Auchan di Napoli Argine, tensione alle stelle: lavoratori in picchetto davanti all’impianto. Sul posto la polizia

I lavoratori dell’Auchan di via Argine stanno formando un picchetto davanti allo scalo merci dell’ipermercato allo scopo di impedire lo svuotamento dell’impianto. Stamane sono infatti giunti sul posto i tir inviati dalla multinazionale francese, che ha dato l’ordine di togliere tutte le merci dagli scaffali e dal deposito dell’ipermercato napoletano, chiuso da oltre quaranta giorni a causa del braccio di ferro tra i 138 addetti e l’azienda che vuole cedere la struttura licenziando quasi la metà dei dipendenti. C’è anche la polizia sul posto. Intanto i lavoratori si sono posti a difesa dell’impianto con una catena umana piazzata davanti all’ingresso ubicato sul retro del centro commerciale. Questa situazione segue di poche ore il fallito incontro di ieri pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico, all’esito del quale i dirigenti ministeriali si sono dichiarati impotenti di fronte alla prospettiva della cessione e dei conseguenti tagli occupazionali.

Acerra, alla scuola «Caporale» uno spot contro l’omofobia grazie al contributo dello stilista Mimmo Tuccillo

Di seguito il resoconto, pervenutoci dagli stessi protagonisti, dell’esperienza vissuta con gioia e spontaneità e che ha portato alla realizzazione di uno spot al quale hanno preso parte alunni della 3 Q, lo stilista ottavianese Tuccillo, insegnanti e personale scolastico.

Nell’ambito delle attività per l’Educazione alla Legalità, per le Pari Opportunità e la lotta ad ogni tipo di discriminazione, la SSPG “G. Caporale” di Acerra, grazie all’ occasione offerta da un Concorso per le scuole indetto dal Comune di Acerra – Assessorato alle Pari Opportunità, produce uno spot contro l’Omofobia.

Gli alunni della classe 3 Q, insieme agli insegnanti del consiglio di classe, coordinati dalla professoressa La Mura, referente del percorso didattico, con la collaborazione fattiva dei professori Rapido e Calabrese, nonché con la presenza e il supporto della dirigente scolastica Anna Iossa, da sempre in prima linea contro ogni forma di discriminazione, violenza e prevaricazione, hanno ideato e realizzato un video contro l’omofobia. Insieme ai giovanissimi “Caporalini” la personalità artistica, creativa e poliedrica dello stilista Mimmo Tuccillo.

Dopo aver affrontato più volte la tematica in classe, i ragazzi hanno incontrato Mimmo Tuccillo nell’Aula Magna della scuola. Dapprima emozionati e quasi increduli, hanno poi cominciato a rivolgersi a lui con scioltezza e naturalezza, grazie anche alla spontanea e gioiosa capacità comunicativa del giovane professionista della moda. Le domande si susseguivano dando vita a una bella chiacchierata a più voci che vedeva coinvolti alunni, docenti e ospite d’onore. Dai temi più quotidiani “Parlaci del tuo lavoro.” a quelli più personali “come vivi la tua personalità” approdando a battute amichevoli e divertenti “cosa pensi dei jeans strappati” chiudendo con una vera complicità “aiutaci a farci dare un bel voto dai prof!”

Tutto questo inframezzato dalla realizzazione di uno spot che, rifacendosi ad una famosa citazione del principe Antonio de Curtis – al secolo Totò –  modificata per l’occasione in “Femmina si nasce, e io lo nacqui, modestamente!” si chiude con un corale STOP HOMOPHOBIA! Allo spot hanno preso parte gli alunni della classe 3 Q, Mimmo Tuccillo, insegnanti, personale ATA…. A rappresentare l’intero istituto, uniti contro le discriminazioni.

Uscendo dall’Aula Magna, si sorrideva complici e fiduciosi, con l’orgoglio di aver fatto qualcosa per rendere migliore la società.

 Intanto una cosa è certa, tutti noi che uscivamo da quella stanza-set ci sentivamo, migliori, più completi, ricchi… perché tutti avevamo imparato un pezzo di amore in più!

