Napoli, Uici. Al via la campagna di prevenzione “Occhio ai bambini”
La Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B. Italia ONLUS), con l’imprescindibile collaborazione e sostegno dell’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon, promuovono ancora una volta la campagna di prevenzione delle patologie oculari rivolta ai bambini frequentanti la classe prima elementare.
A partire da lunedì 19 febbraio infatti, per diverse settimane l’unità mobile dell’Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti di Napoli, attrezzata con un ambulatorio oftalmico, sarà presente in diverse scuole dell’Area Metropolitana di Napoli, consentendo a circa 750 bambini di età compresa tra i 5 e i 7 anni di essere sottoposti ad uno screening oculistico completamente gratuito.
“Questa iniziativa”, afferma il Presidente della Sezione UICI di Napoli Mario Mirabile, “nasce dalla consapevolezza che in Italia, nonostante le diverse campagne informative di profilassi visiva, esistono ancora sacche di popolazione dove la cultura della prevenzione non è pienamente arrivata e il progetto “Occhio ai bambini”, attraverso la distribuzione di materiale informativo alle famiglie e agli insegnanti e una visita oculistica , mira proprio a tutelare la vista dei più piccoli”.
Il coordinatore del Comitato provinciale della IAPB Ciro Taranto esprime a nome del comitato, profonda gratitudine ai vertici e a tutti gli Oculisti dell’azienda Santobono Pausilipon per lo sforzo organizzativo messo in campo per portare avanti l’iniziativa e per la sensibilità mostrata ancora una volta.
“Nonostante le difficoltà logistiche e sia per il tempo necessario” ha affermato il Dott. Claudio Piroli, Direttore del Reparto di Oculistica della più importante azienda ospedaliera pediatrica del mezzogiorno, “abbiamo deciso di collaborare anche quest’anno con l’Unione Ciechi in questo progetto così meritevole, nella convinzione che è fondamentale poter dare un servizio a tutto il territorio e soprattutto ai bambini”. Il Dott Piroli continua : ”nell’età scolare anche lievi deficit visivi possono creare difficoltà di apprendimento e quindi scarsi risultati scolastici con problemi di inserimento sociale nel complicato mondo dei bambini “
L’obiettivo degli screening è l’individuazione precoce delle patologie, che interferiscono con il processo di acquisizione dell’immagine compromettendo un normale sviluppo dell’apparato visivo. Infatti, esistono patologie pediatriche dell’Apparato visivo tra cui lo strabismo,l’ambliopia( occhio pigro), miopia ,ipermetropia e astigmatismo e che possono rimanere sconosciute. Come è noto, non sempre i bambini riescono a riferire il proprio disturbo, invece, sottoponendo loro ad un esame che prevede dei test di valutazione del normale sviluppo dell’apparato visivo, del suo corretto funzionamento sia in termini di acuità visiva che di motilità, ogni anomalia che si presenti può essere corretta precocemente evitando che permanga per tutta la vita.
“La Sezione napoletana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e gli Oculisti dell’Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon,” aggiungono il Presidente Mirabile e il Dott. Piroli, “promuovono progetti di prevenzione, nella convinzione che Lo screening delle malattie oculari in età pediatrica può evitare diverse patologie curabili solo se individuate tempestivamente e in maniera corretta”.
Gli Oculisti, è doveroso ricordarlo, sono volontari, e se malauguratamente dovessero riscontrare disturbi dell’apparato visivo di qualche bambino, provvederanno ad informare gli insegnanti e i genitori su come accedere agli ambulatori specialistici dell’Oculistica del Santobono.
La campagna, che inizierà lunedì 19 febbraio presso il 5° Circolo Karol Wojtyla di Castellammare di Stabia, sarà per quest’anno effettuata in scuole ubicate nei comuni di Sant’Anastasia, Pomigliano D’Arco, Casalnuovo, Portici, Santa Maria la Carità, Torre del Greco, Liveri, Afragola, Ercolano, Pompei e Palma Campania.
I volontari dell’Unione Ciechi, durante l’effettuazione degli screening, cercheranno di informare i piccoli alunni sulla realtà delle persone con disabilità visiva, cercando di far capire loro le difficoltà, ma soprattutto le potenzialità di queste ultime.
