“Inciucio”, una parola che non passa mai di moda. Come la salsa alla puttanesca.
Ripubblico questo articolo, che è del 2012. Perché mi ricorda che lo scorrere del tempo, in questa nostra Italia, è un inganno dei sensi. Nell’ottobre di quell’anno Curzio Maltese pubblicava, nella sua rubrica sul “Venerdì di Repubblica”, un articolo il cui titolo era: “Archiviato D’Alema, adesso questo PD trovi un programma…”. “E’ ‘na parola”, direbbero a Napoli…..Il significato dell’aggettivo “ammaruosteco”
Inciucio. Parola della lingua napoletana, costruita sull’onomatopea ciu-ciu, immagine fonetica del chiacchiericcio che bolle, a tono basso, e con la mano a schermare la bocca, tra comari e compari: gli ‘nciucieri sono più numerosi e micidiali delle ‘nciucesse. Il termine piacque e piace ai giornalisti politici, e ai politici. Credono che quell’inghippo di vocali intorno al suono “c” esprima bene la commedia di scontri urlati e di polemiche fittizie che la politica recita sotto gli occhi del pubblico, per distrarlo da ciò che accade dietro le quinte, dove i marpioni dell’una e dell’altra parte, e dei clan in cui ogni parte è divisa, con calma e in silenzio si spartiscono – è accaduto qualche giorno fa – sedie, poltrone, e letti.
É opinione diffusa che sia stato Mino Fuccillo, il giornalista dell’ Espresso, il primo a usare, in chiave politica, il termine inciucio. Avvenne nel 1995, e quel primo inciucio tra l’on. Berlusconi e l’on. D’ Alema fu il padre di tutti gli inciuci. Anche la signora ministro Severino, indossando per un momento i panni del politico, garantisce che sotto la nuova legge anticorruzione non c’è un inciucio per salvare l’on. Berlusconi dal processo Ruby. Nasce dall’inciucio del ’95 anche la sceneggiata sulla legge elettorale. Non c’è un politico che non dica di volerla modificare, questa legge, per renderla più dignitosa, più rispettosa dei valori della democrazia, insomma meno maialesca.
Lo dice l’on. Alfano, lo giura l’on. Bersani, lo garantisce l’on. Casini. Ma ognuno propone un suo modello, anzi qualcuno propone ogni giorno un modello diverso, anzi qualche segretario di partito, l’on. Bersani per esempio, propone un modello che alcuni membri autorevoli (?) del suo partito (?) non condividono. Direbbero a Napoli che è tutta una jacuvella. I signori di cui sopra hanno deciso di non cambiar nulla: per loro, il porcellum con le liste bloccate e con i candidati scelti dai capiclan (i clan della politica, ovviamente) è la migliore delle leggi elettorali possibili. E ciò che è perfetto non si tocca. Ma torniamo alla parola inciucio. I politici se ne sono impadroniti e l’hanno trattata come trattarono il risultato del referendum sui finanziamenti ai partiti, vivi e morti. Ne hanno stravolto il significato.
Francesco D’ Ascoli spiegò, nel 2003, che l’ inciucio non indica, in lingua napoletana, un accordo segreto, per la divisione del bottino, tra politici che al pubblico si presentano come avversari: l’inciucio è una spietata trappola sociale, è la disseminazione di pettegolezzi e di calunnie, orchestrata da più persone, ‘nciucieri e ‘nciucesse, per creare e alimentare discordia e rancori tra le vittime della diffamazione. Le quali sono a loro volta carnefici di altre vittime, trafitte dalle loro maldicenze. É una ruota che non si ferma. Quando ‘nu nciuciere si allontana da un crocchio di ‘nciucieri, sa che non avrà percorso nemmeno dieci metri, e già gli arriverà addosso il soffio del ciu-ciu intonato contro di lui dagli amici.
