Quando le macchine e Francesco Cirio portarono la rivoluzione nell’ industria della pasta

In una voluminosa cartella (ASN, Sotto- Prefettura di Castellammare, f. 163) trovai la descrizione analitica dell’industria della pasta tra Torre Annunziata e Gragnano nel 1878, e del difficile passaggio a nuovi metodi di produzione. Francesco Cirio venne dal Piemonte con un suo amico, Andrea Galliano, che aprì a Ottajano una distilleria di liquori diventata subito famosa. Nel 1878 il contrasto tra Cirio e i “fabbricanti” di Torre Annunziata provocò perfino un duello nell’osteria di Torre che apparteneva ai Setaro, anche essi importanti produttori di “maccheroni”.   Le centinaia di persone impiegate nell’industria della pasta tra Torre e Gragnano  non solo fanno statistica, ma suggeriscono anche la forma di un mondo in cui la “ fabbrica della pasta “ riempie le strade di file interminabili di carri che portano grano e riportano indietro pastine e maccheroni, apre il porto alle navi americane, russe, turche, e l’intero territorio a mercanti e sensali lombardi, veneti, viennesi, moscoviti, e infine rimodella i sensi e la mente degli operai secondo le esigenze del  lavoro, secondo le forme di quell’evoluzionismo sociologico che proprio in quegli anni si cercava di trasformare in dottrina scientifica.   Se nell’industria dei profumi i “nasi “svolgono un compito fondamentale, in quella della pasta molto dipendeva dagli “occhi “e dal “tatto “di chi controllava, ancora con i sensi, la consistenza della semola, la morbidezza dell’impasto, il calibro e la trama dei maccheroni e il grado dell’essiccatura: a cui contribuivano – notava un maligno viaggiatore belga, J. Chalon – non soltanto il sole, ma anche la polvere e la sporcizia delle strade. All’ inizio del 1878 le macchine irruppero nel processo di fabbricazione: lavavano il grano e immettevano acqua nell’impasto della semola con una regolarità e una esattezza che anche gli operai più esperti non riuscivano a uguagliare. Nell’aprile vennero licenziati un centinaio di addetti, e metà dei facchini del porto non trovavano lavoro.   Tra il 29 e il 30 maggio gli operai, i facchini e i loro famigliari – una folla di almeno 5000 persone – misero l’assedio al porto di Torre Annunziata e alle fabbriche di Vincenzo De Falco, Alfonso Cirillo e Lodovico Potestà, che lavoravano la semola, e al pastificio dei fratelli Vitiello, in cui si “fabbricavano “maccheroni. Intervenne l’esercito, ci furono feriti, anche tra i soldati, e arresti, e si innescò una crisi sociale di lunga durata. Nel 1878 c’erano, a Torre, 125 fabbriche di pasta con 1875 addetti e 85 mulini che impiegavano circa 600 persone. Alcuni imprenditori, Angelo Cirillo, Michele Iennaco e Giuseppe De Domenico, producevano solo paste corte, e quasi solo per i mercati dell’Impero Asburgico e del Brasile. A Gragnano i 1720 addetti delle 86 fabbriche di pasta sentirono meno gli effetti della crisi: producevano soprattutto spaghetti e pastine per il mercato interno, e a costi così contenuti che le macchine non sarebbero riuscite a renderli più bassi.   Inoltre in ogni fabbrica lavoravano interi nuclei famigliari, all’interno dei quali si tramandavano ruoli, tecniche e competenze. Alcuni degli imprenditori portavano nomi noti ancora oggi: Carmine Aiello, Raffaele Apuzzo fu Francesco, Antonino Afeltra fu Orazio, Gaetano, Raffaele e Nicola Faella, Aniello, Pasquale e Luigi Nastro; e poi i Coda, i Cuomo, i Cinque, i Martino, i Mosca, i Somma, i Sorvillo, i Vicinanza. Anche l’industria della pasta e dei maccheroni venne scossa dai piani industriali di Francesco Cirio, che era venuto dal Piemonte con Andrea Galliano: attratti l’uno e l’altro dalla ricchezza della produzione alimentare della provincia di Napoli e di Terra di Lavoro, e anche dall’arretratezza delle strategie del mercato e dalla inconsistenza della politica degli investimenti. Nel 1878 Francesco Cirio è già, certifica lo scrivano, “il maggiore negoziante dei prodotti orticoli d’ Italia.” I produttori di pasta ne avvertono la presenza ingombrante soprattutto quando noleggiano carri e bastimenti: i traffici che Cirio muove tra tutte le regioni italiane hanno innalzato, e non di poco, i prezzi.   E tutti sono convinti che anche il prezzo del grano si è impennato, tra il 1876 e il 1877, per la cospicua massa di capitali che egli ha investito nel mercato. Nel 1878 Francesco Cirio licenzia il suo commesso Giuseppe Parlati, che con Antonio Cesaro di Torre Annunziata e con imprenditori napoletani ha costituito una società per la distribuzione in Campania, nel Lazio e in Toscana delle patate e dei cavoli di Terra di Lavoro e dell’agro sarnese. Luigi Cibrario, un fedelissimo di Cirio, avvia contro la nuova impresa una campagna di diffamazione così violenta che nell’osteria Setaro si sfidano in un duello rusticano il Cesaro, armato di fucile, e il Cibrario, armato di rivoltella.   Ma l’oste riesce a impedire che le armi sparino. Francesco Cirio preme sul Prefetto di Napoli perché il Cesaro sia colpito almeno da un’ammonizione giudiziaria, il Prefetto preme su Pasquale Coppola, delegato di Pubblica Sicurezza di Torre, il Coppola non solo resiste alle pressioni, ma spiega al Prefetto che il Cesaro andava in giro armato di fucile solo perché era stato provocato e forse anche minacciato: egli non è un delinquentuccio qualsiasi, egli appartiene a una famiglia “che ha un ricco patrimonio “. Il punto esclamativo che chiude la trascrizione della lettera – un segno netto, calcato e ricalcato, un punto che quasi buca il foglio – dimostra ampiamente da che parte sta lo scrivano della Sotto -Prefettura.