Un selfie sul trono del Palazzo Reale di Napoli, la denuncia del consigliere regionale Borrelli

“Sedute in quattro sul trono di Palazzo Reale a Napoli a farsi foto. Possibile che nessuno le abbia fermate?”. La denuncia viene dal consigliere regionale dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli, che diffonde la foto ‘incriminata’ tratta dai social. Secondo quanto spiega Borrelli, la foto è stata scattata durante il gala della rassegna “Wine and the City 2018”, svoltosi il 10 maggio scorso a Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito. Sottolinea in una nota il consigliere regionale: “Alcune partecipanti alla cena hanno pensato bene, per farsi delle foto da pubblicare sui social, di percorrere la sala del trono, passando sui tappeti antichi con i tacchi, per andarsi poi a sedere in quattro sul trono stesso, oltrepassando tutte le barriere di protezione e mettendo a rischio tappeti e trono. Chiedo a chi avrebbe dovuto garantire il controllo della sala del trono di capire come sia stato possibile che quelle donne abbiano attraversato le zone protette”

San Sebastiano al Vesuvio. Al via la festa del pane

A San Sebastiano al Vesuvio la prima Festa del pane vesuviano per ottenere il riconoscimento Unesco e presentare la Cittadella del pane in un bene confiscato alla camorra. Domani, mercoledì, la presentazione del programma. “Il pane è un alimento irrinunciabile ma anche una fonte di reddito oltre che un prodotto che rispecchia la cultura e la tradizione dell’area vesuviana e, per la prima volta, sarà celebrato con tre giorni di iniziative nel corso dei quali saranno raccolte le firme per il riconoscimento della lavorazione del pane vesuviano nel patrimonio immateriale dell’Unesco e si farà il punto della situazione sulla Cittadella del pane che sta nascendo in un bene confiscato alla camorra. Sabato per sostenere la “merendina” salutare sarà distribuito pane e pomodoro gratis a tutti i partecipanti”. Lo hanno detto i promotori di HapPANEs, la prima festa del pane, che sarà presentata domani, mercoledì 16 maggio alle 10.30, nel Gambrinus di Napoli. A illustrare le motivazioni e il programma delle iniziative ci saranno la direttrice artistica della manifestazione, Giuseppina D’Alessio, Mimmo Filosa, presidente regionale dell’Unipan, sindacato dei panificatori, il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Salvatore Sannino, e il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli

Pollena Trocchia. Insieme per costruire: inaugurato il comitato elettorale

Inaugurato nella serata di ieri il comitato elettorale di “Insieme per Costruire”, la lista civica a sostegno di Carlo Esposito, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Pollena Trocchia. Grande affluenza e grande entusiasmo nella sede di Corso Umberto I, 51, il locale che ha già ospitato i comitati per le elezioni del 2008 e del 2013, entrambe vinte da Insieme per Costruire, il gruppo che ancora una volta si propone con responsabilità e competenza alla guida del paese, questa volta sostenendo la candidatura dell’architetto cinquantacinquenne. Carlo Esposito, nel presentare tutta la squadra che sarà al suo fianco, ha voluto anzitutto sottolineare il rammarico per la mancata presentazione di una lista alternativa a quella da lui guidata. «Dispiace che i nostri avversari politici non siano riusciti a mettere insieme una squadra alternativa. Il confronto su diversi programmi, visioni ed idee di sviluppo del paese rappresenta un arricchimento per la vita democratica da cui la nostra comunità cittadina avrebbe sicuramente potuto trarre giovamento» ha detto Esposito ai tanti cittadini di Pollena Trocchia presenti ieri all’inaugurazione del comitato. «Siamo tuttavia convinti – ha aggiunto il candidato sindaco – che all’interno del nostro gruppo ci siano competenze e sensibilità capaci di rappresentare le istanze dell’intero paese. Sotto il logo “Insieme per Costruire” si riuniscono infatti amministratori uscenti che hanno già avuto modo di dimostrare il loro impegno e la loro competenza e volti nuovi della politica, volenterosi di fornire il loro apporto per la crescita del paese, uomini e donne, giovani e meno giovani che ricoprono diversi ruoli del mondo professionale».