Sant’Anastasia. Obiettivi raggiunti e programmazione Il report del sindaco ai cittadini
Il bilancio della realizzazione del programma il sindaco Lello Abete l’ha fatto pubblicamente presso il Centro Anziani di piazza IV novembre, gremito di cittadini. Ai ringraziamenti per tutti gli assessori, Carmen Aprea, Mariano Caserta,Fernando de Simone, Stefano Prisco e Rossella Beneduce è seguita la dichiarata soddisfazione per i numerosi presenti, quale risposta contraria al generale senso di disaffezione alla politica.
“Stiamo lavorando con dedizione al bene comune. Le difficoltà, gli ostacoli vengono da chi in malafede si frappone tra noi e la risoluzione dei problemi. Da persone oneste e volenterose – ha detto il sindaco Lello Abete – noi preferiamo rispondere con i fatti. In un manifesto pubblico, a noi contrario, si parla di un bilancio “avariato”. Credo che le uniche persone avariate siano coloro che hanno ideato quel manifesto, sono stantii, cattivi e antichi, sono solo arrabbiati perche’ non hanno più potere ed il potere logora chi non ce l’ha. Chi crede che può manovrare, tessere le fila facendo il regista occulto di persone perbene ha sbagliato amministrazione. Non serbo rancore verso nessuno, ho avversari politici che rispetto. Come col consigliere Paolo Esposito, con il quale si è creato un rapporto e data questa sintonia abbiamo condiviso un percorso che va oltre il 2019. Questo dà fastidio, perchè mette un pò paura agli ipotetici avversari politici prossimi. Ci accusano di immobilismo…… ebbene, orgogliosamente, siamo incapaci di fare cose non rispettose delle norme e delle leggi. Dal 2014 ad oggi abbiamo realizzato quello che era possibile realizzare rispettando norme, criteri e vincoli: su piazza Trivio da anni si è ideato, parlato, ipotizzato, ma mai nessuno ha realizzato, noi abbiamo avuto coraggio ed abbiamo restituito al paese ed ai commercianti un luogo dove è possibilite far effettuare soste ai propri clienti, prima non si poteva fare! Abbiamo rivisto la viabilità, come sono disposto a rivedere l’estetica della piazza, fermo restando che e’ soggettiva. A tal proposito invito tutti a visitare la piazza la domenica sera, con i giovani che la vivono in sicurezza, con liberta’. Mi sembra di ritornare agli anni d’oro di piazza Ferrovia! Abbiamo ribaltato la tendenza, non siamo piu’ costretti ad andare fuori e siamo diventati il centro dei paesi limitrofi. Ma dobbiamo ancora assistere ad inutili richieste di pareri, di sospetti, di inutili critiche: piazza Trivio ha tutti i pareri ed e’ costata 30mila euro e non 50mila euro, come dicono ed è costata la metà rispetto a quegli orribili gazebo che erano in piazza Arco e che ci sono costati 6mila euro per farli rimuovere e riposizionare in luoghi piu’ consoni. Sono poi tante le strade dotate di fogne e tante le piazze e strade riqualificate, come piazza IV novembre, il laghetto al boschetto, piazza S. Ciro, il quartiere Capodivilla. La riqualificazione delle strade – che in passato spacciavano per opere pubbliche – per noi, oggi, rappresenta la reale e corretta manutenzione, l’ordinario. Abbiamo portato a termine opere, che erano ferme per incapacita’ ed inadempienze, come l’ex mattatoio, la scuola Portali, l’incubatore di via Boccaccio. A chi dice che siamo incapaci di prendere finanziamenti, io dico …… siamo incapaci di fare altro! Per i regi lagni, che prima si pulivano con lavori in danno alla Regione, abbiamo avuto un finanziamento di 75mila euro. Per la seconda volta abbiamo ottenuto il finanziamento per Spiritual Theatre e colgo l’occasione per ringraziare l’assessore Carmen Aprea. L’anno scorso abbiamo ospitato artisti come Lina Sastri, Enzo Avitabile e quest’anno, oltre ad offrire un’opportunità a giovani artisti anastasiani, avremo Biagio Izzo e Alex Britti. Abbiamo intercettato finanziamenti per promuovere sagre ed itinerari gastronomici assieme ai comuni di Pollena e Massa di Somma; abbiamo ottenuto un finanziamento per le attrezzature della protezione civile e colgo l’occasione per esprimere il mio apprezzamento per loro, rammentando soprattutto il loro prezioso lavoro nel drammatico momento degli incendi sul monte Somma. Siamo entrati nel Gal ed abbiamo aderito con una delibera che aveva pareri contrari dei revisori e dei funzionari. Nonostante ciò, siamo andati avanti, abbiamo avuto ragione ed il Gal oggi ha ottenuto un finanziamento per la “riqualificazione dei sentieri” dal valore di 8 milioni di euro. Abbiamo richiesto ed ottenuto finanziamenti per la messa in sicurezza dei plessi scolastici – per alcuni plessi sono state riscontrate delle criticita’ ed io non ho pensato due volte a chiuderli, mettendo in primo piano la sicurezza degli alunni.