Somma Vesuviana, Sveva Romano sul tetto del mondo: trionfo alla Hero Battle Cup di Milano

MILANO – Piazza Duca d’Aosta, all’ombra della maestosa Stazione Centrale di Milano che si è trasformata  nel palcoscenico di un’autentica impresa sportiva. Nella cornice della Hero Battle Cup 2026, una delle tappe più prestigiose e attese del circuito mondiale Worldskate, l’atleta campana Sveva Romano ha firmato un capolavoro assoluto, conquistando una medaglia d’oro memorabile nella categoria Women Pro della specialità Speed Slalom.
Una vittoria arrivata al termine di una gara combattuta senza esclusione di colpi ed arrivata sotto gli occhi del Ministro dello Sport Andrea Abodi e di altre autorità del Comune di Milano, a testimonianza dell’enorme rilevanza internazionale dell’evento.
Che fosse la giornata perfetta per la portacolori della Somma Skating School lo si è capito fin dalle primissime battute della mattinata. Nelle fasi di qualifica, Sveva si è piazzandosi al primo posto provvisorio su ben 57 atlete giunte a Milano da varie parti del mondo. Una prova di forza mentale e tecnica impressionante.
Ma è nella fase cruciale dei KO System che  ha mostrato la stoffa della vera campionessa. Batteria dopo batteria ha eliminato tutta la concorrenza fino a raggiungere l’atto conclusivo. La finalissima è stata un testa a testa da brividi contro la fortissima atleta della delegazione cinese, un vero e proprio colosso della disciplina. Con due run perfette, fatte di rapidità pura e precisione millimetrica tra i coni, Sveva ha tagliato il traguardo per prima, consacrando una vittoria strameritata.
Questo successo non è solo un trofeo da mettere in bacheca, ma un segnale chiarissimo inviato a tutto il panorama internazionale. Sveva Romano ha infatti ricevuto da pochissimo la convocazione ufficiale per i World Roller Games, che si terranno il prossimo ottobre ad Asunción, in Paraguay.
La Hero Battle Cup di oggi rappresentava quindi il test più probante e atteso: l’occasione ideale per misurarsi direttamente con le fortissime atlete asiatiche, da sempre punto di riferimento dello speed slalom mondiale. Risultato? Test superato con lode e un pieno di fiducia straordinario in vista del sogno iridato.
I festeggiamenti per questo trionfo internazionale, però, dovranno essere tanto intensi quanto rapidi: tra pochissimi giorni, infatti, Sveva sarà nuovamente in pista a Roma per difendere il titolo ai Campionati Italiani.
A Sveva vanno i complimenti più vivi di tutta la comunità sportiva per questo oro pazzesco. “Milano è stata conquistata con la forza della velocità e del talento, ma il viaggio è appena iniziato. In bocca al lupo per Roma, campionessa: continua a farci sognare!”