Saviano, Rifiuti: a giovedì 24 maggio il Tetra Pak sarà conferito nella frazione multimateriale

Parte la campagna informativa.   A partire da giovedì 24 maggio 2018, il conferimento delle confezioni Tetra Pak avverrà non più nella carta bensì nella frazione multimateriale (imballaggi in plastica, alluminio e confezioni Tetra Pak) per incrementare la qualità dei materiali da avviare a recupero. Ogni utenza, sia domestica che commerciale, riceverà un pieghevole informativo in cui saranno illustrate tutte le indicazioni per effettuare correttamente la raccolta differenziata nell’ambito della campagna informativa denominata “Ci sono anch’io”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Saviano in collaborazione con Tetra Pak Italia e Comieco, è volta ad informare i cittadini residenti sulle corrette modalità di conferimento dei rifiuti differenziati e su una importante novità: il conferimento appunto delle confezioni Tetra Pak non più nella carta bensì nella frazione multimateriale (imballaggi in plastica, alluminio e confezioni Tetra Pak). “Una variazione che ci consentirà di incrementare la percentuale di raccolta differenzia, oltre ad aumentare la qualità dei materiali da avviare a recupero – dice il Sindaco Carmine Sommese – invitiamo dunque i cittadini ad una corretta separazione dei diversi materiali riciclabili e di osservare orari e giorni di conferimento indicati nei materiali informativi, prestando attenzione alle nuova modalità di conferimento delle confezioni Tetra Pak”. “Dai dati emerge come ci siano margini di miglioramento quantitativo e qualitativo differenziata dei cartoni per bevande tipo tetra pak nella raccolta multimateriale. Per questo materiale Comieco garantisce il riciclo e il riconoscimento dei corrispettivi dell’Accordo Anci-Conai, dice il Responsabile Ufficio Sud di Comieco Giacinta Liguori. “Tetra Pak da sempre è impegnata nello sviluppo sostenibile e nella valorizzazione delle risorse e, grazie al Protocollo d’intesa siglato con Comieco nel luglio 2003, nella promozione della raccolta differenziata e del riciclo delle proprie confezioni su tutto il territorio nazionale. Obiettivi importanti sono già stati raggiunti: infatti nel 2017 sono state riciclate in Italia 26.000 tonnellate di cartoni per bevande, pari ad oltre un miliardo e cinquecento milioni di confezioni postconsumo. Con questa iniziativa confidiamo di incrementare ulteriormente i quantitativi avviati al riciclo, destinando così importanti risorse in altre produzioni industriali a beneficio di tutta la collettività.”, aggiunge Lorenzo Nannariello Responsabile ambiente di Tetra Pak Italiana SpA”.

Crisi Auchan Napoli e Catania: il ministero si dichiara impotente. Prossimo incontro il 30 maggio

“Non abbiamo gli strumenti legislativi idonei a impedire la chiusura dei due ipermercati”. I dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico chiudono così il primo confronto tenuto oggi pomeriggio al Mise sulla delicata vertenza relativa alla chiusura e al contestuale abbandono degli ipermercati Auchan di Napoli via Argine e di Catania La Rena. Il dirigenti del Mise nel dichiarare di non poter fare nulla di fronte a questa situazione hanno invitato le parti a rivedersi negli impianti destinati alla chiusura per concordare misure idonee  a contrastare la crisi occupazionale e produttiva. Dunque, l’esito di questo primo incontro al Mise è stato sostanzialmente negativo, nemmeno interlocutorio. Pesa su tutta quanta questa vertenza l’assenza di un governo ma la sensazione che la crisi finanziaria sia feroce è stata confermata dalla negatività di questo primo incontro ministeriale. A ogni modo oggi è stato concordato che le parti si rivedranno il 30 maggio a Roma. Ma la situazione resta in bilico. Per Catania La Rena non è stato trovato ancora l’acquirente mentre il potenziale compratore di Napoli via Argine ieri ha dichiarato ai sindacati che senza il loro consenso non acquisirà la metà dell’attuale ipermercato partenopeo. Si perché non  si sa che fine dovrà fare il piano di sopra della struttura insieme a circa 70 dei 138 addetti. E’ una fase dunque ancora “di studio”. L’ipermercato di Napoli rimane intanto chiuso per via dell’assemblea permanente dichiarata dai lavoratori ben 42 giorni fa.