Sono stati aperti una serie di sportelli che avvicinano ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno ed assicurati tutti i servizi delle Politiche Sociali, nonostante i tagli e nonostante….. la pesante assenza dell’assessore Rossella Beneduce, che abbraccio. Colgo l’occasione per dire, anche se lei non avrebbe voluto, che ha rinunciato alla sua indennità di carica per destinare le risorse alle politiche sociali.
Con il Tgr itinerante in piazza abbiamo fatto conoscere il nostro paese, le nostre tradizioni e la nostra gastronomia; abbiamo organizzato iniziative sportive con le associazioni preposte ricevendo la visita del Presidente del Coni Malagò; siamo stati uno dei primi paesi ad adottare la nuova carta d’identità elettronica.
Un breve accenno alle azioni future: partirà il nuovo piano delle strisce blu, moderno e all’avanguardia; nuove telecamere di sorveglianza su più strade; un parcheggio di fronte all’istituto Pacioli, gratuitamente e senza chiedere nulla in cambio; apertura svincolo della 268 a Madonna dell’Arco; stiamo progettando un altro parcheggio a via Romani; sempre a costo zero, da qui a breve, nascerà un’altra rotonda tra via Arco e via Emilio Merone (ex via Circumvallazione); riqualificheremo piazza Sodani e realizzeremo un campo di street basket; la Tari non solo non avrà un rincaro come in altri comuni ma subirà un piccolo abbassamento.
Da lunedì prossimo, tempo permettendo, partiranno i lavori per le riqualificazioni di via Starza e via Mario De Rosa, mentre mediante devoluzioni di mutui, tra qualche mese, ci occupiamo di via Romani, via Dante Alighieri, via Eduardo de Filippo e finalmente via Porzio; abbiamo sbloccato i fondi per l’altra parte dei marciapiedi di via Arco perché erano bloccati e daremo vita al progetto “strade sicure” per sensibilizzare soprattutto i più giovani.
Abbiamo avuto l’impegno da parte del Presidente De Luca per la realizzazione del progetto “Le strade della Fede”, incentrato intorno al Santuario, che interesserà i paesi di Sant’Anastasia (comune capofila), Pollena Trocchia e Cercola.
Chi ci accusa di non avere progettualità mente sapendo di mentire. Dopo quelle per i vigili, a brevissimo partiranno i bandi per le nuove assunzioni nell’ufficio finanziario e le politiche sociali (con altre procedure) seguendo sempre tutte le regole. Molto discussa ed attuale è la questione caserma dei carabinieri, che noi abbiamo attenzionato da sempre e non permetterò mai, come amministratore, che i carabinieri possano lasciare Sant’Anastasia. Un paese di 30mila abitanti non può non avere un presidio di sicurezza. Ho vagliato più soluzioni e attualmente sembra che vi siano possibilità concrete di risoluzione, così come abbiamo fatto per il servizio del 118. Questa è la nostra politica, questa è la nostra verità, sfido chiunque ad un confronto sulla trasparenza, sull’onestà e sulla corretta gestione della cosa pubblica. Chi amministra le risorse comunali, gestisce i soldi dei cittadini. Altro che variazioni di bilancio… quelle le avete fatte voi per fare altro! Il fatto che abbiamo approvato il bilancio a gennaio (grazie all’assessore Mariano Caserta) dimostra la nostra serietà amministrativa e, infatti, col bilancio approvato siamo in grado di essere operativi, efficienti ed efficaci”.
San Giuseppe Vesuviano, Il decreto reale del 19 febbraio 1893, firmato da Umberto I, ufficializzò la nascita del Comune di San Giuseppe
Una data storica per il Comune di San Giuseppe Vesuviano, quella che segna i 125 anni dal 19 febbraio 1893, giorno in cui, con decreto reale firmato da Umberto I, fu ufficializzata la nascita del Comune di San Giuseppe. Il 23 dicembre 1894, poi, con un ulteriore decreto reale, il Comune cambiò denominazione e assunse l’attuale denominazione “San Giuseppe Vesuviano”.