Violenza di genere, Panico (FI): “Dai dati raccolti devono nascere azioni concrete”

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  Si è svolta nella giornata di ieri la seduta della IV Commissione Speciale del Consiglio Regionale della Campania, presieduta da Susy Panico, dedicata al tema del contrasto alla violenza di genere. L’audizione ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei Centri Antiviolenza del Comune di Napoli, dei referenti dei Percorsi Rosa, del mondo sanitario, istituzionale e delle professioni, con l’obiettivo di approfondire i dati disponibili e le principali criticità del sistema. Al centro dei lavori il confronto tra i diversi soggetti coinvolti nella presa in carico delle vittime, per individuare strumenti e soluzioni in grado di rendere ancora più efficace la rete di prevenzione, protezione e assistenza. «L’audizione – ha dichiarato la Presidente della Commissione, Susy Panico – ci ha restituito un quadro approfondito e ricco di elementi di riflessione. I dati, le esperienze e le informazioni raccolte rappresentano un patrimonio prezioso che non può restare confinato in un dibattito istituzionale, ma deve tradursi in scelte concrete e in interventi sempre più efficaci. Il confronto con chi opera quotidianamente accanto alle donne vittime di violenza – ha aggiunto Panico – conferma quanto sia fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, Centri Antiviolenza e tutti gli attori coinvolti. Solo attraverso una rete realmente integrata possiamo garantire percorsi di tutela tempestivi e adeguati. Come Commissione – ha concluso la Presidente – continueremo a svolgere un ruolo di ascolto, monitoraggio e proposta. Il nostro impegno è trasformare le evidenze emerse oggi in iniziative legislative e amministrative capaci di incidere concretamente sulla prevenzione della violenza di genere e sulla tutela delle donne.»

Somma Vesuviana, solidarietà del M5S alla gioielleria Louise Gioielli

Riceviamo e pubblichiamo

Il gruppo Attivisti Movimento 5 Stelle di Somma Vesuviana esprime piena solidarietà ai titolari e ai dipendenti della gioielleria Louise G., colpita nei giorni scorsi da un grave furto.

Episodi come questo non colpiscono solo un’attività commerciale, ma feriscono tutta la comunità e alimentano un clima di insicurezza e di sfiducia che sta diventando insostenibile per cittadini e commercianti.

È fondamentale continuare a sostenere i nostri commercianti, presidio di legalità, lavoro e socialità. Le istituzioni devono garantire sicurezza, e rafforzare la presenza sul territorio, con risposte rapide e concrete, affinché episodi come questo non si ripetano.

Chiediamo con forza alle istituzioni competenti e alle Forze dell’Ordine un impegno maggiore per contrastare chi sta terrorizzando la città con tali atti criminali, mettendo in pericolo l’intera comunità.

Il Movimento 5 Stelle resta al fianco di chi ha scelto di investire con onestà nel nostro territorio e ribadisce il proprio impegno per una comunità più sicura, e attenta alle esigenze di cittadini e imprese.

Pomigliano, strade allagate: tombini sottodimensionati al centro delle polemiche

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Sirene di ambulanze e Vigili del Fuoco che risuonano per le strade, acqua fino alle caviglie, cittadini che cercano di liberare i tombini e altri che li richiudono in fretta per evitare che l’acqua entri nelle abitazioni. Poi auto bloccate e strade completamente allagate. È questa l’immagine della provincia di Napoli nelle ultime ore.

 

Dalle ore 11.00 circa, un violento temporale si è abbattuto sul Napoletano, tanto da spingere la Protezione Civile a diramare l’allerta meteo di livello giallo, valida fino alle ore 6.00 di domani mattina, 3 luglio.

In poco tempo sono caduti enormi quantitativi di pioggia che hanno provocato disagi in diversi comuni della provincia, dalle isole all’area flegrea, senza risparmiare l’entroterra.

