell’affare e la pittoresca stretta di mano valgono più di una “fede di banco” e di un atto notarile, perché sono garantite dal Boccia e dalla sua “comitiva”. Ma su questo argomento delle “cose” e degli “oggetti sociali” tornerò spesso, nei prossimi articoli.
Tra il 16 e il 17 settembre la “Fidapa” di San Giuseppe Ves.no, di cui è presidente Maria Lucia Ambrosio, ha organizzato, in uno splendido “teatro”, il “Casale Corteverde”, un evento il cui ricco programma prevedeva “momenti” riservati alla musica, ai poeti locali, a dibattiti sulla storia della città, alla “lettura” di fotografie d’epoca, messe a disposizione da Vincenzo Ambrosio, a un “omaggio” a Enzo Bonagura, cesellato da Mario Dura. E del resto la “scalinatella” di Bonagura diventa “un oggetto sociale” per chi vi vede un simbolo della vita e dell’amore, e ricorda Murolo e Bruni, e “lo sfondo” su cui si mossero, per la prima volta, le parole e la musica della canzone.
Grazie a Luigi Iroso, i Sangiuseppesi dispongono di una quantità enorme di notizie di prima mano sulla storia di San Giuseppe, dal sec.XVI ai primi anni del ‘900. Credo che sia venuto il momento di forgiare con questa immensa documentazione il racconto della storia dei Sangiuseppesi, nel senso che indicavo all’inizio. Ed è un lavoro che solo Luigi Iroso può progettare e realizzare: le fotografie preziose di Vincenzo Ambrosio chiedono non tanto di essere spiegate, quanto di essere interpretate: il che è tutta un’altra cosa. E’ necessario, insomma, che gli storici locali ricostruiscano le tappe del complesso e affascinante “viaggio” che nei primi anni del ‘900 ha collocato San Giuseppe Ves.no tra le comunità più ricche della Campania.
L’ evento organizzato con raffinatezza dalla “Fidapa” sangiuseppese è diventato un “oggetto sociale”, nel senso che Searle dà all’espressione, perché tutti quelli che hanno partecipato ai “momenti” del programma hanno intuito che la storia dell’identità civica della città – la storia delle “radici” di ogni cittadino – può essere letta da un punto di vista più ampio e più complesso di quello adottato fino ad oggi. Domenica avrei voluto parlare a lungo della premiata pasticceria di Pasquale Menichini, e dello zucchero di “sciuscella” che il Menichini incominciò a usare…. Ma non c’era più tempo. Sarà per un’altra volta.
Domenica 24 settembre 2017 dalle ore 10 alle ore 17 circa, presso il Parco dell’Istituto Martuscelli, largo Martuscelli 26, Napoli si terrà un workshop esperienziale di arti musicali e teatrali.
Il workshop promosso da UICI Napoli e Mente e Coscienza ONLUS, in collaborazione con l’Istituto Domenico Martuscelli e con il patrocinio del Comune di Napoli, si pone come obiettivo il trascorrere una giornata insieme, facendo esperienza di attività musicali e teatrali dal forte potere evocativo.
Tutte le attività si svolgeranno in gruppo, non sono richieste competenze musicali o artistiche di nessun tipo essendo tutte le attività basate sull’improvvisazione e l’espressione personale.
Le attività proposte saranno:
– Drum Circle, attività che si svolge con i tamburi o qualunque altro oggetto che si presti ad essere percosso, come secchi, pentole o coperchi. Sotto la guida di Grazia Di Luca che dirige l’attività, si sperimenta cosa significa entrare in risonanza emotiva con le percussioni, che smuovono le emozioni più profonde.
– La Body Percussion ci accompagnerà nel mondo dei suoni prodotti dal nostro corpo. Giuseppe Saggiomo ci insegnerà come le diverse parti del nostro corpo, strofinate, colpite, accarezzate, sono in grado di produrre vibrazioni e suoni diversi.
– Infine il teatro con Gianluca Masone ci guiderà alla scoperta dell’improvvisazione teatrale, dove tutti possono essere attori mettendo in scena se stessi senza limiti di espressione corporea o vocale.
Quest’attività nasce da un’idea di Francesco Calzolaro, Musicista e Maestro dell’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli con l’obiettivo di portare l’emozione dell’arte a tutti, in un progetto d’integrazione rivolto a ragazzi e ragazze a partire dai 14 anni e adulti di ogni età.
Non serve conoscere la musica, ma serve portare il desiderio di condividere un momento aggregativo dove ognuno porta sé stesso e la propria voglia di partecipare.