Sto scrivendo un “divertimento“ : un repertorio di termini e di immagini dedicato agli odori e ai sapori della nostra cucina. Gli spaghetti alla puttanesca li ho definiti un inciucio, e poiché ho usato la parola nel significato che le hanno imposto i giornalisti della politica, e i politici, chiedo perdono ai numi della lingua napoletana. In quel piatto – la versione classica napoletana esclude le acciughe e il peperoncino – si incontrano, e quasi sempre trovano l’accordo, ingredienti che in teoria non dovrebbero sopportarsi. Il cappero, che fu caro a Venere, propizio ai giochi di Venere e antidoto al veleno di vipera, ha un sapore che all’improvviso precipita verso note amare. L’ amaro dei capperi è, direbbe D’ Annunzio, un “agrore salmastro“; è, direbbero i Vesuviani, ammaruosteco: che qualcuno trascrive nell’italiano amarostico: ma non è la stessa cosa.
Perché ammaruosteco fa “vedere“ il sale della concia, la punta di freschezza che viene dalle sfumature del grigio, e, soprattutto, la sensazione di un urto vigoroso, che però subito si esaurisce, senza lasciare né eco né memoria: come il fiore del cappero, che vive dall’alba al tramonto di un solo giorno. Il cappero dà un’emozione fugace e corta: e la lingua napoletana ne esprime con affettuosa chiarezza la ridotta misura con la parola chiappariello. L’amaro dell’oliva nera è un filo sottile che percorre un sapore fatto di lucida mollezza e di fresca acidità: un sapore lungo, vinoso, presuntuoso, che tende a risultare compatto, a ridurre le sfumature, soprattutto se si riesce a disossare le olive senza lacerarne la polpa. Insomma, l’oliva nera ha una delicatezza amaricata, simile a quella che troviamo nel sapore di certi limoni. Il pomodoro con la sua lasca indifferenza esalta il forte carattere degli altri tre ingredienti, e al peso della loro personalità cedono anche gli spaghetti (o le linguine), che nella cottura certi cuochi portano, di una linea minima, al di sotto del livello dell’ “al dente“. Chi mangia spaghetti alla puttanesca deve essere pronto a coglierne la specialità nella dissonanza: dei sapori, e anche dei colori: i riflessi viola delle olive, il nero del pepe, il grigio opaco e salino dei capperi, il rosso del pomodoro.
La puttanesca è simile a una crema di olive nere con aglio, capperi, acciughe e olio d’oliva che i Provenzali chiamano tapenade: e la Provenza è, per la pittura e per la storia del gusto, terra di rivoluzioni epocali. Tra tutte le storie sull’origine del nome puttanesca mi convince quella raccontata da Nello Oliviero. A battezzarla così fu la maitresse di una nota “casa chiusa“ dei quartieri spagnoli, “Il 98“. Alle ragazze erano concesse due ore per la pausa- pranzo, e non c’era un primo piatto che potesse essere preparato più velocemente degli spaghetti con pomodoro, aglio, capperi e olive. Anche i clienti ne mangiavano una forchettata: non si sa mai, vuoi vedere che gli antichi avevano ragione sui poteri afrodisiaci di aglio e chiapparielli?