A Pomigliano d’Arco, ad esempio, sono bastati pochi minuti di pioggia intensa per mandare in tilt il centro storico. Via Roma, via Pratola e via Capitano si sono trasformate in veri e propri fiumi, con l’acqua che ha invaso le carreggiate rendendo difficile la circolazione, mentre a Via Mazzini la forte pioggia ha causato un’assenza di energia elettrica da quasi due ore.

Un problema che, purtroppo, non è nuovo. Da tempo i cittadini denunciano una rete fognaria sottodimensionata che, durante i nubifragi, non riesce più a contenere l’enorme quantità d’acqua. Quando va in pressione, l’acqua fuoriesce dai tombini e finisce direttamente sulle strade.

Servirebbero interventi strutturali e una manutenzione più accurata. Nell’immediato, gli operai del Comune stanno intervenendo nei punti più critici per cercare di limitare i disagi, mentre molti cittadini sono scesi in strada ad alzare le griglie dei tombini nel tentativo di far defluire l’acqua il più velocemente possibile.

Maltempo, Vesuviano in ginocchio: uomo salvato dall’auto sommersa a Pomigliano, allagamenti a Brusciano

Maltempo, il Vesuviano in ginocchio: uomo salvato dall’auto sommersa a Pomigliano, allagamenti e disagi anche a Brusciano Un violento nubifragio ha colpito oggi gran parte dell’area vesuviana, causando pesanti disagi alla circolazione, allagamenti e numerosi interventi di emergenza. Tra gli episodi più gravi c’è quello avvenuto a Pomigliano d’Arco, dove un uomo è rimasto intrappolato nella propria vettura sotto il ponte dell’Alfa, completamente invaso dall’acqua. L’automobile è stata rapidamente circondata dall’acqua piovana e il conducente non è più riuscito ad uscire. Provvidenziale l’intervento di alcuni passanti che, senza attendere l’arrivo dei soccorsi, hanno raggiunto il veicolo e sono riusciti a tirare fuori l’uomo dall’abitacolo, evitandogli conseguenze ben più gravi. Il salvataggio rappresenta il simbolo di una giornata estremamente difficile per tutto il territorio vesuviano. Oltre a Pomigliano, forti criticità sono state registrate anche a Brusciano, dove diverse strade si sono trasformate in veri e propri fiumi, creando rallentamenti al traffico e difficoltà per automobilisti e residenti. Disagi anche in altri comuni dell’hinterland napoletano, dove tombini saltati, carreggiate allagate e pioggia intensa hanno complicato la viabilità. Le precipitazioni, concentrate in pochi minuti, hanno mandato in crisi diversi punti tradizionalmente soggetti ad allagamenti, costringendo molti automobilisti a fermarsi o a cambiare percorso. L’episodio del ponte dell’Alfa riaccende il dibattito sulla sicurezza dei sottopassi durante le bombe d’acqua e sulla necessità di interventi strutturali per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi.

Rapina con spari alla gioielleria del centro commerciale, banda sgominata: 5 fermati

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Nuovi risvolti nelle indagini su l’assalto avvenuto lo scorso 26 giugno al centro commerciale “Il Molino” di Sant’Antimo. I ragazzi sono di Giugliano.

Durante la violenta rapina rimase gravemente ferito il figlio del titolare di una gioielleria sita nel parco commerciale.

A seguito delle indagini, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno effettuato uno stato di fermo per cinque ragazzi indiziati per diversi reati, tra cui: tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione, rapina aggravata.

Tutti gli indagati sono di Giugliano e hanno un età compresa tra i 21 e i 26 anni. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha portato all’arresto della banda.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i ragazzi sarebbero i responsabili della violenta rapina avvenuta il 26 giugno ai danni di una gioielleria presente nel centro commerciale “Il Molino” di Sant’Antimo.

Nel corso della rapina, il figlio del titolare avrebbe tentato di sventare la rapina e opporsi ai malviventi. Purtroppo per lui, i ladri gli hanno sparato provocando delle gravi lesioni e proprio per questo, c’è anche la contestazione del reato di tentato omicidio.

L’intervento dei malviventi non si sarebbe fermato qui. Infatti, durante la fuga, i ragazzi hanno minacciato un’altra persona con la pistola, intimandogli di consegnare il proprio orologio di lusso che portava al polso.