Nel 1906 il paese subì gravi danni a causa dell’eruzione del Vesuvio e venne, in seguito, interamente ricostruito. Nel 1923 fu aggiunto allo stemma comunale il motto “ex flammis orior” (dalle fiamme sorgo). Fra gli anni settanta e novanta, San Giuseppe Vesuviano ha vissuto un fortissimo sviluppo del settore dell’industria tessile, affermandosi, insieme a Prato, quale polo più importante d’Italia. Tuttavia, lo sviluppo commerciale ed industriale non si è fermato alla sola filiera del tessile e della moda, estendendosi gradualmente anche al settore agroalimentare, con importanti imprese che esportano in vari mercati esteri. Dal un punto di vista artistico-culturale, la città di San Giuseppe Vesuviano offre numerosi punti di interesse, tra cui il Santuario dedicato a San Giuseppe, risalente al 1622 ed il Monumento ai Caduti della I Guerra Mondiale.
Servita dallo svincolo autostradale dell’A30, dalla strada statale 268 del Vesuvio e dai trasporti ferroviari dell’EAV, San Giuseppe Vesuviano oggi è una città moderna e multiculturale, efficacemente connessa da un sistema integrato di trasporti che la unisce alle principali città della Campania ed offre rilevanti opportunità e agevolazioni a chi desidera creare nuovi investimenti. Il territorio, inoltre, è servito da una connessione internet pubblica accessibile mediante tecnologia wifi e l’Ente comunale, impegnato nel sostegno allo sviluppo delle attività produttive e commerciali secondo criteri di sostenibilità e nella promozione dell’innovazione tecnologica, sta ampliando i canali di comunicazione con i cittadini e con le imprese, servendosi già, oltre che degli strumenti tradizionali e del sito web istituzionale (www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it), di un’applicazione per dispositivi mobili Android ed iOS e della pagina Facebook (www.facebook.com/sgvofficial).
“Riteniamo che l’occasione di una data storica di così centrale rilievo ed interesse per la nostra comunità costituisca un’occasione importante per ‘consegnare’ ai giovani la storia della nostra città – sottolinea Almerinda Giordano, Assessore alla Legalità – ed è per questo, infatti, che coinvolgeremo le scuole in un percorso che condurrà, in occasione della festa di San Giuseppe, alla premiazione dei migliori elaborati prodotti dagli studenti”.
Sicurezza stradale, 500 studenti a Nola e Quarto per “Sii saggio, guida sicuro”
La manifestazione è riservata alle scuole secondarie di primo e secondo grado della Campania e finora ha registrato la partecipazione di 3’000 studenti.
Il primo appuntamento (ore 9.30), si è tenuto ieri, lunedì 19 febbraio presso l’I.S.I.S. “Rita Levi Montalcini” (Via Vaiani, 44) di Quarto. Dopo i saluti di Daniela Sciarelli, Dirigente Scolastico I.S.I.S. “Rita Levi Montalcini”, Raffaele De Vivo, Referente Legalità I.S.I.S. “Rita Levi Montalcini”, Antonio Gagliotti, Docente Scienze Motorie I.S.I.S. “Rita Levi Montalcini”, ha preso il via una tavola rotonda con Lucia Rea, Comandante del Corpo Polizia Metropolitana, Leonardo Rossano, Comandante della Tenenza dei Carabinieri di Quarto e Alfonso Montella, Professore Associato Università di Napoli Federico II e Presidente Commissione Scientifica Associazione Meridiani
La seconda tavola rotonda si è tenuta invece oggi ì (ore 9.30) presso il Liceo Classico Statale “G. Carducci” (Via Seminario, 87/89,) di Nola. Dopo i saluti di Assunta Compagnone, Dirigente Scolastico “G. Carducci”, Geremia Biancardi, Sindaco di Nola, Andrea Manzi, Sindaco di Casamarciano e Ada Minieri, Referente Progetto Scuola Associazione Meridiani, c’è stata la tavola rotonda con Luigi Maiello, Comandante Polizia Municipale di Nola, Alberto Degli Effetti, Comandante Compagnia Arma dei Carabinieri di Nola, Antonio Addeo, Responsabile Polizia Municipale di Casamarciano, Valeria Rinaldini, Dirigente e psicologa ASL NA 3 Sud e Alfonso Montella, Professore Associato Università di Napoli Federico II e Presidente Commissione Scientifica Associazione Meridiani
Durante le tappe è stato illustrato ai circa 500 studenti presenti il concorso di idee “Inventa un segnale stradale” (scadenza 15 aprile) la cui manifestazione finale è in programma il 20 aprile a Napoli. Nell’occasione il Coni allestirà il villaggio “Sii Saggio, Guida Sicuro” con la partecipazione di esponenti di alcune federazioni sportive della Campania.