Cicciano, Liceo “Medi”: lezione magistrale di Paolo Giovannetti
Mercoledì 7 marzo, alle ore 9.00, presso il Centro Nadur di Cicciano (NA), Paolo Giovannetti, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università “IULM” di Milano, inaugurerà il ciclo delle “Lezioni magistrali” di quest’anno, a cura dei docenti Carlangelo Mauro, Rosanna Napolitano, con la supervisione del Dirigente Scolastico Pasquale Amato. Coinvolte tutte le classi Quinte del Liceo “Medi” di Cicciano, cui sono in primo luogo dirette le lezioni in vista dell’Esame di stato (ma l’incontro è aperto anche al pubblico esterno). Il professore Giovannetti è autore di diversi saggi pubblicati in volume e su prestigiose riviste scientifiche, che riguardano diversi ambiti di ricerca, fra cui: metrica e poesia italiana dall’Ottocento ai giorni nostri; narratologia, media e letteratura; didattica della letteratura e editoria scolastica. “Esperto di metrica otto-novecentesca, ha pubblicato nel 1994 la prima monografia italiana dedicata al verso libero, Metrica del verso libero italiano (Premio Marino Moretti 1995), cui ha fatto seguire altri volumi sullo stesso argomento, culminanti nella sintesi La metrica italiana contemporanea (2010 – con Gianfranca Lavezzi). Si è occupato di poesia dell’Ottocento, e alla questione romantica ha dedicato Romanticismo senza Risorgimento (2011). Negli ultimi anni, si è dedicato alla narratologia, in particolare con i libri Il racconto. Letteratura, cinema e televisione (2012) e Spettatori del romanzo (2015)”. Tra i suoi lavori dedicati alla scuola: L’istruzione spiegata ai professori. Elogio dei saperi massificati nella scuola e nell’università. L’ultimo volume, pubblicato, La poesia italiana degli anni Duemila. Un percorso di lettura (2017) focalizza la sua attenzione sulle forme plurali della poesia contemporanea, «dalla performance alle scritture “installative”, dalla spoken music alla poesia “asemantica” e di “ricerca”, al poetry slam, senza per questo trascurare le produzioni più “tradizionali” di quella che usualmente definiamo “lirica”» (Lello Voce). Le “Lezioni magistrali” proseguiranno il 7 aprile con il prof. Roberto Deidier e il 10 aprile con il prof. Guido Baldi, mentre il 19 aprile si terrà l’incontro con il poeta Giancarlo Pontiggia, nell’ambito della rassegna “Voci dal mondo. A colloquio con gli scrittori”.
Pasqua e sicurezza alimentare: a Ercolano i Nas chiudono una fabbrica di dolci per gravi carenze igieniche
Ecco, di seguito, i risultati di alcune verifiche eseguite dai carabinieri del NAS di Napoli, il Nucleo Anti Sofisticazioni, nei settori della sanità e della sicurezza alimentare. Controlli che si sono intensificati con l’approssimarsi delle festività pasquali. A Ercolano, in via Cupa Viola, presso una locale azienda dolciaria, i carabinieri del NAS di Napoli, coadiuvati da personale dell’asl NA 3 sud del distretto numero 55, hanno proceduto alla chiusura amministrativa dell’intera attività di produzione, confezionamento, stoccaggio e deposito di prodotti dolciari e non, con annesse attrezzature, trovata in pessime condizioni igienico sanitarie e strutturali nonché priva dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente ed in parte mancante di titoli autorizzativi. E a Santa Maria la Carità i militari specializzati del NAS hanno eseguito un’ispezione igienico sanitaria presso un’attività di pizzeria e rosticceria ubicata in via Canneto. All’esito del controllo i carabinieri hanno proceduto al sequestro amministrativo di 50 chili di prodotti ittici, carnei, vegetali e caseari risultati privi di qualsivoglia indicazione/documentazione utile a garantire la loro rintracciabilità alimentare.
La Guardia di Finanza sequestra beni per un milione di euro a una nota azienda di Ottaviano
I militari della Guardia di Finanza di Ottaviano hanno eseguito nei confronti di una società operante nel settore sanitario nonché dell’amministratore della stessa un provvedimento di sequestro preventivo “per equivalente” di beni immobili e disponibilità finanziarie fino al raggiungimento della somma di un milione e 81mla euro. L’azienda aveva realizzato una grande e moderna struttura dotata di pronto soccorso ed un organico di circa 180 dipendenti.Gli accertamenti delle Fiamme Gialle sono scattati in seguita alla revoca della procedura concorsuale del concordato preventivo posta in essere per il mancato versamento di ritenute fiscali per un importo superiore a 150mila euro.
Al via il concorso per 61 allievi ufficiali della Guardia di Finanza
La domanda di partecipazione al concorso va presentata entro il 15 marzo.