L’inclusione si realizza anche attraverso il pranzare insieme con una colazione al sacco che ognuno si porterà da casa.
La buona riuscita dell’evento richiede tempo, cura e attenzione per ogni singola persona che vi prenderà parte e per questa ragione è previsto un numero limitato di posti che saranno assegnati secondo l’ordine di arrivo. Gli eventuali accompagnatori saranno considerati come partecipanti all’evento e quindi si dovranno iscrivere secondo le modalità indicate.
L’evento prevede una sottoscrizione di €5 per sostenere le spese di organizzazione, che dovranno essere versati al momento della prenotazione.
INFORMAZIONI RIASSUNTIVE:
Workshop esperienziale.
Domenica 24 settembre dalle ore 10.00 alle ore 17.00 circa.
Il workshop prevede attività di Drum Circle, Body Percussion e Teatro, da svolgere in gruppo.
Pranzo al sacco portato da casa dai singoli partecipanti.
Le attività si svolgeranno all’interno dell’Istituto Martuscelli, in largo Martuscelli 26, Napoli.
Iscrizione obbligatoria presso la Sezione UICI di Napoli telefono 081.549.8834. Oppure scrivendo una mail a arteinse@gmail.com indicando Nome, cognome, cellulare ed età. Gli eventuali accompagnatori saranno considerati come partecipanti all’evento e quindi si dovranno iscrivere secondo le modalità indicate.
Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
L’evento prevede una sottoscrizione di €5 per sostenere le spese di organizzazione.
Breve presentazione dello staff organizzativo.
” Ideatore del progetto: Calzolaro Francesco, Clarinettista e docente presso l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli.
” Di Luca Grazia Psicologa, Musicoterapeuta, Docente di scuola dell’Infanzia e Primaria dirige il Drum Circle.
” Giuseppe Saggiomo – Percussionista presso il Teatro San Carlo di Napoli, Docente scuola secondaria di primo grado e Body Percussion.
” Gianluca Masone attore, regista, esperto di arte scenica e dizione.
” Nicoletta Pisanò – Consulente Psicologa, esperta in disabilità sensoriale.
Lunedi sono rientrati nella FCA di Pomigliano 46 operai napoletani distaccati da marzo nello stabilimento ciociaro di Cassino, dove si producono le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio e dove è al termine la produzione della Giulietta. Intanto gli operai partenopei sarebbero dovuti rimanere nell’impianto laziale fino al settembre del 2018. Ma non ce l’hanno fatta ad andare ogni mattina alle 4 a prendere il bus nel piazzale della Fiat di Pomigliano per poi presentarsi 100 chilometri più a nord nell’impianto di Cassino. Orari impossibili, con altri 100 chilometri da percorrere fino all’auto parcheggiata a Pomigliano per tornare a casa. Una faticaccia che ha quindi indotto quasi 50 dei 300 addetti distaccati ogni giorno da Pomigliano a Cassino a chiedere il rientro nella fabbrica partenopea. Rientro che è stato appunto chiesto insistentemente dagli stessi operai e infine concesso dal gruppo automobilistico. I trasfertisti alcuni mesi fa hanno anche scioperato contro questa difficile condizione di lavoro. L’azienda venerdi scorso ha quindi comunicato il ritorno dei lavoratori ai sindacati firmatari del contratto specifico aziendale (Fim, Uilm, Fismic e Ugl) e alla Fiom ( ma nel caso dei metalmeccanici della Cgil la comunicazione è avvenuta in seconda battuta e a tavolo separato perché gli esponenti dell’organizzazione di Francesca Re David si rifiutano da sette anni di firmare il contratto specifico aziendale, in vigore dal 2010 ). Nel frattempo a Pomigliano corre voce che anche molti altri dei 250 operai rimasti al lavoro a Cassino possano rientrare nella fabbrica della Panda entro questo mese di dicembre.
Nella magica cornice del chiostro della chiesa di Santa Maria del Pozzo, si è presentato Jago, giovane artista riconosciuto a livello internazionale.
Manipola la pietra, e in particolare il marmo. Famoso è il busto che ha realizzato di papa Benedetto XVI. Lunedì sera a Somma Vesuviana, durante l’evento “Tramandars”, le sue opere sono state mostrate in video. Poi l’artista, lasciandosi intervistare da chi si è proposto dalla platea, ha parlato di sé, della sua arte, ha lanciato dei messaggi per incoraggiare i giovani artisti ad andare avanti utilizzando gli strumenti a disposizione, come il web a cui lui ha fatto ricorso per farsi conoscere al grande pubblico. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della presentazione del nuovo numero della rivista Summae Civitas. Trasmettere l’arte e la cultura nei luoghi storici di Somma Vesuviana era lo scopo dei promotori (Summae Civitas, Bar Vernillo, Treqquarti, O’Vascio-Room Gallery). La serata è stata aperta con i saluti istituzionali. Tra gli intervenuti anche il sindaco Salvatore Di Sarno. Poi si è esibito l’artista bruscianese Pietro Mingione che ha realizzato una sua opera nell’atmosfera suggestiva che ha contraddistinto l’intera serata.