La campagna si svolge in collaborazione con la Direzione scolastica regionale della Campania, l’Unione industriali Napoli, l’Università Federico II, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, l’Esercito Italiano, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, la Polizia Penitenziaria, l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, la Polizia Locale, la Croce Rossa Italiana, l’Anas, il Coni, la Tangenziale di Napoli, la società Iveco, Rai Isoradio e Fondazione Telethon, con l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza stradale.
Elezioni, l’appello del vescovo di Nola: “Rigore morale e vicinanza ai veri problemi dei cittadini e del territorio”
E’ intriso di questione morale l’invito con il quale, in vista delle prossime elezioni politiche, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, oggi ha voluto invitare cittadini e candidati, credenti e non, a ricordare la «lezione storica dei Padri costituenti e delle donne e degli uomini più avveduti dell’agire politico del Paese», negli ultimi tempi, gravemente trascurata. “Vitalità dei territori, semi di bene in essi presenti e germoglianti, prezioso tesoro delle nuove generazioni”, sono i segni di speranza a partire dai quali monsignor Marino lancia il suo appello “perché si partecipi al voto, individuando nelle liste la presenza di candidati in grado di garantire rigore morale, competenza e senso di giustizia, tenendo conto dei valori costituzionali fondamentali della persona umana, della famiglia e delle comunità” e perché i candidati confidino “di meno su un voto di opinione spinto dal dibattito nazionale”e incontrino il più possibile “quelle vite normali e apparentemente anonime e ordinarie che tengono in piedi il Paese”. “Ci vuole un bagno tra la nostra gente – aggiunge il vescovo – per scoprire o riscoprire con quale forza di volontà abbiano fatto fronte alle difficoltà del lavoro, con quale capacità intelligente e solidale i nostri concittadini si siano fatti carico delle attività produttive, delle cure, della casa, dell’assistenza ad anziani e disabili e dei servizi volontari”.
Somma Vesuviana, la candidata di centrodestra e il candidato grillino disertano l’incontro con gli studenti
Elisa Russo avvisa con messaggini, Gianfranco Di Sarno con una lettera consegnata dal fratello, ma poi su facebook si scatena la polemica per le foto dell’incontro con gli studenti del Torricelli e il Liceo viene accusato di aver invitato solo i candidati di sinistra. Di seguito una dettagliata lettera del dirigente scolastico che spiega l’iniziativa e gli…equivoci
Più volte i ragazzi del Comitato Studentesco del Liceo “Torricelli” mi hanno chiesto di organizzare un incontro con i candidati alla Camera nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo, soprattutto per saperne di più su cosa si vota, come e perché. Si dice spesso che i diciottenni siano assolutamente indifferenti alla politica e che la maggior parte di loro non andrebbe a votare. Invece no : sono molto interessati e l’unica cosa che li tiene lontani dalla politica è proprio il fatto che i politici sono assenti, sempre “ in tutt’altre faccende affaccendati”, indisponibili ad incontrare gli elettori, se non soltanto in prossimità delle scadenze elettorali.
Tutto ciò alimenta la sfiducia ed il disorientamento dei giovani. Finalmente, il 19 febbraio, sono riuscito, con la decisiva collaborazione dello staff dei docenti del “Torricelli”, ad organizzare un incontro con i candidati dei principali schieramenti politici che si presentano per l’uninominale alla Camera il 4 marzo; debbo ringraziare il Comune di Somma che ha coperto le spese per l’uso del Teatro “SUMMARTE” dove l’iniziativa si è tenuta.
Il convegno aveva come tema “QUALI POLITICHE CULTURALI E FORMATIVE NEL TERRITORIO DELL’ALTO VESUVIANO NELLA SECONDA DECADE DEL SECOLO?”, ma è chiaro che i candidati, in vista delle elezioni, potevano spaziare, presentando i principali punti dei programmi delle forze politiche cui appartengono.