E’ stato indetto per l’anno accademico 2018/2019 un concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’ammissione di 61 allievi ufficiali all’Accademia della Guardia di Finanza di cui: 55 destinati al comparto ordinario e 6 destinati al comparto aeronavale. Possono partecipare al concorso: gli ispettori, i sovrintendenti, gli appuntati e i finanzieri del Corpo (limite di età: 28 anni) e i cittadini italiani (limite di età 17 – 22 anni)
A tutti i candidati è richiesto il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado (anche se da conseguire entro l’anno scolastico 2017 – 2018). La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul sito concorsi.gdf.gov.it, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato, entro il 15 marzo 2018.
I candidati al concorso dovranno sostenere le seguenti prove d’esame:
- prova preliminare: test logico-matematici e domande dirette ad accertare le capacità linguistiche, orto-grammaticali e sintattiche della lingua italiana;
- prova scritta: tema di cultura generale adeguato ai programmi degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado;
- prove di efficienza fisica: esercizi volti ad accertare il livello di preparazione atletica dei candidati;
- accertamento dell’idoneità psico-fisica
- accertamento dell’idoneità attitudinale
- prove orali e prove facoltative di lingua inglese e informatica – colloquio sulle materie indicate nell’articolo 22 del bando.
- (fonte foto: rete internet)
Rifiuti, la Regione boccia l’ultimo progetto dei condannati per disastro ambientale
La decisione della Regione Campania è stata pubblicata appena l’altro giorno sul bollettino regionale. E’ stato infatti bocciato in via definitiva il progetto di realizzazione di un enorme impianto di smaltimento dei rifiuti pericolosi, liquidi e solidi, da mezzo milione di tonnellate all’anno. Un impianto che doveva essere installato nell’A.T.R., lo stabilimento di Acerra, ubicato in zona Asi, dei fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, i tre imprenditori locali condannati l’anno scorso in terzo grado per disastro ambientale e attualmente in carcere. Il progetto del grande impianto di trattamento dei rifiuti tossici era stato ripresentato in Regione dai tecnici e dai legali dei fratelli Pellini dopo la condanna del tribunale di secondo grado e poco prima che gli imprenditori fossero rinchiusi in carcere, dove appunto attualmente si trovano. La bocciatura di quest’ultima iniziativa sul fronte dello smaltimento delle scorie, presentata in modo insistente alla Regione dal gruppo Pellini, sta intanto facendo tirare un sospiro di sollievo agli ambientalisti della zona, da tempo mobilitati contro questo piano di smaltimento dei rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi. Un programma che prevedeva il trattamento di 3000 tonnellate al giorno di scorie provenienti da tutta Italia. Nel frattempo, sempre secondo quanto deciso dal dipartimento ambientale della Regione Campania, è stato valutato che questo progetto presenta una serie di criticità. Palazzo Santa Lucia ha giudicato che l’impianto proposto dal gruppo Pellini è troppo “impattante” per un’area che già presenta pesanti problematiche legate all’inquinamento di suolo, aria e acqua. Un altro importante, e forse decisivo, aspetto, legato direttamente al primo e valutato dalla Regione è quello della mancata presentazione da parte del gruppo di una nuova valutazione d’impatto precedentemente richiesta dall’ente pubblico campano. Una integrazione che era stata fortemente rivendicata dalle varie associazioni ambientaliste che operano nel territorio di Acerra. A ogni modo la Regione Campania, con questa sua ultima e definitiva decisione, ha praticamente spazzato via le polemiche e fugato i dubbi residui. Rimangono intanto in carcere i tre fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini (quest’ultimo ex maresciallo dei carabinieri), finiti in prigione con una condanna a sette anni di reclusione per traffico di rifiuti e disastro ambientale in provincia di Napoli. La Dda l’anno scorso ha sequestrato una serie di beni dei Pellini per un equivalente di 222 milioni. Tra i beni sequestrati c’è anche l’A.T.R.. Tra poche settimane il tribunale si pronuncerà sull’eventuale confisca di questo tesoro.