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, torna al Santuario della Madonna dell’Arco su invito del Rettore padre Alessio Romano.
Il governatore aveva fatto tappa nel convento dei Domenicani il 18 aprile scorso, giorno delle celebrazioni della festa liturgica della Madonna dell’Arco, «offrendo», insieme al priore, l’olio per riaccendere la lampada votiva dinanzi all’icona della Vergine. In quell’occasione, il presidente De Luca e il priore del Santuario si lasciarono con un preciso impegno di fiducia: far rivivere il territorio con iniziative rivolte principalmente ai giovani. Da allora, padre Alessio Romano ha sollecitato la propria comunità dei Domenicani, e i professionisti che la supportano, ad una riflessione sulla necessità e l’importanza di aprire maggiormente il complesso conventuale ai fedeli, incrementandone così l’afflusso dei visitatori, attraverso la realizzazione di una piazza annessa al Santuario della Madonna dell’Arco.
Ottenuto l’assenso, il Rettore ha invitato nuovamente il governatore De Luca, per valutare concretamente tale opportunità. L’incontro avverrà alle 16 di venerdì, nella Sala del Convento di Madonna dell’Arco. Con De Luca e padre Alessio Romano ci saranno, formando di fatto un tavolo tecnico istituzionale, il vicepresidente del Consiglio Regionale Tommaso Casillo e i sindaci di Sant’ Anastasia Lello Abete, di Cercola Vincenzo Fiengo e di Pollena Trocchia Francesco Pinto, già sottoscrittori di un protocollo d’intesa denominato «Le vie della Fede».
Dopo l’incontro in Santuario, il governatore parteciperà all’inaugurazione dell’anno scolastico 2017/2018, prendendo parte al convegno previsto all’Istituto Comprensivo «Francesco D’Assisi – Nicola Amore», in via Verdi. A introdurre gli interventi saranno i dirigenti scolastici Angela De Falco e Giovanni Russo. A precedere gli auguri di De Luca a personale docente ed alunni, ci saranno il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete, Luisa Franzese (direttore generale USR Regione Campania), l’assessore regionale all’istruzione e alle politiche sociali Lucia Fortini e il vicepresidente del consiglio regionale della Campania, Tommaso Casillo.
Anarchici vandalizzano la sede del Partito democratico a Mariglianella. I dem: “Il terzo caso in tre mesi”
Hanno “sfregiato” la parete esterna con etichette e volantini contenenti frasi contro lo Stato, destra e sinistra, e la globalizzazione. Il Nam-National anarchist movement firma gli ultimi stampati attaccati. “Nella notte tra il 17 e il 18 settembre, la sede del Partito Democratico di Mariglianella è stata oggetto di un atto vandalico da parte di un non meglio precisato gruppo anarchico”, hanno riferito dal circolo locale del Pd. E non si tratta di un episodio isolato. “Quest’ultimo – hanno raccontato i dem – è il terzo caso negli ultimi 3 mesi (prima da parte dello stesso gruppo e poi di Forza Nuova). Nei primi casi, abbiamo scelto di non rendere pubblico l’accaduto per non dare pubblicità a questi individui”. E così il Pd di Mariglianella ha spiegato la scelta di rendere pubblico solo ora quanto accaduto: “Oggi scegliamo di condividere questi eventi con tutti i cittadini per respingere ogni forma di prevaricazione delle libertà democratiche. Saremo sempre dalla parte della legalità, della democrazia e della libertà e sempre contro ogni forma di neo-fascismo”. Intanto, è arrivata anche la risposta della sezione partenopea di Nam, che sulla pagina Facebook del partito locale, ha così commentato: “Che facciamo? Frigniamo per un paio di adesivi quando voi rubate ai cittadini ogni giorno e siete in combutta con associazioni mafiose (vedi Mafia Capitale) ? Non facciamo polemica perché non abbiamo nulla sa dire se non dire quanto siete ipocriti”.
Questo sito utilizza cookie tecnici e profilativi, sia propri che di terze parti, per migliorare le funzionalità e per inviarti pubblicità e contenuti in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie..AcceptRead More
Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.