“Cercando bambina”, il nuovo romanzo di Anna Santoro, presentato a Napoli a “Il tempo del vino e delle rose”

La scrittura poetica di Anna Santoro scandaglia il rapporto madre-figlio svelandone complessità, chiaroscuri, imprescindibilità.   Una donna che non ricorda nulla del suo passato vive da sola in una piccola casa e osserva da una “finestra sul cortile” le vite degli altri. Ogni tanto un uomo senza nome, apparentemente sconosciuto, le porta cibo, vestiti, la accudisce. La memoria di Francesca, questo è il suo nome, affiorerà lentamente e porterà alla luce un dramma tremendo, in una cornice di storie di donne segnate dalla sopraffazione e dalla violenza. Storie tutte simili, storie specchio, come quelle delle persone e dei bambini che Francesca vede dalla sua finestra e che si aprono come altre finestre, in un effetto domino, a svelare alla protagonista la verità sul suo passato. La realtà che Anna Santoro fotografa è la quotidianità degli “esclusi” di oggi: quello che ha perso il lavoro per la crisi e non riesce a risollevarsi, le donne immigrate, la donna anziana e sola, quelle coinvolte nei guadagni cosiddetti “facili”, che facili non sono perché il prezzo che si deve pagare è la rinuncia alla dignità di persona. Le donne di questo romanzo sono delle combattenti, donne che resistono al di là delle loro stesse forze alla prepotenza e alle violazioni e scoprono la grazia della solidarietà femminile, umile, sommessa, potente. Perché anche se le provenienze sono diverse e le storie personali anche, le accomuna l’esperienza dello sradicamento e della resistenza. E gli uomini? Ci sono. Sono gli autori delle violenze e delle sopraffazioni, oppure l’uomo che ama Francesca, ma non riesce a farlo fino in fondo, fino a scegliere di condividere con lei la vita, o quello che diventerà padre attento e affettuoso solo dopo che la sua compagna si spezzerà sotto il peso delle responsabilità in un dramma doloroso e catartico. Ma il “core” del romanzo è preannunciato dal titolo: la ricerca della madre/figlia perduta. La madre che abbiamo avuto e quella che avremmo voluto avere, la madre che siamo o potremmo essere, il bambino/figlio perduto che vorremmo ritrovare e che siamo noi stessi. In questo romanzo non c’è il finto amore materno da pubblicità dei biscotti, c’è l’amore materno vero, quello difficile, quello che mescola passione, legame, rifiuto, indifferenza, antipatia, comprensione, affinità, diversità. Silenzi difficili da decifrare e parole che non si dovrebbero pensare. Francesca recupera la memoria attraverso la distanza (la finestra sul cortile), con l’aiuto delle altre storie e delle altre persone (notizie dallo spazio) e giunge “di fronte al dolore”. Lì non c’è salvezza, non c’è superamento. Le ferite non si chiudono. C’è un’altra cosa: “la meraviglia della poesia (e della follia)”, il capitolo che chiude questa intensa storia d’amore per l’amore. E la poesia (e la follia) che abbraccia e alla fine salva la protagonista è, nelle parole di Anna Santoro, fatta di “persone, persone, persone, persone, una marea di gente che.” Una rete di presenze capaci al di là di tutto di affetto e solidarietà. A questo punto dell’autrice bisogna, però, ancora dire qualcosa. Anna Santoro è poetessa e scrittrice, ma anche studiosa. E’ stata presidente dell’associazione Araba Fenice, è tra le fondatrici della Società delle Letterate, è impegnata da sempre in battaglie civili e politiche, è femminista e ricercatrice di storia delle donne. E’  suo, ad esempio, il “Catalogo della produzione femminile italiana a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli (dalle origini della stampa al 1860)” del 1984. E il suo percorso di studiosa e di attivista, come anche quello di poetessa, si sente tutto nelle pagine di questo romanzo, che lega il vissuto di ognuna a quello delle altre, che coniuga disincanto e lirismo, interiorità e politica. Il libro è stato presentato a Napoli, al Caffè del vino e delle rose, l’11 u.s., alla presenza dell’autrice, che ha letto personalmente dei brani scelti, da Donatella Trotta, giornalista autrice e curatrice di libri, Simona Marino, docente di Filosofia morale e delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, e Francesco Di Domenico, giornalista e scrittore. Anna Santoro, Cercando Bambina, Ali&No editrice, aprile 2018

Belvedere Santa Maria a Castello, Allocca: “No a decisioni che escludano le Paranze”

“Da appassionato di musica, estimatore di Mia Martini e sostenitore convinto del festival a lei dedicato a Somma Vesuviana, dico che la decisione di intitolare alla celebre cantante il belvedere di Santa Maria a Castello va necessariamente rivista. Per dare un nome all’area di Santa Maria a Castello, infatti, vanno sentite le Paranze, che vivono quella zona da sempre: un loro parere è indispensabile prima di procedere a qualsiasi intitolazione”. Celestino Allocca, consigliere comunale di minoranza e già candidato sindaco di Forza Italia, interviene sulla questione dell’intitolazione dell’area del belvedere di Santa Maria a Castello a Mia Martini.