All’ultimo momento, due candidati hanno comunicato la loro indisponibilità a prendere parte all’evento, Elisa RUSSO, per una intervista televisiva, Gianfranco DI SARNO per un sit-in di protesta. Eppure, ad attenderli, c’erano 300 giovani neoelettori, desiderosi di essere convinti dalle loro argomentazioni. Mah! Si sono presentati e sottoposti al giudizio critico dei diciottenni del “Torricelli” il candidato di LIBERI e UGUALI, Massimo Micera, ed il candidato dei VERDI, la cui lista è nello schieramento del CETROSINISTRA, Francesco Emilio Borrelli, che hanno illustrato con grande efficacia le loro proposte ed i programmi delle forze politiche che autorevolmente rappresentano.
Al tavolo dei relatori, c’ero anch’io, in rappresentanza del “Torricelli”, e c’era il sindaco di Somma, Salvatore Di Sarno, che ringraziamo per la sua presenza e per le sue puntuali osservazioni. A moderare il dibattito, erano stati chiamati due illustri rappresentanti della cultura vesuviana, il professore Ciro RAIA, sommese, preside in pensione, guida dell’IRESCOL, istituto di studi sulla Resistenza , ed il professore Carmine CIMMINO, ottavianese, anch’egli ex preside, tra l’altro prestigiosa firma del MEDIANO; purtroppo, quest’ultimo ha dato forfait per un improvviso problema di salute.
Ciro RAIA ha chiesto lumi, ai due candidati da eleggere nel nostro collegio, sul piano di dimensionamento della rete scolastica nel nostro territorio, che ha visto la Regione Campania compiere scelte sfavorevoli a Somma e, soprattutto, incomprensibili; ovviamente, i due politici si sono detti all’oscuro: parole tante, su tante questioni; sui fatti reali, sulle decisioni concrete, improvvisa afasia e preoccupanti dimenticanze.
Il dibattito si è surriscaldato, quando a fare domande puntuali, ma piuttosto “pepate”, sono stati due studenti del “Torricelli” ed i due candidati hanno finito per “battibeccare” tra loro, rinfacciandosi gli errori dei rispettivi schieramenti. Tuttavia, la partecipazione e l’interesse dei ragazzi delle QUINTE del “Torricelli”, di diciottenni che, per la prima volta, eserciteranno il loro diritto costituzionale ad andare al voto, sono state davvero notevoli; i nostri studenti hanno ricevuto il plauso dei partecipanti al convegno ed hanno, in qualche modo, smentito coloro che li ritengono disinteressati alla politica.
Ringrazio Borrelli e Micera, a nome di tutta la comunità educativa del “Torricelli”, così ignorata e spesso tartassata dai vertici politici campani, le cui mai chiarite decisioni e scelte hanno sempre penalizzato le istituzioni scolastiche sommesi, per “averci voluto mettere la faccia”, come dicono loro, ed aver saputo affrontare i loro elettori con onestà intellettuale e con argomentazioni, se non altro, chiare. Tutto sommato, una bella giornata di “cittadinanza attiva”. Comunque, attendiamo sempre risposte da coloro che, pur più volte interpellati, si sono sempre rifiutati al confronto con il “Torricelli”.
Ci tengo a rendere noto, ancora una volta, visto ciò che sta inopinatamente circolando sui “social”, che il “Torricelli” ha invitato i candidati di tutti i principali schieramenti, centro-destra, centro-sinistra, CINQUE STELLE, LIBERI e UGUALI, e che la candidata di centro-destra, Elisa RUSSO, ha avvertito, con messaggi telefonici di cui conserviamo traccia, all’ultimo momento, della sua indisponibilità, e che il candidato dei CINQUE STELLE, Gianfranco Di Sarno, ci ha comunicato, con una lettera, presentata dal fratello la stessa mattina del convegno, la propria impossibilità a partecipare all’evento.
Il preside
Prof Sabato D’Agostino
Sant’Anastasia, si dimette l’assessore ai lavori pubblici

Danzare è sempre possibile
E’ la Danceability: il nuovo approccio al movimento creativo che abbatte le barriere e supera gli stereotipi al di là di ogni limite, fisico e non.