Somma Vesuviana, l’ “Anter” sceglie gli alunni della Montessori per il progetto “Il Sole in classe”
L’Ambasciatrice dell’Anter dott.ssa Daniela Gentile ha comunicato alla Dirigenza che gli allievi del nostro Istituto sono stati selezionati e valorizzati per i pregevoli lavori presentati al termine del Progetto “Il Sole in classe”, che esaltano il vivo interesse nei confronti delle tematiche di ambiente ed eco-sostenibilità, conquistando la nomination per la finale degli ANTER GREEN AWARDS-edizione 2018. La cerimonia della consegna dei premi alle tre scuole vincitrici si svolgerà l’11 marzo, alle ore 15.00, presso il Teatro Politeama di Napoli. L’evento sarà arricchito dall’intervento di alte autorità istituzionali, del mondo universitario e della cuiltura. Il premio consisterà nella fornitura per un anno di energia elettrica 100% , prodotta da fonti rinnovabili, messa a disposizione da Nwg Energia main sponsor.
Nas in azione: ancora un sequestro di alimenti in una fabbrica di Pomigliano. E a Melito sgomberato un canile abusivo
A Melito di Napoli, i carabinieri del NAS di Napoli, coadiuvati da personale veterinario del CRIUV Campania della ASL NA 1, nonché da personale del locale comando di polizia municipale e della tenenza carabinieri, hanno sgomberato un insediamento abusivo, adibito a canile, realizzato da ignoti su suolo demaniale, costituito da sei box privi di ogni requisito, al cui interno erano custoditi quattro cani di razza pitbull in precarie condizioni di salute. Uno degli animali, correttamente identificato, è stato restituito al legittimo proprietario, mentre i restanti tre, privi di microchip, sono stati ricoverati presso la struttura veterinaria afferente alla citata ASL. E a Giugliano in Campania, al corso Campano, presso una locale rivendita di prodotti gastronomici, i NAS di Napoli hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 50 chili di alimenti ittici e vegetali (alici fritte, peperoni imbottiti, parmigiana di melanzane, frittate di maccheroni e conserve vegetali sottovuoto) rinvenuti privi di qualsivoglia indicazione utile a garantirne la loro rintracciabilità. Infine, a Pomigliano d’Arco, in via Nazionale delle Puglia, i Nas sono dovuti intervenire di nuovo in uno stabilimento per la lavorazione e commercializzazione di frutta secca, oggetto di una precedente verifica, con l’ausilio di personale dell’aSL NA3 sud. Qui si è proceduto al sequestro giudiziario di 721 confezioni di frutta esotica, datteri, perché in base alle analisi eseguite dall’ARPAC di Napoli su un campione prelevato nel precedente controllo, risultavano invase da muffe. Nel primo controllo, quello del 17 febbraio, i Nas hanno sequestrato 2500 confezioni di datteri perché un campione era risultato alle analisi zeppo di parassiti ed escrementi.
Palma Campania: minaccia la moglie con un coccio di vetro. 37enne finisce in manette
I carabinieri della stazione di Palma Campania hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino indiano 37enne residente a palma campania già noto alle ffoo e in regola con le norme sulla immigrazione.
I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo e lo hanno sorpreso mentre minacciava la moglie 41enne con un coccio di vetro alla presenza delle 2 figlie minorenni.
La donna era riuscita a scappare con le bambine, trovando rifugio in altro appartamento del condominio.
Nel corso di approfondimenti è emerso che episodi di violenza ai danni della donna erano frequenti e andavano avanti da tempo.
L’arrestato si trova ora nel carcere di Poggioreale.
Somma Vesuviana, sorpreso con una calibro 45: in manette 34enne
I Carabinieri della stazione di Somma Vesuviana hanno tratto in arresto Antonio Improta, un 34enne del posto.
L’uomo è stato bloccato nei pressi della sua abitazione e, perquisito, è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica calibro 45 e 13 cartucce.
L’arrestato è ora in attesa di rito direttissimo.