Spiega ancora Allocca: “La priorità, ora, è restituire quell’area ai cittadini, renderla autenticamente fruibile, valorizzarla. Successivamente, dovranno essere coinvolte le Paranze sommesi. Se da loro dovessero arrivare indicazioni diverse, il legame tra Mia Martini e questo territorio potrà comunque essere suggellato attraverso l’intitolazione di altre strade, altri punti della città. Intanto, il Comune può fare molto di più per sostenere il festival, un evento importante che dà lustro a Somma Vesuviana”.

Assunzioni pilotate al comune di Acerra: scattano gli interrogatori. Nell’indagine 14 incarichi a parenti di politici locali. Indaga anche l’Anac

Assunzioni di parenti e amici dei politici: scattano gli interrogatori. I carabinieri della caserma di Castello di Cisterna hanno ascoltato alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, e alcuni partecipanti al concorso per l’assunzione a tempo determinato nella polizia municipale. L’inchiesta è del pubblico ministero della Procura di Nola Arturo De Stefano. Contemporaneamente l’Anac di Raffaele Cantone, l’Autorità anti corruzione, ha scritto di aver individuato anomalie in questa vicenda invitando il Comune a fornire chiarimenti. Al centro della storia ci sono 14 assunzioni a tempo determinato di figli e nipoti di consiglieri comunali di maggioranza, di esponenti di partiti e di ex dirigenti comunali. E’ una vicenda fatta emergere da una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, alla Corte dei Conti, all’Anac e al prefetto di Napoli, del Movimento Cinque Stelle. C’era stato inoltre un documento sottoscritto da 6 ex consiglieri comunali delle opposizioni di centrodestra e centrosinistra inviato all’ex prefetto di Napoli Pantalone sul presunto comportamento omissivo della maggioranza. La polemica era iniziata nel 2016, quando il j’accuse delle opposizioni era stato puntato sul genero dell’ex presidente del consiglio comunale, Domenico De Luca, assunto a tempo determinato, nel 2015, in municipio come tecnico ambientale, nonostante il concorso fosse stato vinto da un’altra persona, un ingegnere chimico. Nei giorni successivi sono poi state operate dal comune altre assunzioni, sempre a tempo determinato e sempre tramite concorso pubblico: 14 persone. 13 sono state prese come poliziotti municipali: 7 al comune di Acerra e 6 a quello di Frattamaggiore. Gli assunti sono quasi tutti (tranne uno ) di Acerra e quasi tutti imparentati con altrettanti politici locali. Un’altra persona era stata assunta, anche in questo caso per concorso, nel settore dei servizi sociali: la cugina di un consigliere comunale di maggioranza. Tra i poliziotti municipali reclutati ad Acerra figuravano due figli di responsabili locali di partito, un figlio e un nipote di due consiglieri comunali, la moglie di un ex consigliere comunale e il figlio di un ex dirigente municipale. Tra i 6 vigili che invece sono stati assunti nel comune di Frattamaggiore ci sono il nipote di un attuale assessore comunale di Acerra e i parenti di altri politici acerrani. Le opposizioni avevano segnalato che “tutte le assunzioni sono avvenute col metodo dello scorrimento dei bandi, metodo vietato dalla legge per i contratti a tempo determinato”. Gli interrogatori effettuati negli ultimi giorni scaturiscono da un’opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia penale inoltrata dallo stesso pubblico ministero De Stefano al giudice delle indagini preliminari. L’opposizione all’archiviazione porta la firma dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Il gip ha quindi accolto la richiesta dell’ecologista disponendo la riapertura dell’indagine. Il pubblico ministero De Stefano ha quindi fatto scattare l’ascolto dei politici locali e di chi ha partecipato ai concorsi. Ma c’è cautela. “Non posso rilasciare dichiarazioni: ci affidiamo alla magistratura”, commenta Cannavacciuolo.