Avete sempre pensato che la danza è una disciplina adatta solo a chi ha una figura sottile ed elegante? Che le persone con problemi fisici o disabilità devono necessariamente rinunciare a danzare? Beh, vi sbagliate di grosso. Se per danza intendiamo (e dobbiamo intendere perché non è altro) il movimento creativo, individuale e collettivo, allora dobbiamo riconoscere che le discipline che la nostra civiltà ha elaborato e strutturato negli ultimi tre secoli, pur essendo straordinari strumenti espressivi, hanno un grosso limite: non sono inclusive e circoscrivono il significato del termine in un ambito estremamente ristretto. Fortunatamente c’è chi sta rimediando. La danceability è un metodo di studio del movimento che si rivolge a tutte le persone, con o senza disabilità, con qualunque fisico e di qualunque età. L’ha fondata negli anni 90 negli Stati Uniti Alito Alessi, danzatore e coreografo, direttore della Joint Forces Dance Company, utilizzando i principi della Contact Improvisation, dove il punto di contatto fisico tra due diventa punto di partenza dell’improvvisazione. Partendo dal Contact Alito Alessi ha sviluppato un approccio che rende la danza possibile a tutti.
Ed è stata Lidia Marinaro a portare la Danceability prima a Napoli, dove ha condotto numerosi seminari e svolge regolari sessioni intensive a Movimento Danza, e poi a Torre del Greco, alla RO.DI. Danza, diretta da Rosa Montella. La danza si sviluppa attraverso la tecnica dell’improvvisazione, basata sulla consapevolezza di sé, sulla relazione e sulla fiducia reciproca. Infatti ciascun partecipante è invitato a mettersi in gioco attraverso scelte autonome di movimento, basate sul “sentirsi” e sul “sentire” l’altro. Tutti possono partecipare a quest’esperienza e tutti possono trarne benessere e stimoli: persone con disabilità motorie, disabili intellettivi medio/lievi, non/ipo vedenti, non/ipo udenti, persone Down, danzatori, attori, operatori, insegnanti di sostegno e non, ecc. In particolare le persone che operano nel campo della disabilità, possono acquisire nuovi stimoli e metodi di cui poter usufruire nel proprio lavoro. “E’ il focus sul corpo ad essere diverso”, dice Lidia Marinaro, ”non c’è uno standard da seguire, non è il corpo che si deve strutturare diversamente e non ci sono movimenti giusti e movimenti sbagliati, solo la ricerca di dialogo con sé e con gli altri”. E tuttavia la danceability si inserisce completamente nella ricerca contemporanea. Basti pensare ad esempio alla Candoco Dance Company di Londra, una compagnia che include danzatori disabili e senza un arto, che ha partecipato nel 2012 alle cerimonie per i Giochi Olimpici e Paraolimpici.
Nella formazione di questa giovane insegnante l’esperienza più significativa è stato proprio lo studio condotto a Roma presso il Choronde Progetto Educativo con Alito Alessi. A lei, già danzatrice, laureata in Scienze dell’Educazione ed educatrice (ha lavorato per un anno in Ecuador per un progetto sociale dedicato all’educazione e al reinserimento sociale di giovani e minori a rischio) il lavoro di Alessi apre un nuovo orizzonte: quello dell’interazione tra normodotati e disabili.
“Non bisogna confonderla con una terapia”, continua Marinaro, “si tratta solo di espressione artistica e creativa”. Quando si pensa alla disabilità di solito ci si concentra sul bisogno di cure speciali e ci si preoccupa dell’aspetto assistenzialistico, che è fondamentale, ma si finisce per trascurare il dato elementare, che sono persone come tutti, e che quindi possono anche semplicemente desiderare di danzare. Ed è possibile anche realizzare una performance attraverso cui comunicare il proprio lavoro. Per dirla con le parole di un’allieva: “Il tutto creerà una serie di danze improvvisate, basate sulla consapevolezza, in cui persone comunque diverse creano esperienze di reciproca uguaglianza”.
Sant’Anastasia, libero Raffaele Anastasio elemento di spicco dell’omonimo clan
Una pena più che mite per Anastasio, difeso dagli avvocati Rosario Arienzo e Giancarlo Nocera. Fu arrestato nel 2011 e poi nel 2016 nel corso dell’operazione Blusky.