Le indagini che hanno portato al fermo della banda sono state condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Giugliano in Campania. Sono state effettuate diverse operazioni di intercettazione e controllo delle immagini delle telecamere di video sorveglianza, al fine di raccogliere diversi indizi che hanno poi portato all’individuazione dei soggetti.

Tra i vari elementi raccolti, sono state rinvenute delle armi da taglio e degli indumenti che sembrerebbero essere compatibili con quelli utilizzati durante le rapine.

Ma le operazioni effettuate dalla banda non si fermano qui. Infatti, l’inchiesta ha permesso di collegare i cinque indagati ad altre nove rapine aggravate (una tentata e otto avvenute) tra uffici postali e esercizi commerciali nelle province di Napoli e Caserta.

Dalla ricostruzione degli eventi è emerso che la banda ormai seguiva sempre lo stesso modus operandi e da qui si sono potute collegare a loro le rapine avvenute all’ufficio postale di Via I Maggio a Giugliano lo scorso febbraio, un colpo avvenuto a Parete e un altro avvenuto a Melito.

Gli inquirenti avevano già fermato, lo scorso 30 aprile, uno dei cinque componenti della banda che ora si trova in carcere. La Procura ha richiesto il provvedimento di fermo ritenendo reale e concreta la possibilità di fuga degli indagati.

Raccolta differenziata: Marigliano supera il 65% in meno di un mese

Riceviamo e pubblichiamo Il Comune di Marigliano registra un deciso progresso nella gestione dei rifiuti urbani a seguito dell’entrata in vigore, dal 7 giugno 2026, del nuovo calendario di raccolta differenziata destinato alle utenze domestiche, alle utenze non domestiche e alle utenze non domestiche del comparto food. In soli 24 giorni la percentuale di raccolta differenziata è passata da circa il 47-48% a oltre il 65%, con un incremento di circa 17 punti percentuali. Un risultato storico, se si considera che a Marigliano la raccolta differenziata si attesta sotto il 50% da decenni. Il nuovo modello organizzativo sta producendo effetti misurabili anche sul piano economico. Il confronto tra i quantitativi di rifiuto secco indifferenziato conferito a giugno 2025 e quelli registrati a giugno 2026 evidenzia una netta riduzione, che corrisponde a un significativo risparmio economico. Proiettando questo andamento sull’intero anno, l’Amministrazione stima un risparmio complessivo che può attestarsi intorno ai 500000 euro, con margini di ulteriore crescita in relazione al consolidamento del nuovo sistema di raccolta. Questo vuol dire che ci saranno evidenti benefici per i cittadini contribuenti. «Chi amministra ha il dovere di garantire servizi migliori ai cittadini e, allo stesso tempo, di tutelare le risorse pubbliche», dichiara il sindaco Gaetano Bocchino. «I dati di queste prime settimane dimostrano che i due obiettivi possono procedere insieme: una città più pulita produce anche un bilancio più sano. È un risultato che appartiene a tutta la comunità, a partire dai cittadini che hanno saputo adattarsi con rapidità e senso civico alle nuove modalità di conferimento». L’Amministrazione comunale segnala infatti che, nonostante gli ottimi risultati conseguiti sul fronte della raccolta differenziata, permangono ancora alcune difficoltà nell’espletamento dei servizi di raccolta, legate in parte alla fase di avvio del nuovo modello organizzativo. Il Comune sta intervenendo per garantire un progressivo miglioramento delle prestazioni rese ai cittadini. Parallelamente saranno intensificati i controlli su tutto il territorio comunale.

Francesco Iovino sul Terremoto in Venezuela: “La Campania attivi un tavolo di crisi”

Riceviamo e pubblichiamo

“Attivare  un Tavolo di Crisi Venezuela-Campania coinvolgendo la Protezione Civile regionale, le strutture competenti, le associazioni rappresentative delle comunità italo-venezuelane e gli altri soggetti istituzionali interessati, assicurando un costante raccordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con la rete diplomatica italiana”: è quanto ha chiesto il consigliere regionale Francesco Iovino, presidente della Commissione Trasparenza della Regione Campania, attraverso una mozione sottoscritta anche da oltre 30 consiglieri regionali, tra maggioranza e opposizione.