«Don Felice» è libero e senza misure cautelari: Raffaele Anastasio, elemento di spicco dell’omonimo clan e nipote di Aniello Anastasio, «o’ zio», storico capo del cartello criminale, è stato scarcerato. Era detenuto a Teramo da maggio 2016 e, dopo una condanna di appello per estorsione mafiosa ad un costruttore poi annullata dalla Cassazione, è tornato libero. Difeso dagli avvocati Rosario Arienzo e Giancarlo Nocera, Raffaele Anastasio finì in carcere nel 2011 dopo una latitanza durata quasi un anno per sfuggire ad un ordine di custodia cautelare per estorsione aggravata da metodo mafioso. Lo acciuffarono a Baronissi, nel parcheggio di un centro commerciale, i carabinieri di Castello di Cisterna, disarmato e con in tasca un documento d’identità contraffatto. Un secondo ordine d’arresto arrivò nel 2016 con l’operazione Blusky che portò in carcere ventuno affiliati a vario titolo dei clan D’Avino e Anastasio, imperanti sui territori di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. I racconti dei pentiti fecero chiudere il cerchio decimando le cosce dopo incursioni armate e pallottole esplose contro le abitazioni di imprenditori taglieggiati. E ancora, droga, possesso di armi e – per quanto concerne Somma Vesuviana – interessi e commistioni nella tornata amministrativa delle elezioni al comune per l’anno 2013, documentate da intercettazioni ambientali. Le sentenze arrivarono ad agosto dello scorso anno: il tribunale di Napoli, gup Bruno D’Urso, condannò Raffaele Anastasio, detto Felice, a un anno e dieci mesi di reclusione. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui la pena di tredici anni e sei mesi. Nell’ordinanza Blusky che documentava in dettaglio le imprese dei clan, è ben sottolineato dai pentiti come «Felice» avesse in mente di «prendersi Somma Vesuviana», territorio molto ricco e dalle piazze di spaccio ben avviate. Nel frattempo stringeva accordi per fronteggiare la presenza del clan Sarno sul «suo» territorio e le estorsioni narrate dai pentiti sono ai danni di titolari di pompe funebri, imprese edili, al cantiere di una scuola e perfino a noti usurai. L’esistenza e l’operatività del clan Anastasio è documentata da sentenze passate in giudicato fino al 2006, dopodiché la situazione muta anche per l’espansione del clan Sarno che inizia la contrapposizione con il clan Panico, cosche disarticolate nel 2007 dagli arresti dell’operazione «Scacco».
Si dimette da assessore ed è assunta dal Comune come funzionario. Il sindaco: “Ha il profilo giusto”
Si è dimessa da vicesindaco un mese e mezzo fa ma ieri è rientrata in municipio con un contratto di assunzione di 12 mesi da capo gabinetto e addetto stampa del Comune. E adesso divampa la polemica sui costi della politica. Al centro della bagarre c’è Nicoletta Romano, 29 anni, giornalista pubblicista, dal giugno del 2015 al 24 dicembre del 2017 vicesindaco a Casalnuovo. “Lascio per dare spazio a nuove energie”, aveva scritto Romano per motivare le sue dimissioni. Poi il Comune ha indetto il bando di gara a evidenza pubblica per l’assunzione, con contratto a tempo di un anno, di un responsabile della comunicazione e capo gabinetto di livello D 3, livello per il quale è obbligatorio indire un bando pubblico. A questa gara hanno partecipato appena sette persone, tra loro alcuni giornalisti. Ma se ne sono presentate solo cinque ai colloqui. Infine ieri il sindaco Massimo Pelliccia ha conferito l’incarico alla sua ex vice, Nicoletta Romano. “Vergognatevi”, stigmatizza intanto su Facebook il gruppo Casalnuovo Aut.“ E’ arroganza amministrativa – aggiunge Giovanni Nappi, leader locale del Pd , all’opposizione – un ex vicesindaco che si dimette pochi giorni prima dell’uscita del bando e che poi diventa capo staff, o qualcosa del genere. Mi riservo di guardare gli atti e di ricostruire i fatti”. “Non vedo nessuna polemica – replica però il sindaco – c’è stata una procedura ad evidenza pubblica nonostante si tratti di un incarico che avrei potuto conferire anche solo con una nomina fiduciaria, com’è stato fatto in altri comuni. La procedura inoltre ha seguito le indicazioni dell’Anac. Detto questo – specifica Pelliccia – la valutazione va fatta nel merito e l’esperienza della dottoressa Romano è innegabile. Le sue capacità sono quello che conta: ha il profilo giusto”. Il sindacato unitario dei giornalisti campani, il Sugc, aveva chiesto a Pelliccia di ritirare il bando di gara perché giudicato illegittimo. “Qui – risponde il sindaco – non è arrivata una sola carta dal Sugc: da loro nemmeno un rigo”.