“La Campania – ha sottolineato Iovino – è uno dei territori  con il più elevato numero di cittadini emigrati e di famiglie originarie della nostra regione residenti in Venezuela mentre sono altrettanto numerose le comunità italo – venezuelane che risiedono nell’area metropolitana di Napoli. L’emergenza in corso, dopo il fortissimo terremoto del 24 giugno, coinvolge direttamente migliaia di famiglie campane che vivono ore di apprensione per la sorte dei propri congiunti anche a causa delle difficoltà nei collegamenti con le aree colpite”.

“Doveroso – aggiunge Francesco Iovino – da parte della Regione Campania esercitare un ruolo attivo di coordinamento e supporto ai propri cittadini. Un atto dovuto in virtù delle proprie competenze, ma soprattutto un gesto di solidarietà in un momento di grave emergenza umanitaria così come invocato domenica mattina, davanti ad una folla di migliaia di persone, dal vescovo di Nola Francesco Marino, nel corso della benedizione dei Gigli patrimonio dell’umanità Unesco”.

Tra le richieste sollecitate attraverso la mozione anche l’istituzione di un servizio di informazione ascolto ed assistenza, l’attivazione di misure straordinarie di solidarietà e di strumenti di sostegno logistico.

Campania, assorbenti gratuiti nelle scuole: la proposta per contrastare il fenomeno della povertà mestruale

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Recentemente il Consiglio Regionale della Campania ha ricevuto una proposta indubbiamente interessante: quella di rendere gratuiti gli assorbenti negli istituti scolastici. Si tratta di un’iniziativa del consigliere Davide D’Errico che ha presentato la proposta sottolineando quanto sia importante combattere il fenomeno sociale della povertà mestruale. L’obiettivo è, infatti, aiutare tutte le studentesse che studiano presso scuole situate in Campania ad avere accesso gratuito agli assorbenti direttamente nella propria scuola. Ogni scuola media e superiore presente sul territorio regionale, infatti, potrebbe mettere a disposizione gli assorbenti per aiutare centinaia di ragazze in difficoltà. La proposta mira all’installazione di distributori automatici che possano fornire assorbenti in caso di necessità e in modo assolutamente gratuito, per permettere alle studentesse di non sentirsi a disagio: sono tantissime,  infatti, le ragazze che vivono la povertà mestruale in Campania, le quali sono costrette a rinunciare all’acquisto di assorbenti o a ricorrere a soluzioni non adeguate a causa di difficoltà economiche. Il consigliere ha spiegato che il ciclo mestruale non è una scelta, ma un evento naturale che nessuna donna dovrebbe vivere con il timore di non poter affrontare una giornata scolastica per la mancanza di un prodotto che risulta assolutamente essenziale per ogni donna e non opzionale. Proprio per questo, la mozione chiede alla Giunta regionale campana di finanziare un progetto sperimentale che renda gli assorbenti disponibili gratuitamente nei bagni degli istituti scolastici. La proposta punta anche a promuovere una maggiore inclusione e a contrastare il disagio che molte adolescenti provano quando il ciclo arriva improvvisamente durante le lezioni. Disporre di un assorbente gratuitamente significa evitare situazioni di imbarazzo, ridurre il rischio di assenze scolastiche e garantire pari opportunità a tutte le studentesse. L’iniziativa si inserisce in un dibattito sempre più attuale, che da anni è al centro di discussione, ovvero quello sul riconoscimento degli assorbenti come beni di prima necessità. Lo stesso consigliere regionale ha infatti rilanciato la richiesta di ridurre ulteriormente l’IVA sui prodotti mestruali, sostenendo che si tratti di beni mensili indispensabili per le donne e non di prodotti accessori.In Campania esiste già un comune che ha avviato l’installazione di distributori di assorbenti gratuiti e compostabili nelle scuole e negli uffici comunali, si tratta del comune di Bacoli, che ora rappresenta un esempio significativo per tutta la regione. Se la proposta di D’Errico dovesse essere accolta e approvata, la Campania potrebbe diventare una delle prime regioni italiane a garantire questo servizio su larga scala. Il provvedimento, oltre ad un valore essenzialmente pratico, ricopre anche un’importante funzione educativa poiché contribuirebbe a superare i tabù e le barriere ancora legati al tema sociale delle mestruazioni, promuovendo una cultura basata sul rispetto, sulla salute e sulla conoscenza biologica. Quello che puo sembrare un piccolo gesto, in realtà per molte studentesse potrebbe rappresentare un enorme passo verso una scuola più inclusiva e attenta ai bisogni di tutti.